ombra

21 Lug, 2007

Il seme della follia

segnalazioni — Inviato da ombra @ 15:36
21/07/2007 

Ieri sera ho visto quasi tutto il documentario de La7 su Genova: "Il seme della follia".

Un interessante miscela di video, con un montaggio veramente molto efficace. La tecnica utilizzata (nessuna voce narrante, immagini serrate, musiche apocalittiche e telefonate agli e degli sbirri) è davvero molto interessante. Lo spettatore medio esce dalla visione del video con la giusta dose di confusione in testa, cosa che traspare dagli intenti. Un video che confonde e che mischia alcune volte anche cose che non c'entrano. C'e' chi parla di "apologia dei noglobal" e chi parla di un quadro di caos nella gestione della piazza di Genova,che emergerebbe dal filmato. Per me non è tanto quello ad emergere, quanto la spropositata dose di caos nella ricostruzione degli eventi che viene istillata nello spettatore, il vero nodo della questione. Il film porta delle tesi (tre) ma non ne sviluppa nessuna. Accosta fatti e circostanze con il montaggio a fornire ogni spiegazione.

Una cosa mi ha colpito:  il numero spropositato di "onesti cittadini" che chiamano per segnalare i "tipi sospetti". E' vero, l'ho sempre saputo che esistono, ma addirittura offrire foto e testimonianze mi è parso particolare. Ognun tragga le proprie conclusioni.

Complimenti al montatore. Ovviamente il documentario è una leccata paurosa ad una certa parte delle forze di polizia. Ma si sapeva.

PS, non ho potuto trattenermi nel cogliere la citazione dell'immagine... 

PPS, si, son già 6 anni... 


Commenti

  1. Proprio perche` son passati 6 anni,
    lo/gli autore/i, potevano sforzarsi di far comprendere un po' meglio gli eventi invece di fare un'inutile marmellatone di immagini etc.
    esercizio stilistico Voto 6
    verita' storica Voto 1-
    giudizio sintetico: inutile e dannoso
    Pure a me le telefonate han colpito assai.

    Inviato da tabozzo — 21 Lug 2007, 18:25

  2. mm
    a me 'sto filmato mi ha fatto particolarmente schifo.
    sono passati anni e ormai molta gente puo' facilmente rassicurarsi dicendo "beh insomma, alla fine e' stato un gran casino, non ci s'e' capito niente. un momento di panico in cui tutti sono impazziti". un ulteriore passo avanti dopo la "mela marcia". questo filmato asseconda esattamente questa reazione.

    e' molto facile convincersi che in fondo era una situazione particolare, anche gli sbirri erano nei pazzi, e insomma una cosa cosi' difficilmente puo' ripresentarsi.
    il titolo poi e' perfetto. follia un cazzo.

    tutta l'enfasi della gente che telefonava dicendo "oddio ci bruciano la macchina" e le false notizie di sbirri morti, messe accanto a diaz etc. fanno istintivamente giustificazione.

    l'impressione piu' forte e' stata che il tipo abbia avuto un gancio per ottenere facilmente tutte le telefonate e su quello abbia costruito un video tirato via. altri intenti non ce li vedo e se li vedo non mi piacciono.

    ma magari sbaglio e non ho colto.

    Inviato da robo — 23 Lug 2007, 21:26

  3. Si ma è esattamente quello che dico io. Io parlavo del montaggio ad hoc per fornire maggior caos alla vicenda.
    Sul momento di panico collettivo non puoi che trovarmi d'accordo. E credo nella volontà di instillare questa tesi, proprio per l'utilizzo strumentale di molte immagini, con accostamenti di immagini di giornate diverse, l'utilizzo di filtri particolari per far sembrare immagini diurne come notturne, l'accostamento di audio e video che non c'entrano nulla.
    Il mio giudizio è negativo su tutta la linea. I complimenti al montaggio erano, ovviamente, ironici.

    ciao

    Inviato da ombra — 24 Lug 2007, 09:16

  4. con "preghiera" di diffusione... se possibile. grazie

    Comunicato

    per prendere posizione e le dovute distanze da chi vuole cancellare la realtà, i fatti e la verità su quanto accaduto a Genova nel 2001 in occasione del G8. Un comunicato semplice per esprimere totale dissenso verso le azioni che uccidono le democrazie e le libertà. Le dinamiche della comunicazione giocano col potere, ma il gioco è rotto e molte vite anche. Ecco la strategia del potere.

    Diverse immagini e contenuti in La Disobbedienza e Pulcinella e sul G8, oltre che per il Genova Social Forum, il Comitato Verità e Giustizia e relativo dvd, sono state illegittimamente usate, inserite e mal composte in una sorta di documentario, un ibrido, dal titolo "ll seme della follia" trasmesso da La7 il 20/07/2007. Questo però è avvenuto senza alcuna comunicazione, prima durante o dopo, all'autore/produttore. Infatti l’indigesta visione è stata del tutto casuale e dolorosa.

    Questa discutibile operazione, una ricostruzione falsata, tendenziosa, politicamente deviata, mediatica o propagandistica, va in parallelo allo svolgimento dei processi e alle tragiche novità che ne seguono, o che ne sono causa... e il fatto che sia stata trasmessa in una data molto importante per la società e la storia, sembra significare che tra le intenzioni di qualcuno ci sia quella di generare e sviluppare ulteriori conflitti, caos e perdita di memoria e fiducia. Scientemente, senza scrupoli e con calcolo. Un calcolo che continua ad uccidere, e per tutto questo non ci sono alibi o giustificazioni.

    Quelle immagini sono state decontestualizzate e neanche supportate da altre argomentazioni e punti di vista, e in più sono state spacciate per immagini inedite... realizzate "in presa diretta"... da pseudo autori che evidentemente tali non sono... tanto che si sente e si vede, tra le altre cose, persino la voce dell'autrice che cerca di difendersi dalle aggressioni di quella giornata, mentre filma e tenta di sfilare anche Pulcinella dalle mani di alcuni aggressori in divisa. Ci vuole un bel coraggio... che a qualcuno manca. Come manca la professionalità, l’etica e persino una “morale”... umana e sociale. Queste azioni offendono e fanno male. In ogni senso. Ma la cosa più grave è che questo, un falso e sbagliato messaggio, su diversi livelli, danneggia la moltitudine, quella che c'era e no, e offusca ancora una volta la realtà. Quel giorno un ragazzo ha perso la vita per mano del potere mal gestito, e qualcuno con cinismo, ambiguamente cerca di giustificare questo ed altro ancora con subdoli mezzi. Anche questa è arroganza, prepotenza, violenza, abuso di potere, e molto altro... che continua... in varie forme... su fatti molto delicati che richiederebbero maggiore attenzione, delicatezza, buon senso e magari anche buon gusto. Non è così difficile. Ma quel che manca è il rispetto per la vita... E' quindi impossibile non esprimersi e non prendere secche distanze e una posizione diversa e precisa da quella farsa e non solo chiamata come il film di Carpenter. Nemmeno il titolo è originale. Quel prodotto anticulturale e transgenico è sintomo ed effetto di una mala società basata su potere & business che continua ad auto distruggersi nonostante le belle idee e i bei propositi. Si continuano a macinare morti, e tutto questo mentre si parla di democrazia e libertà da tutti i fronti di guerra, anche da quelli che usano gli escamotage del progresso e la parola Pace, civiltà o sicurezza... di chi? Anche l’ipocrisia globale uccide, a destra e a sinistra dal sud al nord del mondo, senza diritti o pace.

    Quella operazione è un'offesa a Carlo, a tutti, alla memoria e alla verità. Ma soprattutto al futuro. Il Nostro.

    Alcune osservazioni sul comunicato che accompagna quell’ibrido di cui sopra.

    In quel comunicato trovato sul web (in parte incollato sotto)… non viene mai usata la parola Disobbedienza in senso pieno… anche se si parla di quel contesto, di quel corteo attaccato ingiustamente… eppure, in compenso, vengono citati i black block diverse volte che nulla avevano a che fare con i disobbedienti e le tute bianche… Sembra si voglia creare un’ambigua connessione tra i due colori e allo stesso tempo un conflitto tra buoni o cattivi, strategico… come i loro interventi di piazza…

    Intanto il titolo: “I carabinieri attaccano il corteo autorizzato” e poi il testo attacca con “I Black…”… eppure stiamo parlando del corteo autorizzato della disobbedienza… perché dar tanto importanza ai black quando stiamo rivendicando giustizia per le violenze che tutti, tutti, tranne i black block, hanno subito?

    Si legge… “All'uscita dal carlini le tute bianche si mischiano alla moltitudine dei ventimila che assaliranno i potenti della terra.” … I potenti della terra hanno assalito la moltitudine, ferendola e uccidendola! E, le tute bianche disobbedienti non si sono mischiate alla moltitudine, bensì ne hanno sempre fatto parte, siamo nel movimento, è il movimento. Ancor prima del Carlini.

    E per quel G8 nessuno aveva una tuta bianca addosso, per scelta. Non mi risulta ci siano immagini di tute bianche in quella occasione.. a parte quella di Pulcinella. E i disobbedienti non sono né “di Casarini” né di altri… Sono. Si legge ancora:

    “chi finisce oltre il cordone dei carabinieri viene massacrato di botte. Nel frattempo però i disobbedienti si sono organizzati, e hanno reagito alle cariche. Si è scatenata la guerriglia urbana.” Falso! Nessuno dei manifestanti è finito oltre i cordoni dei carabinieri… ma caso mai .. i cordoni delle forze dell’ordine, avanzando minacciosamente e armati, hanno rotto le fila dei manifestanti e sono finiti oltre i cordoni dei manifestanti quando eravamo, tra l’altro, in zona “autorizzata”! E comunque quel che è stato fatto non sarebbe in ogni caso giusto. I disobbedienti e tutti i manifestanti non si sono potuti organizzare, dal momento che erano tutti “dispersi”, con le ossa rotte o sanguinanti… accecati dai lacrimogeni, dal sangue, dalla paura e dal dolore. Hanno reagito spontaneamente per legittima difesa, non organizzati, con ciò che si trovava lì al momento… o fuggendo in luoghi “sicuri”… impossibile. I disobbedienti e gli altri manifestanti pacifici, non avevano strumenti di offesa ma solo di difesa… per scelta. E questi dettagli, le scelte e gli intenti, che fanno la differenza sono stati dichiarati prima di quel G8. La guerriglia urbana di cui si parla, non si è scatenata così… è stata provocata da chi ha attaccato ingiustamente e violentemente con armi mortali, una regia studiata a tavolino. Voluta. Ma non evoluta. E dire guerriglia urbana è sbagliato… ciò che è successo è guerra alla libertà di manifestare ed esprimersi, è guerra alla libertà di essere liberi in Italia “paese” cosiddetto civile e democratico ma che nei fatti molto spesso dimostra d’essere il contrario. Contrario ai bisogni e ai desideri della pluralità, della società. Contrario alle leggi umane e ai diritti. L’Italia ha bisogno di crescere nel mondo globale.

    E la frase finale, di chiusura testo… “Il settimo nucleo del Primo Reparto Mobile di Roma è davvero - come sostiene la magistratura - responsabile di quel massacro?...” Bene. Cioè Male. Cosa vorrebbe dire questa frase così ambigua, troppo ambigua, a cosa mira? Cosa vuole insinuare? Perché lascia la porta aperta alla sbagliata interpretazione che ne potrebbe derivare… ? Chi vuole difendere e chi vuole attaccare? E’ comunicazione questa? O pretesto?

    In tutto questo la comunicazione fa “gioco”… e diventa mero strumento politico e non culturale. I media, i mass media, e gli autori che dichiarano di fare informazione o documentari hanno il dovere di dare giuste e corrette informazioni, altrimenti si parla d’altro, e dichiararlo sarebbe il minimo. Anche se è vero che ciò che si è visto… ad esempio al G8, sembrava fantasia e non realtà… Insomma, se di sceneggiatura si parla noi abbiamo la nostra, vera e originale. Diversa. Abbiamo i nostri film, quelli veri, non solo fantasia. E in tutto questo caos nutriamo ancora dei sogni, nonostante tutto, nonostante l’involuzione della nostra società e la decadenza che talvolta esprime e la libertà non è solo un sogno ma anche un obiettivo, seppur relativo, reale. Da raggiungere. Anche attraverso la protesta e la disobbedienza se necessario.

    Il movimento ha dichiarato intenzioni pacifiche alternative e costruttive nonostante le omissioni…

    Per Carlo Giuliani la Moltitudine le pluralità in Movimento la Società delle azioni in movimento.

    Buon futuro.

    Samantha La Ferla

    www.finquituttobene.org & www.sofarsogod.org

    il testo trovato sul web che accompagna l'ibrido che si è visto su la7.

    I tre capitoli che riguardano i tre momenti fondamentali che hanno determinato i fatti del G8.

    I Black bloc devastano la città

    La mattina del 20, molto prima dell'inizio delle manifestazioni programmate, compaiono i black bloc, in circa 200 in piazza Paolo da Novi.
    Piazza Paolo da Novi è un rettangolo con sette uscite. In quel momento dislocati in varie parti della città ci sono diverse migliaia di uomini delle forze dell'ordine, i cortei autorizzati devono ancora partire, la piazza dei black bloc è l'unico focolaio di violenza.
    L'ansa registra scontri e devastazioni in piazza savonarola, via Casaregis, piazza Tommaseo, su fino a via Tolemaide e Corso Gastaldi, dove è previsto, il passaggio del corteo autorizzato delle tute bianche.
    Ad un certo punto, il grosso del gruppo scende verso piazzale Kennedy la gamma 3 del commissario di polizia Angelo Gaggiano li insegue. In fondo al viale c'è un intero battaglione di carabinieri del Tuscania, il gruppo più equipaggiato che c'è a Genova per questo genere di interventi. Gaggiano via radio chiede ripetutamente il loro intervento: "chiudeteli in mezzo", "stanno in trappola". Ma i carabinieri non si muoveranno, decideranno di non intervenire. I black bloc si disperdono di nuovo per le strade di Genova.

    I carabinieri attaccano il corteo autorizzato

    I Black bloc sconvolgono la sceneggiatura del G8: il Viminale si era preparato a fronteggiare un assalto, più simbolico che reale, alla zona rossa. I cortei si sarebbero fermati davanti al muro di ferro, avrebbero tentato qualche sortita, sarebbero comparsi gli idranti, forse qualche manifestante avrebbe varcato la zona proibita con una bandiera, e tutto sarebbe finito lì. Questi erano gli accordi.
    Ma nessuno aveva fatto i conti con i black bloc. Il gruppo,si dirige verso il carcere di Marassi; sulla strada distrugge tutto ciò che incontra, un piccolo supermercato viene saccheggiato, all'arrivo dei neri a Marassi i contingenti che proteggono il carcere si allontanano. I pacifico corteo partito dal Carlini - ventimila persone con in testa i disobbedienti di casarini - scende da via Tolemaide. Per motivi mai chiariti, il capitano dei carabinieri Picozzi, decide di caricare il corteo autorizzato, dando inizio agli scontri che porteranno alla morte di Carlo Giuliani.
    All'uscita dal carlini le tute bianche si mischiano alla moltitudine dei ventimila che assaliranno i potenti della terra. Casarini racconta lo stato di tensione positiva, la sensazione di vivere una giornata importante. Poi l'arrivo quasi all'incrocio con corso Torino, i lacrimogeni, l'inattesa carica dei carabinieri, mentre il commissaro Gaggiano grida inutilmente di togliersi da lì, di lasciarli passare,bardature e scudi si rivelano inutili, le prime file dei manifestanti vengono travolte, chi finisce oltre il cordone dei carabinieri viene massacrato di botte.
    Nel frattempo però i disobbedienti si sono organizzati, e hanno reagito alle cariche. Si è scatenata la guerriglia urbana.

    L'irruzione della polizia nella scuola Diaz

    Cosa accadde alla Diaz è ormai chiaro: un brutale pestaggio, una sospensione della stato di diritto che portò al ferimento di 96 persone e al processo per 29 tra funzionari e agenti di polizia.
    Perché ciò accadde invece non è ancora chiaro: errore di valutazione sulla presenza di violenti nella scuola; voglia di prendersi una rivincita dopo il disastro del pomeriggio; sabotaggio organizzato per mettere in cattiva luce la catena di comando delle operazioni; momento di follia collettiva in cui le peggiori pulsioni all'interno degli apparati di polizia ebbero libero sfogo.
    Il settimo nucleo del Primo Reparto Mobile di Roma è davvero - come sostiene la magistratura - responsabile di quel massacro?...

    Inviato da Samantha La Ferla — 07 Ago 2007, 14:42


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