ombra

Il gusto italico del prodotto tipico

due parole — Inviato da ombra @ 19:48

19/06/2008

Mi han sempre fatto molto ridere tutte quelle persone che negli ultimi anni si vedono spesso nelle sagre di paese e negli appuntamenti enogastronomici di qualsiasi territorio italico e che si improvvisano assaggiatori ed intenditori di sapori e gusti.

Sono buffi con i calici di cristallo, mentre ruotano dosi cavalline di vini e spumanti. Sono buffi mentre sperimentano improbabili accostamenti di cibi che probabilmente mai sono stati nello stesso piatto insieme.

Sembra essere diventata la nuova moda italica che, mentre riscopre il sapore del sangue dell'immigrato picchiato e intercettato sulle coste, mentre riscopre la necessità di capri espiatori per lavarsi la coscienza, si diletta nel risvegliare i sapori che la terra del sacro suolo nazionale gli dona.

Intendiamoci.

So apprezzare e propendo spesso per i prodotti autoctoni e della terra, possibilmente esterni alle filiere lunghe e da supermercato. Mi fanno semplicemente ridere quelli che si impellettano il viso e gonfiano le garretti ogni qual volta possono mostrare improbabili competenze nella selezione dei gusti. Magari correlando il tutto con un'occhio pendulo e qualche parola ostentante sicurezza d'azione.

Anche perchè speso sono gli stessi che tornando a casa si abbuffano di lipidi, grassi saturi e prodotti di plastica, giustificandosi dietro ai prezzi convenienti. Quanto biasimo per tutto questo ormone sprecato.


Questioni di sicurezze

due parole — Inviato da ombra @ 05:37

19/06/2008

Nel 2002, in Colombia succedeva questa cosa qui:

Il Governo colombiano ha decretato, il 10 settembre, la detenzione, di eventuali sospettati, senza l'autorizzazione giudiziaria, l'intercetazione delle comunicazioni e la creazione di zone speciali sotto l'autorità militare, tutto questo all'interno dello "stato di emergenza" dichiarato lo scorso 11 agosto.
In un comunicato, l'esecutivo del Presidente Alvaro Uribe, intende dare al Governo la possibilità di “snellire i procedimenti stabiliti per la cattura di persone”, sulle quali esistano “seri indizzi nell'aver commesso delitti o essere pronti a commetterli”.
L'entrata in vigore del "Decreto 2002" consente l'intercettazione e la registrazione, con qualsiasi mezzo tecnologico, delle comunicazioni. Altresì impone ad ogni cittadino straniero di comparire davanti alle autorità colombiane quando gli sia richiesto, pena l'espulsione dalla nazione.

C'è da dire che per una volta bisogna dare ragione a Chiamparino e Di Pietro, che paragonano l'Italia odierna a paesi come la Colombia. Ma c'è un ma. Chiamparino e company,nel loro denunciare la militarizzazione del territorio, partono da un punto di vista singolare, che sostanzialmente si puo' riassumere cosi':

"Non mandate i militari. Basta incrementare uomini e mezzi delle polizie per ottenere un risultato molto più efficace".

Il punto è che l'idea di partenza è la stessa: bisogna garantire la sicurezza dei cittadini. La differenza sta solo nel come farlo, non nell'idea stessa di sicurezza. 

La cosa interessante è che dopo tanto riempirsi la bocca di sicurezza, comincia a trapelare l'idea di quale sicurezza avessero in mente molti di quelli che stanno prendendo decisioni in questi mesi.

Mi ha molto colpito un'indagine di pochi anni fa: l'ottavo rapporto sulla sicurezza in Trentino. In realtà è un rapporto piuttosto corposo che riguarda l'Italia e l'Europa. Un dato interessante arriva da due dei faldoni del rapporto, presenti nel capitolo 1. Quello che riguarda l'Europa e quelo che riguarda l'Italia. [Entrambi PDF]

Molto interessanti per capire i dati reali rispetto a quali siano i crimini in ascesa e quali in diminuzione. Ad esempio i reati sessuali aumentano, mentre diminuiscono i reati violenti di strada.

Già.

E anche altri rapporti sono concordi nel dire che l'Italia è uno dei paesi più sicuri al mondo. Questo in teoria, razionalmente.

Ovviamente i meccanismi sociali di condizionamento non si sviluppano attraverso la logica e la razionalità. E questo per certi versi è un bene. Detto questo risuona nella mia mente una frase che ho riletto su di un libro qualche tempo fa:

"Una società che soffoca le minoranze è una società malata". Era Nuto Revelli ed il libro è Il mondo dei vinti.

La sicurezza è una questione di percezioni.

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