ombra

Gerardor Zero - #!/bin/bash

segnalazioni — Inviato da ombra @ 16:33

31/07/2007 

Visto che è estate, continuo con le recensioni musicali.

Oggi parliamo di nerdcore. Il gruppo, o meglio il progetto musicale, si chiama Gerardor Zero, (”Generator Zero”), e l'album, molto interessante, ha il titolo evocativo di #!/bin/bash, uno dei primi fondamentali comandi che l'artista dice dice di aver imparato ad usare nella Bash shell. L'intera tracklist è in realtà una sequenza di comandi che termina con l'ultimo pezzo dal titolo "Done". Anche in questo caso si tratta di musica di nicchia, ovviamente particolare nella sua essenza. Il progetto Gerardor Zero è originario del Brasile e suona, sotto vari nomi, dal 1995, producendo musica, prima distribuita via ftp, adesso attraverso piattaforme come jamendo.

Gli artisti ovviamente parlano di supporto a Creative Commons e Open Source, ma invitano chi vuole a comprare online il loro cd.

Hanno anche, ovviamente, un sito dedicato all'album, ai suoi perchè e percome. 


Se il carcere diventa curiosità

due parole — Inviato da ombra @ 16:06

30/07/2007

Non si sa perche', ma alcune volte, notizie di per se tragiche, vengono prese come ridanciane e bolleta come "curiose". Capita spesso per argomenti di vario genere, ma capita più spesso conj il carcere, forse perche' è un'istituzione con cui molti non hanno familiarità o hanno paura di averla. E così stigmatizzano tutto ridendo. Succede che qualche giorno fa un uomo sia stato condannato a 2 mesi di carcere per essersi masturbato in cella. L'altro giorno invece le autorità carcerarie messicane hanno permesso per la prima volta al compagno di un gay detenuto, di effettuare una "visita intima" alla persona che sta dentro. Le due notizie vengono "bollate" da Tiscali come appartenenti alla categoria "Strano ma vero". Anche altri fanno la stessa cosa. Mi chiedo quando cominceranno ad organizzare le viusite guidate ai penitenziari.

[Qualche lettura interessante sul carcere: Filiarmonici


Emily and the Orgasm Addicts - The Vagina EP

segnalazioni — Inviato da ombra @ 09:15

 30/07/2007

Piccolo ritorno delle recensioni musicali. Oggi è il turno di un gruppo danese: Emily and the Orgasm Addicts. Il gruppo nasce qualche tempo fa da tre ragazzetti annoiati e due fanciulle con una fissa in testa. Producono il loro primo EP: The Vagina EP. La band si muove sulla scena trash punk europea. Non sono molti i gruppi meritevoli in questo campo. Loro ci riescono benissimo, con una pulizia di suono e una verve davvero interessanti. Ovviamente un album che puo' piacere solo agli interessati al genere. La cosa che mi ha colpito di testi e presentazione del gruppo è l'incessante e mai scontata esistenza parallela di sesso e morte. Procedono insieme, si incontrano e scontrano, e generano musica.

Un plauso speciale alla cantante ed alle influenze blues, che si intersecano al Garage-Rock. Gli Emily and the Orgasm Addicts hanno anche un sito web carino. Ovviamente anche loro sono scaricabili liberamente dal web, in quanto il loro album è sotto licenza Creative Commons by-nc-nd 3.0.


La privatizzazione della lotta alla droga. Aziende farmaceutiche e interessi politici

due parole, Droga — Inviato da ombra @ 08:23

26/07/2007 

Avevamo parlato nei mesi scorsi dei test antidroga che l'Assessorato alla Salute del Comune di Milano aveva distribuito gratuitamente a 3800 famiglie la scorsa primavera.
A giugno poi, veniva fatto notare come i dati relativi al reale impatto di questa geniale trovata pubblicitaria, fossero molto scarso. A metà giugno i dati ufficiali parlavano dell'1% dei test acquistati.
Qualche giorno dopo L'Assessore divulgava altri dati, leggermente piu' incoraggianti, che parlavano di un 5% di test ritirati. Carla De Albertis si prodigava a pontificare come questo dato fosse allarmante, e come si potesse parlare di un problema molto sentito. Manipolando bene i dati e i titoli, infatti, si legge, nell'articolo linkato: COMUNE MILANO, RITIRATO 50% KIT DISTRIBUITI. Il che farebbe pensare al 50% di 3800, ovvero 1900. Leggendo l'articolo invece si viene a scoprire come il Comune di Milano preventivasse 380 ritiri in farmacia del test (10%) e come il 50% di questi 380 test ordinati, fosse effettivamente stato ritirato. Infatti i test ritirati sono stati 195, ovvero il 5% delle lettere inviate.
Ma i dati ognuno puo' girarseli a suo modo. I costi no. Gli interessi nemmeno. Le competenze ancora meno. Partiamo dai costi. Il costo di un test antidroga è mediamente di 30 euro. Mettiamo ipoteticamente che il costo sia quello (potrebbero esserci lievi oscillazioni, ma poco importa). 380 test x 30 euro = 11400 euro circa. Ovviamente cio' che interessa è l'ordine di cifre. 10.000 euro impiegati in una campagna promozionale contro la droga, con un impatto scarso e che soprattutto si riferisce ad un intervento sporadico, dato che il test una volta effettuato lo butti via? A me pare eccessivo. A me pare un flop. Ma seguendo i soldi e considerando le parole della De Albertis, si capisce qualcosa di piu':

"L'esperimento del kit e' stato il primo sasso lanciato nello stagno di una sorta di omerta' nei confronti del problema stupefacenti ad uso dei giovanissimi."

i Si scopre infatti che i test non sono stati pagati dal comune di Milano. Sono stati offerti. Ce lo dice la De Albertis in un suo documento reperibile qui, in ultima pagina. Tutta l'operazione è stata "offerta" dal Gruppo Comifar, leader nel campo della distribuzione farmaceutica. Guarda caso un colosso del settore si fa carico delle spese dell'operazione. Pura filantropia? Non proprio.
Vediamo perchè. Il Gruppo Comifar è da anni associato ad un enorme distributore mondiale di farmaci: il Phoenix Group. Addirittura molti membri del Consiglio di Amministrazione, fanno parte del mega colosso internazionale: tra questi il Dr. Reimund Pohl.
In cosa commercia questo gruppo transnazionale? Commercia in molti prodotti, tra cui Agenti diagnostici. Cosa si intende per Agenti diagnostici? Ce lo dicono qui.
Test Antidroga. Interessi che si incrociano, di fatto, sulla pelle delle paure collettive. Paure molto redditizie, soprattutto quando vengono sponsorizzate dagli Assessori compiacenti. La paura va alimentata e ovviamente se uno prova un test, perche' non dovrebbe continuare? Ed ecco che la penetrazione delle agenzie farmaceutiche comincia ad avere effetto. D'altronde la storia di Comifar è una storia di penetrazioni e fino a diventare leader nella distribuzione.

Ma se c'e' chi distribuisce, c'e' anche chi produce.
I test distribuiti sono test iScreen. Interessante è la pagina web che li promuove.
Chi produce questi test sono aziende private che lavorano assieme alle forze dell'ordine. Sono infatti molti i prodotti del genere e molta è la concorrenza.

Da sottolineare ci sono due cose.
- La discesa del privato nella lotta al consumo di droga. Imprese private stanno sempre piu' spesso assolvendo a funzioni che prima erano solo esclusiva dei Ser.T.. Ovviamente l'imperativo è quello economico: la massimizzazione del profitto. Ed ecco che quindi si moltiplicano i prodotti e le possibilità di scelta. Ma non è tanto e solo l'offerta a spaventare. E' come l'offerta viene proposta.
-La necessità di far funzionare il mercato dei tester antidroga provoca necessariamente l'ammorbidimento dei dati e il gioco sulle paure collettive.
Ecco un volantino distribuito da una marca di prodotti farmaceutici, che ho trovato in distribuzione in una farmacia.

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Facciamo attenzione alla lettura del titolo e delle parole di contorno. "Mi fido di mio figlio, non mi fido della droga". Il test è "facile, rapido, discreto". Utile per tutti i tipi di famiglie, anche per quelle dove non è conveniente mostrare certe cose. Soffermiamoci sulle pagine di spiegazione sugli effetti delle droghe. Interessante come ed in che modo vengono analizzate le sostanze e quali sostanze vengono analizzate: Ecstasy, Marijuana e Cocaina. Stop. La droga è questo. Evidenziando poi le giuste parole in grassetto (voti inferiori, incidenti mortali, dipendenza) si instilla nel genitore premuroso la paura per il proprio figlio. Le case farmaceutiche si stanno quindi sempre piu' spingendo in un ambito che prima gli era precluso: la prevenzione. La prevenzione se diventa privata, diventa business. La paura diventa business. E cosi' noi ci beviamo, quello che loro ci raccontano. Ci beviamo che la lotta alla droga passa per la prevenzione, la repressione ed il recupero. Che le droghe sono tutte uguali. Che la marijuana provoca dipendenza. Senza spiegare la parola nelle sue declinazioni diverse per ogni sostanza.
Un altro esempio è questo qui.
Ricordo che si tratta di aziende private che per pubblicizzare un prodotto, e quindi "fare cassa", descrivono le sostanze. Notate ad esempio lo spazio dedicato alla marijuana e quello a eroina e cocaina. Non c'e' paragone. Cosa spaventa di piu' il genitore? L'eroina, che di solito associamo al tossico per strada (Tossick Park) o lo spinello, cosi' silenzioso e diffuso?
La risposta la lasciamo alle intelligenze di ognuno, cosi' come l'interessante lettura di molti dei passaggi di queste fonti preziose e inutili.

Se l'industria farmaceutica utilizza la politica per farsi pubblicità e instillare paura e repressione (guadagnandoci), che mezzi ha la politica per offrire uno sguardo corretto alla cosa? Ovvero, chi prende le decisioni, sa' di cosa parla?
E' una domanda centrale, a mio avviso. Prendiamo l'insigne De Albertis, che è stata assunta ad Assessore alla Salute del Comune di Milano. Chi è?
Ce lo dice lei, nel suo sito internet. Tra un dilettarsi di radio e televisione in un misto di xenofobia e snobberia, la De Albertis puo' contare su di un curriculum che oserei dire "da paura".
Peccato che ci sia un pero'. Le uniche due cose che si avvicinano in qualche modo alla medicina o all'infermieristica sono nell'ordine:
-Membro dell'Ordine Militare e Ospedaliero di San Lazzaro di Gerusalemme
-Presidente del Consiglio Direttivo della ONLUS "Bambini nel Cuore" di Milano, una delle cui attività è regalare computer agli ospedali.
Mi chiedo se le sia servito essere socia dell'Associazione Nazionale Paracadutisti d'Italia per saperne di sostanze stupefacenti. O forse quando dal Dal 1997 al 2000 è stata Vice Presidente del Consiglio di Zona 1 e Presidente della Commissione "Arredo Urbano", tra la decisione se tinteggiare una casa di giallo o di grigio e quella che riguardava il tipo di fiori nelle fiorere cittadine, la signora De Albertis avrà trovato modo di studiare qualcosa in merito ai consumi, ai traffici internazionali, ai rapporti pedagogici nei confronti delle sostanze. In un video recente, la De Albertis espone la sua idea sulle droghe [video .wmv]. Un'interessante sproloquio.
de albertis Essendo molto dubbioso su questo, e dando un leggerissimo sguardo alla sua appartenenza politica (leggerissimo!), propendo per credere che la scelta di campo della De Albertis sia di tipo ideologico, non essendo supportata da specifiche conoscenza sanitarie o pedagogiche. La domanda che sorge dunque spontanea è: se la De Albertis sta agendo per motivazioni ideologiche, smuovendo interessi privati, per giungere ad un fine di controllo e paura sociale, non è forse ora di svegliarsi e cominciare a dire qualcosa che vada oltre la parola "antiproibizionismo"? Qui siamo oltre il proibizionismo. Qui siamo ad un interesse che continua a volere una certa quota di consumo, per giustificare la propria esistenza medicalizzata e massimizzare gli utili. Non si tratta di scelte mediche, ma di opzioni politiche ed economiche. Non basta piu' essere antiproibizionisti. Bisogna abbattere questo muro di interessi che gioca su di noi e ci annienta nella nostra dignità e libertà.
Altrimenti saremo sempre piu' in balia di questi connubi tra politica ed economia, tra ballerine e mummie, che ci diranno come, dove e quando dobbiamo pisciare, se in una provetta o in un tester.

Alla prossima puntata.

PS. Se volete potete fare anche ginnastica con la De Albertis [video .wmv]. Ma per favore.


McFuck - Gli effetti di McDonald's

segnalazioni — Inviato da ombra @ 08:57

26/07/2007

"Un Happy Meal!". Chi non si ricorda quell'inquetante pubblicità di McDonald's dove una bambina isterica e palesemente imbottita di ritalin chiede insistentemente ad un commesso automa il suo piccolo pasto in cartone. Spesso le offerte del colosso dei Fast Food, sono state associate al regalo del personaggio piu' trendy dei cartoni animati. "Prendi il panino, che ti diamo Topolino!".

Ma cosa succederebbe se i personaggi trendy e meno trendy dei cartoni animati, mangiassero da McDonald's? Se lo è chiesto un artista russo, Adui. Che ha partorito qualche tempo fa sul suo blog, alcune rivisitazioni di personaggi famosi tra i piu' piccini. Beh... non c'e' che dire, vi consiglio di darci un'occhiata. Roba che al confronto Supersize Me è una passeggiata.

Vi consiglio anche di dare un'occhiata all'intero mondo di Adui: Blog e Sito [geniali le rivisitazioni dell'inferno, ad esempio!].

Eccovi alcune interessanti opere.


Che Guevara portatile

segnalazioni — Inviato da ombra @ 17:58

25/07/2007 

Che Guevara rappresenta sicuramente per molti popoli un simbolo di riscatto e forse anche qualche cosa in piu'.

La celebre foto di Alberto Korda, che tutti han visto è una delle poche immagini ad aver attraversato continenti ed immaginari.

Una segnalazione fattami oggi, tuttavia mi ha spinto a cercare un po' tra questi immaginari.

La segnalazione era questa:


Una linea scolastica targata Che Guevara, per veri rivoluzionari da sottobanco. L'immaginario fattosi icona commerciale.Avevano visto giusto quegli attivisti (mi pare Olandesi) che nel 2002 a Firenze attaccavano manifesti come questo.

 


 

Che Guevara e Bin Laden come le icone insieme del consumismo che macina gli immaginari e dei pericoli per l'occidente. L'eversione interna/esterna. I terrorismI. Tutto in un'immagine.

In Libano, dopo la guerra della scorsa estate gli Hezbollah distribuivano magliette di Che Guevara. In Venezuela un recente convegno su Gramsci e Garibaldi (due icone nazionali venezuelane) non scalfiva nemmeno la popolarità dell'argentino.

Che Guevara è stato Monna lisa, Gesu', Eroe in plastica.

E' stato venduto su ebay ed osannato. Il simbolo, che, in quanto simbolo, viene utilizzato e reinterpretato. 

PS. Quando ero in Argentina mi sono comprato allo spaccio dello stadio del Boca, una maglietta rossa, con le immagini di Maradona e Che Guevara, e la scritta Futbol Revolution. Un'icona. La conservo ancora gelosamente. 


Sgomberi mattutini

due parole — Inviato da ombra @ 11:28

25/07/2007 

Mentre a Padova la polizia entrava nella sede del Gramigna, sgomberandolo su richiesta del sindaco Zanonato, alle 8 di questa mattina, le forze dell'ordine si sono presentate allo spazio V33 a Milano, procedendo con uno sgombero che si preannunciava da tempo.

Ma che bella mattina. 


Fare un orto - Parte V - Trapiantare

Orti e autoproduzioni — Inviato da ombra @ 10:50

24/07/2007 

Mi accorgo che è un tot di tempo che non continuo il mini corso per farsi da se' un orto.
Allora, andiamo avanti. La nostra situazione è quella di un orto pronto per ricevere quel che abbimo da piantare, di un semenzaio pieno di piantini e di noi che abbiamo voglia di smanettare nei piccoli filari.
Come si creano delle file di verdure che abbiano senso? Come si separano i piantini?

Per capire la delicatezza di questo passaggio, bisogna dire che la fase del trapianto è forse la fase di maggiore stress per la pianta. Il trapianto deve essere fatto con molta delicatezza e non troppo tardi, in modo da non rovinare la radici della pianta. Partiamo da un presupposto medio, osia che le piante che abbiamo seminato non siano troppo attaccate l'una all'altra. E' infatti sempre utile non seminare troppo ravvicinato. I semi, se son grossi, vanno messi lontani un dall'altro, se son piccoli, vanno sparsi in modo uniforme sul terreno del semenzaio.
Per compiere questa operazione ci vogliono un innaffiatore con un getto molto blando (vanno benissimo quelli giocattolo da spiaggia per i bimbi), una paletta, le nostre dita.

Prima di cominciare ad operare sulle piante, dobbiamo aver presente quante ne vogliamo trapiantare e dove.
Andiamo nell'orto e guardiamo lo spazio che abbiamo a disposizione. Mediamente i piantini vanno messi a 30 cm l'uno dall'altro. Dico mediamente perche' ci sono delle eccezioni in un senso o nell'altro. Le zucchine necessitano di piu' spazio, le carote di meno. Dobbiamo regolarci in base alla grandezza della pianta, una volta matura.

Una volta stabilito questo facciamo alla distanza desiderata i buchi per le piante, con la paletta. Di solito basta una profondità di 10 cm un diametro di 5, all'incirca. In questa fase è importante aver meditato molto bene la distanza di una pianta dall'altra. Ogni pianta deve infatti avere a disposizione un volume di terra e un volume di aria sufficienti per lo sviluppo. Ricordiamoci che le piante hanno due vite, entrambe collegate e inscindibili. Una sotterranea, l'altra aerea. Se non laciamo abbastanza spzio ad una, l'altra non si sviluppaerà adeguatamente. Di solito l'ampiezza del corpo radicale rispecchia quella del fusto e delle foglie. Non è pero' una regola. Ci sono anche tecniche di contenimento delle radici per promuovere meglio il fusto e la parte fogliare dlle piante. Ma di solito non riguardano gli orti, che sono in terra piena, e vengono applicate alle piante da casa.

Facendo i buchi, dobbiamo anche controllare alcuni dettagli importanti. i filari che abbiamo abbozzato deono essere ben visibili. Questo significa che devono essere segnati con chiarezza. Se quindi non l'abbiamo ancora fatto, dobbiam provvedere a segnare bene i filari. Come? Con la zappa scaviamo a file parallele distanti 30 cm l'uno dall'altro dei fossetti paralleli lunghi tutta la larghezza dell'orto. Di solito si provvede a farli orizzontalmente (se in pendenza), anche se c'e' chi trapianta in verticale. Una volta fatti questi fossetti, si saranno create delle montagnole di terra dove non abbiamo operato con la zappa. Li' andranno piantate le piante. Compattiamo bene la terra  facciamo i buchi alla distanza giusta. Intorno al buco sarà importante effettuare (sela pianta è grossa, come le zucchine, i pomodori o i cetrioli) un piccolo avvallamento in modo che quando si bagna l'acqua non scorra via. Perche' è impornante creare solchi e avvallamenti? Perche' in caso contrario non rusciremmo a bagnare bene le piante. I solchi ad esempio, essendo piu' profondi della parte dove stanno le piante, fanno passare l'acqua proprio dove stanno le radici della piante. Infatti se si riempie d'acqua un solco si vedra' l'acqua bagnare anche le montagnole di terra dovestanno le piante e le radici. E' un fatto fisico.

Ora passiamo alle piante. Con la paletta, partendo dal bordo del semenzaio, molto delicatamente, penetriamo fino a 10 cm la terra. Agendo con una leva, solleviamo lo strato di terra corrispondente. Compiamo l'operazione molto lentamente, in modo da rompere il minor numero di radici. L'operazione puo' compiersi a secco, se la terra viene via facilmente, oppure, con l'ausilio di un po' d'acqua che ammorbidisca la terra. L'operazione, se non fa schifo, puo' essere fatta anche con la mano. Io preferisco, perche' ho piu' sensibilità. Pian piano, senza agire sul fusto della pianta, separiamo delicatamente i vari corpi radicali, usando l'alcqua per sciogliere le piccole zolle di terra. Due fattori sono importanti: maneggiare il meno possibile i fusti (che sono tenerissimi) e rompere il minor numero di radici. L'operazione puo' essere fatta in modo tranquillo, ricordiamoci comunque che l'aria non fa bene alle radici e men che meno il sole (che le brucia facilmente). Quindi se possiamo, compiamo questa operazione al chiuso, oppure prima dell'alba o dopo il tramonto.

Una volta che abbiamo i piantini che ci servono, andiamo nell'orto e poniamoli delicatamente nelle dimore. Per piantarli, con una mano si tiene l'estremità del fusto, verticalmente, e si fa arrivare la radice fino alla profondità desiderata; con l'altra mano, delicatamente, si copre la radice di terra. Alla fine si compatta tutto ben bene. A questo punto generalmente la pianta sembra "svenire". Non vi preoccupate. Un'avvertenza nella fase di trapianto è quella di non mettere tra la terra che ponete nella dimora delle radici, pezzi di concime (specialmente se derivanti da animali) che potrebbero bruciare le fragili radici. Una volta piantate tutte le piante, bagnate abbondantemente la terra (non deve esserci il sole, mi raccomando!). A questo punto si devono compiere due tipi di azioni. Alcune piante necessitano di una canna per sostenersi (pomodori, cetrioli, alcune zucche...). Per queste piante prendiamo le canne di bambu' o i bastoni dritti che abbiamo preparato precedentemente e le inseriamo di fianco alle piantine (a 10 cm dal gambo, cosi' non devastiamo le radici), per una profondità di 20-30 cm, in modo che non si sfili. Con la rafia poi, leghiamo queste piante, lasciando un po' di gioco in modo da non costringere tropp la pianta. Il legaggio, se vediamo che la pianta è molto stressata, possiamo effettuarlo anche in un secondo momento. Per tutte le piante pero' è importante fare questa seconda operazione. Prendere dei fogli di giornale, tagliati a metà in modo che ci sia solo una pagina, arrotolarli a cono, come per i cartocci delle caldarroste e metterli sopra alla pianta. Se c'e' la canna si puo' legare il tutto alla canna, nella sommità del cono, senno' si puo' compiere l'operazione con un bastoncino. Lo scopo è quello di coprire integralmente la pianta e la base del fusto, dal sole.Il cono rovesciato va quindi sistemato in modo che non si sfili e che non tochi la pianta. Ovviamente se lasciamo qualche spiraglio, va anche bene, ma l'importante è che la pianta sia schermata dal sole di mezzogiorno. Dopo una settimana, possiamo togliere il tutto.

Una domanda sorge spontanea... ma come riconosco il momento in cui è bene trapiantare? Non c'e' una regola. Di solito si evita di trapiantare quando la pianta è troppo corta e quando la pinta è troppo alta (troppe radici e fusto esile). L'altezza media è di 10-20 cm, ma varia da ortaggio a ortaggio. Una cosa importante è pero' il guardare la fase lunare. Noi sappiamo che la luna agisce molto sugli ortaggi. Sia in fase di semina che in fase di trapianto, le cose non vanno fatte a caso. In luna crescente si seminano gli ortaggi che si devono sviluppare sopra la superficie e si trapiantano anche. In luna calante si seminano e trapiantano gli ortaggi sotterranei (tuberi, cipolle, ecc..). La luna conta.

Torneremo nelle prossime puntate su come mettere le canne (le varie tecniche) e sulla pacciamatura. Due tecniche interessanti.

Puntate precedenti:   [Parte I Girare la terra] [Parte II - Concimare] [Parte III - Esposizione e irrigazione] [Parte IV - La semina in semenzaio]


PER I NOSTRI CARCERATI, PER I NOSTRI MORTI, PER I NOSTRI DESAPARECIDOS, NON UN PASSO INDIETRO

segnalazioni — Inviato da ombra @ 17:19

23/07/2007 

Traduzione con la collaborazione di heleens, dal sito della Appo. A Oaxaca continuano le mobilitazioni.

Nuovamente il Tiranno si è accanito col nostro paese, la nostra Guelaguetza Popolare è stata repressa con il sangue, molti dei nostri compagni si dibattono tra la vita e la morte, nuovamente decine di compagni che si vanno ad aggiungere alla lunga lista dei nostri carcerati politici, molti di essi selvaggiamente torturati. Sommato a questo, viene creata un'unità operativa nella quale partecipano l'AFI, la PFP, i poliziotti locali e quello Esercito Messicano. In sintesi: IL TIRANNO MERDOSO PRETENDE DI IMPORRE IL FASCISMO AD OAXACA, COME UN ESPERIMENTO PER IMPORRLO IN TUTTO IL PAESE.
Tutto questo, per difendere il suo Guelaguetza, le sue fortune, quella di alcuni magnati locali, nazionali e transnazionali, che difendono le sue istituzioni e leggi che sono servite da sempre affinché un ridotto gruppo di ladri ed assassini, governino, impongano e facciano le cose secondo il loro capriccio utilizzando queste leggi ed istituzioni.
D'altra parte, le centinaia di migliaia di persone che non vogliono il fascismo, la tirannia, e lottano per un mondo con libertà, giustizia, democrazia; quelli che lottiano per una società senza sfruttati né oppressi, quelli che amano vedere liberi i propri fratelli carcerati e a casa i nostri desaparecidos. Tutti siamo usciti a migliaia per le strade, a dimostrare che siamo la maggioranza e loro un pugno di persone; è certo che loro pretendono di seminare terrore e paura nel nostro paese. Non lo permetteremo.
Cosa deve fare il nostro popolo per fermare questa repressione e sconfiggere il tiranno?
Dommiamo rompere il terrore che pretendono di imporci uscendo nelle strade, nella marcia di lutto che ogni tre giorni, alle 4 del pomeriggio nel centro storico della città, vestiti a lutto, chignon nero, e tutte le altre forme creative per dimostrare al paese ed al mondo che il popolo di Oaxaca è in lutto per il massacro che hanno commesso su di noi. Partecipiamo a tutte le attività che devono essere molto pacifiche, perché noi non siamo i violenti come i poliziotti e i militari che ci hanno torturati. Non cadere nele provocazioni che lo stato sta montando continuamente, con i suoi sicari e poliziotti. Evitare le aggressioni, da tutte le parti, nel percorso della marcia, nelle nostre attività politiche e culturali, nelle nostre colonie, in qualunque luogo i cui stiamo non dobbiamo cadere nella provocazione. È certo che abbiamo coraggio per i nostri morti, carcerati e desaparecidos ma se vogliamo giustizia per i nostri morti, e vogliamo con noi presto i nostri carcerati e desaparecidos, dobbiamo in questa tappa della lotta essere mille volte più intelligenti dei fascisti per riuscirci.
Il nostro piano di azione si mantiene uguale: boicottaggio totale della GUELAGUETZA Ufficiale, per questo è necessaria la concentrazione massiccia nei giorni 21, 22, 23, 28, 29 e 30, nella città di Oaxaca insieme ai nostri maestri. Il voto di punizione al tiranno ed i suoi alleati, questo 5 Agosto, è necessario lavorarlo nelle nostre colonie e comunità.

GIUDIZIO POLITICO POPOLARE A TUTTI I COLPEVOLI DI LESA UMANITÀ IL 3 E 5 DI AGOSTO A CITTÀ DEL MESSICO.
ESIGIAMO LA LIBERTÀ IMMEDIATA DI TUTTI I CARCERATI POLITICI
PUNIZIONE DI TUTTI I RESPONSABILI DI LA REPRESSIONE. 


Ancora dalla Siberia: No nazis

due parole — Inviato da ombra @ 11:55

23/07/2007 

Arrivano alcune notizie in piu' sulla situazione in Siberia. Ecco la traduzione in italiano di un comunicato degli attivisti della Siberia.

Aggiornamenti anche su Indymedia Inghilterra e Indymedia Siberia.

---
Siberia (Russia): Dichiarazione dei sopravvissuti all'aggressione
neofascista al campo di protesta ambientalista di Angarsk
All'alba del 21 luglio, intorno alle 5 del mattino, il luogo dove ci
eravamo stabiliti per campeggiare è stato brutalmente assalito. Diversi
fascisti sono piombati all'improvviso sulle nostre tende dandogli fuoco
e rubando le nostre cose, colpendoci nel sonno con bastoni, martelli e
calci. Il tutto mentre inveivano e urlavano contro gli antifascisti –
elemento che, insieme all'assurda e consapevole violenza
dell'aggressione, non lascia dubbi sulla natura dell'azione: non si è
trattato di hooligan qualsiasi, ma di un'incursione fascista coordinata e pianificata.
Va rilevata la lunga attesa – più di mezz'ora – che ha contraddistinto
l'intervento delle forze di dell'ordine richiamate sul luogo e i
successivi tentativi, da parte sempre della Polizia, di negare
l'esistenza di gruppi neofascisti nell'area di Angarsk. I partecipanti
al campo ecologista si sono visti invitare dai dirigenti di Polizia sul
luogo a non “dare scandalo” e a “non comunicare con i giornalisti”
riguardo all'aggressione subita. Ma non possiamo tacere, poiché
l'indignazione e il desiderio di riscatto vanno al di là di ogni altra considerazione.
La scorsa notte abbiamo perso un nostro compagno. Ilya Borodaenko – un
compagno anarchico di Nakhodka, membro dell'Azione Autonoma – è morto a
causa di un trauma cranico e del pestaggio subito. La notte
dell'aggressione, Ilya e altri due partecipanti del campo erano di turno
ed Ilya è stato il primo a fronteggiare il gruppo fascista. Alcuni altri
partecipanti sono stati ricoverati all'ospedale in gravi condizioni (con
traumi cranici e fratture alle braccia e alle gambe). Le tende sono
state date al fuoco o distrutte; le bandiere sono state rubate.
Comunque sia, non ci dimenticheremo nulla, e non perdoneremo la morte di
Ilya Borodaenko ai suoi assassini – a prescindere dal corso che potrà
mai prendere l'indagine “ufficiale”. Non fermeremo le nostre attività al
campo di protesta ambientalista, non fermeremo la nostra lotta contro la
piaga nazifascista e contro la mafia del nucleare, contro la feccia
dell'autoritarismo e del razzismo, contro tutto ciò che mira alla
distruzione sia della natura che della dignità umana.
Oggi siamo in lutto. Domani continueremo la nostra lotta.  


Nazisti attaccano campo anarchico in Siberia: un morto

due parole — Inviato da ombra @ 00:55

22/07/2007

Un gruppo di nazisti armati di coltelli e pistole ha attaccato ieri, sabato 21 luglio, un campo anarchico ecologista in Siberia. Si contano almeno un morto e due feriti gravi, oltre a molti altri feriti. Il campo è stato bruciato.

Diffondete la notizia, cazzo. 

Feature di Indymedia Torun | Indymedia Siberia


Risultati questionario Euromayday 2007

segnalazioni — Inviato da ombra @ 22:03

22/07/2007 

Segnalo i risultati di un questionario somministrato durante la May Day milanese di quest'anno, incentrato, ovviamente, sulla percezione della propria situazione di precarietà. Una interessante lettura estiva, proprio mentre si discute di pensione.

Analisi dei risultati | Grafici ed incroci [PDF] | Questionario somministrato 


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