ombra

La chiesa che ti aspetti...

due parole, storiae — Inviato da ombra @ 17:29

04/05/2007 

La solita polemicuccia per far pubblicità al Family-Day. L'importante è che se ne parli. Vediamo come, dall'Osservatore Romano: 

"Anche questo è terrorismo. È terrorismo lanciare attacchi alla Chiesa. È terrorismo alimentare furori ciechi e irrazionali contro chi parla sempre in nome dell'amore, l'amore per la vita e l'amore per l'uomo. È vile e terroristico lanciare sassi questa volta addirittura contro il Papa, sentendosi coperti dalle grida di approvazione di una folla facilmente eccitabile."

Ma andiamo con calma. Due sono i punti importanti. Il ribadire l'assolutismo monarchico dello Stato della Chiesa, ed il perseverare con l'eguaglianza Chiesa=Amore.

Per quanto riguarda il primo, è ovvio che per l'ultima monarchia assoluta del mondo, frasi come quelle rappresentano un problema. Una situazioe inaccettabile. Leggiamo da Wikipedia:

L'Assolutismo monarchico è una teoria politica che sostiene che una persona (generalmente un monarca) debba detenere tutto il potere. Questo è giustificato dal concetto di "Diritto divino dei re", che implica che l'autorità di un governante derivi direttamente da Dio. (...)  Per coloro che credevano che il monarca assoluto fosse stato scelto da Dio, la ribellione contro il monarca era equivalente alla ribellione nei confronti di Dio. Quindi, il governo era considerato assoluto, in quanto non poteva essere sfidato. Il termine "assoluto" deriva dal latino ab solutus, ovvero sciolto da ogni costrizione esterna; quindi il sovrano assoluto è colui che può esercitare liberamente il proprio potere. (...)  Nel caso della Città del Vaticano si tratta di una forma di monarchia assoluta elettiva

Quindi che cosa ci si puo' aspettare da questi qui? Monarchia assoluta= non diritto di critica.

La seconda continua a perseverare nella disambiguità con cui si considera la Chiesa. Chiesa=Amore non ha senso. La Chiesa è un'istituzione totalitaria. Anche questo era amore?

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Volete sapere che cosa sono? Leggetevi i sistemi di tortura usati per secoli dalla Chiesa Cattolica. Oppure leggetevi le sezioni dedicate di Fisica/mente e Wikipedia.

Su su, non facciamo gli ingenui... 

Intanto segnalo anche syd e humanoide che ne parlano. :) 


Preso Blu

storiae — Inviato da ombra @ 16:29

Se c'e' stato nell'ultimo decennio un album che bene ha descritto le tensioni e le inquietudini della Torino in cambiamento, bene, quello è stato Subsonica, pubblicato nel 1997 dalla Mezcal, e ovviamente suonato dai Subsonica.

Tra le innumerevoli pregevoli canzoni del primo album di questa band che si è un po' persa (sic!), una canzone che da sempre mi ha coinvolto più di altre è Preso Blu

Avvolta nelle cupe atmosfere e dai tappeti di note semplici ma inquietanti, ha la sua forza nel connubio tra musica e testo.

La musica minimale, come lo è stata la spoliazione della storia di Torino, che ha lasciato un vuoto culturale e di prospettive. E proprio di prospettive parla il pezzo:

Il vuoto delle tue certezze tra le tue pareti che ora
inchiodano il silenzio tra noi due disordine interiore
ma ordine nel paese prigioni tribunali cellulari o
forse chiese, paura della morte, paura della vita
paura che la vita sfuggendo tra le dita,
paura che diversa sarebbe anche possibile,
paura del diverso paura del possibile.
 

Un vuoto magistralmente descritto in pochi versi, che riportano tutta l'assenza di quell'insieme di prospettive che nel bene e nel male erano parte di una storia.

Ed è proprio in quegli anni che comincia la rincorsa al DOPO. Per lasciarsi alle spalle i conflitti del passato, con l'inchiesta contro il "Lupi Grigi" nel 1998 e lo sgombero dell'Askatasuna nel 1999; per lasciarsi alle spalle l'eredità industriale, con la rincorsa olimpica e di Torino luogo di eventi; per lasciarsi alle spalle l'architettura stessa della città, mutandola in un qualcosa di post-.

Il timore faceva capolino nella testa di tutti. La paura del nuovo, la paura del diverso e l'ansia che questo diverso possibile potesse oscurare un passato certo e ricco di certezze. 

Quel che è certo, comunque è il cambiamento profondo della città, sia dal punto di vista della lente "sicurezza", sia dal punto di vista della lente "immaginari".

Rimane come monito quel giorno di pioggia invocato dai Subsonica, che anch'esso sembra mancare da troppo tempo.


Lo spot della Regione

storiae, Nolimpix — Inviato da ombra @ 18:50

Continuiamo il viaggio nel nuovo Piemonte. Quest'oggi ci concentriamo su uno degli aspetti più fastidiosi: la promozione sul web del Piemonte.

Per supportare il cambiamento socioeconomico delle olimpiadi e degli eventi bisogna infatti promuoversi. Attraverso la grafica MTV che è +++ gggiovane (con tre G) e un'accurata selezione dei materiali, è possibile descrivere ciò che non esiste. Ma andiamo con ordine. Collateralmente ad olimpiadi e universiadi, la Regione Piemonte decide di investire nella promozione del territorio. Viene così creata una rete di siti internet pseudo-underground. Ne elenco alcuni:

PiemonteGroove - PiemonteFeel - Piemonte da Vivo - ExtraTorino

Senza entrare nel merito di ogni sito, sono interessanti alcuni aspetti che li accomunano: tutti sono patrocinati dalla Regione Piemonte e fanno parte di un'accurata ricerca di marketing che suddivide tipologie di utenti e di gusti possibili.

Il problema non è, ovviamente, la presenza di siti di questo genere. Le regioni spendono moltissimo in promozione televisiva, radiofonica e su internet.

Il problema per quanto mi riguarda è l'immagine che questi siti internet danno del Piemonte:  un'immagine dicotomica compresa tra luogo di divertimento turistico e luogo di movida underground.

Un'assoluta separazione tra un contesto immaginifico ed uno reale. Torino non è quello che viene presentato. O meglio quell'immagine rappresenta più che altro quel contesto da reality show nel quale si cerca di vivere per non confrontarsi con la realtà. E' un discorso complesso e può apparire anche molto teorico. 

Allora faccio un esempio pratico: i Murazzi. Un pezzo di storia vissuta di Torino ben descritto a mio parere da Pierluigi Sullo nel suo libro Guerre Minime, edito da Intra Moenia, di cui linko una recensione. I Murazzi oggi sono conosciuti per il loro ruolo di polodi attrazione turistica. La pulizia dalla "realtà" che ammorbava quel luogo potenzialmente utilizzabile non viene mai ricordata. Una guerra che ha fatto i suoi morti e i suoi profughi. L'unica eco di questa pulizia ci arriva dalla cronaca sterile fatta di sequenze di arrest, perquisizioni, operazioni di controllo. Il reality deve avere luogo. E ogni sera, lo stesso rito imparato, anche, sui siti internet della Regione, si compie. Le stesse immagini, gli stessi movimenti. Una non-vita che si compie nella convizione di vivere realmente la città, solo per il fatto che si percepisce più sicurezza nel girarvi.

La storia dei luoghi non viene minimamente presa in considerazione, si diceva. Interessa l'evento che brucia la realtà, che buca lo schermo e che ogni volta "stupisce" un po' di piu'.

Questa è la Torino-reality, quella che hai problemi, ci pensa domani, di nascosto. 


Torino che cambia: Un inizio

storiae, Nolimpix — Inviato da ombra @ 13:11

Torino sta cambiando. Lentamente si modifica seguendo le spinte e gli spintoni che gli "innovatori" le danno. Gli "innovatori" sono quelli che pretendono di cambiare la Torino-industriale in Torino-post-qualcosa. La Torino dei servizi. La Torino Turistica. Torino ed il comprensorio artistico-natural-turistico che la circonda.

Iniziamo oggi un viaggio attraverso i sintomi e le conseguenze di questo cambiamento. Un cambiamento che sicuramente non si risolve, come gli "innovatori" vorrebbero, in qualche kermesse o qualche evento sportivo-musical-giovanile. 

La situazione secondo me è davvero grave, soprattutto perchè il sistema politico non mi sembra oggi in grado di "traghettare" questo cambiamento da loro voluto e gestito.

Cominciamo da un blog. Uno di quei blog folkloristici ed entusiasti del "nuovo" che avanza e che lascia macerie. O meglio. Cerca di costruire sopra le macerie lasciate dalla decostruzione post-industriale. In ogni caso, un blog da leggere per riflettere sul nulla che accompagna questo NUOVO che avanza.

Mi raccomando, non sto tessendo le lodi nostalgiche della Torino nebbiosa e grigio-industriale. Semplicemente vorrei annotare qualche riflessione sui cambiamenti da uno status di società, che nel bene e nel male, rappresentava un'identità forte e comunitaria, ad un non-status, ovvero quel qualcosa che senza una bussola si sta costruendo e che dovrebbe rappresentare il nuovo traguardo per Torino: il Turismo.

Rileggerò anche Bauman. ;) 

Riprendendo il discorso sul blog, ve lo segnalo, ma vi segnalo soprattutto questa categoria. Le foto sono belle. Un po' meno i commenti ad esse, davvero nauseanti dal punto di vista dell'enfasi verso il nuovo. Eppure il blogger in questione fa parte di quella schiera della sinistra illuminata, stile Belleville.

Una conferma. Appunto. 


Post-olimpici?

storiae, Nolimpix — Inviato da ombra @ 13:07

La notizia farebbe ridere se non fosse tragica in ogni suo aspetto. Le montagne ex-olimpiche pre-universiadi si candidano in pompa magna per le olimpiadi di Gap 2018. La politica dei grandi eventi per fibrillare un territorio senza prospettive come quello della Provincia di Torino, fa un nuovo passo. Un'economia che ruota ormai intorno alla copertura dei buchi economici e ambientali con la creazione di altri buchi, giunge a compimento.

Interessante tuttavia notare l'immobilismo di quei movimenti che tanto sembravano incazzati dall'avvento olimpico. Parlavano di militarizzazione del territorio, di ambiente deturpato... ed ora? Ora che le Universiadi non sono diverse dalle Olimpiadi in quanto a sicurezza sia per l'ambiente, chi si muove?

Forse le universiadi offrono un palcoscenico minore, forse il fatto che la neve autoprodotta con i cannoni ci fa apparire tutto sotto una vaga ottica di DIY.

Fattostà che appare quantomeno imbarazzante il silenzio sul delirio che sti personaggi stanno facendo e sulle sue conseguenze.


Universiadi torinesi: il Prucker che mancava

storiae, Nolimpix — Inviato da ombra @ 11:47

Ecco, allora vorrei soffermarmi un attimo su questo problema del clima, segnalando come probabilmente sia corretto l'atteggiamento intrapreso dal pianeta terra per eliminare l'infezione umana che lo assilla. Il pianeta si sta facendo venire la febbre, surriscaldandosi, e la cosa che va sottolineata è come sia normale che se si interferisce sugli equilibri essi cambino a sfavore dell'agente che interferisce. Cioè noi.

Ma il genere umano non sembra preoccuparsene. Certo, si lamenta contro le bizze di un tempo incomprensibile, ma lo fa sprofondando nel luogo comune più gettonato  della storia: "Eh signora, sà... non ci son più le mezze stagioni" che di solito continua con "Ma dove andremo a finire".

Geniale. Certo non si sà dove andremo a finire. E, certamente, qualcuno si sta preoccupando della situazione. Ma lo fa ovviamente cercando di capire come questo interferirà con i suoi interessi. E quindi il caldo primaverile di questi giorni nelle mie zone ex-olimpiche e pre-universiadi fa notizia per ben altri motivi rispetto che, ad esempio, la desertificazione. Ammoniscono da agenzie di stampa e quotidiani on-line, che davvero, il tempo poteva metterci del suo e non fare come quei disfattisti dinoglobalanarcoisurrezionalistipseudoecologistitristi che criticano tutto e tutto boicottano. Proprio no. Uffa.

Tra un delirio e l'altro poi, spicca quello del GENIALE Ubaldo Prucker, manager dei grandi eventi torinesi. Costui, nel delirio della sua sbornia di potere, sentenzia a la Stampa

«Siamo riusciti a preparare la pista nonostante il caldo di questi giorni e gli atleti troveranno le migliori condizioni possibili. Semmai, le difficoltà saranno aumentate da un fondo durissimo: la poca neve non nasconderà le ondulazioni del terreno. Se c’è un rammarico è non avere «sparato» più neve quando la temperatura lo avrebbe permesso: ci si è limitati al minimo indispensabile e adesso qualche preoccupazione non manca. Non per questi tre giorni, ma per le Universiadi che sono alle porte. Incrociamo le dita e speriamo nel freddo» 

L'omino, che sarà pure un gran campione, ma col cervello di un [scegliete voi qui] pensa al suo orticello universitario marcio bestemmiando per non aver prosciugato qualche falda in più. Ma di questi giorni di caldo mediterranei sulle Alpi è contento: non gli farà sentire troppa nostalgia delle vacanze alle Bahamas della scorsa estate. Poverino.

Forse invece di pensare a sparare più neve, se il signor Prucker pensasse alle sparate che fa quando parla oppure a spararsi proprio, non sarebbe male. Sicuramente darebbe il suo contributo per guarire il pianeta. Il migliore.

 
PS: per la cronaca oggi, sulle montagne olimpiche sono previsti 20 (venti) gradi centigradi.
 


Torino: continuano i disastri post-olimpici

storiae — Inviato da ombra @ 17:01

In attesa della ricomparsa di Indymedia, pubblico qui una cosa che avrei voluto pubblicare su quel sito, attulmente in ricostruzione.
Non credo nel blog come strumento d'inchiesta o di socializzazione di robe pesanti, soprattutto per il personalismo che esso suscita.
Ma tant'è che mi sembra questa la tendenza in voga. Comunque pubblico qui sta cosa perchè mi pare davvero grave.

Dunque, si era parlato qualche tempo fa su Indymedia della Val Pellice, una delle valli olimpiche che più aveva risentito del "nuovo corso" post olimpico.
Una prima inchiesta aveva addirittura portato la cosa sui giornali locali. A quel tempo erano soli ipotesi, abbastanza intuitive, ma ipotesi. Poi è successo che
anche le ipotesi si sono avverate arrivando a superare le doti da "veggente". La comunità montana della Val Pellice non aveva più i soldi per l'assistenza e ricorreva ai pacchi alimentari. Cosa che continua a fare tutt'ora, suscitando lo scandalo anche di politici locali olimpiado-entusiasti. Ancora oggi, dfavanti a tutti gli impiegati della Comunità Montana, gli utenti dei servizio socioassistenziale di valle devono andare a ritirare i pacchi e quindi sottoporsi ad una mortificazione pessima. Fu cosi' che si approdo' al secondo lavoro sulla Val Pellice, quello completo di tutte le nefandezze olimpiche.
Ma non bastava. E' di questi giorni la notizia che mi è arrivata via mail, che i problemi sussistono a livelli ben più alti e che riguardano la Proviancia di Torino. Continua la dfismissione di servizi, con il beneplacito di quasi tutti gli organi governativi locali. Però almeno adesso possiamo andare ad assistere a Torino Capitale Mondiale del Tango, oppure a giocare a Curling... Ecco la Torino che vogliono.

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Cari compagni, compagne, amiche, amici.......
vi scrivo per informarvi di una situazione a mio avviso grave che si sta
verificando  e di cui non c'è un minimo  di informazione e per chiedere
la vostra solidarietà e aiuto.
Io sono una dipendente della Provincia  di Torino, e lavoro in una comunità alloggio in cui sono ospitati bambini da 0 a 3 anni;  per intenderci, quei bambini che il Tribunale dei minorenni allontana dai genitori perchè in gravi difficoltà o in stato di abbandono.(vedi tossicodipendenza, grave malattia mentale,
prostituzione, abuso, maltrattamenti ecc......). La Provincia di Torino aveva un'altra comunità dello stesso tipo e altre tre comunità per gestanti e madri in difficoltà, (vedi i problemi di cui sopra, mamme minorenni, straniere sole, ecc....). Da qualche anno, dette comunità sono gestite in convenzione col Comune di Torino, ovvero: il Comune caccia la lira e la Provincia dà la struttura e il personale.
Nell'inverno scorso, complice forse le Olimpiadi e la distrazione generale, la Provincia alla chetichella ha chiuso una comunità di mamme e una di bambini, con la solita scusa della mancanza di personale, strutture inadeguate e non a norma, costi di gestione alte, tagli agli enti locali, ecc ecc. Da notare, che come tutti voi ben sapete, le situazioni di disagio e di povertà aumentano e la richiesta di servizi è alta, non si tratta purtroppo di servizi superati. Queste chiusure sono state fatte quasi di colpo, senza neanche interpellare il personale. Anzi: i dipendenti che hanno avanzato alcuni progetti di ristrutturazione, di conversione dei servizi, sono stati osteggiati o quanto meno ignorati, dimostrando l'assoluta non volontà politica di salvare i servizi. In quei mesi io ero a casa in maternità e ho saputo della chiusura molto tardi. In quell'occasione ho sentito esponenti del nostro partito che ricoprono cariche istituzionali, ma inutilmente, anzi, mi hanno parlato di "scelte dolorose ma obbligate".
Adesso è uscita una delibera regionale che toglie definitivamente le competenze alle Province e le passa ai Comuni, per ciò le suddette comunità
passerebbero in toto al Comune, compresi i dipendenti e le strutture e, nel passaggio, verrà chiusa ancora un'altra comunità delle mamme con bambino, con la scusa ufficiale che non è stata reperita una struttura adeguata.
Adesso, le questioni sono di diverso tipo:
1) come mai  i servizi chiudono da parte di due amministrazioni di sinistra? Quando la destra fa queste porcherie si urla allo scandalo, quando le fa la
cosiddetta sinistra, si sussurra di "scelte dolorose".
2) cosa ce ne facciamo di 4 (quattro) consiglieri di Rifondazione in provincia e di una assessora alle politiche sociali di Rifondazione, se neanche loro possono fare niente, nemmeno esprimere pubblicamente la vergogna e l'ingiustizia di tali azioni? E dei nuovi assessori e consiglieri in Comune, cosa serve aver fatto patti e alleanze per far vincere la sinistra, quando poi si fanno scelte liberiste di destra? 3) come mai l'informazione non c'è a nessun livello? Nessuno vuol dire NESSUNO, tant'è che la consigliera da me interpellata per la prima tranche di chiusure non ne sapeva nulla!!!!!! 4) (e qui siamo al grottesco) possibile che né la Provincia né il comune abbiano una struttura adeguata ad ospitare una comunità?????? ( per chi di voi non se ne intende, per una comunità serve un alloggio o una casa di circa 250mq, certo, è un alloggio un  po' grande e con determinati requisiti, ma non si tratta certo della Reggia di Caserta! e, purtroppo, neanche di un nuovo palazzetto del ghiaccio.........) 5) per fare parte di un partito  che si dice Comunista, ma poi è costretto a fare "scelte dolorose" per stare nella maggioranza, forse è meglio un partito all'opposizione ma libero, che non fa pagare le sue scelte politiche alle persone in difficoltà.In questo periodo ho cercato di contattare i politici ma inutilmente, il sindacato (ma lasciamo perdere  le risposte avute dalla CGIL), per cui mi rivolgo a voi, se potete far girare questa mail almeno per far conoscere la gravità della situazione (sì, lo so, non è neanche l'unica...) e magari se a qualcuno venisse un'idea geniale (non dico per salvare i servizi, che sarebbe troppo bello, ma almeno per esprimere pubblicamente il disaccordo!) rispondetemi o contattatemi! Grazie!

Firmato F.A.

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Tralascio commenti di sorta, riprendendo però quello che si era deto qualche mese fa:

Il disastro per le nostre Valli e i nostri territori non è che iniziato e non saranno Loro a farne le spese.


111 anni

storiae — Inviato da ombra @ 13:04

 

La prima locandinaEbbene sì, pochi se lo ricordano, perchè l'attitudine al ricordo delle cose importanti non è propria degli esseri umani. Troppo spesso non viene ritenuto importante soffermarsi su date, luoghi e momenti topici, considerati quasi sempre a torto partia dei nostalgici e dei sognatori. E' vero che alcune volte la nostalgia lascia il posto al ricordo, ma non sempre è cosi'.

Ad esempio quando si parla diella nascita del cinema e si vuole sottolineare che proprio oggi, 111 anni fa, nasceva il precursore del cinema cosi' come lo conosciamo noi. Proprio il 28 dicembre 1895 infatti, la prima proiezione dei Fratelli Lumière presso il Grand Café sul Boulevard ds Capucines. Ricordarlo non è nostalgia. Oggi l'immagine è imperante. Senza immagine non sei nulla.

Forse ricordare i come e i perché una cosa è nata, ci aiuta a combattere l'amnesia cui siamo spesso soggetti. 

Materiali:

I fratelli Lumière | Istituto Lumière


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