ombra

Aggiornamenti genovesi

due parole — Inviato da ombra @ 10:10
24/05/2007 
Mi sono arrivati, con la newsletter di misteriditalia, tre aggiornamenti sui processi 
genovesi. Ora, visto che è un periodo in cui è difficile parlare di quel che 
sta accadendo intorno ai processi, le pubblico qui.
E comunque il sito di supportolegale è sempre abbastanza aggiornato. 
ERA LORENZO MURGOLO (OGGI AL SISMI) IL RESPONSABILE DELL'IRRUZIONE ALLA DIAZ 

A coordinare l'irruzione dei poliziotti nella scuola Diaz, durante le tremende
giornate del G8, era Lorenzo Murgolo, all'epoca vicequestore vicario di
Bologna, nel frattempo promosso - nonostante imputato nel capoluogo ligure - vice
direttore di divisione al Sismi, il servizio segreto militare.
La novità è emersa nell'udienza del 3 maggio scorso nel processo
da tempo in svolgimento a Genova, durante la deposizione di Francesco Colucci,
all'epoca questore del capoluogo ligure, teste dell'accusa per i fatti
accaduti nelle scuole Diaz-Pascoli in cui sono imputati 29 poliziotti.
Murgolo era stato indicato da Ansoino Andreassi, all'epoca vicecapo della
polizia, quale coordinatore e responsabile dell'ordine pubblico, con funzioni
anche di polizia giudiziaria. In quelle giornate Andreassi era il dirigente di
polizia con il grado più alto assieme al prefetto Arnaldo La Barbera.
Colucci, nel corso della sua deposizione in commissione parlamentare, aveva
già fatto il nome di Murgolo, "ma la cosa - ha spiegato - venne
sorvolata".
Mugolo, un poliziotto molto considerato a Bologna, in passato come investigatore
aveva avuto però qualche incertezza. Si era occupato dei delitti della Uno
bianca (suo il blitz nell'albergo di Gaeta che nulla aveva a che fare con la
banda dei fratelli Savi) e della strage del Pilastro che vide finire alla sbarra per
anni degli innocenti.

POLIZIOTTI INDAGATI PER MOLOTOV SCOMPARSE


Alcuni poliziotti sarebbero indagati per la sparizione delle due bottiglie molotov,
fonte di prova a carico di alcuni loro colleghi imputati, di falso e calunnia nel
processo per la sanguinosa irruzione della polizia nella scuola Diaz, durante il G8.
Le due bottiglie incendiarie vennero trovate il 21 luglio del 2001 in una aiuola di
corso Italia dal vicequestore pugliese Pasquale Guaglione che le consegnò al
gen.Valerio Donnini. Le molotov finirono a bordo di un furgone Magnum della polizia,
guidato da Michele Burgio, autista del vicequestore romano Pietro Troiani che,
secondo l'accusa, in serata le avrebbe introdotte nella scuola.
A gennaio, nel corso del processo per i fatti accaduti nell'istituto Diaz, emerse
che le due bottiglie molotov - fonte di prova - forse erano state erroneamente
distrutte. La questura, su richiesta della procura, aveva spiegato nella sua
relazione ai pubblici ministeri che "le due bottiglie non sono piùnella disponibilità del nucleo regionale Artificieri Liguria".
Il giudice Gabrio Barone ordinò quindi alla procura di avviare
un'inchiesta per la sparizione delle due bottiglie incendiarie, poi affidata
al pm Patrizia Petruzziello.

INFERMIERA DI BOLZANETO RISCHIA ACCUSA DI FALSA TESTIMONIANZA

Un'infermiera, Maddalena Ferrara, in servizio nella caserma della Polizia di
Bolzaneto durante il G8 del 2001, sentita come teste della difesa nel processo a
carico di 45 persone, rischia di venire incriminata dai pm per falsa testimonianza.
Dopo la sua deposizione, infatti, i pubblici ministeri Patrizia Petruzziello e
Vittorio Ranieri Miniati hanno chiesto al tribunale la trasmissione del verbale
d'udienza al loro ufficio per iniziare l'azione penale. I giudici si sono
riservati di decidere.
La Ferrara era stata a suo tempo indagata per omissione di denuncia per aver
assistito ad un pestaggio di un detenuto nella stanza dei medici. Ma i pm avevano
chiesto nei suoi confronti l'archiviazione, poi concessa dal Gip.
La teste, che era in servizio in quei giorni nella caserma insieme alla dottoressa
Adriana Mazzoleni, imputata nel processo, nel corso dell'interrogatorio, ha
raccontato cose diverse dagli altri testi, sostenendo che nella caserma tutto era
filato liscio e che non c'erano stati soprusi e violenze a carico dei
detenuti.
L'infermiera ha anche negato fatti ormai acclarati: ad esempio che nella
stanza dei medici fossero presenti anche agenti di polizia penitenziaria, che i
detenuti venissero visitati nudi e obbligati a fare flessioni e che molti arrestati
fossero feriti. La teste non ricordava neppure di aver visto una ragazza con i denti
e la mascella rotta e che era stato soccorso un detenuto a cui era stato spruzzato
in viso del gas urticante.

Ceci n'est pas une pipe

segnalazioni — Inviato da ombra @ 00:53

24/05/2007 

Volevo segnalarvi questo, che ho trovato da un collegamento di fastidio al sito di javier molinero . Ci sono molte cose che mi hanno interessato in quel blog. Ma una la voglio riportare e condividere perchè ha un gioco sotteso che mi ha fatto insieme sorridere e pensare.

No, non è una pippa mentale. :P


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