ombra

Graffi e graffiti

due parole — Inviato da ombra @ 15:19

04/12/2007 

E' passata un po' in sordina, almeno fuori Milano, la notizia che la scorsa settimana è stato fermato uno dei writers più celebri dell'interland milanese: Bros. Lo hanno pizzicato proprio mentre stava finendo il suo ultimo pezzo. 

Sulle pagine interne della stampa di Torino invece oggi si parla di murales e writers, con un articolo (che sul web non ho rintracciato) a firma di Angelo Conti, che è più che altro una marchetta al servizio a pagamento di pulitura muri dell'Amiat, in funziona da dopo le olimpiadi. In pratica, partendo dalla constatazione di tanti (quanti? chi?) lettori della stampa, sull'invivibilità dei muri cittadini, si pubblicizza il servizio dell'Amiat.

L'articolista, preso da zelo patriottico, denuncia i sedicenti artisti che vergano i muri di scritte politiche e disegni e loda la bellezza dei muri cittadini lindi e pinti. Quali? Quelli riverniciati che dopo 1 anno tendono tutti verso la stessa tonalità di grigio, oppure quelli incrostati dalle macro-polveri?

Si, perchè parlare di muri puliti in una città è ovviamente un eufemismo pari a quello di chi si lamenta degli immigrati che sporcano i parchi pubblici e poi ci porta il BullDog di nome "Boby" a concimare ettari di prato con montagne di escrementi.

A proposito di escrementi, mi piacerebbe sapere, anche da quelli de La Stampa, che pubblicano il riferimento a pagina 66, se e come mai esistano graffiti di serie A e di serie B.

Cioè, se il graffito è fatto dall'oratorio, allora va bene? Cos'e', benedetto? avete paura della collera divina che si abbatte su chi condanna il segno del piccolo discepolo?


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