ombra

Festa del grano

segnalazioni, Orti e autoproduzioni — Inviato da ombra @ 15:49

22/05/2008

 
La Cicala che imprudente tutto estate al sol cantò…
nell'inverno si trovò … senza più un granello…
La Formica che ha il difetto… le dimanda chiaro e netto:
- Che hai tu fatto fino a ieri? - Cara amica, a dire il giusto non ho fatto che cantare
- Brava ho gusto… balla adesso, se ti pare.
 
 
SABATO 7 GIUGNO 2008

LA FESTA DEL GRANAIO
 
Per chi non sapesse che fare, segnalo questa iniziativa davvero molto molto interessante. Non l'unica ma sicuramente una possibilità da non farsi scappare. 

[Video] BBA2008 su Neapolis

Orti e autoproduzioni — Inviato da ombra @ 15:27

14/05/2008 

 

 

Un video caruccio su A/I e il BBA2008 


Fare un orto - Parte VI - La pacciamatura

Orti e autoproduzioni — Inviato da ombra @ 12:17

25/08/2007

La pacciamatura è in primis una tecnica di conservazione del terreno. Ogni terreno coltivato infatti è il risultato di specifici equilibri che vi si formano, cui partecipano diverse tipologie di organismi, dalla flora batterica ai vegetali, ai vari regni animali. Utilizzare la pacciamatura vuol dire inserirsi negli equilibri senza alterarli, ma governandoli e modificandoli in modo naturale consentendo agli ortaggi di irrobustirsi, senza usare agenti chimici esterni a tali equilibri.
Ovviamente la tecnica puo' essere utilizzata in modo naturale ed in modo artificiale. Sconsiglio vivamente l'impiego di pacciamatura artificiale (l'utilizzo di teli di plastica nera stesi sul terreno) in quanto oltre a compromettere molte delle reazioni aerobiche dei batteri del suolo, riscaldano enormemente il suolo, correndo il rischi di bruciare le piante.
Molto meglio utilizzare la paglia. Ecco come.

Usare la pacciamatura non vuol direaltro che fare quall'operazione che naturalmente è compiuta dalla caduta delle foglie nei boschi (sopratuttto di castagno). Le foglie cadono sul suolo formando uno strato spesso che viene degradato lentamente dai batteri fornendo salim inerali importanti all'humus del terreno. Inoltre lo spesso strato di foglie evita la nascita di piante infestanti che potrebbero mettere in pericolo il bosco stesso. Quando si parla di bosco "sporco" si parla prima di tutto di un bosco che rischia di morire.

Dove si utilizza la pacciamatura?
La pacciamatura si utilizza nei fossi di fianco le colture e anche nei filari dove sono piantate le piante.
Per stendere la paglia bisogna aver prima zappettato il terreno ed eliminato tutte le piante infestanti. Poi si stende la paglia in uno strato di 3-4 cm circa, contornando i fusti degli ortaggi fino ad 1 cm dal gambo, in modo da lasciare un minimo spazio di "respiro" alla pianta. Dopo aver steso la paglia, la si deve bagnare abbondantemente in modo da compattarla e fare in modo che il vento non la sparga ovunque.
La pacciamatura intesa in questo modo consente due vantaggi: il suolo non raggiunge temperature elevate; l'acqua non drena via la terra quando innaffiamo.

Importanti sono da ricordare alcuni consigli per la rimozione della pacciamatura a fine coltura.
Se stiamo parlando di piante che finiscono il loro ciclo in autunno, possiamo lasciare la paglia al suo posto tutto l'inverno. In questo modo il suolo sarà protetto dagli agenti atmosferici invernali. In ogni caso all'incirca 50 giorni prima della semina/trapianto della nuova coluta, la paglia deve essere rimossa. Si puo' procedere in due modi: trinciando la paglia ed interrandola, oppure semplicemente rimuovendola. Il consiglio è di trinciarla. In qesto modo i batteri la degraderanno prima e gli oligominerali rimarranno nel terreno arricchendolo.

Prossima tappa la legatura e il posizionamento della canne.

Puntate precedenti:   [Parte I Girare la terra] [Parte II - Concimare] [Parte III - Esposizione e irrigazione] [Parte IV - La semina in semenzaio] [Parte V - Trapiantare]


Fare un orto - Parte V - Trapiantare

Orti e autoproduzioni — Inviato da ombra @ 10:50

24/07/2007 

Mi accorgo che è un tot di tempo che non continuo il mini corso per farsi da se' un orto.
Allora, andiamo avanti. La nostra situazione è quella di un orto pronto per ricevere quel che abbimo da piantare, di un semenzaio pieno di piantini e di noi che abbiamo voglia di smanettare nei piccoli filari.
Come si creano delle file di verdure che abbiano senso? Come si separano i piantini?

Per capire la delicatezza di questo passaggio, bisogna dire che la fase del trapianto è forse la fase di maggiore stress per la pianta. Il trapianto deve essere fatto con molta delicatezza e non troppo tardi, in modo da non rovinare la radici della pianta. Partiamo da un presupposto medio, osia che le piante che abbiamo seminato non siano troppo attaccate l'una all'altra. E' infatti sempre utile non seminare troppo ravvicinato. I semi, se son grossi, vanno messi lontani un dall'altro, se son piccoli, vanno sparsi in modo uniforme sul terreno del semenzaio.
Per compiere questa operazione ci vogliono un innaffiatore con un getto molto blando (vanno benissimo quelli giocattolo da spiaggia per i bimbi), una paletta, le nostre dita.

Prima di cominciare ad operare sulle piante, dobbiamo aver presente quante ne vogliamo trapiantare e dove.
Andiamo nell'orto e guardiamo lo spazio che abbiamo a disposizione. Mediamente i piantini vanno messi a 30 cm l'uno dall'altro. Dico mediamente perche' ci sono delle eccezioni in un senso o nell'altro. Le zucchine necessitano di piu' spazio, le carote di meno. Dobbiamo regolarci in base alla grandezza della pianta, una volta matura.

Una volta stabilito questo facciamo alla distanza desiderata i buchi per le piante, con la paletta. Di solito basta una profondità di 10 cm un diametro di 5, all'incirca. In questa fase è importante aver meditato molto bene la distanza di una pianta dall'altra. Ogni pianta deve infatti avere a disposizione un volume di terra e un volume di aria sufficienti per lo sviluppo. Ricordiamoci che le piante hanno due vite, entrambe collegate e inscindibili. Una sotterranea, l'altra aerea. Se non laciamo abbastanza spzio ad una, l'altra non si sviluppaerà adeguatamente. Di solito l'ampiezza del corpo radicale rispecchia quella del fusto e delle foglie. Non è pero' una regola. Ci sono anche tecniche di contenimento delle radici per promuovere meglio il fusto e la parte fogliare dlle piante. Ma di solito non riguardano gli orti, che sono in terra piena, e vengono applicate alle piante da casa.

Facendo i buchi, dobbiamo anche controllare alcuni dettagli importanti. i filari che abbiamo abbozzato deono essere ben visibili. Questo significa che devono essere segnati con chiarezza. Se quindi non l'abbiamo ancora fatto, dobbiam provvedere a segnare bene i filari. Come? Con la zappa scaviamo a file parallele distanti 30 cm l'uno dall'altro dei fossetti paralleli lunghi tutta la larghezza dell'orto. Di solito si provvede a farli orizzontalmente (se in pendenza), anche se c'e' chi trapianta in verticale. Una volta fatti questi fossetti, si saranno create delle montagnole di terra dove non abbiamo operato con la zappa. Li' andranno piantate le piante. Compattiamo bene la terra  facciamo i buchi alla distanza giusta. Intorno al buco sarà importante effettuare (sela pianta è grossa, come le zucchine, i pomodori o i cetrioli) un piccolo avvallamento in modo che quando si bagna l'acqua non scorra via. Perche' è impornante creare solchi e avvallamenti? Perche' in caso contrario non rusciremmo a bagnare bene le piante. I solchi ad esempio, essendo piu' profondi della parte dove stanno le piante, fanno passare l'acqua proprio dove stanno le radici della piante. Infatti se si riempie d'acqua un solco si vedra' l'acqua bagnare anche le montagnole di terra dovestanno le piante e le radici. E' un fatto fisico.

Ora passiamo alle piante. Con la paletta, partendo dal bordo del semenzaio, molto delicatamente, penetriamo fino a 10 cm la terra. Agendo con una leva, solleviamo lo strato di terra corrispondente. Compiamo l'operazione molto lentamente, in modo da rompere il minor numero di radici. L'operazione puo' compiersi a secco, se la terra viene via facilmente, oppure, con l'ausilio di un po' d'acqua che ammorbidisca la terra. L'operazione, se non fa schifo, puo' essere fatta anche con la mano. Io preferisco, perche' ho piu' sensibilità. Pian piano, senza agire sul fusto della pianta, separiamo delicatamente i vari corpi radicali, usando l'alcqua per sciogliere le piccole zolle di terra. Due fattori sono importanti: maneggiare il meno possibile i fusti (che sono tenerissimi) e rompere il minor numero di radici. L'operazione puo' essere fatta in modo tranquillo, ricordiamoci comunque che l'aria non fa bene alle radici e men che meno il sole (che le brucia facilmente). Quindi se possiamo, compiamo questa operazione al chiuso, oppure prima dell'alba o dopo il tramonto.

Una volta che abbiamo i piantini che ci servono, andiamo nell'orto e poniamoli delicatamente nelle dimore. Per piantarli, con una mano si tiene l'estremità del fusto, verticalmente, e si fa arrivare la radice fino alla profondità desiderata; con l'altra mano, delicatamente, si copre la radice di terra. Alla fine si compatta tutto ben bene. A questo punto generalmente la pianta sembra "svenire". Non vi preoccupate. Un'avvertenza nella fase di trapianto è quella di non mettere tra la terra che ponete nella dimora delle radici, pezzi di concime (specialmente se derivanti da animali) che potrebbero bruciare le fragili radici. Una volta piantate tutte le piante, bagnate abbondantemente la terra (non deve esserci il sole, mi raccomando!). A questo punto si devono compiere due tipi di azioni. Alcune piante necessitano di una canna per sostenersi (pomodori, cetrioli, alcune zucche...). Per queste piante prendiamo le canne di bambu' o i bastoni dritti che abbiamo preparato precedentemente e le inseriamo di fianco alle piantine (a 10 cm dal gambo, cosi' non devastiamo le radici), per una profondità di 20-30 cm, in modo che non si sfili. Con la rafia poi, leghiamo queste piante, lasciando un po' di gioco in modo da non costringere tropp la pianta. Il legaggio, se vediamo che la pianta è molto stressata, possiamo effettuarlo anche in un secondo momento. Per tutte le piante pero' è importante fare questa seconda operazione. Prendere dei fogli di giornale, tagliati a metà in modo che ci sia solo una pagina, arrotolarli a cono, come per i cartocci delle caldarroste e metterli sopra alla pianta. Se c'e' la canna si puo' legare il tutto alla canna, nella sommità del cono, senno' si puo' compiere l'operazione con un bastoncino. Lo scopo è quello di coprire integralmente la pianta e la base del fusto, dal sole.Il cono rovesciato va quindi sistemato in modo che non si sfili e che non tochi la pianta. Ovviamente se lasciamo qualche spiraglio, va anche bene, ma l'importante è che la pianta sia schermata dal sole di mezzogiorno. Dopo una settimana, possiamo togliere il tutto.

Una domanda sorge spontanea... ma come riconosco il momento in cui è bene trapiantare? Non c'e' una regola. Di solito si evita di trapiantare quando la pianta è troppo corta e quando la pinta è troppo alta (troppe radici e fusto esile). L'altezza media è di 10-20 cm, ma varia da ortaggio a ortaggio. Una cosa importante è pero' il guardare la fase lunare. Noi sappiamo che la luna agisce molto sugli ortaggi. Sia in fase di semina che in fase di trapianto, le cose non vanno fatte a caso. In luna crescente si seminano gli ortaggi che si devono sviluppare sopra la superficie e si trapiantano anche. In luna calante si seminano e trapiantano gli ortaggi sotterranei (tuberi, cipolle, ecc..). La luna conta.

Torneremo nelle prossime puntate su come mettere le canne (le varie tecniche) e sulla pacciamatura. Due tecniche interessanti.

Puntate precedenti:   [Parte I Girare la terra] [Parte II - Concimare] [Parte III - Esposizione e irrigazione] [Parte IV - La semina in semenzaio]


Fare un orto - Parte IV - La semina in semenzaio

Orti e autoproduzioni — Inviato da ombra @ 12:25

29/06/2007 

 

 

Abbiamo lasciato il nostro orto ben esposto, ben organizzato, ben ventilato e concimato. E' ora di cominciare a seminare e piantare. Farò ovviamente un discorso generale, soffermandomi successivamente su alcuni casi interessanti di ortaggi. Preciso che, ovviamente questa piccola e incompleta guida non è sincronizzata con l'avanzare del tempo. Le cose che descrivo non devono essere fare necessariamente nel momento in cui le scrivo. Il tempo è tiranno con tutti. :)

Dunque, noi possiamo mettere nell'orto due tipi di cose: semi o piantini.
Cominciamo oggi con i semi. I semi sono quasi sempre (tranne che per fagiolini, fagioli, zucchine, zucche e poco altro) di piccola dimensione. Questo vuol dire che dobbiamo con ogni mezzo preservarli da due pericoli: se piccoli essere dispersi da intemperie (pioggia, vento), se piu' grandi, essere mangiati dagli uccelli o da altri piccoli animali. Come facciamo? Prima di risolvere questo problema dobbiamo chiederci che forma dare allo spazio dove semineremo le nostre verdure. Ci sono due modalità di semina, almeno. La prima riguarda piante che dovranno essere trapiantate successivamente per essere distanziate e poter crescere in modo sano. La seconda riguarda piante che tendenzialmente non dovremo piu' toccare. Dobbiamo tenere presente che piu' sono piccoli i semi e piu' sarà facile che dovremmo trapiantare i germogli. Molte piante devono essere distanziate ad un certo punto della crescita. Ma andiamo per gradi e cominciamo dal semenzaio.

Il semenzaio è un luogo al coperto o all'aperto, nel quale seminare disordinatamente una grande quantità di semi, che daranno origine a molti pinatini che verranno trapiantati in file  nell'orto. Per fare un semplice semenzaio all'aperto (per quelli al chiuso basta un vaso pieno di terra) basta eseguire queste semplici operazioni: individuare una porzione di terra nel quale costruire un semenzaio; zappettare la terra per eliminare le zolle compatte e renderla ventilata e fine. E' importante in questa fase effettuare piu' passaggi con la zappetta in modo da rendere uniforme la base. Con il rastrello poi si eliminano quelli che sono gli scarti che contiene un terreno: pietre, vegetali secchi, erbacce, ecc.... A questo punto la terra dovrebbe essere pronta. Con zappa e vanga si accumula poi la terra in modo da rendere l'area che ci interessa, piu' elevata del resto del terreno, di circa 10 cm. A questo punto avremo un cumulo uniforme di terra, circondato da un'area piu' bassa. La forma da dare a quest'area è tendenzialmente o quadrata o rettangolare. Dopo aver delimitato l'area, bisogna fare in modo che non occorrano ai nostri semi, le due cosa sopradescritte: intemperie e animali. Per entrambi è sufficiente approntare due semplici accorgimenti. Cominciamo con le intemperie: si prendono 4 assette della lunghezza de lati del nostro semenzaio. Una volta che ci siamo assicurati che siano della misura giusta, si appoggiano le assette ai bordi, assicurandosi di due cose. La prima è di posizionarle a coppie di due parallelamente. Quindi prima due lati paralleli e poi gli altri due, avendo l'accortezza di porre le seconde due esternamente ai bordi delle prime due. La seconda è di fissare esternamente le assette verticali con dei legnetti piantati saldamente per terra. Queste due operazioni si hanno due vantaggi. La disposizione delle assi favorisce il drenaggio dell'acqua, perche' le assi sono messe in modo disgiunto, ma nel contempo la presenza stessa delle assi costituisce un riparo alla dispersione dei semi da parte di agenti atmosferici. Adesso tocca praparargli il cappuccio, in mod da non far arrivare gli uccelli o il vento forte a rovinare tutto. In ogni caso la terra deve arrivare due centimetri sotto il bordo superiore delle assette.

Prandiamo un bastone molto dritto o una canna di bambu'. Tagliamola in quattro segmenti lunghi 50 cm l'uno. Prendiamone un'altra e tagliamola in 4 segmenti lunghi, ognuno, 10 cm in piu' delle assette. Piantiamo per metà della loro lunghezza i bastoni da 50 cm in corrispondenza dei 4 angoli dell'area del semenzaio (non troppo vicino alle assi, senno' si smuovono troppo). Poi prendiamo gli altri segmenti e uniamoli vicino alle estremità dei segmenti piantati con una legatura (quella che preferite... io peferisco la quadrata). A questo punto abbiamo un riquadro posto a circa 20 cm di altezza da terra. Possimao procedere alla seminatura che si deve effettuare non troppo fitta ma con una numero di semi comunque corposo. Dopo aver seminato, annaffiamo e prendiamo un telo con cui coprire il semenzaio. Il telo puo' essere sia di plastica, che a "velo di sposa". L'importante è che lasci passare la luce. Una volta che il telo e posizionato in modo abbondante (che arrivi quindi a terra tutto intorno al semenzaio, lo blocchiamo con delle pietre per l'intero perimetro del semenzaio.

Buon lavoro (ricordatevi che il smenzaio va bene in ogni stagione, per in ogni stagione ci sono semi da accudire e piantare). Prossima puntata dedcata alla semina direttamente nei filari.

Per chi se le è perse, ecco le precedenti puntate: [Parte I Girare la terra] [Parte II - Concimare] [Parte III - Esposizione e irrigazione] 


Fare un orto - Parte III - Esposizione e irrigazione

Orti e autoproduzioni — Inviato da ombra @ 09:03

12/06/2007 

Torna a grande richiesta il corso per fare l'orto in modo efficace e semplice.

Abbiamo capito insieme come girare la terra e come concimare. Ora che la nostra terra è ventilata e contiene tutti i principi utili alle piante, tocca scegliere come organizzare il nostro spazio. Sembra questo un passaggio scontato, ma invece puo' rivelarsi la scelata da compiere in grado di influenzare tutto il processo.

Esistono in generale due tipologie di piante: quelle che si sviluppano in verticale e quelle che si sviluppano in orizzontale. Questo elemento è da tenere in considerazione quando si semina o si trapianta, perche' bisogna immaginar elo sviluppo futuro della pianta in modo che esso non dia fastidio alle altre. Per fare questo bisogna avere presente un po' di astronomia.

Il sole sorge ad Est, passa a Sud e tramonta a Ovest. L'esposizione di un orto si calcola in base a questo ciclo. Se l'orto è ben esposto, esso riceverà tendenzialmente luce solare per gran parte della giornata. Questo vuol dire che ogni parte dello spazio non avrà impedimenti (come alberi o edifici) davanti. Ciò a cui dobbiamo essere attenti è di non crearli NOI, gli impedimenti. Vista la suddivisione delle piante in verticali ed orizzontali, noi dovremo quindi prevedere di piantare o seminare la piante verticali nella parte nord dell'orto, e quelle orizzontali nella parte sud. In questo modo tutte le piante riceveranno la stessa porzione di luce in modo uniforme. Questo tantopiu' se l'orto è in posizione inclinata.

Una volta che si è risolta l'esposizione alla luce, si deve risolvere l'irrigazione. L'acqua scorre dall'alto verso il basso, è ovvio. Gli orti possono avere diverse inclinazioni, dall'orizzontale ai 45°. Di piu' è sconsigliabile. L'obiettivo nostro è quello di assicurare un'uniforme irrigazione a tutto lo spazio. Analizziamo i due casi.

Nel caso di un'orto orizzontale la nostra preoccupazione dovrà essere quella di non creare luoghi in cui si accumuli acqua. Affronteremo un'altra volta il come scavare i fossetti intorno alle piante. Per ora concentriamoci sulla loro necessità. L'importanza dei fossetti è essenziale per evitare che le piante marciscano o secchino. E' il modo per assicurare a tutte le piante una uniforme irrigazione.Ciò che dovremo quini fare sarà di prevedere fossetti uniformi per tutto il perimetro dell'orto e tra ogni gruppo di piante. 

Nel caso di un'orto verticale i fossetti diventano essenziali per far scorrere via l'acqua piovana in eccesso. Tenete presente che ci sono piante che richiedono piu' acqua e piante che ne richiedono di meno. Un accorgimento che si puo' prendere se l'orto è troppo inclinato, puo' essere quello di procedere con un terrazzamento. Il terrazzamento consiste in un muro di pietra che contiene la terra e ne assicura una pendenza minima. Di solito di terrazza quando il terreno si usa per molto tempo, perche' terrazzare è un lavoraccio. Il terrazzamento prevede un sistema di drenaggio dell'acqua.

Quindi, le due cose essenziali da ricordare per oggi, sono:

-l'esposizione alla luce (nel caso abbiate un orto rivolto a nord, forse lasciate perdere)

-la previsione di modalità di irrigazione

Nella prossima puntata vediamo come si fanno questi fossetti. 


Fare un Orto - Parte II - Concimare

Orti e autoproduzioni — Inviato da ombra @ 12:19

20/05/2007 

caccaSeconda lezione sull'orto. Quest'oggi parliamo di concimi. Ogni orto, specialmente se reiterato su di uno stasso terreno, ha bisogno di integrare le risorse consumate.

Ci sono tre tipologie di concimi, a seconda di quanto si vuole intervenire sul terreno e sui suoi equilibri: falciato, escrementizio, chimico.

Il falciato non è altro che il posizionare erba e fieno tagliati altrove o nell'orto, sul terreno dove sorgono le piante. Questo comporta due vantaggi: gli elementi reintegrati sono propri di quel terreno e non di altri; inoltre la posizione dell'erba in quel punto evita che altra erba cresca. La controindicazione è che si tratta di un concime povero e che non reintegra molto la terra. Va bene, ad esempio per terreni ricchi e umidi.

I concimi che derivano dagli escrementi sono molto potenti. I fosfati contenuti sarebbero in grado di bruciare le radici delle piante. Per questo non va mai messo puro e di solito si lascia riposare un anno accumulato per terra, per poi spargerlo nell'orto. Ci sono due modi per concimare in questo modo: subito dopo aver girato la terra spargendolo a caso, oppure una volta posizionati i piantini, sistemandolo nei solchi di irrigazione (ne parleremo poi).  La controindicazione importante è che si dovrebbe conoscere chi ti dà il concime, perche' le vacche di solito non sono allevate con mangimi molto sani. Molto indicati i concimi che arrivano da vacche allevate sui prati :). Di questa famiglia consideriamo anche i compostaggi casalinghi. Sono pur sempre prodotti animali :P

I concimi chimici hanno piu' controindicazioni che altro. Deprivano la terra e la rendono spesso dipendente dalla sostanza. Sono indicati per chi non vuole sbattersi o sporcarsi :P

Scegliere il concime, vuol dire determinare il grado di genuinita del terreno e dei prodotti. Non è una cosa di secondo piano e soprattutto sottende una modalità fondamentale di rapportarsi con il reale.

PS un altro metodo che funziona tantissimo sono i fondi del caffe'.. ma dipende dal consumo personale :) 


Fare un Orto - Parte I - Girare la Terra

Orti e autoproduzioni — Inviato da ombra @ 18:30

09/05/2007

Allora, visto che il mio progetto dell'orto sta andando pian pianino e con molte difficoltà, mi piacerebbe cominciare a condividere le tecniche di coltivazione su questo blog, per fare due cose:

imparare tecniche altrui e fare una sorta di mini-guida per l'utilizzo e la costruzione di un orto, utilizzabile anche da quelli che piantano le piantine sul balcone.

Riepiloghiamo i passi che sono stati compiuti fino ad adesso. Io non credo nelle dimensioni di sfruttamento della maggior parte delle possibilità produttive della terra. Ci son persone che incominciano da marzo ad arare, seminare e coltivare. A me questa logica non piace molto. Mi interessa molto piu' non stressare le piante e c'entrare il loro ciclo produttivo nel pieno dell'energia.

Per questo secondo me il periodo migliore per girare la prima volta la terra è metà aprile [ovviamente per il clima proprio di dove sto io, alle pendici delle Alpi Cozie]. Cominciamo con il girare la terra.

Come si gira la terra? Puo' sembrare una domanda banale e scontata. Partiamo dagli strumenti. I più comuni sono due: la vanga e la zappa. Il primo strumento è costituito da una lama di metallo attaccata verticalmente su di un bastone. La posizione della lama , consente agevolmente a chi lavora la terra di tagliare le zolle e lo strato di radici e humus che si crea normalmente in un prato. Anche la zappa consente di fare la stessa cosa , ma la lama questa volta è posta perpendicolarmente al bastone. Sostanzialmente i due strumenti si utilizzano a seconda del tipo di terreno che si ha di fronte: se il terreno è piano, la vanga consente di fare meno sforzo e di andare piu' in profondità. Se il terreno è inclinato, ovviamente, è la zappa ad essere lo strumento preferenziale. Idem per la composizione del terreno: più è pietroso e più si dovrà darci dento con la zappa [quando non con il piccone]. C'e' da dire che molti contadini oggi usano la motozzappa comunemente, scaricando il piu' delle volte, kili di nafta direttamente sulle zolle... Ecco... sarebbe preferibile non farlo...

Alcuni consigli utili per chi gira la terra: ci sono molte scuole di pensiero in merito al come e quanto girare la terra. 

Come. Molti sostengono che le zolle di erba non vadano scartate. Quando si gira la terra succede che capitino cose di questo genere. E' raccomandabile, con una zappa, spezzettare queste zolle e girarle in modo che l'erba stia sotto terra e contribuisca, andando in putrefazione a concimare la terra. Bisogna tuttavia fare attenzione a non lasciare troppo intatti i corpi radicali, che, specialmente delle gramigne, fanno ricrescere in poco tempo l'erbaccia.

Quanto. Ci sono due scuole di pensiero in proposito. C'e' chi sostiene che serva molto all'ecosistema orto, lavorare pesantemente la terra, in modo che non si riformino subito erbacce. In questo modo, spezzettando le zolle e andando in profondità con il taglio, ci si risparmia molto lavoro successivo. C'e' pero' chi ammonisce rispetto al fatto che smuovere troppo i delicati equilibri dello strato di humus superficiale, non porti a benefici per le piante che andranno a dimora. Questi ultimi sono soliti zappettare superficialmente i luoghi dell'ortoevitando di andare in profondità. Io sono piu' propenso verso questa seconda idea, anche se una zappata non molto profonda la do', normalmente ad aprile.

Ma perchè si dovrebbe zappare l'orto? A parte il fatto che non si è ancora in ritardo e lo si puo' fare ancora adesso, zappare l'orto ha due benefici: ammorbidisce il terreno dove verranno piantate le piante e contribuisce a ventilarlo. In secondo luogo, permette di costruire l'architettura dell'orto [canali, zolle ecc], che  ci prmettono di irrigare e fgar star bene le piante, tagliando lo strato superficiale dell'humus che è molto duro.  Ma sull'architettura dell'orto parliam un'altra volta. Buon lavoro.


Primi passi

Orti e autoproduzioni — Inviato da ombra @ 12:53

23/03/2007 

L'altro giorno ho cominciato a seminare i piantini da travasare poi nell'orto a fine aprile. Per ora ho messo a dimora i semi di zucchine, cetrioli e zucche. Per i peperoni mi son messo d'accordo e me li passeranno già belli e printi, i piantini.

Quest'anno, complice anche la stanchezza e le troppe cose da fare, dovro' comprare i piantini di pomodori e forse anche di cavolo...

Peccato, mi sarebbe piaciuto farmeli.

In ogni caso oggi pomeriggio vado a comprate i tondini da cemento armato per cintare il terreno. La soluzione scelta è di cintare i due lati scoperti dell'orto, con filo elettrificato, dato che il pericolo viene da due maledetti cani grandi. L'elettricità dovrebbe tenerli lontani.  Bah.. non sono tanto convinto.


Stagioni in pillole

Orti e autoproduzioni — Inviato da ombra @ 20:52

19/03/2007 

La terra ha bisogno di acqua. Si sente dall'aria avida di umidità. E' qualche ora che non si vedono più le montagne, immerse in una forte coltre di nubi bianche e nere. Sabato scorso sono stato sopra a Pragelato e non ho mai visto le montagne cosi' a marzo. Nessun rigagnoo d'acqua, nessuna pozza, niente. Solo terra secca.

Dicono che sta arrivando la "bolla", ovvero la perturbazione artica. E' da un po' di tempo che mi sembra di rapportarmi con le condizioni metereologiche, come con le malattie. Giornate a 20° incuneate nel pieno dell'inverno. Colpi di coda invernali a marzo. Pillole di stagioni inserite come nel caricatore di una pistola, all'interno di altre stagioni. Stagioni in pillole. La bolla invernale. La pillola che ci avvolgerà. Poi tutto come prima. Non è che non esistono più le stagioni. Ci sono. Sono liofilizzate. Agitare bene prima del consumo. Una vita frenetica, d'altronde, ha bisogno anche di stagioni frenetiche. E cosi' l'inverno  si presenta tutto in una volta, in pochi giorni, per non perdere tempo. Pillole e pastiglie di stagioni sparse.

Domenica intanto sono iniziati i lavori di bonifica del terreno dove faro' l'orto. Bruciati quintali di legna e ramaglie, tagliata l'erba e le siepi. Andro' a comprare a breve i tondini di metallo per recintare l'area. Maledetti cani. La terra da coltivare è già abbatsanza smossa. Questa settimana incominciamo a girare la terra. Ma con calma, che con la bolla in arrivo, quest'anno non c'e' fretta. Di sicuro c'è che tra poco comincerò ad avere la casa piena di piantini da trapiantare. Pomodori, zucchine, cetrioli, melanzane, peperoni. domani li semino. Per fortuna che ho una stanza libera.


Kéfir

Orti e autoproduzioni — Inviato da ombra @ 21:24

KefirOggi ho scoperto una cosa che mi ha aperto nuovi orizzonti culinari. In pratica molto probabilmente quello che stiamo producendo in casa non è yoghurt, ma una sostanza a lui molto simile, di origine Russa, di nome Kéfir. E' anch'essa una sostanza originata dalla fermentazione del latte, e che ha origine, come lo yoghurt, dal genio delle popolazioni asiatiche che cercavano i modi di conservare il latte.

La differenza sostanziale tra yoghurt e kéfir, stà nel processo di fermentazione, che per quest'ultimo è anche un processo di fermentazione alcoolica. Il kéfir ha una gradazione di circa 1° ed è più acido e più liquido del comune yoghurt.

Il gusto comunque rimane davvero quasi indistinguibile. L'unico modo per distinguerli è guardare  i batteri che producono la fermentazione. Quelli dell'immagine sono batteri di Kéfir gli altri sono i comuni fermenti lattici.

In ogni caso sembra che il Kéfir assolva molto meglio alle funzioni regolatrici dell'intestino, in quanto combina più batteri e quindi una maggiore quantità di prodotti benefici per l'organismo: Lactobacillus acidophilus, Lactobacillus casei, Lactobacillus lactis, Bifido bacterium bifidum al posto dei soli Lactobacillus bulgaricus e Streptococcus termophilus tipici dello yoghurt. E l'effetto, vi assicuro, si percepisce.

PS: Ringrazio Iskratov per la segnalazione. 


La carne fa male. Il pesce di più

Orti e autoproduzioni — Inviato da ombra @ 14:28

Che la carne facesse male, lo sapevo. Del pesce poi non avevo dubbi. Il problema è che anche se cerchi di evitarli, loro, sono sempre in agguato e cercano di ghermirti. E' successo quindi che tre giorni fa stavo buttando via una scatoletta di tonno, di quelle bastarde, che hanno l'aletta in su. Inavvertitamente la suddetta mi scappa dalla mano e mi ritrovo dopo 1 ora al pronto soccorso con un taglio di tre centimetri e profondo mezzo e con un laghetto si sangue che sgorga. Il medico del pronto soccorso mi prendeva in giro, facendo finta di svenire e l'unico commento che mi veniva di fare era augurargli tutto il bene possible...  Alla richiesta poi se avessi o meno l'antitetanica ed alla mia risposta incerta, il bel tomo scrive sulla scheda "In regola con il vaccino...". Ma ci senti? Se non lo so, vuol dire che c'è una percentuale consistente che non ce l'abbia.

Comunque mi dimettono dopo 2 ore mentrestanno squartando una povera bambina dall'altra parte. Bel posto il Pronto soccorso. 

Morale della favola? La carne (di terra o di acqua) fa male, anche se cerchi di limitarne il consumo e di mangiare quella del tuo vicino che sai che la alleva con tutti i crismi.

La seconda morale invece riguarda quello che ti dicono le mamme quando sei piccolo. "Fai attenzione alle scatolette". E tu te ne freghi, perchè sai che sei più furbo di una cazzo di scatoletta. Ma perchè ci hanno sempre ragione le mamme?

Meno male che domani faccio il primo sopralluogo al nuovo orto.

A proposito. Cosa ci pianto? 


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