ombra

I fascisti non sono usciti dalle fogne: siamo noi ad esserci entrati

Racconti — Inviato da ombra @ 07:29

17/05/2008 

Un racconto nato in treno tra Torino e Milano, nato da una giornata di ordinaria routine pendolaresca e poliziesca.

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Pioggia. Quella fine che si mischia alla polvere e ti si appiccica sulla pelle.

Grigio. Il cielo tipico per una città come Milano. Le marche di pastelli hanno creato una tonalità di colore apposta per descriverlo.

La pioggia ti si appiccica addosso, il grigio si riflette tutto intorno. Pastiglie di realtà.

"Oh my god". Stazione Centrale.

"Please". Il tempo si ferma.

I volti attoniti dei pendolari. Le facce che ruotano alla ricerca di un'immagine. La cronaca, quella nera, che ti passa di fianco distrattamente.

Lui non si vede in faccia. Spiccano solo i volti dei sei agenti della Polfer che lo tengono fermo.

Freddo. Si può avere freddo il 16 maggio in una Milano immersa nell'afa?

Forse si. Oppure forse non te ne accorgi se hai sei guardie attorno.

Arriva con la testa bassa. Gliela spingono verso terra in due. Gli altri da dietro lo trascinano e gli tengono le braccia. Un gesto, un lampo di disperazione e si divincola.

"Oh my god, "Oh my god". Le grida rompono la tranquilla routine dei passeggeri del venerdì. C'è chi non capisce, chi si gode la scena. La testa e il corpo semininudo del prigioniero sono a terra schiacciati dal peso delle ginocchia della Legge. Una guardia alza la testa. 

Il pavimento della Stazione Centrale è una delle superfici più ributtanti della città. A stento i più coraggiosi o i più noncuranti si arrischiano a sedercisi sopra. Per qualcuno può rappresentare l'ultimo brandello di contatto con la realtà. Come se improvvisamente il suolo potesse aprirsi e inglobarti con l'umido della polvere resa appiccicosa dalla pioggia. Come se la terra, l'acqua, l'aria potessero tenerti attaccato disperatamente a loro. La pancia seminuda dell'uomo non vuole staccarsi dalla plastica nera.

La faccia della guardia accenna ad un sorriso grave di quelli da inquadratura d'autore da fiction di 4° livello. Il testosterone gli cola sul viso. Per quanto i movimenti della scena siano bruschi, lui ha ancora il cappello d'ordinanza appiccicato sulla testa. Fa cenno a tutti e a nessuno di stare lontano. Ci sono loro. Lo spettacolo deve continuare, ma i tempi li decidono loro.

"Please". Stratch. Bastano pochi secondo per strapparlo alla terra. Per separare quelle due dimensioni in cerca di fusione. La plastica e la pelle non possono diventare una cosa sola.

La processione riprende. Tutt'intorno il vuoto. Nessuno dice niente. Un silenzio soddisfatto mostra la realtà di una stazione piena di iene. Come il uno Zoo a ruoli invertiti, un uomo viene trascinato in gabbia sotto gli occhi di visitatori contenti del supplemento extra gratuito sul biglietto. Una stilla di adrenalina ogni tanto ci fa sentire ancora vivi.

E' tutto finito. Tre minuti al massimo. C'è chi recrimina. Lo spettacolo è durato troppo poco. Qualche commento serpeggia: le piccole lingue biforcute si muovono, si contorcono, serpeggiano. Questa sera avranno qualcosa da raccontare a cena. Uno di meno. "Ma che aveva fatto?". "Non so".

La porta si chiude alle spalle degli agenti. Povero uomo, la realtà che sognavi si è chiusa dietro a quell'uscio. Lo pagherai caro quel supplemento di spettacolo che hai offerto. I cani già sbavano ringhiando. Lo capirai il significato della parola barbarie. Dietro quella porta. Quando la parola fine sta scorrendo nei teleschermi degli spettatori.

Lo spettacolo è finito. Lostrappo nella realtà, ricucito. Tutt'intorno èun riflusso nella normalità della routine.

Sul treno due uomini in cravatta e una donna senza, discutono.

"Bisogna bruciarli tutti".

"Cosa?".

"I campi Rom".

"Hanno stuprato una ragazza ieri sera a Milano".

"Sono cose che ti rimangono per una vita, quelle" dice la signora.

"In Francia la polizia non è così fighettina. Lì sono in tuta mimetica con delle mazze tanto di manganello". Fa un gesto.

"Nessuno si permette di dire niente. Fanno paura, incutono rispetto".

"In Spagna nessuno si permette di schiamazzare, pisciare per strada e tutto il resto".

"Forse perchè lì hanno ancora il ricordo di Franco".

Mi giro. No, parlano di un'altra storia. Posso stare tranquillo e godermi il lento riflusso verso il regime.

No, i fascisti non sono usciti dalle fogne. Siamo noi ad esserci entrati. 

 

Ps: La sera, tardi, quando arrivo a casa e trascrivo queste parole, leggo:

Milano, 16 mag. - (Adnkronos) - "Le forze dell'ordine stanno compiendo sforzi enormi per  contrastare la criminalita' nomade e clandestina. E a dimostrarlo, gli oltre 300 controlli di stranieri in due settimane comunicati dal Prefetto, tra cui numerose espulsioni. Per non parlare dei costanti controlli nei campi nomadi da parte della Polizia di Stato, come riferito oggi dal Questore''. Cosi' il vice Sindaco e assessore alla Sicurezza Riccardo De Corato a seguito di alcuni dati comunicati dal Questore Vincenzo Indolfi, in occasione della Festa della Polizia, sui controlli che hanno interessato zone come la Centrale o Cascina Gobba, oltre che le aree interessate da insediamenti abusivi come Dudovich o Calchi Taleggi.
''Il grazie di Milano - continua il vice Sindaco - al prefetto, al questore e a tutti gli uomini delle Forze dell'Ordine per questo grande impegno contro la criminalita' nomade ed extracomunitaria. Questi numeri sono la migliore risposta alle parole fuori luogo di Penati che oggi ironizza su presunti 'traslochi', ma fino a 6 mesi fa proponeva di riempire Milano di tanti piccoli villaggi per alloggiare i nomadi. Appoggiato in pieno dalla 'crocerossina' dei rom, l'assessore Corso''.
''Gli uomini delle Forze dell'Ordine - conclude De Corato - stanno lavorando tanto e bene per allontanare delinquenti, nullafacenti e accattoni, sia rumeni che extracomunitari. Quello che manca e' una legislazione d'emergenza, con pene piu' severe e certezza della pena. E' ora che garantisti e buonisti, anche a Milano, si mettano da parte e facciano lavorare chi davvero vuole risolvere questa emergenza. Anche perche', allo stato attuale, si rischia di vanificare l'impegno degli agenti''.(Sef/Lr/Adnkronos)

Attentato a Sassari

Racconti — Inviato da ombra @ 15:13
(ANSA) - SASSARI, 10 MAR - E' stato ritrovato in un supermercato della catena Eurospin, un ordigno potenzialmente letale in grado di deflagare con effetti devastanti. La bomba era stata posizionata all'interno del banco ortofrutta dell'esecizio commerciale, camuffato abilmente tra alcuni tuberi. Al momento non vi è ancora una rivendicazione, ma gli inquirenti punta sugli ambienti anarco-insurrezionalisti di matrice contadina, (sigla FAI-da-te) che potrebbero avere legami con le recenti bombe scoppiate a Torino. In particolare l'attenzione degli inquirenti sarebbe concentrata sui legami profondi dei gruppi di matrice anarchica di Sardegna e Piemonte, in nome del delle comuni avversioni al fu Regno di Sardegna. Si attende una rivendicazione in grado di confermare le ipotesi. Ci stanno lavorando.

La Notte del Divertimento Controllato

Racconti — Inviato da ombra @ 12:28

[scritto mentre sotto casa impazzava la notte bianca del +1 dalle olimpiadi] 

 

Non ricordava nemmeno come si era arrivati a quello. Era stato un processo, uno di quei processi di lungo corso, che aveva coinvolto tutto. Se ne accorgeva ora. Tutto era cambiato e gli effetti si percepivano sulla pelle, proprio mentre l'incessante vibrazione scuoteva ogni anfratto della casa. No, non si trattava di uno di quei rari fenomeni naturali che qualcuno riconduce alla tettonica a zolle. Quasi che così la parola terremoto possa fare meno paura.

Era qualcosa di più profondo della terra stessa. Era un cambiamento, di quelli grandi.

Probabilmente era avvenuto già da qualche tempo, fattostà che l'incedere delle note e dei bassi ritmati gli provocava un senso strano di spaesamento. Allora era così che funzionava...

o forse da sempre aveva funzionato così, solo che LORO non avevano tutti quei mezzi.

Però ancora non riusciva a capacitarsi di come si fosse giunti a quella Serata del Divertimento Controllato. Avevano detto che sarebbe stato radicale, il cambiamento del DOPO. L'anno zero era scoccato da un anno ed adesso si potevano tirare le somme.

"Nell'ultimo anno abbiamo sanato il debito di almeno 6 milioni di euro, portandolo da 31 milioni a 25 milioni di euro. Le cose stanno quindi procedendo meglio del previsto" gracchiava il giornalista alla TV.

Bene, forse anche per questo, la fuori, stavano festeggiando. Era stata in fondo una trovata mica stupida quella di usare la vecchia tradizione del carnevale, quella ormai impolverata negli archivi della città, accostandola alla Serata del Divertimento Controllato. Era logico supporre che la Corporazione dei Commercianti ci avesse messo un po' per organizzare bene la cosa. In ogni caso gli era riuscita. L'Amministrazione Comunale, quella del +1, aveva accolto l'idea, amplificandola da tutti i megafoni cittadini appositamente installati per l'anno zero.

E così era nata quella serata che assumeva a tratti le sfumatura fucsia del rassicurante.

Staccò giusto un attimo gli occhi dalla finestra, proprio mentre la figlia apriva la porta di casa per scendere a ballare vicino al sound system sotto casa. Si, certo, era rassicurante il saperla nella piazzetta del quartiere a ballare sui decibel. Soprattutto era rassicurante sapere che anche quella sera le note sparate a mille nelle orecchie, avrebbero riempito il vuoto lasciato dall'assenza di parole e pensiero. Anche quella sera, la figliola avrebbe potuto divertirsi utilizzando la dose controllata di note, decibel e parole che la ballerina sul palco aveva preparato per quelli come lei. Come il metadone.

Bisognava evitare di assumere queste cose senza prescrizione. Qualche settimana prima ci avevano provato, di pomeriggio, i ragazzi del Centro Sociale Rivoluzionario. Avevano improvvisato un concerto non autorizzato dall'Organismo Garante preposto.

Avevano sparato la loro musica nel quartiere con due casse mediocri, stupendo tutti, perchè da nessuna parte c'era scritto di un concerto Post-Punk.

Subito qualche timorato aveva chiamato il Servizio di Vigilanza, che era giunto in poco tempo per capire quale meccanismo fosse saltato edove fossero le Autorizzazioni per l'Esibizione.

Può costare caro assumere divertimento senza autorizzazione. Meglio farlo in modo protetto. Sempre che dalla Chiesa non abbiano qualcosa in contrario anche su questo. Quando si parla di protezioni, non si sa mai.

Le nottate preparata dal Preposto Organismo erano perfette. In quelle serate potevi fare quel che volevi. LORO te lo consentivano. Potevi esprimerti, ovviamente, in modo Controllato. Certo era pur sempre un evento a beneficio privato organizzato con intenti pubblici. Nulla a che vedere con quei noiosi sprechi di soldi pubblici che prevedevano sfilate pomeridiane di carri, con i Gianduia, i bambini e i nonni. Quelli quale profitto portano?  Senza contare le bande di ragazzi molesti e i loro scherzi.

No no. In realtà quella cosa che alcuni chiamano tradizione, altri felice passato, altri semplicemente "la nostra storia", aveva un comprensibile difetto. Non aveva nessuna resa. E questo non è concepibile. Non si può ragionevolmente pensare che si organizzino Eventi di Divertimento Controllato, senza poterci ritornare economicamente.

Un Imperatore romano aveva coniato il termine "panem et circenses". Una Regina francese aveva poi dato di quella frase la sua personale visione, invitando il popolo senza pane a mangiare croissants.

Ora, croissants et circenses sono disponibili direttamente sotto casa. LORO te lo consentono.

E poco conta se per avere tutto questo, si deve rinunciare a qualcosa delle proprie libertà. In fondo si tratta di una notteogni tanto.  

Non tutte le NOTTI possono essere BIANCHE. Divertirsi è sicuramente più proficuo che avere una libertà di cui non si sà che farsene. Almeno fino alla prossima pastiglia...


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