ombra

15 Ott, 2007

Un attacco alla memoria collettiva

due parole — Inviato da ombra @ 16:52

Riporto il comunicato di Supporto Legale rispetto ai processi genovesi ed alla prossiam conclusione delle vicende giudiziarie di un pezzo di storia che ci riguarda. Qui invece alcune considerazioni interessanti.

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Un attacco alla memoria collettiva, fatevi sentire

Supporto legale *

«La storia siamo noi» non è uno slogan. E' un approccio preciso: da un lato la storia sociale, dall'altro la storia del potere. Chi lo ha cantato in questi anni lo ha fatto con l'istinto di chi sa di aver vissuto un pezzo importante della storia, ufficiosa o ufficiale che sia. E lo ha fatto pensando a Genova 2001. Con ogni mezzo necessario. Ma dal giorno in cui è iniziata la requisitoria dei pm Andrea Canciani e Anna Canepa (Md), la storia la scrive qualcun altro. E pare che le 300mila persone che hanno cantato quella canzone sei anni fa non si accorgano di nulla. In questi giorni la verve accusatoria attacca frontalmente la nostra memoria collettiva. I pm non si sono risparmiati: hanno biasimato le violenze delle forze dell'ordine, la gestione dell'ordine pubblico paragonato a una guerra tra bande, la partigianeria di testimoni inqualificabili come rappresentanti dello Stato. Hanno però voluto porre un limite alle accuse e a un processo che si deve occupare solo delle devastazioni dei manifestanti; tutto il resto non può essere usato davanti alla Corte.
Allora non si può parlare delle spranghe di ferro usate dai carabinieri nella carica di via Tolemaide, perché non hanno avuto alcun effetto diretto sulle devastazioni dei manifestanti; non si può parlare di via Alimonda, un fatto tragico ma già archiviato; non si può dubitare che le centinaia di lacrimogeni sparati sul lungomare non abbiano mai raggiunto il corteo, ma solo la piazza antistante lo schieramento di polizia; non si può non notare che in via Tolemaide ci siano stati solo 100 secondi di corpo a corpo e che, quindi, le cariche non siano state così violente; non si può non notare che, in fondo, il blindato abbia caricato ad alta velocità i manifestanti solo due o tre volte. Quindi, poco da lamentarsi.
In pratica, la rabbia di tutti noi in quei giorni per le sopraffazioni vigliacche che aggredivano chi non poteva difendersi, che esprimevano il monopolio più vecchio del mondo, quello dell'uso della forza pubblica, dobbiamo dimenticarla, perché conta poco, mentre si giustificano le forze dell'ordine e chi le comandava. Allora la carica di via Tolemaide si comprende bene. Cos'altro avrebbe dovuto fare la polizia? Allora quella di Placanica è legittima difesa, mentre quella di tutti coloro che si sono ribellati al G8 no. Forse anche i pm avrebbero dovuto essere in strada per capire cosa è stata Genova. «Non si può parlare della Diaz», affermano. Contemporaneamente offrono agli avvocati degli alti gradi della polizia un assist, sotto forma di affermazioni non provate e dossier già noti, che non cambiano nulla, ma che risultano ampiamente suggestivi per i media. Condannano l'operato della polizia nella scuola, ma si dimenticano di ricordare che fu proprio la dott.ssa Canepa a essere «interpellata» quella notte dai dirigenti poi imputati per il massacro. Ai pm «non piacciono i cattivi maestri», ma forse dai loro «buoni maestri» dovrebbero apprendere anche che non si può pensare di giocare al gioco della politica senza sporcarsi le mani. 300mila persone - bianche, pink, black, disobbedienti, migranti, pacifisti, autonomi - lo hanno fatto sei anni fa, senza paura. Se la storia siamo noi, se la memoria non è un souvenir da quattro soldi ma un prezioso ingranaggio collettivo, queste stesse persone dovrebbero correre a Genova e far sentire la propria voce in un processo che si è abituato a risolversi come una cosa «per i soli addetti ai lavori». «Addetti ai lavori» come i 25 imputati-capri espiatori sui quali si vorrebbero scaricare tutte le responsabilità di quello che fu Genova, la cui condanna sarebbe utilissima per chiudere i conti che tutti sono ansiosi da sempre di chiudere, o rimuovere. La storia non è una questione per addetti ai lavori di un'aula di tribunale. La storia siamo noi.


* Supporto Legale è una rete che segue i processi di Genova, Cosenza, Napoli e Milano.


Commenti

  1. Cari miei, avete presente quell'Anarchico che da solo combina il guaio ?????!! :)

    Ci sono degli schemi, delle combinazioni nella realta e nella realta sociale che potrebbero essere paragonati ai famosi varchi temporali .

    Ci sono Anarchici oggi ma anche da sempre.. che magari invece di incazzarzi con lo Stato si incazzano con i "compagni" stessi, credendo di far del giusto perche anche la società dei compagni è una società e và criticata e combattuta se sbagliata .

    Io come dico nei miei blogs, sono Babbo Natale....

    Da buon babbo natale ho vissuto il mio periodo a Roma, non mi sono incazzato con lo Stato ma in un certo senso con il movimento, con i compagni stessi.

    Nel 1998 definitivamente perdo la battaglia a Roma, vengo cacciatome ne vado, approfittando di un'imprecisata carrovana techno nomade........

    Guarda caso nel mio piccolo, individuo proprio con la mia dipartita da Roma, di un cambiamento stesso in Roma, molte egemonie iniziano nel vascillare ma nello stesso tempo tutto il panorama sembra diventato un'enorme centro sociale che coprente tutta l'Italia .

    Questa storia che io non ho vissuto perche esiliato non dallo Stato Italia ma da "il movimento", finisce proprio con Genova .

    Vero quello che dice l'articolo, vero tutto, vero anche che oggi vanno di moda loro, vero che lo Stato si difende le sue forze dell'ordine, è vero però anche quello che dico io, Genova è stato uno sfogo generazionale e nel movimento queste cose non dovrebbero accadere .

    La verifica che è stato uno sfogo generazionale, è dato proprio dal senso stesso dell'articolo, loro si, fanno come vogliono ma non c'è nessuno che li contrasta e nussuno li contrasta perche quel finto movimento di Genova si è riconvertito alle sue origini e cioè cattolici pseudo rivoluzionari, loro erano la massa che aveva fatto credere chissa a cosa....

    C'è la Grecia che sta un punto peggio di tutti in Europa ma è come fanno loro che si dovrebbe fare, brucia Europa Brucia !!!!!

    Saluti

    Deepaction

    Inviato da deepaction — 16 Ott 2007, 00:55


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