ombra

Droga: i kit arrivano giovedì e sono tanti, oppure no?

Droga — Inviato da ombra @ 19:42

11/03/2008 

 


 

Milano, 10 mar. - (Adnkronos/Adnkronos Salute) - "Oggi pomeriggio e' iniziata la distribuzione  nelle farmacie milanesi, comunali e private, dei kit antidroga" messi a disposizione gratis dal Comune alle famiglie con figli da 13 a 16 anni che vorranno ritirarlo. "Entro giovedi' i test saranno disponibili per il ritiro, previa consegna del coupon anonimo" che i genitori riceveranno in una lettera. Lo comunica l'assessore milanese alla Salute, Giampaolo Landi di Chiavenna.
Le farmacie coinvolte nel secondo step del progetto, dopo la prima fase sperimentale lanciata l'anno scorso in Zona 6, sono 387 tra private e comunali. Ad ogni farmacia verranno consegnati 10 kit, per un totale di 3.870 test - si legge in una nota - La spesa complessiva a carico del Comune e' pari a 16 mila euro.
"Lo scorso anno i kit disponibili nelle farmacie di Zona 6 sono stati 430 - ricorda Landi di Chiavenna - Ne sono stati ritirati 249: circa il 60%, percentuale ritenuta piu' che soddisfacente dall'assessorato. Infatti - precisa - sarebbe fuorviante rapportare il numero dei kit ritirati nelle farmacie di Zona 6 con le 3.887 lettere inviate dall'assessorato alla Salute alle famiglie con figli dai 13 ai 16 anni. Il successo dell'iniziativa va calcolato sulla percentuale dei kit ritirati in rapporto a quelli disponibili in farmacia - puntualizza - e non sul numero delle lettere inviate alle famiglie. La bonta' dell'iniziativa - ricorda - e' stata evidenziata anche da un sondaggio fatto alcuni giorni fa da SkyTg24", secondo cui l'81% dei partecipanti e' favorevole al kit.

Comodo come stare seduti su di un divano. Mandi tante lettere, te ne bulli e poi quando le cose ti vanno male, leggi i dati come credi. Che non è che proprio bisogna confrontare i dati di cui ci bullavamo con quelli dei kiti ritirati, ma bisogna confrontare il numero di kit disponibili con quello dei kit ritirati. e visto che i kit disponibili erano il 10% delle lettere, allora una percentuale del 6% si trasforma magicamente in una percentuale del 60%. Magia dei numeri, della matematica e della pena che mi instillano gli amministratori milanesi. 


Il kit antidroga a Milano diventa prassi

Droga — Inviato da ombra @ 20:08

06/03/2008 

Il Comune di Milano è quel che è. In ogni campo fa la sua porca figura in quanto ad applicazione e sperimentazione delle peggiori pratiche pedagogiche e repressive e del connubio di entrembe.

Nel campo delle sostanze stupefacenti il Comune di Milano ha tuttavia un triste e pericoloso primato. Quello di aver sperimentato per primo il principio del bastone e della carota demandato alla famiglia, che diventa da ambito sociale ad ambito di controllo delle pratiche quotidiane degli adolescenti. Demandare alla famiglia quello che è il tradizionale compito dell'Amministrazione è un principio di per sé pericoloso, ma soprattutto che facilmente "fa scuola". Il controllo e l'eventuale repressione delle "devianze" in senso lato (che è sempre stato imputato ai vari organi amministrativi dello Stato) viene delegato ad un ambito informale che tradizionalmente è un ambito protettivo: la famiglia in ogni sua forma.

Carla De Albertis, laureata in Lettere Moderne, militante prima di AN, poi de La Destra e adesso fondatrice di un delirante movimento "La vera destra del Nord", ovviamente queste cose le mastica a colazione. Ed infatti è stata lei a introdurre il provvedimento.

Le  stesse cose sono masticate dai suoi colleghi che hanno deciso di investire 680 mila euro per estendere la diffusione dei kit a tutta la città. Ovviamente la bagarre è scoppiata, ma il brutto è che l'unico tipo di critiche riportate sono in base all'efficacia di queste misure (che è lapalissiano che non esista), lasciando da parte ogni tipo di critica pedagogica. Interessante che ad esempio Panorama metta nell'ultima riga dell'articolo il fatto che questo tipo di test non rappresentino assolutamente uno strumento attendibile. Servono a far riprendere i settore farmaceutico e i suoi guadagni.

Le precedenti tappe:

25 Maggio 2007

La lettera del Comune di Milano e il kit antidroga: cerchiamo di smontarli.

17 Giugno 2007

Il kit antidroga non tira: Il flop della De Albertis

27 Luglio 2007

La privatizzazione della lotta alla droga. Aziende farmaceutiche e interessi politici

22 Gennaio 2008

I kit anti-droga fanno scuola [di flop]


I kit anti-droga fanno scuola [di flop]

Droga — Inviato da ombra @ 19:11

22/01/2008 

Evidentemente, nonostante i flop che ha collezionato, il sindaco di Milano Moratti ha fatto scuola. E cosi' la sua idea, che poi era l'idea del suo Assessore alla Salute, De Albertis, sulla distribuzione dei kit anti-droga ai genitori dei ragazzi è stata copiata qua e là.

A Pietrasanta, in Versiglia, il Comune di centro-destra (ma non credo che se fosse di centro-sinistra si vedrebbe la differenza) ha deciso di distribuire i kit ai genitori, riscuotendo anche in questo caso piu' scetticismo che altro. I genitori hanno rifiutato l'iniziativa, parlando piuttosto della fiducia che deve intercorrere nel rapporto con i figli. La Stampa web parla di tabù che non si riesce ad infrangere.

Io parlerei invece più che altro di un continuo attacco da parte delle multinazionali del settore che vedono ammassare i propri profitti in nome di una fantomatica lotta alla droga. Su questo tipo di legami avevamo già parlato qualche mese fa... 


La privatizzazione della lotta alla droga. Aziende farmaceutiche e interessi politici

due parole, Droga — Inviato da ombra @ 08:23

26/07/2007 

Avevamo parlato nei mesi scorsi dei test antidroga che l'Assessorato alla Salute del Comune di Milano aveva distribuito gratuitamente a 3800 famiglie la scorsa primavera.
A giugno poi, veniva fatto notare come i dati relativi al reale impatto di questa geniale trovata pubblicitaria, fossero molto scarso. A metà giugno i dati ufficiali parlavano dell'1% dei test acquistati.
Qualche giorno dopo L'Assessore divulgava altri dati, leggermente piu' incoraggianti, che parlavano di un 5% di test ritirati. Carla De Albertis si prodigava a pontificare come questo dato fosse allarmante, e come si potesse parlare di un problema molto sentito. Manipolando bene i dati e i titoli, infatti, si legge, nell'articolo linkato: COMUNE MILANO, RITIRATO 50% KIT DISTRIBUITI. Il che farebbe pensare al 50% di 3800, ovvero 1900. Leggendo l'articolo invece si viene a scoprire come il Comune di Milano preventivasse 380 ritiri in farmacia del test (10%) e come il 50% di questi 380 test ordinati, fosse effettivamente stato ritirato. Infatti i test ritirati sono stati 195, ovvero il 5% delle lettere inviate.
Ma i dati ognuno puo' girarseli a suo modo. I costi no. Gli interessi nemmeno. Le competenze ancora meno. Partiamo dai costi. Il costo di un test antidroga è mediamente di 30 euro. Mettiamo ipoteticamente che il costo sia quello (potrebbero esserci lievi oscillazioni, ma poco importa). 380 test x 30 euro = 11400 euro circa. Ovviamente cio' che interessa è l'ordine di cifre. 10.000 euro impiegati in una campagna promozionale contro la droga, con un impatto scarso e che soprattutto si riferisce ad un intervento sporadico, dato che il test una volta effettuato lo butti via? A me pare eccessivo. A me pare un flop. Ma seguendo i soldi e considerando le parole della De Albertis, si capisce qualcosa di piu':

"L'esperimento del kit e' stato il primo sasso lanciato nello stagno di una sorta di omerta' nei confronti del problema stupefacenti ad uso dei giovanissimi."

i Si scopre infatti che i test non sono stati pagati dal comune di Milano. Sono stati offerti. Ce lo dice la De Albertis in un suo documento reperibile qui, in ultima pagina. Tutta l'operazione è stata "offerta" dal Gruppo Comifar, leader nel campo della distribuzione farmaceutica. Guarda caso un colosso del settore si fa carico delle spese dell'operazione. Pura filantropia? Non proprio.
Vediamo perchè. Il Gruppo Comifar è da anni associato ad un enorme distributore mondiale di farmaci: il Phoenix Group. Addirittura molti membri del Consiglio di Amministrazione, fanno parte del mega colosso internazionale: tra questi il Dr. Reimund Pohl.
In cosa commercia questo gruppo transnazionale? Commercia in molti prodotti, tra cui Agenti diagnostici. Cosa si intende per Agenti diagnostici? Ce lo dicono qui.
Test Antidroga. Interessi che si incrociano, di fatto, sulla pelle delle paure collettive. Paure molto redditizie, soprattutto quando vengono sponsorizzate dagli Assessori compiacenti. La paura va alimentata e ovviamente se uno prova un test, perche' non dovrebbe continuare? Ed ecco che la penetrazione delle agenzie farmaceutiche comincia ad avere effetto. D'altronde la storia di Comifar è una storia di penetrazioni e fino a diventare leader nella distribuzione.

Ma se c'e' chi distribuisce, c'e' anche chi produce.
I test distribuiti sono test iScreen. Interessante è la pagina web che li promuove.
Chi produce questi test sono aziende private che lavorano assieme alle forze dell'ordine. Sono infatti molti i prodotti del genere e molta è la concorrenza.

Da sottolineare ci sono due cose.
- La discesa del privato nella lotta al consumo di droga. Imprese private stanno sempre piu' spesso assolvendo a funzioni che prima erano solo esclusiva dei Ser.T.. Ovviamente l'imperativo è quello economico: la massimizzazione del profitto. Ed ecco che quindi si moltiplicano i prodotti e le possibilità di scelta. Ma non è tanto e solo l'offerta a spaventare. E' come l'offerta viene proposta.
-La necessità di far funzionare il mercato dei tester antidroga provoca necessariamente l'ammorbidimento dei dati e il gioco sulle paure collettive.
Ecco un volantino distribuito da una marca di prodotti farmaceutici, che ho trovato in distribuzione in una farmacia.

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Facciamo attenzione alla lettura del titolo e delle parole di contorno. "Mi fido di mio figlio, non mi fido della droga". Il test è "facile, rapido, discreto". Utile per tutti i tipi di famiglie, anche per quelle dove non è conveniente mostrare certe cose. Soffermiamoci sulle pagine di spiegazione sugli effetti delle droghe. Interessante come ed in che modo vengono analizzate le sostanze e quali sostanze vengono analizzate: Ecstasy, Marijuana e Cocaina. Stop. La droga è questo. Evidenziando poi le giuste parole in grassetto (voti inferiori, incidenti mortali, dipendenza) si instilla nel genitore premuroso la paura per il proprio figlio. Le case farmaceutiche si stanno quindi sempre piu' spingendo in un ambito che prima gli era precluso: la prevenzione. La prevenzione se diventa privata, diventa business. La paura diventa business. E cosi' noi ci beviamo, quello che loro ci raccontano. Ci beviamo che la lotta alla droga passa per la prevenzione, la repressione ed il recupero. Che le droghe sono tutte uguali. Che la marijuana provoca dipendenza. Senza spiegare la parola nelle sue declinazioni diverse per ogni sostanza.
Un altro esempio è questo qui.
Ricordo che si tratta di aziende private che per pubblicizzare un prodotto, e quindi "fare cassa", descrivono le sostanze. Notate ad esempio lo spazio dedicato alla marijuana e quello a eroina e cocaina. Non c'e' paragone. Cosa spaventa di piu' il genitore? L'eroina, che di solito associamo al tossico per strada (Tossick Park) o lo spinello, cosi' silenzioso e diffuso?
La risposta la lasciamo alle intelligenze di ognuno, cosi' come l'interessante lettura di molti dei passaggi di queste fonti preziose e inutili.

Se l'industria farmaceutica utilizza la politica per farsi pubblicità e instillare paura e repressione (guadagnandoci), che mezzi ha la politica per offrire uno sguardo corretto alla cosa? Ovvero, chi prende le decisioni, sa' di cosa parla?
E' una domanda centrale, a mio avviso. Prendiamo l'insigne De Albertis, che è stata assunta ad Assessore alla Salute del Comune di Milano. Chi è?
Ce lo dice lei, nel suo sito internet. Tra un dilettarsi di radio e televisione in un misto di xenofobia e snobberia, la De Albertis puo' contare su di un curriculum che oserei dire "da paura".
Peccato che ci sia un pero'. Le uniche due cose che si avvicinano in qualche modo alla medicina o all'infermieristica sono nell'ordine:
-Membro dell'Ordine Militare e Ospedaliero di San Lazzaro di Gerusalemme
-Presidente del Consiglio Direttivo della ONLUS "Bambini nel Cuore" di Milano, una delle cui attività è regalare computer agli ospedali.
Mi chiedo se le sia servito essere socia dell'Associazione Nazionale Paracadutisti d'Italia per saperne di sostanze stupefacenti. O forse quando dal Dal 1997 al 2000 è stata Vice Presidente del Consiglio di Zona 1 e Presidente della Commissione "Arredo Urbano", tra la decisione se tinteggiare una casa di giallo o di grigio e quella che riguardava il tipo di fiori nelle fiorere cittadine, la signora De Albertis avrà trovato modo di studiare qualcosa in merito ai consumi, ai traffici internazionali, ai rapporti pedagogici nei confronti delle sostanze. In un video recente, la De Albertis espone la sua idea sulle droghe [video .wmv]. Un'interessante sproloquio.
de albertis Essendo molto dubbioso su questo, e dando un leggerissimo sguardo alla sua appartenenza politica (leggerissimo!), propendo per credere che la scelta di campo della De Albertis sia di tipo ideologico, non essendo supportata da specifiche conoscenza sanitarie o pedagogiche. La domanda che sorge dunque spontanea è: se la De Albertis sta agendo per motivazioni ideologiche, smuovendo interessi privati, per giungere ad un fine di controllo e paura sociale, non è forse ora di svegliarsi e cominciare a dire qualcosa che vada oltre la parola "antiproibizionismo"? Qui siamo oltre il proibizionismo. Qui siamo ad un interesse che continua a volere una certa quota di consumo, per giustificare la propria esistenza medicalizzata e massimizzare gli utili. Non si tratta di scelte mediche, ma di opzioni politiche ed economiche. Non basta piu' essere antiproibizionisti. Bisogna abbattere questo muro di interessi che gioca su di noi e ci annienta nella nostra dignità e libertà.
Altrimenti saremo sempre piu' in balia di questi connubi tra politica ed economia, tra ballerine e mummie, che ci diranno come, dove e quando dobbiamo pisciare, se in una provetta o in un tester.

Alla prossima puntata.

PS. Se volete potete fare anche ginnastica con la De Albertis [video .wmv]. Ma per favore.


Il kit antidroga non tira: Il flop della De Albertis

due parole, Droga — Inviato da ombra @ 23:23

17/06/2007 

Una volta tanto la "gente" si è dimostrata più sensata di chi li governa. Mentre da destra e da sinistra ci si rincorreva a spararla più grossa sull'applicazione dei Kit-antidroga proposta dal Comune di Milano, la notizia, passata quasi in sordina, è la loro, per ora, non popolarità. Avevo provato a smontare la lettera di accompagnamento del kit. Ma c'e' che ha fatto di meglio. Non è andato a comprarlo.

Solo l'1% delle famiglie avrebbe infatti fatto ricorso al kit: 30 su 3800. E' vero, i dati sono di 2 settimane fa, ma mi sembra che possano essere in linea con il trend dimostrato da quelle cifre.

Una buona notizia, che si discosta molto  dall'intelligenza di chi prende le decisioni. L'assessore invita a fare i conti sul lungo periodo. Puo' darsi che abbia ragione. In ogni caso, per ora, dopo 2 mesi, mi pare un risultato molto positivo. Vado a dormire contento.


La lettera del Comune di Milano e il kit antidroga: cerchiamo di smontarli.

due parole, Droga — Inviato da ombra @ 18:40

 25/05/2007

Qualche giorno fa, il Comune di Milano ha iviato a moltissime famiglie milanesi questa lettera [pdf].
Visto che essa appare come una delle nuove politiche contro le sostanze stupefacenti, ammirata da destra e sinistra, e visto che è davvero piena di concetti quantomeno discutibili, ho deciso di cercare di smontarla pezzo per pezzo.
Eccovi quel che è uscito, ovviamente una roba parziale. Seguirà nei prossimi giorni qualche considerazione sugli interessi privati del Comune di Milano e delle aziende produttrici di test antiDROGA.


Gentile famiglia,
l’Assessorato alla Salute del Comune di Milano ed il Consiglio di Zona 6
stanno avviando una campagna informativa finalizzata ad ostacolare la
pratica del consumo di droghe in età adolescenziale, problema epocale per la
nostra Società.


2 concetti importanti:

- Sparisce la pratica della prevenzione (di qualsiasi tipo) e viene introdotto l'istituto dell'"ostacolo", quantomai buffo dal punto di vista educativo e delle politiche sociali. Non si capisce perchè un Comune dovrebbe mettersi ad ostacolare un comportamento. Per questo ci sono organi preposti. L'ostacolo come pratica tra l'altro esce fuori da qualsiasi pratica prevista dalle leggi in materia di servizi sociali, sia essa la 328/00 (Legge quadro nazionale), siano le leggi regionali attuative. Il confronto con le sostanze è repressivo.

- Viene considerato il problema "sostanze"come un problema epocale, sovradeterminandolo e quindi facendolo diventare un problema cui porre dei rimedi. La paura gioca facile e quindi ecco che viene giustificato il kit. In realtà la questione sostanze è al centro del dibattito da 40 almeno, da quando è stato percepito come problema. Cambiano solo le modalità e le tipologie di sostanze assunte.

Per questo motivo stiamo inviando questa lettera a tutte le
famiglie della Zona 6 con ragazzi nella fascia d’età tra i 13 ed i 16 anni.
Noi riteniamo che lo strumento educativo in grado di arginare il fenomeno in
tutti i suoi diversi sviluppi debba esser la famiglia, fonte di supporto, dialogo,
comprensione e controllo per i nostri ragazzi.
I dati sul diffondersi delle tossicodipendenze in età adolescenziale sono
allarmanti: a Milano per l’uso di marijuana come per quello di cocaina, la
soglia di età si è abbassata a tredici anni.


Viene cioè identificata un'area, quella dell'adolescenza, come l'area a rischio e viene identificato un obiettivo: arginare (ricordatevi la parola) il fenomeno. Non si capisce di cosa pero'. Del primo contatto? Dell'assunzione frequente? Dell'uso occasionale?
Viene anche identificata la famiglia come "strumento educativo" (?)(di chi?) per la comprensione e il controllo dei ragazzi. Comprensione e controllo. Interessante come politica pedagogica.

Le cause connesse a questo fenomeno sono molteplici: mancanza di fiducia
in se stessi, assenza di valori, noia, appiattimento della personalità
all’interno delle logiche di un gruppo ... E ancora: modelli educativi sbagliati,
messaggi mediatici che sembrano legittimare la sperimentazione dell’uso di
droghe, suscitando curiosità e creando confusione.


Qui, improvvisandosi psicologi, gli "illuminati" ci spiegano le CAUSE dell'uso (senza pero' specificare il tipo di uso, cosa importnate per gli adolescenti, che generalmente non sono consumatori accaniti, ma provano e sperimentano, data l'età e che quindi sono al massimo occasionali). Facciamo attenzione alle "categorie" utilizzate: sufficientemente ampie per farvi rientrare l'intero mondo giovane tra i 13 e i 16 anni, ma sufficientemente riprovevoli da meritare attenzione. Sono le cosiddette prove della vita, o meglio quei compiti evolitivi che ognuno deve compiere e che in questo caso sono parte dei riti di passaggio dell'età adolescenziale: lo stare fuori o dentro ad un gruppo, il misurarsi con la propria identità, con i valori della società, ecc. Ma diventano in questa luce, fonte di pericolo.

La cultura dello “sballo” troppo spesso indotta e promulgata da
irresponsabili e deleteri falsi miti porta i giovani a sottovalutare gli effetti
devastanti di tutte le droghe quali la cannabis, la cocaina, le amfetamine
l’exctasy e l’eroina, il tutto aggravato dal fatto che i giovani assuntori di
micidiali cocktail di droghe attraverso lo spinello o attraverso altri metodi
diversi dalla siringa non si sentono tossici.


Attenzione alle parole: "falsi miti". Ovvero un giudizio di sostanza rispetto a quel che è il confronto con la dimensione mitologica dell'età adolescenziale. Se ci sono falsi miti, ce ne sono anche di veri. E considerando la cultura politica di quell'amministrazione, non si fa fatica a capire quali siano. Le droghe poi vengono qui per la prima volta acostate tutte insieme. Il concetto verrà ripreso piu' tardi. Vi è poi un errore formale e sostanziale, ovvero identificare lo "spinello" come il veicolo attraverso cui vengono assunti i cocktail. Lo spinello è una cosa identificabile ed è una delle modalità di assunzione della cannabis. Che poi anche altre sostanze possano essere fumate, questo non vuol dire che abbiano lo stesso nome. Poca informazione o confusione voluta?

Drogarsi, invece, non deve essere considerata “normalità”.
Rivendichiamo con forza la funzione della famiglia nella formazione morale
dei giovani, ruolo fondamentale ed inalienabile.


Ecco qui il concetto cui si voleva arrivare. Nel mondo giovanile è considerato "normale drogarsi" e quindi urge un'opera morale da parte delle famiglie. Altra ineccepibile opera pedagogica da Ventennio. A parte che mi si dovrebbe spiegare da quale dato viene assunto il fatto che venga considerato "normale", poi mi pare che qui si stia esplicitando un giudizio, di nuovo, sostanziale di merito e non solo di metodo. Ci son condotte che vanno corrette. E quelle condotte le decidiamo "noi".

Diversamente da quanto si è ritenuto in passato, recenti studi hanno
dimostrato che la cannabis, considerata dai più una droga leggera, e per
questo spesso sperimentata dai giovani con eccessiva facilità, comporta
invece pesanti danni psichici soprattutto se assunta in età evolutiva
.


Quali? Vorrei sapere quali sono questi studi e in che modo confutano le ricerche che portano a ritenere la cannabis una droga leggera o a sperimentarla nelle terapie antidolorifiche. Oppure tutte le politiche antiproibizioniste che gran parte degli stati europei hanno messo in atto. Tutto confutato? E in base a quali indicatori? Di questo non è dato sapere. In ogni caso, con una facilità estrema, viene liquidato ogni dibattito (scientifico, pedagogico, sociologico, psicologico, sanitario) e viene affermata una verità di aprte come verità assoluta.

Pertanto, abbiamo pensato di mettere a disposizione, nelle farmacie della
zona 6, come una libera scelta/opportunità per tutti coloro che ne faranno
richiesta, un tester in grado di rivelare con semplicità l’uso di sostanze
stupefacenti.


Tutte, senza distizione, perche' ovviamente non c'e' piu' distinzione tra cannabis, cocaina e eroina. Tutte droghe, tutti drogati.
Logico no?

L’intenzione è quella di offrire uno spunto alle famiglie per affrontare questo
tema e discuterne insieme ai ragazzi nonché, ci auguriamo, uno strumento
di prevenzione e dissuasione. Troppe volte abbiamo sentito dire “se
l’avessimo saputo prima”.


Lo spunto per affrontare la questione è un test. Attraverso il test si appura l'uso. Questo fa crollare due dinamiche del processo educativo:

-la fiducia: se ti faccio il test non ho fiducia in te e devo appurare, anche solo se ne ho il sospetto, il tuo presunto uso. Un processo alle intenzioni dagli indubbi esiti distruttivi;
-la comprensione del fenomeno: il test è un dato oggettivo che prescinde dal tipo di uso. Non ti dice QUANTO, ma SE. Ovvero non ti dice se ti sei fatto uno spinello per provare con gli amici o se usi abitualmente cannabis. Ogni uso è uguale, ovviamente, per il Comune di Milano.

Che poi si possa sviluppare discussione da un test, mi piacerebbe sapere come gli illuminati ce lo possono giustificare. La frase finale poi è una perla. Di nuovo, l'allarmismo che ci riporta alla mente le immagini del "tossico" irrecuperabile. La parola prevensione diventa un inutile accessorio.

Inoltre, nel caso vi trovaste ad aver l’esigenza di voler parlare con un
interlocutore competente che possa accogliere ed ascoltare i vostri dubbi o
le vostre perplessità e che vi possa indirizzare ove ve ne fosse necessità, ad
esempio nel caso di un test positivo, vi segnaliamo l’esistenza della
LINEA VERDE DROGA 800-458854 , servizio telefonico del Comune di
Milano aperto dal Lunedì al Venerdì dalle 09.00 alle 20.00.
Altro interlocutore da coinvolgere con fiducia è sempre il Medico di Famiglia.
Troverete allegata alla lettera una informativa su quali siano i danni più
comunemente imputabili alle varie sostanze stupefacenti e quali i primi
segnali, che possono essere da Voi osservati, nel momento in cui il ragazzo o
la ragazza si avvicinano all’uso di droghe.


La famiglia ha due aiuti, dopo che ha coattivamente fatto il test ai ragazzi:

Un numero verde in caso di test positivo e l'aiuto del medico. Ecco che si completa la medicalizzazione della faccenda, considerandone gli aspetti medici. Per completare il controllo fai-da-te, ecco poi che LORO ti forniscono i parametri per valutare.

Desideriamo anche ricordare come la eventuale positività del test fatto nella
vostra casa, come la maggioranza dei tests di autodiagnosi, vada
necessariamente riconfermata da un successivo test espletato da un
laboratorio di analisi .


Poi, ovviamente, se ne lavano le mani.

Da che cosa si può capire che un ragazzo si sta avvicinando alla droga?
cambio delle abitudini
repentini sbalzi di umore
difficoltà scolastiche e/o di lavoro
ripetute e frequenti assenze
isolamento
insofferenza
frequentazioni e amicizie diverse
cambi di orari
inusuali richieste di denaro
scomparsa di oggetti da casa
progettualità ridotta
occhi frequentemente arrossati
pupille dilate o ristrette
disturbi del sonno
riduzione dell’appetito


Questi sono gli indicatori che fornisce il Comune. Ovviamente, indicatori generici. Generici, ma non solo. Sono assolutamente omnicomprensivi. Per tre motivi:

-Non si fa cenno sul fatto se questi indicatori debbano essere presenti tutti insieme, in una percentuale data o se ne basti uno solo per far scattare l'allarme. Da qui ne discende l'inutilità dell'elenco, dato che non ci sono gli elementi per considerarlo e la scala di valore.

-Non si fa cenno al fatto che questi indicatori potrebbero essere generati da qualsiasi situazione di difficoltà personale, non necessariamente legata all'assunzione di sostanze. Oppure al fatto che molti di questi indicatori sono propri dell'età evolutiva (cambi di orari o di abitudini, richieste di denaro, progettualità ridotta, ecc...).

-Per una strana operazione cultural-intellettuale le cause diventano effetti e indicatori. Questo elenco infatti è un coacervo di situazioni problematiche e non. Ma soprattutto molti di questi "indicatori", sono di per se' delle condizioni dell'essere, non degli effetti. Diciamo piuttosto che la questione sostanziale è spaventare, come ovunque in questa lettera, e quindi, sovrapponendo cause ed effetti ed accostandoli, si crea la paura verso le sorti del proprio figlio.
Poi il Comune, per aiutare la comprensione delle famiglie, definisce la tipologia delle sostanze.

Cannabis (marijuana-hashish)
La cannabis è una sostanza che solitamente si fuma, ma può essere anche ingerita sia in
abbinamento con dei cibi, sia sotto forma di infuso (the).
A causa dell’uso si rischia di non valorizzare o non gustare la vita da "regolari" e di
cercare di vivere i momenti ricreativi sempre " fumati", in particolar modo se si appartiene
ad un gruppo in cui si fuma spesso.
Sono presenti effetti sull'apparato respiratorio, il sistema immunitario risulta essere
depresso e si possono presentare manie di persecuzione.
Spesso si hanno tachicardia, mal di testa o senso di stanchezza.
Non esiste il concetto di droga pesante e leggera: dagli ultimi dati della letteratura, anche
la cannabis induce dipendenza psicologica e fisica con alterazioni delle funzioni cognitive.
“Si dice” che l'uso di hashish e marijuana non conduce all’uso di altre sostanze, ma è certo
che la stragrande maggioranza dei tossicodipendenti ha iniziato fumando lo “spinello”.


A parte gli effetti descritti in maniera sommaria, la cosa importante è l'ultima:
Il comune finalmente scopre le carte. Non esiste nessuna differenza tra le sostanze. Non esistono droghe pesanti e leggere. Sono tutte uguali. Poi si scade nelle falsità: secondo il comune di Milano, la cannabis induce dipendenza psicologica e *fisica*. La dipendenza fisica ha una precisa definizione, e nel mondo non è assolutamente accettato il criterio di dipendenza fisica associato alla cannabis.
Anche perchè esso non è assolutamente declinato a livello definitorio nella lettera.
Poi la frase finale è una perla: chi si droga, ha iniziato con lo spinello. Come se fosse un dato sostanziale. Percentuali analoghe valgono per chi NON si droga. Quindi non è un criterio sostanziale per determinare un rischio.

Cocaina
Per morirne non c'è bisogno di un overdose: può essere fatale indipendentemente dalla
quantità assunta perché può provocare improvvisi infarti, ictus, arresti cardiaci, edemi
polmonari.
La cocaina è una droga i cui effetti si pagano poi con danni fisici e psicologici:
rallentamento, depressione, senso di inadeguatezza che possono essere anche molto
gravi e talvolta irreversibili.


Invece per quanto riguarda la cocaina, non si spendono piu' di tante parole. La cocaina, i cui prezzi sono dimezzati negli ultimi anni, e che il rapporto annuale sullo stato delle dipendenze indica come che ha avuto la diffusione maggiore negli ultimi anni, viene menzionata con sufficienza. Qui si capiscono i veri fini della politica comunale tesa a legittimare la presa di mira di alcuna sostanze piuttosto che altre (le droghe di prestazione) piu' socialmente accettate.

Eroina
L'eroina può essere assunta con il “buco” o “sniffata”.
Può provocare nausea, vomito, restringimento delle pupille, disturbi respiratori e
circolatori.
L'eroina dà rapidamente dipendenza fisica e psichica e genera crisi di astinenza che si
manifestano in genere dopo circa 8 ore dall'ultima assunzione con nausea, agitazione,
ansia, sbadigli, sudorazione, lacrimazione, insonnia, crampi e dolori diffusi.
Provoca inoltre decadimento delle condizioni fisiche generali: vulnerabilità alle malattie, si
mangia poco e male, i denti si cariano, e nelle donne sono frequenti le irregolarità
mestruali.
Con il buco, usando siringhe in comune con altri, ci si può ammalare di epatite e di AIDS.


Nessun riferimento agli usi piu' di tendenza ultimamente, ovvero all'utilizzo combinato con la cocaina, per calmarne gli effetti negativi. Un uso pericolosissimo. Ma che evidentemente non interessa il comune.

Ecstasy

Troppe incognite rendono particolarmente rischioso l'uso di questa sostanza.
Chi si sente insicuro, malinconico o addirittura "depresso" dovrebbe evitarne, più di
chiunque altro, l’assunzione poiché l'insicurezza si può trasformare in paranoia.
Molti aumentano la quantità delle pasticche per aumentare gli effetti, ma in questo modo è
facile procurarsi uno sballo pericolosamente "speed": lo "sballo nervoso che fa venire
l'ansia" con "attacchi di panico" cioè la sensazione di "stare per morire".
Sono possibili gravi danni al fegato anche per assunzione di una singola compressa.
L’assunzione cronica determina alterazioni delle capacità di apprendimento, della memoria
e modificazioni del carattere e del comportamento.


Di nuovo solo la definizione clinica. Nessuna contestualizzazione.

Amfetamine
Le Amfetamine sono sostanze stimolanti, dopo l’uso ci si sente molto stanchi e depressi,
irritabili, con spiacevoli sensazioni fisiche: allora si assume altra amfetamina, ma si
comincia a soffrire della mancanza di sonno, si diventa sospettosi si hanno allucinazioni e
paranoie.
Assunzioni ripetute, portano ad uno stato di confusione mentale, dove depressione e
aggressività inducono all'isolamento oppure a compiere azioni che possono avere
conseguenze anche gravi.


Di nuovo nessuna contestualizzazione, di nuovo un trattamento che le fa assomigliare alle restanti sostanze. Tanto tutte le sostanze sono uguali.

In tutto questo nessun riferimento ad altre sostanze la cui assunzione avviene ben prima delle "droghe": sigarette, caffe' e alcool. Lungi dal criminalizzarne l'uso, mi permetto di segnalare due cose:

- In quanto droghe accettate queste sostanze non rappresentano evientemente un livello di pericolo per il Comune di Milano. Eppure se uno dei metri di giudizio delle sostanze è la loro azione alterante delle percezioni, entrambe queste sostanze sono associate a comportamenti nei quali viene richiesto uno stato alterato.

-L'alcool in particolare in quanto sostanza che fa parte della cultura italiana si presta a sottovalutazioni pericolose. Ricordo che la metà degli utenti Ser.T. in Italia è utente per problemi alcoolcorrelati. La metà. Piu' dell'eoina. Ricordo anche i proventi che stato e aziende private hanno dal mercato dei giovani, sono interessanti.  


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