ombra

CRS - La rue nous guette

segnalazioni — Inviato da ombra @ 12:08

28/12/2007

Torniamo alle recensioni da Jamendo. Ci torniamo parlando di Hip hop che arriva deirettamente dalla periferia francese. Loro sono i CRS, un progetto davvero interessante e pieno di talento, quello vero. L'album che condividono e di cui parlo è La rue nous guette. I CRS pero 'condividono anche un altro album: Le mal est fait.

Una musica essenziale ma corposa. Una risposta a chi pensa che l'hip hop sia morto. In Italia sicuramente non sta bene. In Francia è altra cosa. I testi ben ritmati e davvero molto riflessivi, il piglio è ben dosato ed aggressivo. Anche gli sfondi ritmici e musicali sembrano mischiati molto bene.

L'atmosfera arrabbiata riporta a film come l'Odio e la sua celebre scena di scratching nelle periferie come nella traccia 4 Péripeties de nos vies. Molto bella anche la traccia numero 3 J'ai pas l'temps d'faire du neuch, davvero bene riuscita.

Voto: 9 - CC By-Sa 2.0 FR


Rainin in Paradize

due parole — Inviato da ombra @ 11:41

27/12/2007 

Vabbe', in questi giorni non ho molta voglia di scrivere, pero' ho girovagato un po' sul web ed ho trovato un paio di video che definirei belli. Si tratta dell'ultimo album di Manu Chao, La Radiolina. L'ho ascoltato abbastanza ultimamente e mi pare interessante come nella sua tradizione musicale, Manu Chao sappia sempre innovarsi. Io lo considero uno dei fenomeni musicali più interessanti degli ultimi 20 anni in occidente. Al suo stile si sono ispirati in molti e credo che sia davvero uno dei pochi che in europa abbia saputo innovare qualcosa a livello musicale.

Per inciso meno interessanti risultano essere i suo fans (siuramente moltissimi) che strepitano ai concerti da migliaia di Watt. L'anno scorso ho ascoltato Manu Chao a Torino e davvero il ribrezzo per la gente che mi stava intorno era ai massimi livelli.

Dell'ultimo album, una canzone in particolare deve essere menzionata: Rainin in Paradize, uscita come singolo all'inizio dell'anno. Testo asciutto, musica altalenante. Una canzone "a tutto tondo". A dare un vero valore aggiunto sono pero' i video di questa canzone. Il primo firmato Emir Kosturica, il secondo, per bambini, anch'esso molto significativo. Per altro i video sono visualizzabili sul sito di Manu Chao da cui si puo' anche prelevare gratuitamente l'mp3 delle canzoni. Eccoveli.

 

 


 


La guerra tra immaginario e realtà

due parole — Inviato da ombra @ 14:00

19/12/2007 

La guerra oggi, come da sempre, è ogni giorno più spettacolo, rappresentazione di sé stessa. A lato del conflitto combattuto, le poche immagini che ci arrivoano dalle zone di guerra rispecchiano anche il lato umano e non propagandistico del conflitto. Ma per lato umano questa volta non intendo il lato "umanitario" (anche se pure su quel termine ci sarebbe da discutere). Intendo il lato crudo, crudele. Quello spietato. Che si compone anche di azioni umane, perchè l'uomo non è di per sé buono.
Un post di mArciume riportava qualche tempo fa, immagini dal conflitto. Immagini di quelle che ti fanno stringere i pugni e digrignare i denti.

Ma queste immagini non sono neutre o neutrali. Rispecchiano un modo di intendere le cose. Un modo coloniale, da esecito imperiale. E nella loro tritezza ci ricordano l'insieme culturale da cui proviene il soldato occidentale, fatto di videogames e virtualità, onnipotenza e gestione fantastica del reale. La realtà si fonde con la virtualità, genrrando mostri.

Da dove arrivano quelle immagini? Da dove arriva lo stile di fare il report delle proprie nefandezze con il cellulare?

Proviamo a fare un'ipotesi, che, ovviamente, non mette in croce il mezzo, ma un tipo di utilizzo del mezzo stesso. Provate a carcare i punti uguali dei filmati...

Il reale 

L'immaginario


 

 


 


Look - la videosorveglianza e il cinema

segnalazioni — Inviato da ombra @ 00:18

17/12/2007 

La videosorveglianza è sicuramente uno dei topic di questa epoca. L'ossessione per l'immagine eper il suo controllo diventa ogni giorno più totale e indistinguibile dal resto delle paure. Se si fa una ricerca della parola su Google, i primi risultati sono essenzialmente commerciali. Questo indica una propensione sempre più grande all'utilizzo, al commercio e allo smercio di apparecchi e dispositivi di videosorveglianza.

Look. Questo il titolo di un film, diretto da Adam Rifkin, che prende in esame il dilagare del controllo video negli States. Si parte da un dato:

The Post 9/11 world has forever changed the notion of privacy. There are now approximately 30 million surveillance cameras in the United States generating more than 4 billion hours of footage every week. 

In questo mare di immagini, l'obiettivo diventa insieme la più grande verità e la più malcelata menzogna. Look parte proprio da questo dato e si snoda nell'analisi dei meccanismi di controllo. E per farlo, invita gli stessi utenti a partecipare ad una sorta di "guerriglia cinamatografica".


Controinformazione e potere. La tentazione dei polli.

due parole — Inviato da ombra @ 19:17

 15/12/2007

Sarà capitato a molti di navigare sul web alla ricerca di informazioni su di un tema o argomento particolarmente interessante, privilegiando, magari, le fonti che riteniamo indipendenti. Il web permette anche questo.
L'informazione sul web oggi esiste, c'é. Il problema non è oggi produrre informazione alternativa, ma riuscire a renderla fruibile, visibile e sicura. Oggi tutti, dai blog ai provider, passando per siti di ogni genere e testate giornalistiche on line, producono, commercializzano, creano informazione. C'e' pero' un discrimine nell'informazione, che non riguarda la sua natura, ma il modo in cui viene costruita: corporativamente o cooperativamente, ovvero attraverso un processo "editoriale" chiuso e di parte, o aperto con un disclaimer.
Non è un problema di chi costruisce il processo comunicativo. Il problema è come viene gestito e con quale grado di apertura. Oggi la maggior parte dei sistemi di social networking utilizza le nostre informazioni (video, audio, testi e news attraverso piattaforme multidimensionali, blog ecc) per crescere, incrementare guadagni e stratificare le possibilità di accesso ai contenuti.

Oggi puoi scrivere sul sito di Repubblica, pubblicare il tuo video su Youtube, e il tuo audio su Myspace, oltre che aggiornare il tuo blog su Blogspot e controllare la mail su Gmail.

Cosa differenzia questi servizi dall'informazione costruita dal basso cooperativamente?

Con la nascita di Indymedia nel 1999 questo la logica editoriale venne ribaltata: l'infomazione veniva liberata nel suo processo editoriale e costruita su basi cooperative.
Il superamento delle logiche mainstream sembrava allora una novità assoluta. Ma effettivamente oggi, pur con le possibilità nuove che si hanno, a livello di informazione "altra" non si è lontani da quel livello di analisi e differenziazione. Un esempio è proprio Indymedia con la sua storia.
Nel 2006 indymedia Italia è entrata in un processo di ridefinizione ed ha congelato il sito "storico". Nel web tutto è dinamico e quindi dopo qualche tempo la mancanza di uno strumento cosi' forte e fino ad allora preponderante, ha dato impulso ad altri progetti di comunicazione, che in parte sopperivano al vuoto. Due esempi?

Informa-azione e Infoaut. Due progetti analoghi, seppur diversi. Due siti di "area" in grado di "stare sulla notizia" e di essere facilmente e velocemente aggiornati.
Un solo stile, però: una redazione chiusa che organizza l'informazione secondo regole interne e che propone pacchetti preconfezionati. Un modo di utilizzare l'informazione sul web che non ha nulla a che invidiare con siti come il corriere o repubblica. Anzi, paradossalmente con un grado di chiusura piu' ampio.

La replica dello stile redazionale mainstream è la nuova frontiera del fare comunicazione "altra" sul web? Pare di si. Non importa più il processo di costruzione. Importano le appartenenze. Con un limite in più. Finchè l'informazione viene costruita su basi cooperative, si attua un controllo sul processo di produzione di contenuti e diffusione di dati. Il sistema non è arbitrario e quindi si rischia meno di "dire cazzate" o diffondere dati sensibili. Quando il processo redazionale è chiuso e arbitrario, cominciano i dolori. Un esempio?

Ieri, 14 dicembre c'e' stata la sentenza di primo grado per il processo ai 25 manifestanti accusati di devastazione e saccheggio. La procura sceglie la via dei buoni e dei cattivi, della legittimità o meno di alcune pratiche rispetto alle altre. Agenzie di stampa, siti di quotidiani ecc, pubblicano nomi, cognomi dati sensibili e generalità dei condannati. Non ci si aspettava altro, ovviamente.

L'informazione corporativa di movimento? Fregandosene bellamente della differna necessaria che dovrebbe intercorrere tra due processi informativi che in teoria dovrebbero essere diversi, ecco quel che accade:

In alcuni casi la notizia viene data riprendendo la fonte giornalistica tout-cour. E' il caso di informa-azione. Una reinterpretazione dei dati mediatici, utilizzata ribaltandone i criteri? No. Solo copia e incolla.

In altri casi invece si fa di peggio:

Infoaut e Processig8 pubblicano il PDF della sentenza con tanto di nomi, cognomi e dati sensibili di tutti gli imputati. Come se fossero, l'agenzia stampa del movimento, fregandosene delle accortezze necessarie per interfacciarsi al web, pubblicano la sentenza. Cosa aggiunge questo tipo di informazione, a quella del Corriere? Dove sta la differenza?

Cosa pensare dei dati personali spacciati sul web da chi dice di essere compagno o dovrebbe difendere gli imputati stessi?

O meglio: perchè dovrei considerare differente un'informazione corporativa di movimento, da un'informazione corporativa di un giornale mainstream? Dove sta il discrimine e la decenza di quel che si fa? Primo Moroni diceva di socializzare i saperi senza fondare poteri.
Qui si va oltre. Si socializzano contenuti mainstream, fondando pseudo-poteri che rincorrono la logica informativa mainstream.
Lo specchio della realtà che viviamo ogni giorno.


Sponsor McDonald's nelle pagelle degli studenti Usa

due parole — Inviato da ombra @ 17:58

10/12/2007


Di McDonald e dell'isidia che rappresenta per i bambini statunitensi, già avevamo parlato.

La novità che arriva in questi giorni, è pero' decisamente di un altro livello. McDonald sarà lo sponsor delle pagelle di molti giovani adolescenti nordamericani, che, di fianco al voto, vedranno comparite il box pubblicitario del Cheesburger di turno. La notizia è stata portata in italia da La stampa, e ve la copincollo cosi' com'e'.

Sponsor McDonald's nelle pagelle degli studenti Usa

La pubblicità si infila nella pagella. Il colosso statunitense McDonald's è riuscito a trovare un accordo con i principali istituti scolastici della contea di Seminale, in Florida. Potrà inserire i propri messaggi pubblicitari all'interno delle schede di valutazione scolastiche in cambio di panini gratuiti da dispensare agli studenti più meritevoli. 

Basta un buon voto per potersi portare a casa, senza sborsare un solo centesimo di dollaro, un gustoso Happy Meals. Negli Stati Uniti, insomma, la pubblicità non conosce limiti. A godere di questo accordo, probabilmente contestato da molti, visto che la catena McDonald's viene considerata una delle prime responsabili del problema obesità dell'intero Paese, sono per il momento 27 mila studenti delle scuole medie.
 
Stando a quanto riportato sulle pagine del quotidiano Chicago Tribune gli studenti si sono già visti recapitare a casa la pagella sulla quale era stata stampata la pubblicità McDonald's. Gli istituti hanno accettato di sottoscrivere l'accordo perché il colosso si farà carico dei costi di stampa (1.600 dollari) delle pagelle. Non tutti sono felici dell'iniziativa. Alcuni genitori chiedono spiegazioni, la McDonald's risponde che la pubblicità riguarda solo prodotti a basso contenuto calorico e la campagna serve a diffondere nei ragazzi la cultura del mangiare più sano.

Antifa Torino - Non ci fu devastazione e saccheggio

due parole — Inviato da ombra @ 11:47

10/12/2007 

Devastazione e saccheggio. Il leit motif delle procure italiane nei processi politici degli ultimi anni, richiesto nelle tesi d'accusa e Genova, Milano e Torino.

A Milano nella sentenza di primo grado è stato riconosciuto come capo d'imputazione valido. Di Genova ancora non si sa.

Oggi a Torino il capo d'accusa non è stato accolto e gli antifascisti sotto processo se la sono "cavata" con pene dai 9 mesi all'anno e 8 mesi.

Tra indulto e condizionale, non dovranno fare più nessun giorno di carcere.


Paolo Pavan - Inside

segnalazioni — Inviato da ombra @ 20:00

08/12/2007

Oggi parliamo di jazz. E ne parliamo in salsa italica.

Un album completo per un artista professionista che ha scelto di mettere sotto Creative Commons la sua musica. E' il 2003 quando Paolo Pavan produce “Inside”, il suo primo disco di brani jazz originali.

Un disco facilmente ascoltabile, non troppo sofisticato o cervellotico, che porta all'introspezione e alla rilassatezza. Molta tecnica ma anche una discreta dose di sincronia con il quartetto nel quale suona. Il jazz italiano offre spesso sorprese che arrivano dal sottobosco musicale di cui abbondiamo.

Davvero bravo. Per contattarlo, basta fare riferimento al suo sito,dove, oltra all'album condiviso su Jamendo, si possono ascoltare altre produzioni.


Graffi e graffiti

due parole — Inviato da ombra @ 15:19

04/12/2007 

E' passata un po' in sordina, almeno fuori Milano, la notizia che la scorsa settimana è stato fermato uno dei writers più celebri dell'interland milanese: Bros. Lo hanno pizzicato proprio mentre stava finendo il suo ultimo pezzo. 

Sulle pagine interne della stampa di Torino invece oggi si parla di murales e writers, con un articolo (che sul web non ho rintracciato) a firma di Angelo Conti, che è più che altro una marchetta al servizio a pagamento di pulitura muri dell'Amiat, in funziona da dopo le olimpiadi. In pratica, partendo dalla constatazione di tanti (quanti? chi?) lettori della stampa, sull'invivibilità dei muri cittadini, si pubblicizza il servizio dell'Amiat.

L'articolista, preso da zelo patriottico, denuncia i sedicenti artisti che vergano i muri di scritte politiche e disegni e loda la bellezza dei muri cittadini lindi e pinti. Quali? Quelli riverniciati che dopo 1 anno tendono tutti verso la stessa tonalità di grigio, oppure quelli incrostati dalle macro-polveri?

Si, perchè parlare di muri puliti in una città è ovviamente un eufemismo pari a quello di chi si lamenta degli immigrati che sporcano i parchi pubblici e poi ci porta il BullDog di nome "Boby" a concimare ettari di prato con montagne di escrementi.

A proposito di escrementi, mi piacerebbe sapere, anche da quelli de La Stampa, che pubblicano il riferimento a pagina 66, se e come mai esistano graffiti di serie A e di serie B.

Cioè, se il graffito è fatto dall'oratorio, allora va bene? Cos'e', benedetto? avete paura della collera divina che si abbatte su chi condanna il segno del piccolo discepolo?


Nokom Electro - Cache-cache

segnalazioni — Inviato da ombra @ 18:53

 02/12/2007

Tornano le recensioni, dopo un po' che mancavo, preso anche dai deliri lavorativi (in senso buono).
Questa volta è l'electro dub a far parlar di sé con un album davvero impressionante, sempre tratto dall'enorma database di Jamendo.
Loro sono i Nokom Electro e propongono due album sulla piattaforma di musica libera: Nokom e Cache-cache.
Il gruppo riesce a donare uno stile tutto suo alle composizioni, miscelando molto bene electro, hip hip, dub e altre esperienze elettroniche. Il suono è limpido e ben dosato. Da segnalare le influenze a 8-bit in alcune composizioni (Dans les Bacs- Cache-cache) e il merito di saper creare atmosfere suggestive. Il gruppo ha avuto una impressionante evoluzione di suoni e ritmiche, tra i due lavori, passando da melodie alla Ustmamò nel primo album , a suoni decisamente diversi in Cache-cache.
Due album da ascoltare e scaricare volentieri. Come anche da visitare è il sito dei Nokom.


Qualità svizzera - la sicurezza e la pubblicità

due parole — Inviato da ombra @ 14:33

01/12/2007

Sempre più nella nostra vità assume senso ed importanza oltre al contenuto, anche la forme con la quale il contenuto viene proposto, imposto, socializzato. Una modalità spesso appannaggio di professionisti pubblicitari che attraverso la loro "professionalità" confezionano prodotti per il pubblico.
Quando però questi prodotti non sono la caciotta o la passata di pomodoro, ma diventano le vite umane, qualcosa cambia.
La Svizzera ha recentemente approntato una campagna mediatica contro l'immigrazione, senza precedenti.
Si parte dalla cartellonistica (ripresa anche on-line).

 

 

L'immagine mostra un campo bianco/rosso sul quale ci sono 3 pecore bianche ed una nera. Il tratto è cartoonesco, adatto a tutti, anche ai bambini. Il claim riprende un immaginario popolare per cui la pecora nera, per la sua diversità, è un problema. La pecora viene buttata fuori a calci da una pecora bianca e, scritto nero su bianco, campeggia la frase "Creare sicurezza". L'assonanza di colori riporta al gesto della pecora bianca: si crea sicurezza, espellendo lo straniero, il diverso. Nero e bianco non sono usati a caso. Ma c'e' di più. L'ambientazione simpatica ci nasconde la crudezza del gesto in sé. Si sta parlando di espulsione di esseri umani, ma lo si fa simpaticamente, con delle pecore innocue. E questo spiazza.

Il sito internet della campagna in questione è spettacolare, in questo senso.
Sotto l'immagine, ci sono due righe di presentazione e poi c'è un grafico che indica la quota di delinquenti stranieri:

 



Siamo nella società del dato e nulla ci stupisce più. Però dovrebbe farlo, perchè un dato del genere, posto in questo modo, non significa nulla. E' una fredda percentuale, tra l'altro senza nessun riferimento. Ognuno, volutamente, ci legge quel che vuole e alimenta le proprie paure nel modo che ritiene opportuno. Nulla è detto rispetto all'oggetto della questione, nulla sulla situazione sociale, ecc. Non è una cosa da poco, anche perchè subito dopo il grafico ci sono queste parole:

"Con l'iniziativa per l'espulsione potremo finalmente espellere gli stranieri che commettono reati gravi nel nostro Paese. In questo modo creeremo più sicurezza per i nostri bambini, donne e uomini."

La cosa interessante è però che se uno prende la pagina francese, la traduzione è leggermente diversa:

"Grâce à cette initiative populaire nous pourrons enfin renvoyer systématiquement les étrangers qui commettent des crimes graves dans notre pays. Nous augmentons ainsi la sécurité des enfants, des femmes et des hommes."

Sistematicamente. Una campagna tarata sul ceppo linguistico e sulla storia delle migrazioni in Svizzera. Fino a qualche decennio fa gli stranieri da espellere erano gli italiani. Per cui bisogna spaventarli di meno e utilizzare parole appropriate.
Contestualmente alla campagna per immagini, recentemente, durante una partita di calcio tra Svizzera e Nigeria, è andato in onda questo:

 



Lo stile è professionistico. Il video ha fatto scandalo, pur essendo stato realizzato dalla OIM e finanziato da Governo Svizzero e Unione Europea. L'intento è quello di shockare, attraverso la semplificazione. La pubblicità deve semplificare per esistere. Ma si puo' semplificare un tema cosi'? Ha senso?
Per il futuro questi spot aumenteranno. Sono in lavorazione campagne specifiche per ogni paese. La scienza applicata ad un comportamento umano, quello della migrazione, che da sempre esiste e sempre esisterà. Ma l'83% degli svizzeri apprezza. Il problema è la migrazione, non il contesto. Il problema è il nostro scrigno dorato che non va sporcato, non la realtà. Qualità svizzera, si legge sui cartelloni pubblicitari.

 

 


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