[Post-Olimpiade] L'Agess e la beffa
06/04/2008
Di solito non mi interessa farlo. Ma questa volta è diverso. Molto diverso. Ecco una roba che ho messo anche su Indymedia Piemonte.
Erano stati inquisiti ed adesso si comincia a giungere alle fasi processuali interessanti. Non stiamo parlando di uno di quei processi che fanno scalpore. Nulla di tutto questo. Uno di quei processi minori come ce ne sono tanti in Italia, per uno di quei fallimenti pubblici minori, come ce ne sono tanti in Italia. Cosa vuole che siano 4 milioni e mezzo di euro di buco per un'agenzia pubblica, nei confronti del buco Alitalia e o dei bilanci Telecom? Nulla. Però per una valle alpina che ha vissuto nel miracolo olimpico (o piuttosto nella sua speranza), possono rappresentare una delle poche chanche per il futuro.
L'AGESS era stata creata per questo: per il futuro della Valle. "Agenzia per lo sviluppo sostenibile della valle" si leggeva nei documenti che la vedevano nascere e che fatalmente ne segnavano anche l'epitaffio. Già perchè sviluppo sostenibile per molti non vuol dire altro che "una buona modalità per fare un po' di soldi". Per carità, non dappertutto è così. Molto spesso tuttavia, specialmente in quelle zone di provincia che vedono arrivare tanti soldi tutti assieme (come per le Olimpidi in Val Pellice), l'appetito vien mangiando.
Le vicende dello sviluppo sostenibile della Val Pellice, le avevamo già raccontate in precedenza sulla vecchia indymedia. Qui c'è l'inizio della storia. Qui il suo tragico seguito.
Dopo quasi 2 anni è venuto il momento di tornare a fare il punto della situazione su di un processo che ricalca molto bene quanto è ruotato intorno alle Olimpiadi.
Della ventina di denunciati della fase iniziale del processo, si è giunti lo scorso 22 febbraio all'udienza preliminare per i 3 soli fortunati vincitori: Riccardo Lorenzino, l'ex-presidente della Spa per lo sviluppo della Val Pellice , Gianclaudio Magra, che di quella società era il direttore, e Mario Sandretto, segretario della Comunità montana Val Pellice all'epoca dei fatti ed anche oggi. I primi due sarebbero responsabili di bancarotta semplice e malversazione. Sandretto, invece, deve rispondere di "falso" in merito a una firma per quietanza su una fattura: contestazione che il pm Ciro Santoriello nel luglio scorso aveva esteso a Lorenzino e Magra.
Il 20 marzo è arrivato il responso: per Sandretto condanna a due mesi di reclusione (condonati) per il reato di falso. Per quanto riguarda Lorenzino, e Magra, il Gup ha "sposato" la tesi della Procura, rinviandoli entrambi a giudizio per bancarotta semplice, malversazione e falso. Il processo inizierà il 4 giugno, ma un dato è quello che salta agli occhi: queste cose si sapevano fin dal 2006 e chi provava a tirarle fuori all'epoca veniva anche minacciato.
Nel frattempo la Valle che ha fatto? Come ha reagito?
Nel frattempo il partito dei costruttori (leggi PD) ha continuato la sua opera di lottizzazione della valle. Le tre persone inquisite e condannate per la vicenda AGESS erano infatti in quota DS ed ora PD. I loro compagni di partito siedono ancora sul trono dell'attuale giunta della Comunità Montana e sono loro, sempre gli stessi, a partecipare alla lottizzazione della Val Pellice tramite progetti faraonici e di cui si intuisce la dubbia utilità.
Prima tra tutte la Strada delle Cave, che tramite un'opera di propaganda ed una finta trattativa, ora è in fase di costruzione.
Le strutture dell'AGESS, dopo essere cadute per un periodo in disuso, sono state in parte rilevate dalla Regione ed in parte date in gestione alla Comunità Montana. La Regione (e quindi parliamo di fondi pubblici) ha proposto di acquistare la Crumiere a Villar Pellice per 1.750.000 euro dalla procedura fallimentare. Peccato che qualche giorno prima del fallimento fosse in procinto di staccare un assegno da 2.725.000 euro. La struttura di Villa Olanda, la sede di AGESS è stata affidata ad una grossa cooperativa sociale dalla Comunità Montana, perchè ne facesse un centro di attività socio educative. La cooperativa stava per entrare nella struttura quando si è accorta che ai locali mancava l'agibilità, che non c'era mai stata. Tale agibilità non c'era quando la sede era attiva e conteneva tutti gli uffici di AGESS. Tutto è fermo, in attesa che la Comunità Montana (la stessa di Sandretto) provveda.
Il pinerolese doveva inoltre essere al centro di un'innovazione tecnologica, grazie a chilometri e chilometri di fibra ottica che dovevano diventare il fiore all'occhiello di un territorio olimpico florido. Ovviamente è ancora tutto fermo, se non pressochè inutilizzabile. E la cosa triste è che a denunciare queste cose sono solo gli esponenti di centrodestra, che, sono sicuro, non si comporterebbero molto diversamente.









