Lanterne genovesi
15/11/2007
Ieri sera di ritorno dalla riunione di Indymedia Piemonte, mi sentivo un po' romantico.
E mi son messo a pensare a quelle finestre che quando viaggi in macchina a tarda ora, vedi ostinatamente illuminate. Il palazzo è buio, come il cielo. Le strade illuminate solo da lampioni più o meno vivi. E ogni tanto questo muro color buio, viene interrotto da finestre illuminate, da bagliori di vita che irrompono nella notte.
Chissà cosa faranno quelle persone alle 2 del mattino, con la luce accesa in salotto o in cucina. Magari si stanno divertendo, magari si concedono qualche ora di riposo al riparo dal trambusto metropolitano.
C'e' qualcosa di profondamente intimo in quelle luci.
Come c'e' qualcosa di profondamente intimo che sta per accadere e che riguarda la nostra storia recente e la riappropriazione di parole e gesti scippati. Genova. 6 anni di discussioni, litigi, movimento. La voce forte e perentoria di chi pretende di raccontare una sola verità. Di parte. Comoda.
Il grido di migliaia di persone che si preparano coralmente a scrivere le migliaia di altre storie. La riappropriazione dei sogni strappati, della memoria lacerata e utilizzata come compravendita di voti e prestigio.
Un'occasione per affrontare paure, incubi, ferite.
Un'occasione per riaccendere un lumino nell'edificio buio e desolato della memoria collettiva.



