28/06/2008
E così ci siamo arrivati. Siamo arrivati alla schedatura
etnica, dove il termine "etnia" sostituisce e combacia perfettamente
con quello di "razza". Come per le "missioni umanitarie", che non sono
altro che un modo gentile per definire gli interventi militari
all'estero, anche la parola etnia (genericamente considerata come più
dolce e non discriminante) fa il suo ingresso nel vocabolario italiota.
Una scelta, questa, che priva la parola del suo significato originario, ben preciso e distinto da quello di "razza".
Al di là di questo scippo culturale, è ormai normale sentir parlare di etnia. Ok, diamolo per assodato e passiamo oltre.
Gli
esponenti di questa maggioranza di governo hanno deciso di prendere le
impronte digitali a tutta la popolazione Rom (dove per Rom, penso che
intendano l'insieme delle popolazioni di origine tzigana, ma,
ovviamente, è solo una semplificazione mediatica, mica ignoranza, ci
mancherebbe), bambini compresi. Questo popolo/non-popolo conta in
Italia 160.000 appartenenti. Nel 1994 erano 110.000. Stiamo parlando di
questi numeri. Stiamo parlando di una popolazione che oggi conta
all'incirca per lo 0,3% della popolazione italiana. Eppure, proprio
perchè questa popolazione è aumentata del 50%, passando dallo 0,2% allo
0,3%, essa viene additata come "un problema". Intendiamoci, se una
minoranza così piccola è in grado di mettere in crisi un intero sistema
statale, direi che questo sistema è quantomeno fragile. Ma il punto non
è questo. Il punto è che noi stiamo ragionando sul fatto che questa
minoranza di persone, al suo interno contenga una minoranza di persone
che sfrutta dei minori mandandoli a chiedere l'elemosina. Tutti, dal
Pdl al Pd, si spremono le meningi per capire in che modo fermare questa
barbarie dello sfruttamento minorile di questo popolo, EVIDENTEMENTE
inferiore. Tra tutti spiccano la nipote del fu Duce e il più stronzo
della compagnia, che sembrano essere diventate le due nuove celebrità
dello starsystem mediatico-informativo e che aggiungono che oltre
all'accattonaggio, gli adulti Rom userebbero i figli nell'ambito della
prostituzione e del traffico di organi. Ora, a parte l'evidente
razzismo che parte da un singolo caso per generalizzare all'intera etnia
razza un comportamento, devo dire che si vede davvero molto che i due
compagni di merende non hanno assolutamente idea di quel che stanno
dicendo. Non conoscono la realtà dei campi nomadi e sono mossi da altri
intenti.
Per inciso, per chi voglia capire di cosa si sta parlando, segnalo una ricerca [pdf 1.1 MB] che riguarda il Piemonte, ma che da un dato di composizione e diffusione dei popoli zingari, che puo' essere esteso anche ad altre zone. La ricerca , secondo me, fatta bene ed è condotta da gente che di questi temi ha una conoscenza approfondita. Forse leggerla permette di capire determinate cose che vengono spesso lasciate sospese.
A questo si contrappone l'idiozia di personaggi come
Rizzo che, in evidente difficoltà su La7, si mette a proporre come strumento
efficace per la schedatura, l'esame del DNA. Complimenti per la
discontinuità.
Il nodo centrale, a mio avviso, l'ha colto Moni
Ovadia, che ieri sera si chiedeva se in Italia ci fossero sfruttamenti
minorili più leciti e sfruttamenti minorili meno leciti. Perchè è
eviente che se si vuole combattere lo sfruttamento minorile, si debba
partire da dove esso è presente in massa. E si sta parlando di quei
quartieridi periferia delle grandi metropoli del sud Italia, dove i
bambini non solo non hanno alcuna possibilità di una vita decente, ma
sono immersi in un tessuto mafioso che li usa a piacimento. Si
chiedeva, Ovadia, perchè il Governo non avesse pensato ad un intervento
anche in quei casi. E la conclusione era: "Paura eh!"
Già. Paura.