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Fare un orto - Parte VI - La pacciamatura

Orti e autoproduzioni — Inviato da ombra @ 12:17

25/08/2007

La pacciamatura è in primis una tecnica di conservazione del terreno. Ogni terreno coltivato infatti è il risultato di specifici equilibri che vi si formano, cui partecipano diverse tipologie di organismi, dalla flora batterica ai vegetali, ai vari regni animali. Utilizzare la pacciamatura vuol dire inserirsi negli equilibri senza alterarli, ma governandoli e modificandoli in modo naturale consentendo agli ortaggi di irrobustirsi, senza usare agenti chimici esterni a tali equilibri.
Ovviamente la tecnica puo' essere utilizzata in modo naturale ed in modo artificiale. Sconsiglio vivamente l'impiego di pacciamatura artificiale (l'utilizzo di teli di plastica nera stesi sul terreno) in quanto oltre a compromettere molte delle reazioni aerobiche dei batteri del suolo, riscaldano enormemente il suolo, correndo il rischi di bruciare le piante.
Molto meglio utilizzare la paglia. Ecco come.

Usare la pacciamatura non vuol direaltro che fare quall'operazione che naturalmente è compiuta dalla caduta delle foglie nei boschi (sopratuttto di castagno). Le foglie cadono sul suolo formando uno strato spesso che viene degradato lentamente dai batteri fornendo salim inerali importanti all'humus del terreno. Inoltre lo spesso strato di foglie evita la nascita di piante infestanti che potrebbero mettere in pericolo il bosco stesso. Quando si parla di bosco "sporco" si parla prima di tutto di un bosco che rischia di morire.

Dove si utilizza la pacciamatura?
La pacciamatura si utilizza nei fossi di fianco le colture e anche nei filari dove sono piantate le piante.
Per stendere la paglia bisogna aver prima zappettato il terreno ed eliminato tutte le piante infestanti. Poi si stende la paglia in uno strato di 3-4 cm circa, contornando i fusti degli ortaggi fino ad 1 cm dal gambo, in modo da lasciare un minimo spazio di "respiro" alla pianta. Dopo aver steso la paglia, la si deve bagnare abbondantemente in modo da compattarla e fare in modo che il vento non la sparga ovunque.
La pacciamatura intesa in questo modo consente due vantaggi: il suolo non raggiunge temperature elevate; l'acqua non drena via la terra quando innaffiamo.

Importanti sono da ricordare alcuni consigli per la rimozione della pacciamatura a fine coltura.
Se stiamo parlando di piante che finiscono il loro ciclo in autunno, possiamo lasciare la paglia al suo posto tutto l'inverno. In questo modo il suolo sarà protetto dagli agenti atmosferici invernali. In ogni caso all'incirca 50 giorni prima della semina/trapianto della nuova coluta, la paglia deve essere rimossa. Si puo' procedere in due modi: trinciando la paglia ed interrandola, oppure semplicemente rimuovendola. Il consiglio è di trinciarla. In qesto modo i batteri la degraderanno prima e gli oligominerali rimarranno nel terreno arricchendolo.

Prossima tappa la legatura e il posizionamento della canne.

Puntate precedenti:   [Parte I Girare la terra] [Parte II - Concimare] [Parte III - Esposizione e irrigazione] [Parte IV - La semina in semenzaio] [Parte V - Trapiantare]


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