Quel 2% in più
E'
sicuramente capitato a tutti di imbattersi nella propria vita in
cartelli/frasi/volantini/comunicati e quant'altro dedicati ad un paese X
del cosiddetto "terzo mondo". Alcuni di questi, generalmente i meglio
informati, delineano in poche righe la situazione economica di
ingiustizia che il paese X sta vivendo. Molto spesso si fa
allusione alla distribuzione della ricchezza come "metro" per capire lo
stato della giustizia e dell'equità del paese in questione.
Quando le cifre sono macroscopiche non ci allarmiamo. Si tratta di dati talmente distanti e ampi da non fare paura.
Quando invece a dare i numeri è Bankitalia, tutti drizziamo quel poco di orecchie che ci rimangono e stiamo preoccupati in ascolto.
Il 10% delle famiglie italiane possiede il 45% della ricchezza nazionale. Nel 2004 possedevano il 43%. Vuol dire che queste stesse famiglie (che poi possiedono i grandi marchi e i Nomi che contano) che piangono miseria e lamentano la stagnazione del sistea italia, hanno grattato pian piano un 2% di ricchezza all'altro 90% delle famiglie. Perchè si tratta di un gioco a somma zero. Per chi ha di più c'e' chi ha di meno. Ma in un paese dove a fare la differenza è la modalità meritocratica con cui si accumula la riccheza e non lo stato reale della distribuzione della stessa ricchezza, tutto ciò è profondamente normale.
E allora, visto che siamo abituati a considerare gli "altri" come Poveracci, compariamo qualche dato: Nel 1999 (anni di profondo ed indiscusso sistema latifondista) il Brasile viveva una situazione nella quale il 10% delle famiglie possedeva il 50% della ricchezza. Ed a dirlo non sono io. Certo, il Brasile è una potenza economica. Che però ha i suoi lati oscuri.
In cosa saremmo diversi?







