ombra

La lettera del Comune di Milano e il kit antidroga: cerchiamo di smontarli.

due parole, Droga — Inviato da ombra @ 18:40

 25/05/2007

Qualche giorno fa, il Comune di Milano ha iviato a moltissime famiglie milanesi questa lettera [pdf].
Visto che essa appare come una delle nuove politiche contro le sostanze stupefacenti, ammirata da destra e sinistra, e visto che è davvero piena di concetti quantomeno discutibili, ho deciso di cercare di smontarla pezzo per pezzo.
Eccovi quel che è uscito, ovviamente una roba parziale. Seguirà nei prossimi giorni qualche considerazione sugli interessi privati del Comune di Milano e delle aziende produttrici di test antiDROGA.


Gentile famiglia,
l’Assessorato alla Salute del Comune di Milano ed il Consiglio di Zona 6
stanno avviando una campagna informativa finalizzata ad ostacolare la
pratica del consumo di droghe in età adolescenziale, problema epocale per la
nostra Società.


2 concetti importanti:

- Sparisce la pratica della prevenzione (di qualsiasi tipo) e viene introdotto l'istituto dell'"ostacolo", quantomai buffo dal punto di vista educativo e delle politiche sociali. Non si capisce perchè un Comune dovrebbe mettersi ad ostacolare un comportamento. Per questo ci sono organi preposti. L'ostacolo come pratica tra l'altro esce fuori da qualsiasi pratica prevista dalle leggi in materia di servizi sociali, sia essa la 328/00 (Legge quadro nazionale), siano le leggi regionali attuative. Il confronto con le sostanze è repressivo.

- Viene considerato il problema "sostanze"come un problema epocale, sovradeterminandolo e quindi facendolo diventare un problema cui porre dei rimedi. La paura gioca facile e quindi ecco che viene giustificato il kit. In realtà la questione sostanze è al centro del dibattito da 40 almeno, da quando è stato percepito come problema. Cambiano solo le modalità e le tipologie di sostanze assunte.

Per questo motivo stiamo inviando questa lettera a tutte le
famiglie della Zona 6 con ragazzi nella fascia d’età tra i 13 ed i 16 anni.
Noi riteniamo che lo strumento educativo in grado di arginare il fenomeno in
tutti i suoi diversi sviluppi debba esser la famiglia, fonte di supporto, dialogo,
comprensione e controllo per i nostri ragazzi.
I dati sul diffondersi delle tossicodipendenze in età adolescenziale sono
allarmanti: a Milano per l’uso di marijuana come per quello di cocaina, la
soglia di età si è abbassata a tredici anni.


Viene cioè identificata un'area, quella dell'adolescenza, come l'area a rischio e viene identificato un obiettivo: arginare (ricordatevi la parola) il fenomeno. Non si capisce di cosa pero'. Del primo contatto? Dell'assunzione frequente? Dell'uso occasionale?
Viene anche identificata la famiglia come "strumento educativo" (?)(di chi?) per la comprensione e il controllo dei ragazzi. Comprensione e controllo. Interessante come politica pedagogica.

Le cause connesse a questo fenomeno sono molteplici: mancanza di fiducia
in se stessi, assenza di valori, noia, appiattimento della personalità
all’interno delle logiche di un gruppo ... E ancora: modelli educativi sbagliati,
messaggi mediatici che sembrano legittimare la sperimentazione dell’uso di
droghe, suscitando curiosità e creando confusione.


Qui, improvvisandosi psicologi, gli "illuminati" ci spiegano le CAUSE dell'uso (senza pero' specificare il tipo di uso, cosa importnate per gli adolescenti, che generalmente non sono consumatori accaniti, ma provano e sperimentano, data l'età e che quindi sono al massimo occasionali). Facciamo attenzione alle "categorie" utilizzate: sufficientemente ampie per farvi rientrare l'intero mondo giovane tra i 13 e i 16 anni, ma sufficientemente riprovevoli da meritare attenzione. Sono le cosiddette prove della vita, o meglio quei compiti evolitivi che ognuno deve compiere e che in questo caso sono parte dei riti di passaggio dell'età adolescenziale: lo stare fuori o dentro ad un gruppo, il misurarsi con la propria identità, con i valori della società, ecc. Ma diventano in questa luce, fonte di pericolo.

La cultura dello “sballo” troppo spesso indotta e promulgata da
irresponsabili e deleteri falsi miti porta i giovani a sottovalutare gli effetti
devastanti di tutte le droghe quali la cannabis, la cocaina, le amfetamine
l’exctasy e l’eroina, il tutto aggravato dal fatto che i giovani assuntori di
micidiali cocktail di droghe attraverso lo spinello o attraverso altri metodi
diversi dalla siringa non si sentono tossici.


Attenzione alle parole: "falsi miti". Ovvero un giudizio di sostanza rispetto a quel che è il confronto con la dimensione mitologica dell'età adolescenziale. Se ci sono falsi miti, ce ne sono anche di veri. E considerando la cultura politica di quell'amministrazione, non si fa fatica a capire quali siano. Le droghe poi vengono qui per la prima volta acostate tutte insieme. Il concetto verrà ripreso piu' tardi. Vi è poi un errore formale e sostanziale, ovvero identificare lo "spinello" come il veicolo attraverso cui vengono assunti i cocktail. Lo spinello è una cosa identificabile ed è una delle modalità di assunzione della cannabis. Che poi anche altre sostanze possano essere fumate, questo non vuol dire che abbiano lo stesso nome. Poca informazione o confusione voluta?

Drogarsi, invece, non deve essere considerata “normalità”.
Rivendichiamo con forza la funzione della famiglia nella formazione morale
dei giovani, ruolo fondamentale ed inalienabile.


Ecco qui il concetto cui si voleva arrivare. Nel mondo giovanile è considerato "normale drogarsi" e quindi urge un'opera morale da parte delle famiglie. Altra ineccepibile opera pedagogica da Ventennio. A parte che mi si dovrebbe spiegare da quale dato viene assunto il fatto che venga considerato "normale", poi mi pare che qui si stia esplicitando un giudizio, di nuovo, sostanziale di merito e non solo di metodo. Ci son condotte che vanno corrette. E quelle condotte le decidiamo "noi".

Diversamente da quanto si è ritenuto in passato, recenti studi hanno
dimostrato che la cannabis, considerata dai più una droga leggera, e per
questo spesso sperimentata dai giovani con eccessiva facilità, comporta
invece pesanti danni psichici soprattutto se assunta in età evolutiva
.


Quali? Vorrei sapere quali sono questi studi e in che modo confutano le ricerche che portano a ritenere la cannabis una droga leggera o a sperimentarla nelle terapie antidolorifiche. Oppure tutte le politiche antiproibizioniste che gran parte degli stati europei hanno messo in atto. Tutto confutato? E in base a quali indicatori? Di questo non è dato sapere. In ogni caso, con una facilità estrema, viene liquidato ogni dibattito (scientifico, pedagogico, sociologico, psicologico, sanitario) e viene affermata una verità di aprte come verità assoluta.

Pertanto, abbiamo pensato di mettere a disposizione, nelle farmacie della
zona 6, come una libera scelta/opportunità per tutti coloro che ne faranno
richiesta, un tester in grado di rivelare con semplicità l’uso di sostanze
stupefacenti.


Tutte, senza distizione, perche' ovviamente non c'e' piu' distinzione tra cannabis, cocaina e eroina. Tutte droghe, tutti drogati.
Logico no?

L’intenzione è quella di offrire uno spunto alle famiglie per affrontare questo
tema e discuterne insieme ai ragazzi nonché, ci auguriamo, uno strumento
di prevenzione e dissuasione. Troppe volte abbiamo sentito dire “se
l’avessimo saputo prima”.


Lo spunto per affrontare la questione è un test. Attraverso il test si appura l'uso. Questo fa crollare due dinamiche del processo educativo:

-la fiducia: se ti faccio il test non ho fiducia in te e devo appurare, anche solo se ne ho il sospetto, il tuo presunto uso. Un processo alle intenzioni dagli indubbi esiti distruttivi;
-la comprensione del fenomeno: il test è un dato oggettivo che prescinde dal tipo di uso. Non ti dice QUANTO, ma SE. Ovvero non ti dice se ti sei fatto uno spinello per provare con gli amici o se usi abitualmente cannabis. Ogni uso è uguale, ovviamente, per il Comune di Milano.

Che poi si possa sviluppare discussione da un test, mi piacerebbe sapere come gli illuminati ce lo possono giustificare. La frase finale poi è una perla. Di nuovo, l'allarmismo che ci riporta alla mente le immagini del "tossico" irrecuperabile. La parola prevensione diventa un inutile accessorio.

Inoltre, nel caso vi trovaste ad aver l’esigenza di voler parlare con un
interlocutore competente che possa accogliere ed ascoltare i vostri dubbi o
le vostre perplessità e che vi possa indirizzare ove ve ne fosse necessità, ad
esempio nel caso di un test positivo, vi segnaliamo l’esistenza della
LINEA VERDE DROGA 800-458854 , servizio telefonico del Comune di
Milano aperto dal Lunedì al Venerdì dalle 09.00 alle 20.00.
Altro interlocutore da coinvolgere con fiducia è sempre il Medico di Famiglia.
Troverete allegata alla lettera una informativa su quali siano i danni più
comunemente imputabili alle varie sostanze stupefacenti e quali i primi
segnali, che possono essere da Voi osservati, nel momento in cui il ragazzo o
la ragazza si avvicinano all’uso di droghe.


La famiglia ha due aiuti, dopo che ha coattivamente fatto il test ai ragazzi:

Un numero verde in caso di test positivo e l'aiuto del medico. Ecco che si completa la medicalizzazione della faccenda, considerandone gli aspetti medici. Per completare il controllo fai-da-te, ecco poi che LORO ti forniscono i parametri per valutare.

Desideriamo anche ricordare come la eventuale positività del test fatto nella
vostra casa, come la maggioranza dei tests di autodiagnosi, vada
necessariamente riconfermata da un successivo test espletato da un
laboratorio di analisi .


Poi, ovviamente, se ne lavano le mani.

Da che cosa si può capire che un ragazzo si sta avvicinando alla droga?
cambio delle abitudini
repentini sbalzi di umore
difficoltà scolastiche e/o di lavoro
ripetute e frequenti assenze
isolamento
insofferenza
frequentazioni e amicizie diverse
cambi di orari
inusuali richieste di denaro
scomparsa di oggetti da casa
progettualità ridotta
occhi frequentemente arrossati
pupille dilate o ristrette
disturbi del sonno
riduzione dell’appetito


Questi sono gli indicatori che fornisce il Comune. Ovviamente, indicatori generici. Generici, ma non solo. Sono assolutamente omnicomprensivi. Per tre motivi:

-Non si fa cenno sul fatto se questi indicatori debbano essere presenti tutti insieme, in una percentuale data o se ne basti uno solo per far scattare l'allarme. Da qui ne discende l'inutilità dell'elenco, dato che non ci sono gli elementi per considerarlo e la scala di valore.

-Non si fa cenno al fatto che questi indicatori potrebbero essere generati da qualsiasi situazione di difficoltà personale, non necessariamente legata all'assunzione di sostanze. Oppure al fatto che molti di questi indicatori sono propri dell'età evolutiva (cambi di orari o di abitudini, richieste di denaro, progettualità ridotta, ecc...).

-Per una strana operazione cultural-intellettuale le cause diventano effetti e indicatori. Questo elenco infatti è un coacervo di situazioni problematiche e non. Ma soprattutto molti di questi "indicatori", sono di per se' delle condizioni dell'essere, non degli effetti. Diciamo piuttosto che la questione sostanziale è spaventare, come ovunque in questa lettera, e quindi, sovrapponendo cause ed effetti ed accostandoli, si crea la paura verso le sorti del proprio figlio.
Poi il Comune, per aiutare la comprensione delle famiglie, definisce la tipologia delle sostanze.

Cannabis (marijuana-hashish)
La cannabis è una sostanza che solitamente si fuma, ma può essere anche ingerita sia in
abbinamento con dei cibi, sia sotto forma di infuso (the).
A causa dell’uso si rischia di non valorizzare o non gustare la vita da "regolari" e di
cercare di vivere i momenti ricreativi sempre " fumati", in particolar modo se si appartiene
ad un gruppo in cui si fuma spesso.
Sono presenti effetti sull'apparato respiratorio, il sistema immunitario risulta essere
depresso e si possono presentare manie di persecuzione.
Spesso si hanno tachicardia, mal di testa o senso di stanchezza.
Non esiste il concetto di droga pesante e leggera: dagli ultimi dati della letteratura, anche
la cannabis induce dipendenza psicologica e fisica con alterazioni delle funzioni cognitive.
“Si dice” che l'uso di hashish e marijuana non conduce all’uso di altre sostanze, ma è certo
che la stragrande maggioranza dei tossicodipendenti ha iniziato fumando lo “spinello”.


A parte gli effetti descritti in maniera sommaria, la cosa importante è l'ultima:
Il comune finalmente scopre le carte. Non esiste nessuna differenza tra le sostanze. Non esistono droghe pesanti e leggere. Sono tutte uguali. Poi si scade nelle falsità: secondo il comune di Milano, la cannabis induce dipendenza psicologica e *fisica*. La dipendenza fisica ha una precisa definizione, e nel mondo non è assolutamente accettato il criterio di dipendenza fisica associato alla cannabis.
Anche perchè esso non è assolutamente declinato a livello definitorio nella lettera.
Poi la frase finale è una perla: chi si droga, ha iniziato con lo spinello. Come se fosse un dato sostanziale. Percentuali analoghe valgono per chi NON si droga. Quindi non è un criterio sostanziale per determinare un rischio.

Cocaina
Per morirne non c'è bisogno di un overdose: può essere fatale indipendentemente dalla
quantità assunta perché può provocare improvvisi infarti, ictus, arresti cardiaci, edemi
polmonari.
La cocaina è una droga i cui effetti si pagano poi con danni fisici e psicologici:
rallentamento, depressione, senso di inadeguatezza che possono essere anche molto
gravi e talvolta irreversibili.


Invece per quanto riguarda la cocaina, non si spendono piu' di tante parole. La cocaina, i cui prezzi sono dimezzati negli ultimi anni, e che il rapporto annuale sullo stato delle dipendenze indica come che ha avuto la diffusione maggiore negli ultimi anni, viene menzionata con sufficienza. Qui si capiscono i veri fini della politica comunale tesa a legittimare la presa di mira di alcuna sostanze piuttosto che altre (le droghe di prestazione) piu' socialmente accettate.

Eroina
L'eroina può essere assunta con il “buco” o “sniffata”.
Può provocare nausea, vomito, restringimento delle pupille, disturbi respiratori e
circolatori.
L'eroina dà rapidamente dipendenza fisica e psichica e genera crisi di astinenza che si
manifestano in genere dopo circa 8 ore dall'ultima assunzione con nausea, agitazione,
ansia, sbadigli, sudorazione, lacrimazione, insonnia, crampi e dolori diffusi.
Provoca inoltre decadimento delle condizioni fisiche generali: vulnerabilità alle malattie, si
mangia poco e male, i denti si cariano, e nelle donne sono frequenti le irregolarità
mestruali.
Con il buco, usando siringhe in comune con altri, ci si può ammalare di epatite e di AIDS.


Nessun riferimento agli usi piu' di tendenza ultimamente, ovvero all'utilizzo combinato con la cocaina, per calmarne gli effetti negativi. Un uso pericolosissimo. Ma che evidentemente non interessa il comune.

Ecstasy

Troppe incognite rendono particolarmente rischioso l'uso di questa sostanza.
Chi si sente insicuro, malinconico o addirittura "depresso" dovrebbe evitarne, più di
chiunque altro, l’assunzione poiché l'insicurezza si può trasformare in paranoia.
Molti aumentano la quantità delle pasticche per aumentare gli effetti, ma in questo modo è
facile procurarsi uno sballo pericolosamente "speed": lo "sballo nervoso che fa venire
l'ansia" con "attacchi di panico" cioè la sensazione di "stare per morire".
Sono possibili gravi danni al fegato anche per assunzione di una singola compressa.
L’assunzione cronica determina alterazioni delle capacità di apprendimento, della memoria
e modificazioni del carattere e del comportamento.


Di nuovo solo la definizione clinica. Nessuna contestualizzazione.

Amfetamine
Le Amfetamine sono sostanze stimolanti, dopo l’uso ci si sente molto stanchi e depressi,
irritabili, con spiacevoli sensazioni fisiche: allora si assume altra amfetamina, ma si
comincia a soffrire della mancanza di sonno, si diventa sospettosi si hanno allucinazioni e
paranoie.
Assunzioni ripetute, portano ad uno stato di confusione mentale, dove depressione e
aggressività inducono all'isolamento oppure a compiere azioni che possono avere
conseguenze anche gravi.


Di nuovo nessuna contestualizzazione, di nuovo un trattamento che le fa assomigliare alle restanti sostanze. Tanto tutte le sostanze sono uguali.

In tutto questo nessun riferimento ad altre sostanze la cui assunzione avviene ben prima delle "droghe": sigarette, caffe' e alcool. Lungi dal criminalizzarne l'uso, mi permetto di segnalare due cose:

- In quanto droghe accettate queste sostanze non rappresentano evientemente un livello di pericolo per il Comune di Milano. Eppure se uno dei metri di giudizio delle sostanze è la loro azione alterante delle percezioni, entrambe queste sostanze sono associate a comportamenti nei quali viene richiesto uno stato alterato.

-L'alcool in particolare in quanto sostanza che fa parte della cultura italiana si presta a sottovalutazioni pericolose. Ricordo che la metà degli utenti Ser.T. in Italia è utente per problemi alcoolcorrelati. La metà. Piu' dell'eoina. Ricordo anche i proventi che stato e aziende private hanno dal mercato dei giovani, sono interessanti.  


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