Autoproduzioni: la Rosa Canina
Come già ho detto, è qualche anno che insieme ad un gruppo di amici, cerchiamo di autoprodurci il maggior numero di alimenti di cui facciamo uso. Ovviamente sono cose che vengono sia attraverso l'autoproduzione sia per reperimento con vie non monetarie.
Questo è il caso della Rosa canina. La Rosa canina è una pianta montana che nel tardo autunno/inizio inverno produce una serie di bacche di vario genere. Pelose, lisce, rugose, lunghe, corte, tonde, ovali. Sono molte le specie di Rosa canina, tutte commestibili. Ovviamente non si possono consumare crude, e vanno lavorate.
Dicono i vecchi delle nostre valli che il periodo migliore per la raccolta è due o tre giorni dopo la prima gelata, ovvero tra la fine di ottobre e metà novembre. Le bacche in questo modo diventano più tenere e rugose, ed inoltre si attivano le propietà benefiche, tra cui la più celebre è la considerevole presenza di Vitamina C.
Come si consuma la Rosa canina? La tradizione consiglia due principali usi:
Per l'infuso, il metodo tradizionale, che è quello che sempre consiglio, è quello di prendere le bacche fresche, passarle nel forno (a legna è meglio) per pochi minuti in modo da bruciare i fastidiosi peletti superficiali, e poi mettere il tutto in luogo fresco e asciutto per fare seccare. Dopo un paio di settimane dovrebbero essere secche. A questo punto per preparare l'infuso (che fa davvero molto bene per raffreddori e influenze invernali) si mette un pugno di bacche secche in acqua fredda e poi si porta ad ebollizione. Quando bolle l'acqua, si spegne il fuoco e, se si vuole, si aggiunge qualche foglia di tiglio, che completa bene.
Per la Marmellata, il procedimento è più complesso, Si prendono le bacche creude e le si fa bollire per intenerirle. Una volta intenerite, le si passa in un passaverdura a mano per separare polpa e semi, troppo duri ed indigesti. La composta ottenuta, si mette sul fuoco con zucchero e, se si vuole, un bastoncino di vaniglia (io la preferisco senza). Quello che si ottiene è un composto vellutato e spesso, di colore rosso vivo e dal gusto dolce e aspro assieme. Dipende da quanto zucchero aggiungete. In ogni caso la si mette nei barattoli di vetro e la si fa raffreddare. Poi si sterilizza il tutto.
L'anno scorso abbiamo provato a fare la marmellata, ma la resa è davvero poca. Molte bacche per poca marmellata. Quest'anno ci siamo dati alla tisana, che è davvero potente. Riproveremo.
Purtroppo il caldo di questi giorni, unito all'innevamento artificiale (BASTARDI!) e alla poca acqua, compromettono la produzione dell'anno prossimo. Staremo a vedere, visto che la Rosa canina è una pianta delicata e che preferisce ambienti non inquinati e freschi.
Ah, una piccola nota di chiusura: la Rosa canina è liberamente raccoglibile per i boschi di alta quota. Io preferisco l'alta Val Chisone, al di sopra dei 1800 metri. Buona raccolta. Alla prossima.




la rosa canina!
io mi ricordo che quando ero piccola mia mamma mi portava nei campi a raccogliere la rosa canina e io mangiavo le bacche crude..
non credo che fosse una mia stranezza di bambina, ho sempre pensato che fosse uno dei modi di mangiare la rosa canina..
penso che non si possa fare con tutti i tipi. queste erano lunghe e rosse scuro, si raccoglievano quando erano molto mature e morbide, si mangiava solo la polpa scartando buccia e semi..
sono molto aspre, ma hanno un buon sapore...!
Inviato da gatto — 29 Gen 2007, 06:10