ombra

MyPd: la Google democratica cui interessano i nostri dati

due parole — Inviato da ombra @ 15:06

25/02/2008 

Mentre la campagna elettorale continua e tocca delle punte di alta profondità, succedono delle cose strane in casa Partito Democratico.

Sul sito della formazione di centro-centro-centro-centro-centro-radical[chic]-sinistra da qualche giorno è apparsa una sezione davvero inquietante: il MyPd.

Questo strumento di myspaceiana memoria, secondo lo staff dell'illustrissimo Capo-tribu' Veltroni, consentirebbe all'internetnauta di:

Potrai mantenere in questa pagina un promemoria dei tuoi articoli preferiti. Navigando nel sito PD, basterà premere sul pulsante “metti nel promemoria”, per inserire un articolo di interesse nella tua cartella personale, e leggerlo poi con calma.

MyPD è anche informazione personalizzata. Su MyPD potrai visualizzare, tutti insieme, i contenuti del sito PD sui temi di tuo maggiore interesse, insieme agli aggiornamenti di quotidiani e sedi locali del PD. Inoltre, se indicherai il tuo indirizzo durante la registrazione, MyPD ti segnalerà su una mappa geografica gli appuntamenti previsti da PD nella tua città.

E' l'approccio neo-democratico al socialnetworking: forzare uno strumento nato con altri scopi, al partito, non più solo azienda, ma anche entità totalizzante. Un po' come per gli SMS.

Se in molti si lamentano della pervasività di strumenti come Google, nella vita e nell'ordine delle scelte informatiche degli utenti, in questo caso cosa si dovrebbe pensare? Un sito di un partito che tiene traccia di ogni scelta e lettura on-line. Un partito politico che può accedere ad un potere (politico) e che può detenere dei dati personali sulla condotta e sugli interessi di chi si iscrive al sito.

Uno potrebbe obiettare: l'adesione a quella piattaforma è volontaria, per cui anche volontaria è la cessione dei propri dati al PDGoogle. Questo è sicuramente vero, ma non è in discussione la volontarietà o meno della scelata, quanto l'opportunità stessa che esistano tali strumenti di potere in mano ad un partito. Strumenti che per altre vie il potere partitico ha sempre esercitato, ma che così, divenendo evidente, sottolinea ancora una volta l'importanza dei nostri dati digitali.

D'altronde Google non era filo-Democratic Party?

Ma il prode Veltroni a questo ci ha abituato. E mentre si propone di guidare un partito con un asse Binetti-Bonino (con tutte le accezioni intermedie), ha già pensato al prossimo logo dedicato ai cattolici incerti.

Direttamente da Dogma, il Cristo Compagnone.

 

 

E la Chiesa già trema.


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