ombra

Lotta alla povertà: dal Medioevo a Cioni

due parole — Inviato da ombra @ 10:09

31/08/2007

 


 

C'è qualcosa di grottesco nel dibattito che si è scaturito intorno al provvedimento dell'Assessore alla sicurezza di Firenze, Cioni. Qualcosa di grottesco e di già sentito. Il modello inaugurato da Giuliani a New York negli anni '90 ormai non è piu' solo una scuola di pensiero, ma un vero e proprio modello di riferimento che viene riabilitato in chiave maccheronica in Italia. L'estrema destra statunitense (la vera culla della politica della Tolleranza Zero in merito alla sicurezza cittadina), riabilitata nel contesto europeo e Italiano, viene utilizzata bipartisan dagli schieramenti politici, ed il dibattito che ne scaturisce si concentra non sulla legittimità o meno dei provvedimenti, ma sul loro grado di severità. Quanto bisogna essere severi con i poveri? Quanto sono illegali i poveri? Si, perchè di poveri si tratta. La povertà è un concetto sicuramente relativo al momento storico e al contesto socioeconomico. Ma da sempre nella storia è stata oggetto di discussioni sulla legittimità o meno di vita dei poveri. Un dibattito riassunto in modo molto efficace sul sito della rivista della scuola superiore dell'economia e delle finanze.

Non si tratta, beninteso di un corpus di politiche "contro" i poveri, rissumibile rispetto ad un modello unico. Ogni sceriffo cittadino sceglie politiche diverse rispetto ai contesti. Il modello di riferimento è lo stesso, ma i casi sono diversi. Bologna, Torino, Trieste, Roma e Firenze non sono (ancora) la stessa cosa. Si stanno avvicinando. E sono pericolose le dichiarazioni di Chiamparino. Non solo i poveri. Ma come dice anche Prodi, un po' tutti quelli che ci dan fastidio.

Dichiarazioni che sembrano prese da un libro di storia:

Tra questa massa di marginali una figura che emerge è quella del mendicante. I mendicanti popolavano le città e la loro posizione era divenuta fonte di molti problemi: non avevano nessun tipo di potere, non pagavano le tasse, erano esclusi dalle corporazioni e dalle confraternite. Le istituzioni nel XVI secolo iniziarono a porre in essere leggi ed atteggiamenti che stigmatizzarono la distinzione tra falsi mendicanti e veri mendicanti. Sempre più nella categoria dei falsi mendicanti iniziano ad essere inclusi i vagabondi.

E poi succede che questi esclusi alcune volte, tentino di nuotare, pur non sapendo farlo, nel tentativo di scappare dagli uomini dello sceriffo. E accade che muoiano. Ma a morire non è Abderh, ma il pusher Abderh. Poca cosa, in fondo, no?


Nasce Indymedia Piemonte

due parole — Inviato da ombra @ 14:47

30/08/2007

E cosi' da qualche giorno è nata anche Indymedia Piemonte. Stiamo muovendo i primi passi per ritornare a fare quel che si faceva prima, sperimentando anche nuove cose. Per ora manca un po' di grafica, ma il sito comincia a girare...

Oggi sono contento. Dopo 10 mesi di polemiche, scazzi, preoccupazioni e dopo quel mal di pancia che mi è preso quando ero sul pulman di ritorno dall'Indymeeting di Torino che aveva sancito il congelamento del sito di Indymedia Italia, finalmente sento rinascere qualcosa di positivo ed interessante.

Lunga vita Indymedia Piemonte e non solo... 


Canada: Poliziotti travestiti da manifestanti, smascherati da un video

due parole — Inviato da ombra @ 17:40

27/08/2007 

Riporto dal sito di indymedia piemonte, che stiamo ultimando e che gia' comincia a funzionare ;)

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Canada: Una manifestazione pacifica degenera in scontri. Alcuni manifestanti vengono arrestati e la scena è ripresa da alcuni cellulari e videocamenre dei manifestanti, che riescono ad inchiodare i falsi arresti. Si tratta di provocatori della polizia, infiltrtati. La marca degli stivali parla chiaro. Ecco il resoconto in Inglese.

 

 



Notare la foto in cui il marchio giallo sotto gli stivali dei manifestanti e' lo stesso nei poliziotti arrestanti ed arrestati: si tratta della certificazione ANSI sugli stessi identici scarponi in dotazione alla polizia.

La notizia e' arrivata fino al mainstream media: [1] - [2] - [3] con relative ammissioni da parte del corpo di polizia canadese.

Si tratta di poliziotti travestiti che, agendo da provocatori, tirando sassi e aggredendo la polizia, tentano di fomentare scontri in una manifestazione pacifica. La notizia, sta facendo il giro del mondo tramite il tam tam dei bloggers. Qui la foto dettagliata.

Questo il video.

 

 

 


Fare un orto - Parte VI - La pacciamatura

Orti e autoproduzioni — Inviato da ombra @ 12:17

25/08/2007

La pacciamatura è in primis una tecnica di conservazione del terreno. Ogni terreno coltivato infatti è il risultato di specifici equilibri che vi si formano, cui partecipano diverse tipologie di organismi, dalla flora batterica ai vegetali, ai vari regni animali. Utilizzare la pacciamatura vuol dire inserirsi negli equilibri senza alterarli, ma governandoli e modificandoli in modo naturale consentendo agli ortaggi di irrobustirsi, senza usare agenti chimici esterni a tali equilibri.
Ovviamente la tecnica puo' essere utilizzata in modo naturale ed in modo artificiale. Sconsiglio vivamente l'impiego di pacciamatura artificiale (l'utilizzo di teli di plastica nera stesi sul terreno) in quanto oltre a compromettere molte delle reazioni aerobiche dei batteri del suolo, riscaldano enormemente il suolo, correndo il rischi di bruciare le piante.
Molto meglio utilizzare la paglia. Ecco come.

Usare la pacciamatura non vuol direaltro che fare quall'operazione che naturalmente è compiuta dalla caduta delle foglie nei boschi (sopratuttto di castagno). Le foglie cadono sul suolo formando uno strato spesso che viene degradato lentamente dai batteri fornendo salim inerali importanti all'humus del terreno. Inoltre lo spesso strato di foglie evita la nascita di piante infestanti che potrebbero mettere in pericolo il bosco stesso. Quando si parla di bosco "sporco" si parla prima di tutto di un bosco che rischia di morire.

Dove si utilizza la pacciamatura?
La pacciamatura si utilizza nei fossi di fianco le colture e anche nei filari dove sono piantate le piante.
Per stendere la paglia bisogna aver prima zappettato il terreno ed eliminato tutte le piante infestanti. Poi si stende la paglia in uno strato di 3-4 cm circa, contornando i fusti degli ortaggi fino ad 1 cm dal gambo, in modo da lasciare un minimo spazio di "respiro" alla pianta. Dopo aver steso la paglia, la si deve bagnare abbondantemente in modo da compattarla e fare in modo che il vento non la sparga ovunque.
La pacciamatura intesa in questo modo consente due vantaggi: il suolo non raggiunge temperature elevate; l'acqua non drena via la terra quando innaffiamo.

Importanti sono da ricordare alcuni consigli per la rimozione della pacciamatura a fine coltura.
Se stiamo parlando di piante che finiscono il loro ciclo in autunno, possiamo lasciare la paglia al suo posto tutto l'inverno. In questo modo il suolo sarà protetto dagli agenti atmosferici invernali. In ogni caso all'incirca 50 giorni prima della semina/trapianto della nuova coluta, la paglia deve essere rimossa. Si puo' procedere in due modi: trinciando la paglia ed interrandola, oppure semplicemente rimuovendola. Il consiglio è di trinciarla. In qesto modo i batteri la degraderanno prima e gli oligominerali rimarranno nel terreno arricchendolo.

Prossima tappa la legatura e il posizionamento della canne.

Puntate precedenti:   [Parte I Girare la terra] [Parte II - Concimare] [Parte III - Esposizione e irrigazione] [Parte IV - La semina in semenzaio] [Parte V - Trapiantare]


He-Man Gay: lo stravolgimento dei ruoli all'epoca della rete

segnalazioni — Inviato da ombra @ 21:48

22/08/2007 

Succede spesso sul web di assistere a rivisitazioni piu' o meno scherzose di precedenti opere piu' o meno d'arte. Con doppiaggi che a volte riescono e a volte un po' meno, si stabilisce un ordine di pensiero ed azione diverso da quello originale, utilizzando e riutilizzando i personaggi nati per uno scopo, affibiandogli caratteristiche e schemi totalmente differenti.

Non è una cosa facile da fare, se la si vuole fare bene. Le tecniche di doppiaggio e di ideazione si sommano alla lucidità con la quale si affronta il precedente e si ricostruisce il nuovo. Succede ogni tanto di imbattersi in esperimenti riusciti nei quali il ribaltamento dei ruoli diventa totale e lo spiazzamento di chi guarda, riesce.

Come ad esempio la rivisitazione di He-Man (l'uomo piu' forte dell'universo) in anglo-ispanico, che trasforma l'eroe d'infanzia, ammasso di steroidi e dedito al machismo come stile di vita, in un piu' effemminato e interessante omuncolo, che stridula e balla, e fa sfoggio dei muscoli non in quanto forza bruta, ma in quanto "bel vedere". Il tutto sta nell'attenzione ai particolari. E' così che prende vita He-Man Gay. Davvero ben fatto.



Note a margine del Teknival 2007 a Pinerolo

due parole — Inviato da ombra @ 18:15
Volevo scrivere qulcosa sull'evento che sta catalizzando attenzioni e pettegolezzi nel posto in cui vivo: il Teknival 2007. Al di la' dell'evento in se', su cui ognuno puo' avere l'opinione che vuole, mi sembrano interessanti due questioni.

1- Il livello del discorso che la classe politica locale sta mettendo in campo. Si sono espressi in tre sulla questione: Agostino Ghiglia (presidente provinciale di AN), Giorgio Merlo (Parlamentare locale della Margherita) e Paolo Covato (Sindaco di Pinerolo, Margherita). Il primo, da buon fascistello, va giu' drastico, ma oltre quello non fa molto. Lui dice che si dovrebbe "bloccare immediatamente un raduno non autorizzato dove si sa benissimo ciò che accade e di fronte al quale non si può fare finta di non vedere e non sapere". Sterile ed inutile polemica politica per continuare la battaglia contro la droga e per la restaurazione della Civiltà. Piu' interessanti sono invece le esternazioni dei due margheritini. Giorgio Merlo, che fin'ora in Parlamento è vicepresidente della Commissione Parlamentare per l'Indirizzo Generale e la Vigilanza dei Servizi Radiotelevisivi, nonché membro della Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni, è quello che ci va giu' piu' duro: "Non è più tollerabile - afferma - che siano disciplinate solo con un regio decreto. E' venuto il momento di affrontare a livello legislativo un problema che non può essere rubricato a semplice manifestazione musicale e di pacifica aggregazione, oltretutto non autorizzata". Il giorno dopo, continua elogiando «l’encomiabile lavoro delle forze dell’ordine e delle Prefettura di Torino», e sostenendo che «non ci si può limitare ad assistere passivamente a questi raduni pseudo musicali, molto spesso illegali e ovviamente non autorizzati, che creano forte inquietudine e preoccupazione nelle popolazioni locali e non possono essere semplicemente tollerate o banalmente delegate ad un problema di solo ordine pubblico». Secondo Merlo, «è indispensabile intervenire politicamente, come del resto ha già previsto, ad esempio, la legislazione francese che recentemente ha vietato l’organizzazione di questi mega raduni senza una preventiva autorizzazione dei prefetti locali e con un numero delimitato di partecipanti. (...) E' necessario che il Governo italiano intervenga al più presto». Il Merlo quindi ha predisposto un’interrogazione parlamentare al Ministro dell’Interno «affinchè provveda a farsi carico di una proposta capace di prevenire e disciplinare queste avvenimenti a tutela della incolumità delle popolazioni e nel rispetto della libertà di tutti cittadini». Ora, a parte il tono allarmistico, mi sembra che questo rave abbia portato acqua buona ad un parlamentare di provincia che si è visto toccare i suoi 10-20 elettori di Baudenasca, e che addirittura adesso vuole le leggi speciali sui rave. Da notare è che l'area in questione, che lo stesso Merlo e il sindaco Covato vorrebbero ora recintare, è spesso usata da decine di gruppetti di amici, per feste e concertini. Illegali ovviamente.
Ora, visto il giro di vite che il Comune vorrebbe dare, ci si dovrà trovare un altro posto. Ma è il sindaco ad andare giu' con l'accetta. Secondo Covato, (che intervistato alla radio non sapeva il significato della parola "monitorare" e quindi l'ha mutato in "monitorizzare"), «quando se ne andranno, il 16 o il 17 agosto prendo la penna e scrivo al ministro. Con il massimo rispetto istituzionale, sommessamente, ma devo proprio dirlo: queste cose non devono più succedere». Cosa non deve succedere? Che si organizzino rave? Mi dovrebbe spiegare il Sindaco Covato la differenza tra il rave in questione e le numerose notti bianche che la sua amministrazione organizza, con l'invito preciso: "Nessun dorma". Vorrei capire se il rumore della notte bianca per le Universiadi (fatto in centro, con sfilate allegoriche e dj-set ad ogni ancgolo esu cui avevo scritto anche un breve racconto) è diverso dal rumore di un rave fatto in periferia. Qual'e' la differenza tra il rumore autorizzato e quello non autorizzato? Fa piu' male ai timpani? O, visto che il sindaco ha dichiarato di non capire "questi giovani", è semplicemente in fatto che non potendolo controllare se non con le forze di polizia, la percezione del sindaco Covato è come quella della Sora Pina, ovvero: "il brutto sporco che balla e si droga e che magari è anche delinquente e quindi non mi sento sicuro". Cosa non deve piu' succedere, Covato? Che si organizzino rave illegali? Illegali si, ma in questi giorni quelli piu' contenti sembrano essere i commercianti. Migliaia di giovani in perenne "chimica" che vagano per la città cercando cibo. Sono un bel gruzzolo, un bel pacchetto turistico, piu' di quanti Pinerolo ne abbia mai visti di turisti. Non volevamo diventare terirtorio turistico? Adesso vogliamo pure scegliere quali turisti? Le famigliole sono piu' rassicuranti del punkabbestia, è vero. Ma a me pare che i commercianti non badino a questo quando vendono. A loro va bene. Vorrete mica strozzare il turismo proprio adesso che è nato? A pensarci bene, la faccenda di Spinellopoli potrebbe essere un'interessante politica di promozione del territorio ed aver attirato i mega eventi anche qui. Del tipo: noi siamo la terra dei "viaggi", venite qui voi e i vostri teknival. Grazie Covato!

2- Alcuni aspetti tristi dell'evento. A margine del tutto ci sono alcuni aspetti tristi. Sono stati arrestati 9 giovani e nessuno tra i partecipanti al rave, ha moso un dito. Ok, è una festa. Ma a me non piacciono le feste che esaltano l'individuo e fanno perdere di vista comunque un orizzonte che il movimento raver ha avuto: la riappropriazione collettiva degli spazi. L'anno scorso avevo letto delle interessanti analisi sul teknival. Purtroppo concordo anche io: il MEZZO è diventato il FINE. C'e' una confusione tra le due dimensioni che porta alla partecipazione individuale e quindi al menefreghismo verso chi "rimane indietro". Un aspetto molto triste di un qualcosa che sotto questo punto di vista assomiglia a qualsiasi mega-evento, lasciando completamente fuori l'auto responsabilizzazione dalla logica della costruzione del rave. Solo i migliori ce la faranno. E questo non è bello. Altra cosa che a me non piace è che di nuovo l'autorganizzazione dell'evento porta al fatto che nessun pulisce, e che quindi rimangono kili di merda sul luogo, assecondando i luoghi comuni dei vicini sospettosi e impedendo a chi vuole fare una festa dopo, di usare l'area. Due anni faè accaduto cosi'. Questa volta dovremo di nuovo andare a nuotare nella merda? Due esempi di come molti pensino ai cazzi propri, alla faccia delle apparenze.

A dispetto di questo (e di quel che dicono i politici) c'è da registrare la solidarietà di molte persone del luogo verso i partecipanti al rave. Si racconta di persone (anziani contadini) che hanno aperto i cortili delle loro cascine e rifocillato gruppi di ragazzi. C'e' chi esprime il proprio punto di vista sul web, e c'e' chi semplicemente non si è accorto di nulla.

Violato il sito dell'ONU: Usa e Israele terroristi

due parole — Inviato da ombra @ 15:29

12/08/2007 

Una pagina del sito dell'ONU è stata violata da tra cyber attivisti. Questo il testo del messaggio diffuso:

 «Questa è una cyberprotesta contro Israele e gli Usa: non uccidete i bambini e altri civili. Pace per sempre, no alla guerra»

Corriere - Repubblica - Stampa 

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Screenshots:


[video] Defcon 15: giornalista smascherata e sbeffeggiata

due parole — Inviato da ombra @ 12:51

08/08/2007 

Al Defcon 15 la giornalista della Nbc Michelle Madigan che si era infiltrata per scovare i segreti dei pericolosi hacker è stata prima scoperta, poi sbeffeggiata live e poi scorreggiata su internet.

Ecco il video.


Coming soon: Hackmeeting 0x0A

due parole — Inviato da ombra @ 10:49
06/08/2007 
 
Anche quest'anno, il 28-29-30 settembre si terrà l'hackmeeting. Mi piace segnalarlo e non c'è un perchè. Se volete leggervi il manifesto o la storia degli hackmeeting, fatelo sul sito. Quest'anno l'hackmeeting si tiene a Pisa, presso il Centro Sociale Rebeldia
 
 
 

Performance artistica scambiata per terrorismo

due parole — Inviato da ombra @ 13:51

04/08/2007 

Ieri, nell'impanicata Manhattan, è scoppiato il putiferio, quando una replica di un sottomarino settecentesco, è stata fermata dalla polizia al completo nella baia di New York. Si trattava di una performance artistica, ma per la polizia americana e per una società ormai bloccata dal terrore per l'altro, tanto bastava. Arrestato l'equipaggio e sequestrato il mezzo.

E mentre tutti si imbarazzano, è interessante dare conto dell'evoluzione della notizia. Dalle prime allarmate ricostruzioni e fantasiosi voli pindarici, agli articoli successivi. L'evoluzione classica della notizia, che passa dall'allarme rosso, alla rubrica "costume e società".

Il paradosso della nostra epoca


Lettera da Oaxaca ad Amnesty International

segnalazioni — Inviato da ombra @ 18:52

03/08/2007 

Mi segnalano e traduco questa lettera di una donna di Oaxaca, ora esule, rivolta ad Amnesty International.

Grazie a maite e pinokkio per l'aiuto nella traduzione. (parentesi e link sono miei)

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Alla Sig.ra Irene Khan, Segrataria Generale di Amnesty International

Sono la dottoressa Bertha Elena Muñoz Mier, conosciuta come la "Dra. escopeta" (Dottoressa scopetta, radio ciudadana è una radio di Ulises Ruiz, il Governatore di Oaxaca), nome che mi venne messo a "radio ciudadana", durante il mese di novembre 2006, e che assunsi con orgoglio.
Partecipo al movimento a partire dal 14 di giugno, quando con alcuni alunni della Facoltà di Medicina della UABJO (l'Università di Oaxaca), andammo nel centro della città per prestare aiuto di tipo medico ai maestri e alle maestre aggrediti; i giorni seguenti collaborai con la sezione 22 prestando cure mediche ai compagni dell'istituto magistrale, attività che realizzavo all'uscita della mia giornata di lavoro nell'ospedale "Aurelio Valdivieso" della Segreteria della Salute dello stato e che eseguii fino a quando l'istituto magistrale decise di radunare le classi, in modo che insieme con gli altri compagni/e decidemmo di metterci come presidio medico nello zocalo, al termine delle nostre giornate di lavoro.
Il giorno che tentarono di sgomberare la radio universitaria andai con molta gente a dare aiuto e li' fu dove mi accorsi che non avevamo il necessario per prestare le cure mediche in quella circostanze e che era molto importante organizzare tutto prima dell'arrivo della Croce ROssa; per questo si cominciò a creare un posto di primo soccorso, che venne posto in modo definitivo nell'Aula della scuola di veterinaria, di fronte alla sede della radio universitaria; ci venne prestata l'ambulanza della Facoltà di medicina e anche potemmo avere aiuto per avere strumenti e equipaggiamenti necessari, come laringoscopi, misuratori di pressione, stetoscopi, barelle, collari, ecc..

Si formò un'equipe di studenti di medicina, medici e mediche, infermieri, non molti e non il numero necessario, ma potemmo mantenere il posto di primo soccorso fino a quando si trovò come integrare le istallazioni nel rettorato dell'Università a fine novembre.

Stavamo funzionando, ininterrottamente, da 4 mesi e mezzo. Abbiamo accompagnato la marcia a piedi durante tutto il tragitto dalla Città di Oaxaca a Città del Messico, con la ambulanza, con la quale ci toccò tra le altre cose trasportare il compagno che morì durante la marcia, fino all'ospedale piu' vicino, oltre a curare gli infortuni che accadevano durante la marcia e anche casi di ipertensione, diabete, epilessia e altri problemi di salute. Nel tragitto si presentarono anche molti casi di puntura di scorpione, che fortunatamente abbiamo risolto.

L'ambulanza accompagnava anche tutte le manifestazioni ed i cortei nella città di Oaxaca, distribuendo acqua, aspettando le persone isolate e anche cercando di mantenere l'ordine e controllare i provocatori, tutto riportato e ripreso dai mezzi di comunicazione; in molte occasioni l'ambulanza si frappose tra polizia e compagni per evitare il confronto e inqueste occasioni, la stessa ambulanza venne fatta oggetto di lanci di lacrimogeni e "gasata" dalla PFP.
Coprivamo quei posti come le emittenti radio occupate, i blocchi,i picchetti, le barricate per occuparci delle persone ferite; alcuni si soccorrevano direttamente sul posto, altri erano trasferiti al punto di pronto soccorso e ,chi era in condizioni piu' gravi, negli ospedali. Tutte queste attività sono state realizzate con l'uniforme o il camice bianco; in due occasioni, in cui accudivamo su chiamata, come la notte in cui uccisero il compagno in radio, ricevemmo falsi allarmi per spostarci in un altro luogo e in quei giorni arrivarono al punto di arrestarci.

Il giorno in cui uccidero il giornalista nord americano (Brad Will, di indymedia New York che riprendeva gli scontri), abbiamo curato in quel luogo a trasportato due feriti da arma da fuoco, uno ad un ospedale specialistico e l'altro all'ISSSTE e durante il tragitto di questo secondo viaggio, trasportammo gli assassinati, non solo Brad, ma acnhe altri compagni.

Piu' tardi, lo stesso giorno cercammo di andare a Sta Ma Coyotepec a cercare di aiutare i compagni pero' non riuscimmo ad avvicinarli, perchè visto che arrivavamo nell'ambulanza con le luci e le sirene accese, non si avvicinarono e ci tirarono addosso le pietre, a causa delle quali abbiamo dovuto tornare indietro; durante il tragitto raccattammo un compagno ferito da un proiettile ad un braccio, e lo portammo a San Antonio de la Cal, dove fortunatamente una compagna medica di quella località ci ha appoggiato; le lasciammo il materiale di cura e i medicamenti e portammo i feriti che necessitavano di cure ospedaliere, agli ospedali, in particolare all'ISSSTE; il compagno ferito al braccio lo portammo all'ospedale Aurelio Valdivi
eso, dove l'orientamento politico del direttore dell'Ospedale, totalmente favorevole alle forze di polizia, ci obbligo' e prendere il compagno e portarlo da un'altra parte.

Infine, ci sarebbero molte cose da raccontare, posso quindi dire con molto orgoglio che abbiamo in ogni momento appoggiato i compagni, non solo io, ma tutta l'equipe.
Quando la radio universitaria ha ricominciato a trasmettere, ero nel posto di primo soccorso, e i ragazzi della radio vennero ad avvisarmi che da un'ora trasmettevano di nuovo, e questo mi riempi' di allegria, e sono andata nella prima trasmissione diventando , per uno scherzo del destino, conduttrice di radio universitaria, senza certamente scordarmi del posto di primo soccorso e del lavoro medico.
Durante tutta questa fase, ho ricevuto minacce di ogni tipo; le minacce non erano solo contro di me, ma anche contro i miei figli, che stavano anche loro partecipando al movimento.
A partire dal 2 novembre io non ho potuto andare a casa mia, perchè era sotto sorveglianza e le camionette verdi della polizia andavano e venivano continuamente; questo lo possono testimoniare i vicini. Da "radio ciudadana" invitavano ad uccidermi, davano l'indirizzo di casa mia dicendo che l'avrebbero incendiata, davano informazioni sui miei figli, ecc, e mitelefonavano anche sul cellulare e alla radio, minacciando di violentarmi con il microfono, tagliarmi la lingua, ecc, ecc..
Incominciarono ad andare a bersagliare Radio Universitaria tutti i giorni, la mattina presto, prima delle 7, ed in una di queste occasioni ferirono gravemente un compagno che portammo all'IMSS. Le aggressioni erano costanti e di ogni tipo.

Durante il mio impegno alla radio ho sempre invitato alla calma, alla resistenza pacifica, eccetto che il 2 di novembre quando ho invitato alla difesa di Radio Università. Non avevamo alternative, era molto importante mantenere l'unico mezzo di informazione di massa che avevamo.
Viste le molte minacce che coinvolgevano la radio, ho dovuto abbandonare Oaxaca e andare a Città del Messico, nascosta e apparentemente al sicuro; tuttavia alcuni giorni dopo la nascita e la messa in streaming di Radio Planton, incominciarono nuovamente il boicottaggio e le minacce. L'ultimo mese e mezzo che sono stata in Messico cambiai sei case differenti e in due occasioni i sicari di Ulises erano quasi sul punto di prendermi, non per arrestarmi, anche se ho molti ordini di cattura, ma per farmi sparire (desaparecida), visto che pare fosse questo l'ordine.
Anche i miei figli sono dovuti stare nascosti e quando fu possibile, dovettero andare via da Oaxaca.

La mia sezione sindacale, la numero 35 de SNTSA, in settembre si dichiaro' in difesa e appoggio al movimento e difese i lavoratori dell'ospedale dal primo di dicembre; certamente non potevo presentarmi al lavoro o pensare che il direttore generale della sezione (sindacale) si compromettesse per appoggiarmi; questo non successe e il 5 dicembre mi licenziarono per abbandono del lavoro, e dopo 29 anni di lavoro non mi venne pagata la liquidazione, le ferie, e tutti gli incentivi a cui ho diritto per legge e per ordine del Governatore, secondo quanto mi ha riferito il sindacato, la mia pensione è stata sveduta.

Non restava che andare via dal mio paese, per le minacce, i boicottaggi e le persecuzioni; sono uscita con l'appoggio di molti compagni solidali del Messico e di altri paesi, oltre che di organizzazioni per i diritti civili, ovviamente non di Oaxaca. Starò circa 3 mesi fuori dal mio paese, non in qualità di esiliata politica, anche se le cose continueranno cosi', dovro' crichiederlo.
Ci sono molte cose che mi piacerebbe raccontare, di quello che che vivo e ho vissuto, soprattutto rispetto al versante medico.
Ovviamente ci sono alcune domande a cui non rispondero'.

Ringrazio per la sua attenzione e l'appoggio che ci vorrete dare

Dra Bertha Elena Muñoz Mier

PS. Vi prego di informarmi se avete ricevuto questa comunicazione


Posti di merda

due parole — Inviato da ombra @ 15:55

 02/08/2007

Non ho simpatia per il cuneese in generale. Non me ne si voglia, ma sono cresciuto anche io con i miei preconcetti.

Ma quando poi, in un'assolata estate che non si decide a capirsi, capito su un "rinomato" sito di informazione della provincia di Cuneo e trovo alcune notiziole, beh, mi viene voglia di non metterci mai piede in quelle località.

Sto parlando di Alba che, non me ne vogliano gli albesi, a me pare proprio un posto di quelli che devi capitarci per sfiga quando il male si accanisce con te.

In due giorni i potenti Carabinieri di Alba hanno portato e segno due importanti iniziative volte al mantenimento della calma e della noia.

Ieri hanno sequestrato importati partite di droga che se fossero finite sul mercato avrebbero fatto crollar eil presso dell'oppio afghano. 

Oggi hanno definitivamente stroncato un'organizzazione criminale che si proponeva di disturbare la quiete pubblica senza permesso.

Ah, che bei posti! 

PS, carino che gli albesi si chiamino come un piatto di carne cruda 


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