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Fare un orto - Parte V - Trapiantare

Orti e autoproduzioni — Inviato da ombra @ 10:50

24/07/2007 

Mi accorgo che è un tot di tempo che non continuo il mini corso per farsi da se' un orto.
Allora, andiamo avanti. La nostra situazione è quella di un orto pronto per ricevere quel che abbimo da piantare, di un semenzaio pieno di piantini e di noi che abbiamo voglia di smanettare nei piccoli filari.
Come si creano delle file di verdure che abbiano senso? Come si separano i piantini?

Per capire la delicatezza di questo passaggio, bisogna dire che la fase del trapianto è forse la fase di maggiore stress per la pianta. Il trapianto deve essere fatto con molta delicatezza e non troppo tardi, in modo da non rovinare la radici della pianta. Partiamo da un presupposto medio, osia che le piante che abbiamo seminato non siano troppo attaccate l'una all'altra. E' infatti sempre utile non seminare troppo ravvicinato. I semi, se son grossi, vanno messi lontani un dall'altro, se son piccoli, vanno sparsi in modo uniforme sul terreno del semenzaio.
Per compiere questa operazione ci vogliono un innaffiatore con un getto molto blando (vanno benissimo quelli giocattolo da spiaggia per i bimbi), una paletta, le nostre dita.

Prima di cominciare ad operare sulle piante, dobbiamo aver presente quante ne vogliamo trapiantare e dove.
Andiamo nell'orto e guardiamo lo spazio che abbiamo a disposizione. Mediamente i piantini vanno messi a 30 cm l'uno dall'altro. Dico mediamente perche' ci sono delle eccezioni in un senso o nell'altro. Le zucchine necessitano di piu' spazio, le carote di meno. Dobbiamo regolarci in base alla grandezza della pianta, una volta matura.

Una volta stabilito questo facciamo alla distanza desiderata i buchi per le piante, con la paletta. Di solito basta una profondità di 10 cm un diametro di 5, all'incirca. In questa fase è importante aver meditato molto bene la distanza di una pianta dall'altra. Ogni pianta deve infatti avere a disposizione un volume di terra e un volume di aria sufficienti per lo sviluppo. Ricordiamoci che le piante hanno due vite, entrambe collegate e inscindibili. Una sotterranea, l'altra aerea. Se non laciamo abbastanza spzio ad una, l'altra non si sviluppaerà adeguatamente. Di solito l'ampiezza del corpo radicale rispecchia quella del fusto e delle foglie. Non è pero' una regola. Ci sono anche tecniche di contenimento delle radici per promuovere meglio il fusto e la parte fogliare dlle piante. Ma di solito non riguardano gli orti, che sono in terra piena, e vengono applicate alle piante da casa.

Facendo i buchi, dobbiamo anche controllare alcuni dettagli importanti. i filari che abbiamo abbozzato deono essere ben visibili. Questo significa che devono essere segnati con chiarezza. Se quindi non l'abbiamo ancora fatto, dobbiam provvedere a segnare bene i filari. Come? Con la zappa scaviamo a file parallele distanti 30 cm l'uno dall'altro dei fossetti paralleli lunghi tutta la larghezza dell'orto. Di solito si provvede a farli orizzontalmente (se in pendenza), anche se c'e' chi trapianta in verticale. Una volta fatti questi fossetti, si saranno create delle montagnole di terra dove non abbiamo operato con la zappa. Li' andranno piantate le piante. Compattiamo bene la terra  facciamo i buchi alla distanza giusta. Intorno al buco sarà importante effettuare (sela pianta è grossa, come le zucchine, i pomodori o i cetrioli) un piccolo avvallamento in modo che quando si bagna l'acqua non scorra via. Perche' è impornante creare solchi e avvallamenti? Perche' in caso contrario non rusciremmo a bagnare bene le piante. I solchi ad esempio, essendo piu' profondi della parte dove stanno le piante, fanno passare l'acqua proprio dove stanno le radici della piante. Infatti se si riempie d'acqua un solco si vedra' l'acqua bagnare anche le montagnole di terra dovestanno le piante e le radici. E' un fatto fisico.

Ora passiamo alle piante. Con la paletta, partendo dal bordo del semenzaio, molto delicatamente, penetriamo fino a 10 cm la terra. Agendo con una leva, solleviamo lo strato di terra corrispondente. Compiamo l'operazione molto lentamente, in modo da rompere il minor numero di radici. L'operazione puo' compiersi a secco, se la terra viene via facilmente, oppure, con l'ausilio di un po' d'acqua che ammorbidisca la terra. L'operazione, se non fa schifo, puo' essere fatta anche con la mano. Io preferisco, perche' ho piu' sensibilità. Pian piano, senza agire sul fusto della pianta, separiamo delicatamente i vari corpi radicali, usando l'alcqua per sciogliere le piccole zolle di terra. Due fattori sono importanti: maneggiare il meno possibile i fusti (che sono tenerissimi) e rompere il minor numero di radici. L'operazione puo' essere fatta in modo tranquillo, ricordiamoci comunque che l'aria non fa bene alle radici e men che meno il sole (che le brucia facilmente). Quindi se possiamo, compiamo questa operazione al chiuso, oppure prima dell'alba o dopo il tramonto.

Una volta che abbiamo i piantini che ci servono, andiamo nell'orto e poniamoli delicatamente nelle dimore. Per piantarli, con una mano si tiene l'estremità del fusto, verticalmente, e si fa arrivare la radice fino alla profondità desiderata; con l'altra mano, delicatamente, si copre la radice di terra. Alla fine si compatta tutto ben bene. A questo punto generalmente la pianta sembra "svenire". Non vi preoccupate. Un'avvertenza nella fase di trapianto è quella di non mettere tra la terra che ponete nella dimora delle radici, pezzi di concime (specialmente se derivanti da animali) che potrebbero bruciare le fragili radici. Una volta piantate tutte le piante, bagnate abbondantemente la terra (non deve esserci il sole, mi raccomando!). A questo punto si devono compiere due tipi di azioni. Alcune piante necessitano di una canna per sostenersi (pomodori, cetrioli, alcune zucche...). Per queste piante prendiamo le canne di bambu' o i bastoni dritti che abbiamo preparato precedentemente e le inseriamo di fianco alle piantine (a 10 cm dal gambo, cosi' non devastiamo le radici), per una profondità di 20-30 cm, in modo che non si sfili. Con la rafia poi, leghiamo queste piante, lasciando un po' di gioco in modo da non costringere tropp la pianta. Il legaggio, se vediamo che la pianta è molto stressata, possiamo effettuarlo anche in un secondo momento. Per tutte le piante pero' è importante fare questa seconda operazione. Prendere dei fogli di giornale, tagliati a metà in modo che ci sia solo una pagina, arrotolarli a cono, come per i cartocci delle caldarroste e metterli sopra alla pianta. Se c'e' la canna si puo' legare il tutto alla canna, nella sommità del cono, senno' si puo' compiere l'operazione con un bastoncino. Lo scopo è quello di coprire integralmente la pianta e la base del fusto, dal sole.Il cono rovesciato va quindi sistemato in modo che non si sfili e che non tochi la pianta. Ovviamente se lasciamo qualche spiraglio, va anche bene, ma l'importante è che la pianta sia schermata dal sole di mezzogiorno. Dopo una settimana, possiamo togliere il tutto.

Una domanda sorge spontanea... ma come riconosco il momento in cui è bene trapiantare? Non c'e' una regola. Di solito si evita di trapiantare quando la pianta è troppo corta e quando la pinta è troppo alta (troppe radici e fusto esile). L'altezza media è di 10-20 cm, ma varia da ortaggio a ortaggio. Una cosa importante è pero' il guardare la fase lunare. Noi sappiamo che la luna agisce molto sugli ortaggi. Sia in fase di semina che in fase di trapianto, le cose non vanno fatte a caso. In luna crescente si seminano gli ortaggi che si devono sviluppare sopra la superficie e si trapiantano anche. In luna calante si seminano e trapiantano gli ortaggi sotterranei (tuberi, cipolle, ecc..). La luna conta.

Torneremo nelle prossime puntate su come mettere le canne (le varie tecniche) e sulla pacciamatura. Due tecniche interessanti.

Puntate precedenti:   [Parte I Girare la terra] [Parte II - Concimare] [Parte III - Esposizione e irrigazione] [Parte IV - La semina in semenzaio]


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