ombra

Attentato a Sassari

Racconti — Inviato da ombra @ 15:13
(ANSA) - SASSARI, 10 MAR - E' stato ritrovato in un supermercato della catena Eurospin, un ordigno potenzialmente letale in grado di deflagare con effetti devastanti. La bomba era stata posizionata all'interno del banco ortofrutta dell'esecizio commerciale, camuffato abilmente tra alcuni tuberi. Al momento non vi è ancora una rivendicazione, ma gli inquirenti punta sugli ambienti anarco-insurrezionalisti di matrice contadina, (sigla FAI-da-te) che potrebbero avere legami con le recenti bombe scoppiate a Torino. In particolare l'attenzione degli inquirenti sarebbe concentrata sui legami profondi dei gruppi di matrice anarchica di Sardegna e Piemonte, in nome del delle comuni avversioni al fu Regno di Sardegna. Si attende una rivendicazione in grado di confermare le ipotesi. Ci stanno lavorando.

La rappresentazione della violenza e il fenomeno Chiamparino

due parole — Inviato da ombra @ 15:43

Il Sindaco di Torino Sergio Chiamparino, non è nuovo in quanto a sparate che lasciano il pempo che trovano. L'ultima in ordine temporale è di ieri, in occasione dell'incontro con Oreste Scalzone organizzato dall'Askatasuna. Ringalluzzito probabilmente dai sondaggi che lo danno come sindaco più amato d'Italia, in acerrima e spietata rivalità con il collega romano Veltroni, il prode Sergio si è quasi ingarbugliato su se stesso mentre dichiarava ospite sgradito alla Città di Torino lo Scalzone conferenziere. Il perchè? Sergio o spiega cosi' «La presenza di Scalzone è inopportuna, soprattutto in un momento come questo. Istituzioni e partiti devono dare un segnale chiaro nei suoi confronti e di chi gli dà spazio».

Un segnale che deve esere chiaro, e che deve essere il suo. Il conflitto sociale puo' generare eversione e quindi va governato da chi si colloca vicino ai movimenti di protesta. Poco importa il merito delle questioni o i perchè delle proteste. Il problema è di ordine sicuritario. Questo è il basso livello su cui ci si muove in termini di conflitto politico oggi. Nessuna elaborazione delle cause scatenanti i conflitti e nessuna voglia di fare i conti con il proprio passato recente e lontano. Un grado di dibattito che si sposta dall'imposizione di progetti e leggi all'imposizione di una condotta alla quale si deve attenere chi contesta. Al di là di ogni considerazione, è importante notare come l'intero dibattito sulla questione si sviluppi attraverso immagini di scenari futuribili e attraverso immagini mediatiche dell'odierno. Un dibattito sulla violenza che si scatena proprio attraverso le immagini e lo spazio che esse disegnano negli immaginari. Come le scritte contro la Binetti che, vorrei capire, di per sé, quale evidenza eversiva hanno. Se non quella delle ipotesi che si traccia e alle quali poi si crede.

Una dimensione che coinvolge anche chi, nelle intenzioni, vuole distruggere questo sistema, ma che al finale si trova a giocare sul campo avversario, attraverso "attentati dimostrativi" che sono più dimostrazioni che attentati. Una guerra a bassa intensità giocata sull'immagine da dare di sé, che punta da entrambi i lati, più al titolo di apertura dei giornali il giorno dopo che alla sostanza delle questioni in ballo. Siano esse il sistema carcerario, la precarietà o le lotte contro gli ecomostri. Ed è per questo che le immagini diventano pericolose.


Violenza in salsa oceanica

due parole — Inviato da ombra @ 16:23
Contributo interessante a proposito dell'annoso dibattito tutto italiano su cosa sia violenza e cosa no, quando si parla di fatti "di piazza": 
AUSTRALIA: NO GLOBAL RISARCITI PER VIOLENZE POLIZIA
SYDNEY, 5 MAR Un gruppo di 47 manifestanti che ha accusato la polizia 
di tattiche violente
durante il Forum economico mondiale (Wef) del 2000
a Melbourne in Australia hanno ottenuto un risarcimento pari a 420 mila
euro per mettere fine alla loro azione legale.
I manifestanti, per lo piu' aderenti al movimento anti globalizzazione
S11, avevano fatto causa al governo laburista dello Stato di Victoria e
ai 953 agenti di polizia impegnati nel controllo della folla, durante i
disordini che hanno accompagnato la riunione del Wef nel settembre 2000.
I 47 avevano dichiarato di aver sofferto di stati ansiosi, shock e di
una varieta' di lesioni fra cui fratture ai polsi e alla schiena, quando
la polizia li ha caricati per aprire un varco per i partecipanti al
Forum. Dopo quattro anni di dispute giudiziarie e dopo che i costi
legali per il governo avevano superato i 360 mila euro, il premier Steve
Bracks per mettere fine alla causa ha approvato una transazione segreta,
che e' stata rivelata dalla stampa locale.
L'opposizione conservatrice e il potente sindacato della polizia hanno
criticato il pagamento dichiarando che esso crea un pericoloso precedente. 
A parte il fatto in sè, ciò che è interessante è la specificazione della violenza della polizia. Si esiste anche quella. Poi ovviamente è chiaro che bisogna misurare ogni cosa col giusto metro, e, 
ovviamente stiamo parlando di un Tribunale. Ma sicuramente mi pare molto più avanti, come dibattito, rispetto al fosile italiota, che si è sedimentato sulla parola non-violenza, svuotata di ogni 
suo significato.
Sempre in tema di cariche scontri e ballerine mediatiche, segnalo il video diffuso dal Tpo, dopo la manifestazione di Bologna contro il Cpt. 

Kéfir

Orti e autoproduzioni — Inviato da ombra @ 21:24

KefirOggi ho scoperto una cosa che mi ha aperto nuovi orizzonti culinari. In pratica molto probabilmente quello che stiamo producendo in casa non è yoghurt, ma una sostanza a lui molto simile, di origine Russa, di nome Kéfir. E' anch'essa una sostanza originata dalla fermentazione del latte, e che ha origine, come lo yoghurt, dal genio delle popolazioni asiatiche che cercavano i modi di conservare il latte.

La differenza sostanziale tra yoghurt e kéfir, stà nel processo di fermentazione, che per quest'ultimo è anche un processo di fermentazione alcoolica. Il kéfir ha una gradazione di circa 1° ed è più acido e più liquido del comune yoghurt.

Il gusto comunque rimane davvero quasi indistinguibile. L'unico modo per distinguerli è guardare  i batteri che producono la fermentazione. Quelli dell'immagine sono batteri di Kéfir gli altri sono i comuni fermenti lattici.

In ogni caso sembra che il Kéfir assolva molto meglio alle funzioni regolatrici dell'intestino, in quanto combina più batteri e quindi una maggiore quantità di prodotti benefici per l'organismo: Lactobacillus acidophilus, Lactobacillus casei, Lactobacillus lactis, Bifido bacterium bifidum al posto dei soli Lactobacillus bulgaricus e Streptococcus termophilus tipici dello yoghurt. E l'effetto, vi assicuro, si percepisce.

PS: Ringrazio Iskratov per la segnalazione. 


Il ballo della digos

segnalazioni — Inviato da ombra @ 10:34

Verso il finale decolla.

Il Ballo della digos

Da pisciarsi addosso... soprattutto quando di mette ad elogiare le Guardie Svizzere. Video geniale...

Due parole in più. Una parola che riguarda il livello artistico. Mi sembra che al personaggio principale del video manchi una caratteristica fondamentale: Il giubbotto imbottito a mezze maniche. Cioè, senza quello, perde molto. La seconda annotazione riguarda la caratteristica di Canzone dell'Estate. Mitico il verso: "Siamo i Servizi, controlliamo i vostri vizi". E tendenzialmente questo diventa sempre più vero visto il carattere privato che stanno assumento molte tipologie di "reati". Indagini che mirano sempre più al privato, alla scoperta delle parti "devianti" di ognuno. E su internet questo rappresenta sempre più una triste realtà.


La carne fa male. Il pesce di più

Orti e autoproduzioni — Inviato da ombra @ 14:28

Che la carne facesse male, lo sapevo. Del pesce poi non avevo dubbi. Il problema è che anche se cerchi di evitarli, loro, sono sempre in agguato e cercano di ghermirti. E' successo quindi che tre giorni fa stavo buttando via una scatoletta di tonno, di quelle bastarde, che hanno l'aletta in su. Inavvertitamente la suddetta mi scappa dalla mano e mi ritrovo dopo 1 ora al pronto soccorso con un taglio di tre centimetri e profondo mezzo e con un laghetto si sangue che sgorga. Il medico del pronto soccorso mi prendeva in giro, facendo finta di svenire e l'unico commento che mi veniva di fare era augurargli tutto il bene possible...  Alla richiesta poi se avessi o meno l'antitetanica ed alla mia risposta incerta, il bel tomo scrive sulla scheda "In regola con il vaccino...". Ma ci senti? Se non lo so, vuol dire che c'è una percentuale consistente che non ce l'abbia.

Comunque mi dimettono dopo 2 ore mentrestanno squartando una povera bambina dall'altra parte. Bel posto il Pronto soccorso. 

Morale della favola? La carne (di terra o di acqua) fa male, anche se cerchi di limitarne il consumo e di mangiare quella del tuo vicino che sai che la alleva con tutti i crismi.

La seconda morale invece riguarda quello che ti dicono le mamme quando sei piccolo. "Fai attenzione alle scatolette". E tu te ne freghi, perchè sai che sei più furbo di una cazzo di scatoletta. Ma perchè ci hanno sempre ragione le mamme?

Meno male che domani faccio il primo sopralluogo al nuovo orto.

A proposito. Cosa ci pianto? 


La RIAA è cattiva

due parole — Inviato da ombra @ 16:54

La notizia è di quelle che ci riporta al 1984 di Orwell e la supera di gran lunga.

La RIAA, incazzata per l'attitudine consolidata dei Campus Universitari Americani di utilizzare il quotidianamente il file sharing, ha deciso di stringere la corda e dare un ultimatum. A parte la notizia in sè, ed a perte le considerazioni di rito rispetto al fatto che la lotta per il possesso dei  saperi si fa sempre più serrata, è un aspetto specifico della notizia che è interessante sottolineare. Lo si legge nell'articolo di Punto-informatico, e ve lo riporto:

Nel caso della Michigan State University, come riporta Boing Boing, RIAA ha chiesto di obbligare gli studenti rei di aver fatto file sharing a guardare il famigerato video propagandistico prodotto dall'organizzazione, che istruisce sui vantaggi e i doveri di una vita retta e di un download legale e con tutti i crismi della legittimità.

Ora, non capisco se la RIAA, oltre che "proteggere" i film e i libri, intende prendere spunto sempre più da essi. Sono tanti i déjà vu che sta notizia scatena.

Da 1984 ad Arancia Meccanica. La RIAA è cattiva. La RIAA è IL cattivo ti tutti i film.


Post - il dopo olimpiade

progetti, Nolimpix — Inviato da ombra @ 18:33

E' andata. Dopo un po' di tempo per organizzarla e metterla a punto, comincia a prendere forma la trasmissione radiofonica sul post-olimpiadi che da un po' di tempo mi sto ripensando. Un'analisi in 12 puntate per cercare di ricostruire che impronta lasciano le olimpiadi sul territorio della provincia di Torino. Il titolo è, ovviamente, Post. Non poteva che essere questo, d'altronde.

Sto cercando di capire come e in che modo rendere disponibili i file in rete. I criteri sono, ovviamente, quelli delle licenze libere e della condivisione massima dei file. Sto approntando un'apposita colonna sonora per la trasmissione, tutta fatta di musice tratte da jamendo. Sarebbe poi interessante rendere disponibili i testi e le fonti. In ogni caso ci sto lavorando.

Si parte sabato 10 marzo alle 12:00, in replica la domenica alle 19:00. E speriamo che contribuisca a smuovere qualcosa.

A presto aggiornamenti. 


Spingitori di spingitori

due parole — Inviato da ombra @ 13:00

 

Oggi, stavo ascoltando di sfuggita il Gr Parlamento e mi è capitato di sentire il giornalista di turno che intervistava un tipo dell'Ulivo, chiedendogli: "E' singolare è che ci siano partiti al governo che dissentono su dei temi, ma dichiarano di votare a favore, perchè poi qualcuno finisce col prendere sul serio questo dissenso, giusto?". A parte il fatto che il giornalista-chioccia dimostra il suo essere vermiforme, ma in ogni caso, mi sembra uno scherma pensiero su cui fermarsi un attimo. Perchè non è la prima volta che lo si sente.

Quando dai banchi di maggioranza, opposizione, polizie varie, si fa riferimento alla violenza verbale che inciterebbe la violenza sociale, siamo di fronte ad un'analisi che nasconde completamente il contesto e si concentra sulla forma. Ora, il marketing odierno, che pure insegna molto alla politica oggi, ci insegna l'importanza della forma, della presentazione, in luogo di una perdita di senso del contenuto. Non sono importanti i temi e le questioni sostanziali, l'importante è la forma con la quale li si porta avanti. Qualsiasi essi siano. Vuoi fare un convegno revisionista? Bene, purchè non violento. Ti opponi alla costruzione di un ecomostro? Legittimo ma non devi essere violento. Il problema è la definizione di violenza che, ovviamente viene fatta da loro. Incitazione alla violenza diventa attacchinare in solidarietà a degli arrestati.[Su questa vicenda segnalo l'articolo del blog di beppe grillo, che mi pare uno dei più  seri  che ho letto]

Il problema, d'altro canto, è che nessuno di quelli che hanno animato i "movimenti" nello scorso decennio, oggi ha il coraggio i riappropriarsi della parola violenza, ponendo una propria definizione. Si ha paura di nominarla, la parola violenza. E così gli unici a parlarne sono i rifondaroli, che dicono che l'unico modo legittimo di sfilare in corteo è quello non-violento. Lo hanno deciso loro. Il tragico in questo è un'assenza di elaborazione della parola e del concetto. Perchè non si sa più COSA sia violento, se anche le parole, lo diventano.

E così ecco che il laboratorio della repressione, che sono gli stadi, comincia a dare i suoi frutti, con il Prefetto Antonio Manganelli [cognome onomatopeico], che dice "Ventimila tifosi vicini ai gruppi antagonisti anarco-insurrezionalisti". Eccolo là lo spingitore di repressione.

Spingitori di repressioni. E se non basta, spingitori di spingitori,di posto ce n'è. Tra poco, per la strada e in ogni luogo.

Forse la cosa migliore è cominciare a scavare i buchi, magari li si trova lì gli anarco-insurrezionalisti.


Uccidere un hacker

segnalazioni — Inviato da ombra @ 12:47

Sul p2p, si trovano spesso delle cose interessanti rilasciate sotto licenze libere. In questo caso si tratta di una Graphic Novel dal titolo Uccidere un hacker. Per capire di cosa si tratti, basta leggere l'incipit che lo stesso autore mette alla sua opera:

Giugno 1989: dal punto di vista informatico, un secolo fa. In un bosco tra Hannover e Wolfsburg viene rinvenuto il cadavere carbonizzato di Karl Koch, un hacker tedesco conosciuto nel cyberspazio con il nick-name "Hagbard-Celine".
La morte risale al 23 maggio precedente.
Karl Koch, insieme a Pengo e Markus Hess, è stato tra i protagonisti assoluti della scena hacker tedesca (e anche europea) degli anni '80.

Resi famosi da articoli su quotidiani e riviste, da trasmissioni televisive e dal libro The cuckoo’s egg di Clifford Stoll, oltre che dal classico passaparola tipico degli ambienti underground, questi ragazzi hanno rappresentato in maniera autentica il decennio nel quale la loro stella è brillata più in alto delle altre: ribellione, curiosità, pionierismo, disagio esistenziale e un pizzico di incosciente opportunismo.
Una miscela esplosiva che ha infiammato un'esistenza conclusasi nel più tragico dei modi.

promo

La Graphic Novel è distribuita sotto questa licenza Creative Commons e la si può scaricare dal sito dell'autore oppure cercando il titolo sul eMule. Ho cominciato a dargli un'occhiata e mi sembra molto ben disegnata e con un ritmo che scorre bene. Vediam come finisce Wink


3 volte in 6 mesi

progetti — Inviato da ombra @ 23:10

Per la terza volta in sei mesi, ancora un attacco anonimo allo Spazio Niño di Pinerolo, il luogo dove cerco di fare qualcosa nel mio buco di città. Di nuovo han tentato di scassinare una porta sul retro, che pero', a diferenza delle volte precedenti, con il lavoro da fabbri che ci abbiam fatto sta volta, ha tenuto. Ovviamente stasera siam dovuti andar lì in tre e, mentre il gruppo dei giocolanti, giocolava, sostituire la serratura rovinata con una ancor più Gruossa. La cosa davvero più fastidiosa è il non sapere chi sia a fare sti bei gesti. Nessun segno in giro, nessuna rivendicazione. La vita di periferia è dura anche in una piccola città. :)

Comunque le attività continuano e si possono anche seguire qui


Silence

segnalazioni — Inviato da ombra @ 18:42

logo dei SilenceGli artisti che presentiamo oggi sono un gruppo belga che fa musica elettronica di vario genere. Spaziano infatti dall'electro jazz a prestazioni musicali più vigorose e più attente all'equilibrio della spina dorsale ritmica.

Sono i Silence, gruppo fiammingo che sta collezionando anche un discreto successo proprio sul web, anche grazie al portale Jamendo.

I Silence hanno prodotto per ora due album: Encre e L'autre Endroit. Per ora, è il secondo ad aver convinto di più, forse anche per le sonorità più appetibili.

Ciò che stupisce del gruppo è la splendida flessibilità che li porta ad avere davvero una molteplicità di tracce una diversa dall'altra. Ci giocano, con la musica e con il ritmo.

Nel loro sito poi, la cosa interessante è il grande spazio che essi dedicano alle forme d'espressione libere da copyright. Inoltre vi si trovano davvero dei bei lavori grafici. Complimenti.


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