[Gaza] In guerra non tutto è lecito
06/01/2009
Non mi restano molte parole per descrivere o pontificare su quel che sta succedendo a Gaza. Troppi ricordi e troppa rabbia per le persone che conosco laggiù.
La guerra è uguale ovunque e non esistono guerre meno spaventose di altre. Esistono modalità diverse di descrivere le guerre. Ma ovunque passino esse portano le stesse conseguenze.
Per questo chi in queste ore è eccitato / galvanizzato / convinto / ecc.. dall'attacco israeliano alla Striscia, non ha, dal punto di vista dell'etica, il diritto di affermare detrminate cose.Non si tratta di garanzie di pluralismo o di altre cazzate fintamente democratiche. Non si ha il diritto di affermare quello che vanno dicendo i Frattini, i Gasparri e gli altri politici. Affermare che un tiro al piccione sia una guerra difensiva, che per 5 morti israeliane non bastino 500 vittime palestinesi, che vi è il diritto di difendersi dai petardi con i tank, non è lecito. Così come non è lecito comparare bandiere e bambini.
Tra le tante agenzie che compaiono su Indymedia in questo periodo, una è per me molto significativa.
GAZA:BAMBINI IMPAZZITI DI PAURA, PARLA PARROCO MUSALLAM/ANSA VEDONO E SENTONO LA GUERRA, SONO TERRORIZZATI E INCONSOLABILI (di Anna Lisa Rapanà) (ANSA) - ROMA, 4 GEN - I bambini di Gaza vedono tutto, sentono la guerra e impazziscono di paura. «Sono inconsolabili». È il parroco di Gaza, monsignor Manawel Musallam, a raccontare il terrore in cui i più piccoli e i più innocenti vivono in queste ore, tra i boati delle bombe, sempre troppo vicine. «Questi bambini vedono e sentono tutto, le esplosioni, i bombardamenti, e ad ogni boato scoppiano in un pianto disperato e non smettono più. Sono terrorizzati, sono come impazziti, impazziti di paura», dice all'ANSA padre Musallam, raggiunto telefonicamente a Gaza. «E non importa quanto i genitori li tengano stretti a sè, non smettono. - continua - Allora i padri li portano da me nella speranza che io possa avere una parola di conforto. Tutto quello che io posso fare è dire loro che Israele non colpirà i bambini, che i bambini sono innocenti». E funziona? Rimane in silenzio per qualche secondo al telefono padre Musallam, mentre si sente l'eco dei bombardamenti. Per due volte, con un breve intervallo, arriva distintamente il rumore delle esplosioni. «Ha sentito? - dice - sono queste, sono bombe sganciate da F-16. Ecco, è questo il rumore che fanno». Lo stesso che ogni giorno sentono i bambini di Gaza, anche i piccolissimi lo conoscono e lo riconoscono. «Ogni volta è un nuovo trauma per loro - continua - è un grande spavento. E questi sono bambini che vedono e sanno quello che succede, sono bambini che non hanno solo paura per sè, ma per i genitori, per il papà. Mi chiedono cosa succederà al loro padre». E a molti non si possono raccontare 'storiè: «c'è chi mi ha detto, 'padre sei un bugiardò perchè ricordano quando nel 2002 fu colpito un asilo e temono che possa accadere di nuovo». Monsignor Musallam è dal 1995 a capo della parrocchia della 'Sacra Famiglià, l'unica cattolica a Gaza, parte di un comprensorio nel quartiere di El Zaytouneh a Gaza City che include due scuole con oltre 1.100 alunni, la gran parte musulmani. Le scuole sono adesso chiuse da giorni, i bambini vengono protetti dalle famiglie per quello che possono, dice il parroco, ma è difficile proteggere dalla paura e dal terrore: «In questi giorni due bambini sono morti di paura: uno dopo aver visto bombardare una casa, aveva 12 anni, l'altra ne aveva 16, era in casa, ha sentito arerei sganciare missili. Sono morti di spavento. La situazione per loro qui è infernale». (ANSA)
I bambini muoiono d'infarto. Questa è la guerra. Nuda e cruda. Che poi oggi la comunicazione degli eventi bellici sia in mano ad un manipolo di pubblicitari in grado di vendere un bombardamento come uno spettacolo, questo è un altro discorso. Cosi' come meriterebbero molti discorsi l'estetica dell'esercito israeliano ed il suo utilizzo di youtube.
Sono un misera consolazione i videogiochi che mostrano l'irrealtà di questa guerra. Qualcosa in piu' forse i boicottaggi.
Di fronte però l'impotenza che si relaziona con l'indifferenza che ti circonda. In testa la convizione scolpita che non tutto sia uguale o comparabile e che schierarsi sia oggi più che mai un dovere.




Vedo che anche tu hai pubblicato questa foto sconvolgente...
Inviato da Lameduck — 07 Gen 2009, 00:48
Si, l'ho pubblicata, pur dovendo digerire il fatto che ogni volta che apro il blog preferirei non guardarlo. Non so se pubblicare queste foto serva o sia controproducente (abituarsi alla violenza non è bello). So che pero' ciò che turba la coscienza puo' far scattare nelle persone quel minimo di umanità insito in ognuno.
Complimenti per le tue analisi sul blog.
Inviato da ombra — 07 Gen 2009, 11:31