ombra

Citazioni

due parole — Inviato da ombra @ 19:44

30/10/2007

<avviso>

Post inutile, di sfogo e senza alcun contenuto informativo :) 

</avviso> 

Oggi si discuteva del più e del meno in chat, soprattutto su questo articolo dell'Espresso, che parla dei Centri sociali.

La cosa interessante che la stessa discussione ha rappresentato una conferma dell'articolo stesso.

I contenuti vengono scambiati con l'azione. Il momento è brutto. e questo è solo uno sfogo.

Che tempi, signora, che tempi!!

[comunque merita leggerlo l'articolo, che al di là della veste giornalistica, ha alcuni spunti su cui riflettere] 

Meno male che ci sono le citazioni. Anch'esse pero' non sono tutte uguali. Ci sono quelle acuminate e quelle dei primi risultati di google.

Non sarà che il suddetto motore di ricerca rispecchia la nostra superficialità? 

O magari non ci resta altro che una citazione, per ridere della tristezza e dei centimetri di cazzo misurati?


Giù le mani da internet!

due parole — Inviato da ombra @ 19:01
20/10/2007

Giù le mani dai Blog!

Come Vice Presidente del Partito Pirata, sono costretto a chiedere ancora una volta la vostra collaborazione per impedire che ci venga tolto ancora un'altro pezzo di democrazia e di libertà. Questa volta è a rischio niente meno che il diritto di esprimere la propria opinione attraverso il web ed i blog, così come sarebbe previsto dall'articolo 21 della Costituzione della Repubblica Italiana.

Col favore delle tenebre. No, anzi... delle ferie

In pieno Agosto 2007, mentre l'intero paese era in vacanza, il solerte Ricardo Franco Levi, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, ha presentato un progetto di legge chiaramente concepito con il solo scopo di mettere la museruola a tutti coloro che intendono far sentire la voce della Società Civile attraverso il World Wide Web. La settimana scorsa, nel più assoluto silenzio, questo progetto di legge liberticida ha ottenuto l'approvazione del Consiglio dei Ministri, guidato da Romano Prodi. Ecco come ne ha dato la notizia Repubblica:

ROMA - Consiglio dei ministri del 12 ottobre: il governo approva e manda all'esame del Parlamento il testo che vuole cambiare le regole del gioco del mondo editoriale, per i giornali e anche per Internet. E' un disegno di legge complesso, 20 pagine, 35 articoli, che adesso comincia a seminare il panico in Rete. Chi ha un piccolo sito, perfino chi ha un blog personale vede all'orizzonte obblighi di registrazione, burocrazia, spese impreviste. Soprattutto teme sanzioni penali più forti in caso di diffamazione.

[Da Repubblica del 19 Ottobre 2007]

Scherzetto o balzello?

La prima, e la più grave, conseguenz, di questo scherzo di Halloween del nostro amato Governo è un aumento iperbolico dei costi e delle complessità burocratiche necessari per mantenere in vita un qualunque sito web, compreso un blog personale. In pratica, chiunque volesse pubblicare qualunque cosa (anche le ricette della nonna) su un blog gratuito (come Wordpress o Blogger) sarebbe comunque costretto a registrare la propria “testata giornalistica” presso il famigerato ROC (“Registro degli Operatori di Comunicazione”). Per chi non lo sapesse, il ROC è un database delle persone autorizzate dalla legge a parlare in pubblico, cioè qualcosa che esiste in due soli paesi al mondo: in Italia ed in Cina! Ecco come spiega quello che sta succedendo il quotidiano Repubblica:

“Articolo 6 del disegno di legge. C'è scritto che deve iscriversi al ROC, in uno speciale registro custodito dall'Autorità per le Comunicazioni, chiunque faccia "attività editoriale". L'Autorità non pretende soldi per l'iscrizione, ma l'operazione è faticosa e qualcuno tra i certificati necessari richiede il pagamento del bollo. Attività editoriale - continua il disegno di legge - significa inventare e distribuire un "prodotto editoriale" anche senza guadagnarci. E prodotto editoriale è tutto: è l'informazione, ma è anche qualcosa che "forma" o "intrattiene" il destinatario (articolo 2). I mezzi di diffusione di questo prodotto sono sullo stesso piano, Web incluso.”

[Da Repubblica del 19 Ottobre 2007]

Per legge, una “testata giornalistica” (come “Repubblica Online” o “Punto Informatico”) deve avere un suo Direttore Responsabile e deve essere pubblicata da una Società Editrice. Ovviamente, sia l'uno che l'altro vogliono essere pagati per il lavoro che svolgono e per le responsabilità (anche penali) che si accollano. Altrettanto ovviamente, nessun blogger sarà mai in grado di coprire questi costi. Di conseguenza, la stragrande maggioranza dei blog gestiti da italiani sono destinati a chiudere. Si noti che questo vale anche per i blog pubblicati in altre lingue e su altri mercati. Ciò che conta è infatti la residenza dell'autore.

Questo disegno di legge potrebbe quindi riuscire in qualcosa che nemmeno il giverno Cinese è mai riuscito a mettere in atto: la cancellazione dei blog dalla faccia del pianeta. Incredibilmente, potrebbe riuscire in questa opera senza nemmeno varare una legge che affermi esplicitamente che gestire un blog è illegale. Una azione come questa, infatti, susciterebbe un coro di proteste. Il nostro amato Governo potrebbe riuscire in questa impresa semplicemente innalzando i costi di gestione di un blog ad un livello inaccettabile per gli autori. Un modo molto più sottile e meno appariscente di mettere in atto una delle più odiose forme di censura che si possano concepire.

Il porto d'armi per il Blog

Ma questo è solo uno degli effetti di questo progetto di legge. L'altro è che trasformando i blog in testate giornalistiche si trasformano i blogger in giornalisti de facto ed i loro reati da semplici maracechelle in reati penali di notevole peso. In particolare, il reato di diffamazione commesso da un blogger non sarebbe più “diffamazione semplice” ma “diffamazione a mezzo stampa”. La differenza in termini di anni di galera e di euro di danni da pagare al diffamato è notevole.

In buona sostanza, chiunque volesse ancora dire la sua attraverso un blog dovrebbe agire con la stessa cautela di chi decide di portare un'arma sulla persona.

Le rassicurazioni di Mangiafuoco

Naturalmente, a fronte di un testo di questa gravità, steso nero su bianco, il Sottosegretario Levi sta spendendo una grande quantità di parole (vibrazioni dell'aria tra due persone) per rassicurare i blogger che “No, assolutamente! Non è nostra intenzione chiudere la bocca alla Società Civile ed ai dissidenti”. Ecco come riporta le rassicurazioni del sottosegretario il solito quotidiano “La Repubblica”:

Ricardo Franco Levi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e padre della riforma, sdrammatizza: "Lo spirito del nostro progetto non è certo questo. Non abbiamo interesse a toccare i siti amatoriali o i blog personali, non sarebbe praticabile".

[Da Repubblica del 19 Ottobre 2007]

Verba volant, scripta manent....

Ma è possibile una cosa del genere? O ci state prendendo in giro?

Giudicate voi stessi:

Testo della Proposta di Legge del 3 Agosto 2007” sul sito del Governo.

Il Governo riforma l'editoria. Allarme in Rete.” a epubblica Online.

Il Governo vara la Internet Tax.” a Punto Informatico.

La nuova legge sull'editoria del Governo obbligherà tutti i blog e i siti a diventare testate giornalistiche”a Civile.it.

Che fare?

Si può fare qualcosa per contrastare questo ignobile progetto di censura, degno solo della più squallida delle dittature? Si, si può fare qualcosa. Ad esempio, si può spargere la voce. Si può far sapere all'intero paese (e, se possibile, al mondo intero) che un Governo che si autodefinisce di Sinistra, vicino al popolo e difensore della Libertà, sta cercando di cancellare l'intero “fenomeno blog” dal suo ramo di Internet.

Lo si può fare ripubblicando questo testo, così come lo trovate, sui vostri siti web, ovunque possibile. Questo testo, infatti, contiene al suo interno un link a sé stesso. Ripubblicandolo su molti altri siti web si fa in modo che Google (ed altri motori di ricerca) lo innalzino nel loro punteggio (“rank”) e lo presentino tra i loro risultati migliori ogni volta che un internauta cerca il termine “blog”. In questo modo, chiunque sia interessato, anche marginalmente ai blog può essere raggiunto da questo grido di allarme. Per ripubblicare il testo, basta fare un copia&incolla.

Questa tecnica si chiama Google Bombing e, a dispetto del nome è perfettamente legale e perfettamente corretta. Potete trovare altre informazioni su questa tecnica a wikipedia: Google Bombing.

Questo è il link che mette in atto questo meccanismo:

Blog

Ovviamente, questo testo viene pubblicato con una licenza adatta a questo scopo:

Creative Commons License
Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.

In oltre potete firmare la petizione che abbiamo aperto per contrastare questo disegno di legge:

Firma la petizione

Grazie della vostra collaborazione

Alessandro Bottoni

http://www.alessandrobottoni.it/

http://www.oceanidigitali.it/

alessandro.bottoni@infinito.it

alessandrobottoni@interfree.it


K4n - Mineralogique

segnalazioni — Inviato da ombra @ 10:46

 19/10/2007

"Old school is good school". Un album di elettronica. Oggi vi presento i k4n. Elettronica a tutto tondo con inflessioni a 8-bit. Un gruppo post-moderno che pero' si riferisce in toto alla vecchia scuola electro. L'unico album che condividono su Jamendo è Mineralogique: 12 tracce davvero ben fatte per un totale di 34 minuti di musica. Uno stile tutto loro che merita di essere ascoltato.

Una menzione speciale la merita la copertina, che in ogni caso vince....

Unico dato negativo è il myspace a cui si appoggiano.  Boicotta myspace!


Diffamazione - sul sequestro di vajont.org

due parole — Inviato da ombra @ 17:57

16/10/2007 

Lo avevamo detto qualche giorno fa e oggi lo conferma punto-informatico.

Il sito vajont.org ha pubblicato un'ordinanza di sequestro da parte della Polizia Postale del Friuli Venezia Giulia. Il gesto si sarebbe potuto evitare per un vizio formale nella sentenza, ma il webmaster ha deciso di pubblicare lo stesso la pagina e spiegare il perche'.

L'accosa al sito è la solita: diffamazione. Una buona scusa. Scontata e ripetuta la solidarietà.

Vi invito a leggere bene la home di vajont.org e l'articolo di PI


5000 album sotto licenze libere CC

due parole — Inviato da ombra @ 12:34

16/10/2007 

Jamendo raggiunge quota 5000 album pubblicati sotto licenze libere.

A segnalarlo, il blog della community.

Ed ecco l'immagine beccata al volo :)



Un attacco alla memoria collettiva

due parole — Inviato da ombra @ 16:52

Riporto il comunicato di Supporto Legale rispetto ai processi genovesi ed alla prossiam conclusione delle vicende giudiziarie di un pezzo di storia che ci riguarda. Qui invece alcune considerazioni interessanti.

-- 

Un attacco alla memoria collettiva, fatevi sentire

Supporto legale *

«La storia siamo noi» non è uno slogan. E' un approccio preciso: da un lato la storia sociale, dall'altro la storia del potere. Chi lo ha cantato in questi anni lo ha fatto con l'istinto di chi sa di aver vissuto un pezzo importante della storia, ufficiosa o ufficiale che sia. E lo ha fatto pensando a Genova 2001. Con ogni mezzo necessario. Ma dal giorno in cui è iniziata la requisitoria dei pm Andrea Canciani e Anna Canepa (Md), la storia la scrive qualcun altro. E pare che le 300mila persone che hanno cantato quella canzone sei anni fa non si accorgano di nulla. In questi giorni la verve accusatoria attacca frontalmente la nostra memoria collettiva. I pm non si sono risparmiati: hanno biasimato le violenze delle forze dell'ordine, la gestione dell'ordine pubblico paragonato a una guerra tra bande, la partigianeria di testimoni inqualificabili come rappresentanti dello Stato. Hanno però voluto porre un limite alle accuse e a un processo che si deve occupare solo delle devastazioni dei manifestanti; tutto il resto non può essere usato davanti alla Corte.
Allora non si può parlare delle spranghe di ferro usate dai carabinieri nella carica di via Tolemaide, perché non hanno avuto alcun effetto diretto sulle devastazioni dei manifestanti; non si può parlare di via Alimonda, un fatto tragico ma già archiviato; non si può dubitare che le centinaia di lacrimogeni sparati sul lungomare non abbiano mai raggiunto il corteo, ma solo la piazza antistante lo schieramento di polizia; non si può non notare che in via Tolemaide ci siano stati solo 100 secondi di corpo a corpo e che, quindi, le cariche non siano state così violente; non si può non notare che, in fondo, il blindato abbia caricato ad alta velocità i manifestanti solo due o tre volte. Quindi, poco da lamentarsi.
In pratica, la rabbia di tutti noi in quei giorni per le sopraffazioni vigliacche che aggredivano chi non poteva difendersi, che esprimevano il monopolio più vecchio del mondo, quello dell'uso della forza pubblica, dobbiamo dimenticarla, perché conta poco, mentre si giustificano le forze dell'ordine e chi le comandava. Allora la carica di via Tolemaide si comprende bene. Cos'altro avrebbe dovuto fare la polizia? Allora quella di Placanica è legittima difesa, mentre quella di tutti coloro che si sono ribellati al G8 no. Forse anche i pm avrebbero dovuto essere in strada per capire cosa è stata Genova. «Non si può parlare della Diaz», affermano. Contemporaneamente offrono agli avvocati degli alti gradi della polizia un assist, sotto forma di affermazioni non provate e dossier già noti, che non cambiano nulla, ma che risultano ampiamente suggestivi per i media. Condannano l'operato della polizia nella scuola, ma si dimenticano di ricordare che fu proprio la dott.ssa Canepa a essere «interpellata» quella notte dai dirigenti poi imputati per il massacro. Ai pm «non piacciono i cattivi maestri», ma forse dai loro «buoni maestri» dovrebbero apprendere anche che non si può pensare di giocare al gioco della politica senza sporcarsi le mani. 300mila persone - bianche, pink, black, disobbedienti, migranti, pacifisti, autonomi - lo hanno fatto sei anni fa, senza paura. Se la storia siamo noi, se la memoria non è un souvenir da quattro soldi ma un prezioso ingranaggio collettivo, queste stesse persone dovrebbero correre a Genova e far sentire la propria voce in un processo che si è abituato a risolversi come una cosa «per i soli addetti ai lavori». «Addetti ai lavori» come i 25 imputati-capri espiatori sui quali si vorrebbero scaricare tutte le responsabilità di quello che fu Genova, la cui condanna sarebbe utilissima per chiudere i conti che tutti sono ansiosi da sempre di chiudere, o rimuovere. La storia non è una questione per addetti ai lavori di un'aula di tribunale. La storia siamo noi.


* Supporto Legale è una rete che segue i processi di Genova, Cosenza, Napoli e Milano.


5 anni di Creative Commons

due parole — Inviato da ombra @ 18:13

12/10/2007

 

 

La licenza Creative Commons compie 5 anni. Nata nel 2002, il suo lento e inesorabile percorso l'ha portata oggi ad essere una delle licenze libere più usate sul web per pubblicare i propri contenuti (testi, audio, ecc...).

A festeggiare il compleanno della popolare licenza è il blog di Jamendo, che ne ripercorre anche la storia.

Tutto questo mentre si sono concluse da poco le consultazioni sulla versione 3.0 delle licenze CC, che dovrebbero essere a breve implementate anche in italiano. 

Tra le ultime produzioni CC, segnalo un film-documentario Méme Pére Méme Mére, che è stato finanziato tramite il sito Produzioni dal Basso. Il documentario, che è stato proposto da MalastradaFilm, un progetto di videomaker veramente interessante e che si basa a questo punto sul migliore social networking per la produzione di contenuti. Qui il trailer del documentario.


Notizie dalla Val Susa

due parole — Inviato da ombra @ 18:37

09/10/2007 

Nuovo affossamento del progetto TAV. A schierarsi contro la linea Torino-Lione è questa volta Marco Ponti, del Politecnico di Milano. Secondo Ponti la "Torino-Lione non serve perché non c'è sufficiente domanda di traffico". Il professore non è nuovo a questo tipo di critiche, che aveva già reso pubbliche per la stessa TAV e per gli appalti per le autostrade.

Tutto questo mentre i comitati NoTav hanno deciso, con un bel documento, di non partecipare alla manifestazione del 20 ottobre. Una bella manifestazione di lucidità. 


Pornophonique - 8-bit lagerfeuer

segnalazioni — Inviato da ombra @ 14:45
07/10/2007

Di nuovo recensioni. Questa volta un album davvero intreressante.

Molti avranno sentito parlare della 8-bit music; uan particolare forma di musica che si basa sui suoni ad 8 bit dei videogames (ma non solo) degli anni '80-'90.

Alcune volto ne possono nascere interessanti fusioni e sperimentazioni. E' il caso dei Pornophonique, gruppo tedesco che si dedica alla ricerca in questo campo. L'idea interessante (non proprio originale) è quella di mischiare suoi a 8 bit con melodie rock. La realizzazione è però davvero ottima. Un'altra particolarità che viene fuori dalla realizzazione dei brani è la loro accessibilità La musica 8-bit normalmente è molto di nicchia ed è dai più considerata "rumore". In questo caso, anche per le orecchie più fini non sarà dificile apprezzare i sound di videogames anche famosi, mischiati al rock acustico e ad atmosfere ambient.

Sono due gli album dei Pornophonique: 8-bit lagerfeuerThe procacci Remix Vol.I . Entrambi reperibili su Jamendo.

Il gruppo ha anche un sito internet molto suggestivo e dalle tendenze nerd-pop, dal quale poter scaricare direttamente gli .mp3 e gli album. 


Street-art and web

segnalazioni — Inviato da ombra @ 10:49

 06/10/2007

Oggi segnalo due interessanti progetti artistici che accostano stree-art e web.

Il primo l'ho visto segnalato qui e mi ha subito impressionato per gli immaginari che apre. Si tratta del progetto polacco m-city che riesce a trasportare sulle strade e sui muri delle vecchie città dell'est, immaginari e visioni. Le città vengono ricostruite, rimodellate e poi anche distrutte. Davvero un bel progetto.

Il secondo è invece un progetto di guerrilla-marketing dedito alla creazione di immaginari collettivi molto particolari. Si tratta di Web Urbanist , un sito che propone alcune delle più interessanti novità nel campo della stree-art e dei progetti che ripropongono in chiave differente la città. Da questo sito ho tratto questo video che ritengo davvero bello nella sua essenza.

E la storia della creazione di un ossario molto particolare.

 

 

 


Technofascismo

due parole — Inviato da ombra @ 13:54

05/10/2007 

Su Beppe Grillo tutti hanno detto tutto. Sono cose che non vorrei toccare. Infatti non lo faccio. Semplicemente faccio parlare loro. Mi hanno segnalato questo post sul blog di Beppe Grillo. Riporta il discorso che Marco Travaglio ha fatto l'8 settembre al V-Day. Tra le altre cose, parlando di politiche di sicurezza, c'era questo:

"Allora come si risolvono questi problemi? Facendo fatica, facendo politica, facendo delle norme che servano, delle politiche sull'immigrazione di integrazione o anche di repressione nei confronti dei clandestini, identificarli, prendere le impronte. Se è razzismo prendere le impronte a loro, prenderle anche agli italiani, anche a tuti noi e anche il DNA, così ciascuno avrà il suo nome e non potrà dare false generalità"

Ovvio che con sta gente non ci prenderei manco un caffè. Li definirei Technofascisti.


P2P, multe per milioni di euro

due parole — Inviato da ombra @ 16:08

03/10/2007 

Bergamo - Discotequezone, un nome che su Google restituisce 700 risultati, secondo la Guardia di Finanza è la denominazione di un network di file sharing all'interno del quale circolavano moltissimi file musicali pirata. Ma non di sola musica si tratterebbe: si parla anche di film di recentissima programmazione e, per due delle persone coinvolte, di pornografia infantile.

Non che debba sorprendere: "Discotequezone" era un hub DirectConnect, basato cioè su una piattaforma pensata appositamente per far girare tra gli utenti che la usano enormi quantità di materiali digitali. Ed ora Discotequezone è stato "definitivamente smantellato" dal Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Bergamo, come spiegano proprio le Fiamme Gialle in una nota, in cui annunciano anche di aver proceduto con la denuncia di 7 persone, tutti heavy uploaders, ovvero utenti DirectConnect che ponevano in condivisione un notevole volume di file. Nel complesso si parla di più di cinque terabyte di materiali abusivi.

Altri numeri dell'operazione comprendono il sequestro di due siti Internet, cinque server e sedici personal computer. Ma senz'altro alza più polvere il fatto che siano state elevate sanzioni amministrative per una cifra senza precedenti: 8,5 milioni di euro.

 

Nei personal computer e nei supporti sequestrati, spiega le Fiamme Gialle, "sono state complessivamente rinvenute circa 110.000 opere detenute e messe in condivisione in violazione della legge 633/41 sul diritto d'autore, per la maggior parte MP3 (particolare formato compresso di file comunemente utilizzato per la riproduzione di brani musicali) ma anche numerosi film di recentissima programmazione illecitamente riprodotti". Da qui l'erogazione della multa galattica.

Nel comunicato diffuso dalla Guardia di Finanza si sottolinea come la diffusione illegale di "materiale coperto da copyright" costituisce da un lato una grave turbativa del mercato legale e dall'altro "genera mancati introiti all'Erario per milioni di euro all'anno".

A rendere la situazione ancora più pesante per due dei sette indagati, il ritrovamento di materiale pedopornografico. "Nei loro computer e hard disk - spiega la Guardia di Finanza - sono stati rinvenuti dei veri e propri archivi dove erano stati minuziosamente catalogati centinaia di video e foto illegali".

L'operazione contro l'hub DC++ si è servita dell'ausilio tecnico di FPM, la Federazione contro la Pirateria Musicale, e ha già incassato gli applausi di FIMI, la federazione dell'industria musicale italiana. "Le forze dell'ordine hanno lanciato sicuramente un forte messaggio deterrente contro soggetti rilevanti, attivi nella filiera illegale della rete; lo dimostra l'ammontare delle sanzioni amministrative: oltre 8 milioni e mezzo di euro - ha infatti dichiarato il Presidente FIMI, Enzo Mazza - In un momento nel quale il mercato digitale è in una fase delicata di sviluppo è necessario colpire senza indugio soprattutto le violazioni massive che provocano ingenti danni".

Fonte: Punto Informatico 


Powered by NoBlogs.org and A/I Collective.