La guerra tra immaginario e realtà
19/12/2007
La guerra oggi, come da sempre, è ogni giorno più spettacolo, rappresentazione di sé stessa. A lato del conflitto combattuto, le poche immagini che ci arrivoano dalle zone di guerra rispecchiano anche il lato umano e non propagandistico del conflitto. Ma per lato umano questa volta non intendo il lato "umanitario" (anche se pure su quel termine ci sarebbe da discutere). Intendo il lato crudo, crudele. Quello spietato. Che si compone anche di azioni umane, perchè l'uomo non è di per sé buono.
Un post di mArciume riportava qualche tempo fa, immagini dal conflitto. Immagini di quelle che ti fanno stringere i pugni e digrignare i denti.
Ma queste immagini non sono neutre o neutrali. Rispecchiano un modo di intendere le cose. Un modo coloniale, da esecito imperiale. E nella loro tritezza ci ricordano l'insieme culturale da cui proviene il soldato occidentale, fatto di videogames e virtualità, onnipotenza e gestione fantastica del reale. La realtà si fonde con la virtualità, genrrando mostri.
Da dove arrivano quelle immagini? Da dove arriva lo stile di fare il report delle proprie nefandezze con il cellulare?
Proviamo a fare un'ipotesi, che, ovviamente, non mette in croce il mezzo, ma un tipo di utilizzo del mezzo stesso. Provate a carcare i punti uguali dei filmati...
Il reale
L'immaginario



