ombra

Il [cul]to della propria immagine

due parole — Inviato da ombra @ 19:19

27/05/2007 

Come al solito, quando si parla di libertà nel web, il tema appare complesso e le soluzioni semplicistiche rispetto a comportamenti non ritenuti legittimi, si confondono con quella che è la voglia e pretesa di controllo. Un po' come quando accade che un comportamento sociale non ritenuto corretto/valido/legale, generi l'ansia di controllo generale verso quella tipologia di comportamenti. L'immigrato spaccia? Normiamo l'immigrazione. Un corteo sfocia in scontri? Tuteliamo le forze dell'ordine. Il comportamento incriminato diventa cosi' la scusa ed il volano che genere una spinta legalista per bloccare la reiterazione dello stesso comportamento. Ma queste sono considerazioni MACRO.  
Ci sono poi comportamenti MICRO, che sono interessanti dal punto di vista psicologico. Il far parlare di sè in un'oceano come il web è uno degli obiettivi piu' importanti. Con l'avvento poi della blogosfera, una necessità per non scomparire. Ecco che quindi anche in questo caso le strategie singole od associate diventano molteplici. Tra queste, il mettere in campo comportamenti apparentemente nocivi e lesivi di sé, per far parlare de proprio personaggio virtuale o luogo di scrittura.
Non sempre, è vero, si tratta di mecanismi consci o voluti. Ma alcune volte si. Ora, noi non sappiamo se il caso in questione sia di un certo tipo o dell'altro. Fattostà che io personalmente non credo nelle coincidenze, specie se reiterate.
E cosi', un signore (di cui non scriverò su questo blog il nome per non farlo indicizzare di piu', ma sulla cui querelle vi rimando all'articolo di Carmilla ), giornalista e opinionista di alcune riviste, tra cui il Mucchio, ha trovato un mezzo sicuro e facile per far parlare di sé. I luoghi aperti di condivisione di informazioni, sono molti in rete, ma, ovviamente ce ne sono piu' e meno "prestigiosi".  
Cominciamo con calma. Tra il 2005 e il 2006 il Newswire di Indymedia Italia viene inondato da uno dei tanti spammer di articoli ripostati da altri media, tra cui, il blog di quest'uomo. Qui si trova qualcuno di questi "contributi". L'autore dei "pezzi" si arrabbia, perche' i suoi articoli sono stati ripostati su indymedia e commentati. Il problema riguarda la legittimità di prelevare un contenuto da un sito e metterlo su di un'altro dove esso puo' essere smontato o commentato. Il giornalista si arrabbia perchè non vuole questa celebrità, e cosi' facendo entra in campo quel meccanismo che dicevamo prima, che sottolineando un concetto (la non notorietà) giunge all'effetto opposto, ovvero una grande notorietà. Sorprende ad esempio il fatto che in ogni articolo del giornalista fosse ad esempio citata la fonte e l'autore (cosa rara in internet). Questo e tante altre cose fanno rassomigliare il soggetto in questione ad uno di quei tanti personaggi sempre in cerca di notorietà. Il [cul]to della personalità che tanto fa parlare di sé e autocompiacere l'Ego.
In ogni caso la querelle finisce con una denuncia del giornalista, che evidentemente non sopporta i contraddittori. Strano pero' che mentre la sua storia con indymedia è molto travagliata [1]  [2] (forse grazie anche alla notorietà che permetteva indy) quella con altri soggetti non lo è affatto, anzi.
 
In ogni caso ora che indymedia ha chiuso (per inciso come dice Wu Ming 1 , anche per un'incapacità di gestione di tutta l'immondizia che veniva messa online sul sito, anche da personaggi come quello citato), bisognava trovare un altro luogo sufficientemente ampio di visibilità. Ecco che dunque uno degli altri luoghi liberi del web viene preso di mira da questi sedicenti cattivoni che ce l'hanno con il povero giornalista. Il nostro prode si lancia quindi in un'ennesima querela verso wikipedia  per la propria immagine a suo dire danneggiata. E i contatti sul suo sito schizzano in alto.
Negli utimi 14 giorni vesite sul sito sono schizzate su del 79% e le  pagine viste del 96,5%. Non sono bruschette, ovviamente.
Il culto della personalità si nutre anche di questo. Come dicevano nelle teorie delle comunicazioni?
 
Che se ne parli bene, che se ne parli male, l'importante è che se ne parli. Il [cul]to della propria immagine prevale, come ormai è da trend, e prevale sui contenuti. I blog anche a questo portano.
 
Rassegna stampa: PI - La stampa


La lettera del Comune di Milano e il kit antidroga: cerchiamo di smontarli.

due parole, Droga — Inviato da ombra @ 18:40

 25/05/2007

Qualche giorno fa, il Comune di Milano ha iviato a moltissime famiglie milanesi questa lettera [pdf].
Visto che essa appare come una delle nuove politiche contro le sostanze stupefacenti, ammirata da destra e sinistra, e visto che è davvero piena di concetti quantomeno discutibili, ho deciso di cercare di smontarla pezzo per pezzo.
Eccovi quel che è uscito, ovviamente una roba parziale. Seguirà nei prossimi giorni qualche considerazione sugli interessi privati del Comune di Milano e delle aziende produttrici di test antiDROGA.


Gentile famiglia,
l’Assessorato alla Salute del Comune di Milano ed il Consiglio di Zona 6
stanno avviando una campagna informativa finalizzata ad ostacolare la
pratica del consumo di droghe in età adolescenziale, problema epocale per la
nostra Società.


2 concetti importanti:

- Sparisce la pratica della prevenzione (di qualsiasi tipo) e viene introdotto l'istituto dell'"ostacolo", quantomai buffo dal punto di vista educativo e delle politiche sociali. Non si capisce perchè un Comune dovrebbe mettersi ad ostacolare un comportamento. Per questo ci sono organi preposti. L'ostacolo come pratica tra l'altro esce fuori da qualsiasi pratica prevista dalle leggi in materia di servizi sociali, sia essa la 328/00 (Legge quadro nazionale), siano le leggi regionali attuative. Il confronto con le sostanze è repressivo.

- Viene considerato il problema "sostanze"come un problema epocale, sovradeterminandolo e quindi facendolo diventare un problema cui porre dei rimedi. La paura gioca facile e quindi ecco che viene giustificato il kit. In realtà la questione sostanze è al centro del dibattito da 40 almeno, da quando è stato percepito come problema. Cambiano solo le modalità e le tipologie di sostanze assunte.

Per questo motivo stiamo inviando questa lettera a tutte le
famiglie della Zona 6 con ragazzi nella fascia d’età tra i 13 ed i 16 anni.
Noi riteniamo che lo strumento educativo in grado di arginare il fenomeno in
tutti i suoi diversi sviluppi debba esser la famiglia, fonte di supporto, dialogo,
comprensione e controllo per i nostri ragazzi.
I dati sul diffondersi delle tossicodipendenze in età adolescenziale sono
allarmanti: a Milano per l’uso di marijuana come per quello di cocaina, la
soglia di età si è abbassata a tredici anni.


Viene cioè identificata un'area, quella dell'adolescenza, come l'area a rischio e viene identificato un obiettivo: arginare (ricordatevi la parola) il fenomeno. Non si capisce di cosa pero'. Del primo contatto? Dell'assunzione frequente? Dell'uso occasionale?
Viene anche identificata la famiglia come "strumento educativo" (?)(di chi?) per la comprensione e il controllo dei ragazzi. Comprensione e controllo. Interessante come politica pedagogica.

Le cause connesse a questo fenomeno sono molteplici: mancanza di fiducia
in se stessi, assenza di valori, noia, appiattimento della personalità
all’interno delle logiche di un gruppo ... E ancora: modelli educativi sbagliati,
messaggi mediatici che sembrano legittimare la sperimentazione dell’uso di
droghe, suscitando curiosità e creando confusione.


Qui, improvvisandosi psicologi, gli "illuminati" ci spiegano le CAUSE dell'uso (senza pero' specificare il tipo di uso, cosa importnate per gli adolescenti, che generalmente non sono consumatori accaniti, ma provano e sperimentano, data l'età e che quindi sono al massimo occasionali). Facciamo attenzione alle "categorie" utilizzate: sufficientemente ampie per farvi rientrare l'intero mondo giovane tra i 13 e i 16 anni, ma sufficientemente riprovevoli da meritare attenzione. Sono le cosiddette prove della vita, o meglio quei compiti evolitivi che ognuno deve compiere e che in questo caso sono parte dei riti di passaggio dell'età adolescenziale: lo stare fuori o dentro ad un gruppo, il misurarsi con la propria identità, con i valori della società, ecc. Ma diventano in questa luce, fonte di pericolo.

La cultura dello “sballo” troppo spesso indotta e promulgata da
irresponsabili e deleteri falsi miti porta i giovani a sottovalutare gli effetti
devastanti di tutte le droghe quali la cannabis, la cocaina, le amfetamine
l’exctasy e l’eroina, il tutto aggravato dal fatto che i giovani assuntori di
micidiali cocktail di droghe attraverso lo spinello o attraverso altri metodi
diversi dalla siringa non si sentono tossici.


Attenzione alle parole: "falsi miti". Ovvero un giudizio di sostanza rispetto a quel che è il confronto con la dimensione mitologica dell'età adolescenziale. Se ci sono falsi miti, ce ne sono anche di veri. E considerando la cultura politica di quell'amministrazione, non si fa fatica a capire quali siano. Le droghe poi vengono qui per la prima volta acostate tutte insieme. Il concetto verrà ripreso piu' tardi. Vi è poi un errore formale e sostanziale, ovvero identificare lo "spinello" come il veicolo attraverso cui vengono assunti i cocktail. Lo spinello è una cosa identificabile ed è una delle modalità di assunzione della cannabis. Che poi anche altre sostanze possano essere fumate, questo non vuol dire che abbiano lo stesso nome. Poca informazione o confusione voluta?

Drogarsi, invece, non deve essere considerata “normalità”.
Rivendichiamo con forza la funzione della famiglia nella formazione morale
dei giovani, ruolo fondamentale ed inalienabile.


Ecco qui il concetto cui si voleva arrivare. Nel mondo giovanile è considerato "normale drogarsi" e quindi urge un'opera morale da parte delle famiglie. Altra ineccepibile opera pedagogica da Ventennio. A parte che mi si dovrebbe spiegare da quale dato viene assunto il fatto che venga considerato "normale", poi mi pare che qui si stia esplicitando un giudizio, di nuovo, sostanziale di merito e non solo di metodo. Ci son condotte che vanno corrette. E quelle condotte le decidiamo "noi".

Diversamente da quanto si è ritenuto in passato, recenti studi hanno
dimostrato che la cannabis, considerata dai più una droga leggera, e per
questo spesso sperimentata dai giovani con eccessiva facilità, comporta
invece pesanti danni psichici soprattutto se assunta in età evolutiva
.


Quali? Vorrei sapere quali sono questi studi e in che modo confutano le ricerche che portano a ritenere la cannabis una droga leggera o a sperimentarla nelle terapie antidolorifiche. Oppure tutte le politiche antiproibizioniste che gran parte degli stati europei hanno messo in atto. Tutto confutato? E in base a quali indicatori? Di questo non è dato sapere. In ogni caso, con una facilità estrema, viene liquidato ogni dibattito (scientifico, pedagogico, sociologico, psicologico, sanitario) e viene affermata una verità di aprte come verità assoluta.

Pertanto, abbiamo pensato di mettere a disposizione, nelle farmacie della
zona 6, come una libera scelta/opportunità per tutti coloro che ne faranno
richiesta, un tester in grado di rivelare con semplicità l’uso di sostanze
stupefacenti.


Tutte, senza distizione, perche' ovviamente non c'e' piu' distinzione tra cannabis, cocaina e eroina. Tutte droghe, tutti drogati.
Logico no?

L’intenzione è quella di offrire uno spunto alle famiglie per affrontare questo
tema e discuterne insieme ai ragazzi nonché, ci auguriamo, uno strumento
di prevenzione e dissuasione. Troppe volte abbiamo sentito dire “se
l’avessimo saputo prima”.


Lo spunto per affrontare la questione è un test. Attraverso il test si appura l'uso. Questo fa crollare due dinamiche del processo educativo:

-la fiducia: se ti faccio il test non ho fiducia in te e devo appurare, anche solo se ne ho il sospetto, il tuo presunto uso. Un processo alle intenzioni dagli indubbi esiti distruttivi;
-la comprensione del fenomeno: il test è un dato oggettivo che prescinde dal tipo di uso. Non ti dice QUANTO, ma SE. Ovvero non ti dice se ti sei fatto uno spinello per provare con gli amici o se usi abitualmente cannabis. Ogni uso è uguale, ovviamente, per il Comune di Milano.

Che poi si possa sviluppare discussione da un test, mi piacerebbe sapere come gli illuminati ce lo possono giustificare. La frase finale poi è una perla. Di nuovo, l'allarmismo che ci riporta alla mente le immagini del "tossico" irrecuperabile. La parola prevensione diventa un inutile accessorio.

Inoltre, nel caso vi trovaste ad aver l’esigenza di voler parlare con un
interlocutore competente che possa accogliere ed ascoltare i vostri dubbi o
le vostre perplessità e che vi possa indirizzare ove ve ne fosse necessità, ad
esempio nel caso di un test positivo, vi segnaliamo l’esistenza della
LINEA VERDE DROGA 800-458854 , servizio telefonico del Comune di
Milano aperto dal Lunedì al Venerdì dalle 09.00 alle 20.00.
Altro interlocutore da coinvolgere con fiducia è sempre il Medico di Famiglia.
Troverete allegata alla lettera una informativa su quali siano i danni più
comunemente imputabili alle varie sostanze stupefacenti e quali i primi
segnali, che possono essere da Voi osservati, nel momento in cui il ragazzo o
la ragazza si avvicinano all’uso di droghe.


La famiglia ha due aiuti, dopo che ha coattivamente fatto il test ai ragazzi:

Un numero verde in caso di test positivo e l'aiuto del medico. Ecco che si completa la medicalizzazione della faccenda, considerandone gli aspetti medici. Per completare il controllo fai-da-te, ecco poi che LORO ti forniscono i parametri per valutare.

Desideriamo anche ricordare come la eventuale positività del test fatto nella
vostra casa, come la maggioranza dei tests di autodiagnosi, vada
necessariamente riconfermata da un successivo test espletato da un
laboratorio di analisi .


Poi, ovviamente, se ne lavano le mani.

Da che cosa si può capire che un ragazzo si sta avvicinando alla droga?
cambio delle abitudini
repentini sbalzi di umore
difficoltà scolastiche e/o di lavoro
ripetute e frequenti assenze
isolamento
insofferenza
frequentazioni e amicizie diverse
cambi di orari
inusuali richieste di denaro
scomparsa di oggetti da casa
progettualità ridotta
occhi frequentemente arrossati
pupille dilate o ristrette
disturbi del sonno
riduzione dell’appetito


Questi sono gli indicatori che fornisce il Comune. Ovviamente, indicatori generici. Generici, ma non solo. Sono assolutamente omnicomprensivi. Per tre motivi:

-Non si fa cenno sul fatto se questi indicatori debbano essere presenti tutti insieme, in una percentuale data o se ne basti uno solo per far scattare l'allarme. Da qui ne discende l'inutilità dell'elenco, dato che non ci sono gli elementi per considerarlo e la scala di valore.

-Non si fa cenno al fatto che questi indicatori potrebbero essere generati da qualsiasi situazione di difficoltà personale, non necessariamente legata all'assunzione di sostanze. Oppure al fatto che molti di questi indicatori sono propri dell'età evolutiva (cambi di orari o di abitudini, richieste di denaro, progettualità ridotta, ecc...).

-Per una strana operazione cultural-intellettuale le cause diventano effetti e indicatori. Questo elenco infatti è un coacervo di situazioni problematiche e non. Ma soprattutto molti di questi "indicatori", sono di per se' delle condizioni dell'essere, non degli effetti. Diciamo piuttosto che la questione sostanziale è spaventare, come ovunque in questa lettera, e quindi, sovrapponendo cause ed effetti ed accostandoli, si crea la paura verso le sorti del proprio figlio.
Poi il Comune, per aiutare la comprensione delle famiglie, definisce la tipologia delle sostanze.

Cannabis (marijuana-hashish)
La cannabis è una sostanza che solitamente si fuma, ma può essere anche ingerita sia in
abbinamento con dei cibi, sia sotto forma di infuso (the).
A causa dell’uso si rischia di non valorizzare o non gustare la vita da "regolari" e di
cercare di vivere i momenti ricreativi sempre " fumati", in particolar modo se si appartiene
ad un gruppo in cui si fuma spesso.
Sono presenti effetti sull'apparato respiratorio, il sistema immunitario risulta essere
depresso e si possono presentare manie di persecuzione.
Spesso si hanno tachicardia, mal di testa o senso di stanchezza.
Non esiste il concetto di droga pesante e leggera: dagli ultimi dati della letteratura, anche
la cannabis induce dipendenza psicologica e fisica con alterazioni delle funzioni cognitive.
“Si dice” che l'uso di hashish e marijuana non conduce all’uso di altre sostanze, ma è certo
che la stragrande maggioranza dei tossicodipendenti ha iniziato fumando lo “spinello”.


A parte gli effetti descritti in maniera sommaria, la cosa importante è l'ultima:
Il comune finalmente scopre le carte. Non esiste nessuna differenza tra le sostanze. Non esistono droghe pesanti e leggere. Sono tutte uguali. Poi si scade nelle falsità: secondo il comune di Milano, la cannabis induce dipendenza psicologica e *fisica*. La dipendenza fisica ha una precisa definizione, e nel mondo non è assolutamente accettato il criterio di dipendenza fisica associato alla cannabis.
Anche perchè esso non è assolutamente declinato a livello definitorio nella lettera.
Poi la frase finale è una perla: chi si droga, ha iniziato con lo spinello. Come se fosse un dato sostanziale. Percentuali analoghe valgono per chi NON si droga. Quindi non è un criterio sostanziale per determinare un rischio.

Cocaina
Per morirne non c'è bisogno di un overdose: può essere fatale indipendentemente dalla
quantità assunta perché può provocare improvvisi infarti, ictus, arresti cardiaci, edemi
polmonari.
La cocaina è una droga i cui effetti si pagano poi con danni fisici e psicologici:
rallentamento, depressione, senso di inadeguatezza che possono essere anche molto
gravi e talvolta irreversibili.


Invece per quanto riguarda la cocaina, non si spendono piu' di tante parole. La cocaina, i cui prezzi sono dimezzati negli ultimi anni, e che il rapporto annuale sullo stato delle dipendenze indica come che ha avuto la diffusione maggiore negli ultimi anni, viene menzionata con sufficienza. Qui si capiscono i veri fini della politica comunale tesa a legittimare la presa di mira di alcuna sostanze piuttosto che altre (le droghe di prestazione) piu' socialmente accettate.

Eroina
L'eroina può essere assunta con il “buco” o “sniffata”.
Può provocare nausea, vomito, restringimento delle pupille, disturbi respiratori e
circolatori.
L'eroina dà rapidamente dipendenza fisica e psichica e genera crisi di astinenza che si
manifestano in genere dopo circa 8 ore dall'ultima assunzione con nausea, agitazione,
ansia, sbadigli, sudorazione, lacrimazione, insonnia, crampi e dolori diffusi.
Provoca inoltre decadimento delle condizioni fisiche generali: vulnerabilità alle malattie, si
mangia poco e male, i denti si cariano, e nelle donne sono frequenti le irregolarità
mestruali.
Con il buco, usando siringhe in comune con altri, ci si può ammalare di epatite e di AIDS.


Nessun riferimento agli usi piu' di tendenza ultimamente, ovvero all'utilizzo combinato con la cocaina, per calmarne gli effetti negativi. Un uso pericolosissimo. Ma che evidentemente non interessa il comune.

Ecstasy

Troppe incognite rendono particolarmente rischioso l'uso di questa sostanza.
Chi si sente insicuro, malinconico o addirittura "depresso" dovrebbe evitarne, più di
chiunque altro, l’assunzione poiché l'insicurezza si può trasformare in paranoia.
Molti aumentano la quantità delle pasticche per aumentare gli effetti, ma in questo modo è
facile procurarsi uno sballo pericolosamente "speed": lo "sballo nervoso che fa venire
l'ansia" con "attacchi di panico" cioè la sensazione di "stare per morire".
Sono possibili gravi danni al fegato anche per assunzione di una singola compressa.
L’assunzione cronica determina alterazioni delle capacità di apprendimento, della memoria
e modificazioni del carattere e del comportamento.


Di nuovo solo la definizione clinica. Nessuna contestualizzazione.

Amfetamine
Le Amfetamine sono sostanze stimolanti, dopo l’uso ci si sente molto stanchi e depressi,
irritabili, con spiacevoli sensazioni fisiche: allora si assume altra amfetamina, ma si
comincia a soffrire della mancanza di sonno, si diventa sospettosi si hanno allucinazioni e
paranoie.
Assunzioni ripetute, portano ad uno stato di confusione mentale, dove depressione e
aggressività inducono all'isolamento oppure a compiere azioni che possono avere
conseguenze anche gravi.


Di nuovo nessuna contestualizzazione, di nuovo un trattamento che le fa assomigliare alle restanti sostanze. Tanto tutte le sostanze sono uguali.

In tutto questo nessun riferimento ad altre sostanze la cui assunzione avviene ben prima delle "droghe": sigarette, caffe' e alcool. Lungi dal criminalizzarne l'uso, mi permetto di segnalare due cose:

- In quanto droghe accettate queste sostanze non rappresentano evientemente un livello di pericolo per il Comune di Milano. Eppure se uno dei metri di giudizio delle sostanze è la loro azione alterante delle percezioni, entrambe queste sostanze sono associate a comportamenti nei quali viene richiesto uno stato alterato.

-L'alcool in particolare in quanto sostanza che fa parte della cultura italiana si presta a sottovalutazioni pericolose. Ricordo che la metà degli utenti Ser.T. in Italia è utente per problemi alcoolcorrelati. La metà. Piu' dell'eoina. Ricordo anche i proventi che stato e aziende private hanno dal mercato dei giovani, sono interessanti.  


Aggiornamenti genovesi

due parole — Inviato da ombra @ 10:10
24/05/2007 
Mi sono arrivati, con la newsletter di misteriditalia, tre aggiornamenti sui processi 
genovesi. Ora, visto che è un periodo in cui è difficile parlare di quel che 
sta accadendo intorno ai processi, le pubblico qui.
E comunque il sito di supportolegale è sempre abbastanza aggiornato. 
ERA LORENZO MURGOLO (OGGI AL SISMI) IL RESPONSABILE DELL'IRRUZIONE ALLA DIAZ 

A coordinare l'irruzione dei poliziotti nella scuola Diaz, durante le tremende
giornate del G8, era Lorenzo Murgolo, all'epoca vicequestore vicario di
Bologna, nel frattempo promosso - nonostante imputato nel capoluogo ligure - vice
direttore di divisione al Sismi, il servizio segreto militare.
La novità è emersa nell'udienza del 3 maggio scorso nel processo
da tempo in svolgimento a Genova, durante la deposizione di Francesco Colucci,
all'epoca questore del capoluogo ligure, teste dell'accusa per i fatti
accaduti nelle scuole Diaz-Pascoli in cui sono imputati 29 poliziotti.
Murgolo era stato indicato da Ansoino Andreassi, all'epoca vicecapo della
polizia, quale coordinatore e responsabile dell'ordine pubblico, con funzioni
anche di polizia giudiziaria. In quelle giornate Andreassi era il dirigente di
polizia con il grado più alto assieme al prefetto Arnaldo La Barbera.
Colucci, nel corso della sua deposizione in commissione parlamentare, aveva
già fatto il nome di Murgolo, "ma la cosa - ha spiegato - venne
sorvolata".
Mugolo, un poliziotto molto considerato a Bologna, in passato come investigatore
aveva avuto però qualche incertezza. Si era occupato dei delitti della Uno
bianca (suo il blitz nell'albergo di Gaeta che nulla aveva a che fare con la
banda dei fratelli Savi) e della strage del Pilastro che vide finire alla sbarra per
anni degli innocenti.

POLIZIOTTI INDAGATI PER MOLOTOV SCOMPARSE


Alcuni poliziotti sarebbero indagati per la sparizione delle due bottiglie molotov,
fonte di prova a carico di alcuni loro colleghi imputati, di falso e calunnia nel
processo per la sanguinosa irruzione della polizia nella scuola Diaz, durante il G8.
Le due bottiglie incendiarie vennero trovate il 21 luglio del 2001 in una aiuola di
corso Italia dal vicequestore pugliese Pasquale Guaglione che le consegnò al
gen.Valerio Donnini. Le molotov finirono a bordo di un furgone Magnum della polizia,
guidato da Michele Burgio, autista del vicequestore romano Pietro Troiani che,
secondo l'accusa, in serata le avrebbe introdotte nella scuola.
A gennaio, nel corso del processo per i fatti accaduti nell'istituto Diaz, emerse
che le due bottiglie molotov - fonte di prova - forse erano state erroneamente
distrutte. La questura, su richiesta della procura, aveva spiegato nella sua
relazione ai pubblici ministeri che "le due bottiglie non sono piùnella disponibilità del nucleo regionale Artificieri Liguria".
Il giudice Gabrio Barone ordinò quindi alla procura di avviare
un'inchiesta per la sparizione delle due bottiglie incendiarie, poi affidata
al pm Patrizia Petruzziello.

INFERMIERA DI BOLZANETO RISCHIA ACCUSA DI FALSA TESTIMONIANZA

Un'infermiera, Maddalena Ferrara, in servizio nella caserma della Polizia di
Bolzaneto durante il G8 del 2001, sentita come teste della difesa nel processo a
carico di 45 persone, rischia di venire incriminata dai pm per falsa testimonianza.
Dopo la sua deposizione, infatti, i pubblici ministeri Patrizia Petruzziello e
Vittorio Ranieri Miniati hanno chiesto al tribunale la trasmissione del verbale
d'udienza al loro ufficio per iniziare l'azione penale. I giudici si sono
riservati di decidere.
La Ferrara era stata a suo tempo indagata per omissione di denuncia per aver
assistito ad un pestaggio di un detenuto nella stanza dei medici. Ma i pm avevano
chiesto nei suoi confronti l'archiviazione, poi concessa dal Gip.
La teste, che era in servizio in quei giorni nella caserma insieme alla dottoressa
Adriana Mazzoleni, imputata nel processo, nel corso dell'interrogatorio, ha
raccontato cose diverse dagli altri testi, sostenendo che nella caserma tutto era
filato liscio e che non c'erano stati soprusi e violenze a carico dei
detenuti.
L'infermiera ha anche negato fatti ormai acclarati: ad esempio che nella
stanza dei medici fossero presenti anche agenti di polizia penitenziaria, che i
detenuti venissero visitati nudi e obbligati a fare flessioni e che molti arrestati
fossero feriti. La teste non ricordava neppure di aver visto una ragazza con i denti
e la mascella rotta e che era stato soccorso un detenuto a cui era stato spruzzato
in viso del gas urticante.

Ceci n'est pas une pipe

segnalazioni — Inviato da ombra @ 00:53

24/05/2007 

Volevo segnalarvi questo, che ho trovato da un collegamento di fastidio al sito di javier molinero . Ci sono molte cose che mi hanno interessato in quel blog. Ma una la voglio riportare e condividere perchè ha un gioco sotteso che mi ha fatto insieme sorridere e pensare.

No, non è una pippa mentale. :P


La tristezza di Torino

Nolimpix — Inviato da ombra @ 18:56

23/05/2007 

Leggendo un po' di cose qua e la' su quel che sta accadendo a Torino, il commento è uno solo: Tristezza.
Mi riferisco alla situazione di crescente repressione che sta coinvolgendo quella che viene definita l'area anarchica torinese.
Su di un bello schema con tanto di grafica nerd, la stampa ci spiega chi siano, questi anarchici. Sfruttando le fini doti si statistici i giornalisti alla Numa style, ci avvisano di quanto sia pericolosa quest'area di persone che si nasconde tra le vecchie case, nei tombini e nei cortei, e che ogni giorno trama piani eversivi.
D'altronde le cose non vengono mai accostate per il verso giusto.
La cosa per me inconcepibile pero', non sono gli schemini di Numa o le sparate che fa, sbagliando pure i riferimenti web (contro-informazione.info non esiste), ma la tristezza cui sono giunti i "movimenti" torinesi. Un livello oserei dire quasi penoso, che invece di cominciare a produrre i propri percorsi, si preoccupa di stare dietro alla cronaca ed ai PM. Una domanda avrei da porre a chi continua a sbraitare dopo le inchieste e gli avvisi mafiosi di Petronzi e PM vari: ma cosa vi aspettavate? Cioe' ma che senso ha continuare a riempirsi la bocca di paroloni. I PM si sà che cosa fanno. La DIGOS si sà come agisce. Gridare al complotto contro gli anarchici è semplice. E invece di cominciare ad analizzare la situazione ed a capire come mai la GENTE plaude a 200 (duecento) agenti in piu', perchè cosi' si sente piu' sicura, si gioca e si sta al gioco.g

Già, perche' è proprio uno stare al gioco, quello che vedo. Ognuno recita la sua parte. Dagli squatter ai PM. Storie già viste e riviste, e nel contempo nessuna capacità di parlare a nessuno. Bello vivere nel ghetto.
Per fare un esempio della tristezza di questo momento basta guardare ad una questione: le Olimpiadi. Usate a pretesto da millemila movimenti più o meno "cattivi", tutti a contestarne i presupposti e le devastazioni che producevano. Passato il santo poi, tutti muti. Non ho visto e sentito piu' nulla. Eppure ce ne sarebbero di cose da dire, a partire dallo scempio delle montagne che continua (perche' l'onda olimpica non si è fermata), continuando con gli scandali economici che sta producendo e con i tagli alle spese sociali che produce. L'olimpiade e il suo carico di morte non è piu' attuale e come nel peggior canale televisivo, è meglio proseguire con la diretta e con quello che produce. Peccato che continui il cosiddetto "spirito olimpico", ovvero quella cosa che moltiplica i soldini nel portafoglio dei soliti e che permette a Torino di continuare a vivere nell'irrealtà di un sogno che non potrà conseguire se non a spese altissime.
L'agenda 365 e l'Olimpic Park sono delle tragedie peggiori dell'olimpiade contro cui erano tutti. Ma ora non fa notizia.
Che merda quando i movimenti seguono gli schemi mediatici. Tutti. A partire da chi riporta gli articoli della stampa, aggiungendovi i link e facendoli diventare un ipertesto. E' la metafora della bassezza a cui ci si è ridotti.


La Terremoto de Alcorcón

segnalazioni — Inviato da ombra @ 19:02

20/05/2007 

Premetto che sono amante del trash con stile. Premetto che sono anche amante del trash in lingua spagnola.

Dopo il successo ormai indiscusso di Tata Golosa e della sua Micromania, direi che è indubbio il dovere di segnalare una grande artista spagnola, La Terremoto de Alcorcón,  che pero' si diletta in cover audio/video. La più celebre è quella di Madonna - Hung Up.

Ecco prima il video di Madonna, e poi la geniale riproduzione.


Da notare che La Terremoto de Alcorcón ha anche un sito su Myspace. Non so se mi spiego.

Fare le cose, ma con stile.  Grazie ad Ag0n|4 per le segnalazioni.


Fare un Orto - Parte II - Concimare

Orti e autoproduzioni — Inviato da ombra @ 12:19

20/05/2007 

caccaSeconda lezione sull'orto. Quest'oggi parliamo di concimi. Ogni orto, specialmente se reiterato su di uno stasso terreno, ha bisogno di integrare le risorse consumate.

Ci sono tre tipologie di concimi, a seconda di quanto si vuole intervenire sul terreno e sui suoi equilibri: falciato, escrementizio, chimico.

Il falciato non è altro che il posizionare erba e fieno tagliati altrove o nell'orto, sul terreno dove sorgono le piante. Questo comporta due vantaggi: gli elementi reintegrati sono propri di quel terreno e non di altri; inoltre la posizione dell'erba in quel punto evita che altra erba cresca. La controindicazione è che si tratta di un concime povero e che non reintegra molto la terra. Va bene, ad esempio per terreni ricchi e umidi.

I concimi che derivano dagli escrementi sono molto potenti. I fosfati contenuti sarebbero in grado di bruciare le radici delle piante. Per questo non va mai messo puro e di solito si lascia riposare un anno accumulato per terra, per poi spargerlo nell'orto. Ci sono due modi per concimare in questo modo: subito dopo aver girato la terra spargendolo a caso, oppure una volta posizionati i piantini, sistemandolo nei solchi di irrigazione (ne parleremo poi).  La controindicazione importante è che si dovrebbe conoscere chi ti dà il concime, perche' le vacche di solito non sono allevate con mangimi molto sani. Molto indicati i concimi che arrivano da vacche allevate sui prati :). Di questa famiglia consideriamo anche i compostaggi casalinghi. Sono pur sempre prodotti animali :P

I concimi chimici hanno piu' controindicazioni che altro. Deprivano la terra e la rendono spesso dipendente dalla sostanza. Sono indicati per chi non vuole sbattersi o sporcarsi :P

Scegliere il concime, vuol dire determinare il grado di genuinita del terreno e dei prodotti. Non è una cosa di secondo piano e soprattutto sottende una modalità fondamentale di rapportarsi con il reale.

PS un altro metodo che funziona tantissimo sono i fondi del caffe'.. ma dipende dal consumo personale :) 


I don't wanna live in a supermarket life

due parole — Inviato da ombra @ 19:41

18/05/2007

Recita una canzone di un gruppo di miei amici [The Pellicans]:

"I don't wanna live in a supermaket life

I don't wanna live in a supermarket world"  

Beh. Se la vita oggi assume sempre più i contorni sfumati e flessibili degli scaffali delle catene dei centri commerciali, anche la socialità che ci appartiene, ne risente. Oggi le chiese laiche prendono il posto delle chiese tradizionali. I centri commerciali diventano il fulcro dei bisogni e delle possibilità di consumo e socialità. Così succede ad esempio alle Gru.

Ma è solo un caso tra tanti. La Supermarket Way of Life che stiamo importando con tanta compiacenza, trasforma i nostri legami e le nostre aspirazioni. Ovviamente non siamo ancora a esagerazioni come questa, ma anche poco tempo fa, i centri commerciali così come li conosciamo oggi, ci parevano un'assurdità.

E la questione non si racchiude nei soli centri commerciali. Il nostro "stile di vita" ne risente. Ad esempio l'approccio che abbiamo su internet


Indymedia Toscana e Napoli

segnalazioni — Inviato da ombra @ 10:37

16/05/2007

Vabbè, due righe veloci tra mille sbattimenti.indymedia

Nell'ultimo mese Indymedia Italia sembra pian piano dare segni di vita e risorgere da quella che è stata la chiusura-ripensamento del progetto nel novembre scorso. Ovviamente con tempi che non sono proprio in linea con quelli della rete, nel senso che molti speravano nella riapertura quasi immediata e nel riciclo diretto, per non privare la rete di quello spazio di informazione autogestita e al di sopra delle parti e fazioni dei cosiddetti movimenti.

Piano piano, seguendo i tempi e i percorsi che man mano sui territori si sono andati configurando, rinascono i progetti locali che rispecchiano quelli che erano i "vecchi" nodi di Indymedia Italia.

Ecco dunque che oggi son contento, aprendo l'e-mail e vedendo che il secondo progetto locale ha preso vita e corpo digitale.

Dopo l'apertura di Indymedia Toscana il mese scorso, anche Indymedia Napoli riapre i battenti.

Big Big Up \o/ 

PS... Maradona nel banner però comincia ad essere stantìo. Quasi scontato. 


Ultrasuoni anti writers

due parole — Inviato da ombra @ 18:16

 11/05/2007

Questa mattina spulciavo i quotidiano on line e mi è apparsa questa notiziola, che a quanto pare ha tutte le premesse per divenire il primo di molti casi. Si tratta del comune di Ginevra che ha predisposto un sistema di ultrasuoni per proteggere il Palazzo comunale da writers e feccia varia. Un modo del tutto nuovo di affrontare le tematiche ed i conflitti metropolitani. Una metodologia preventiva e decisamente invasiva. Un ultrasuono molto selettivo in grado di essere percepibile solo dagli under 30. Era da un po' che si parlava di armi non convenzionali per l'ordine pubblico, sia per la sua gestione in caso di guerriglia e/o conflitto, sia, evidentemente, per l'ordine e la pulizia degli edifici. Mentre a Como i writers se va bene muoiono sotto un treno, se va male muore per mano di un vigile[vigilantes], nella più civile Svizzera, i writers vengono inibiti. La civiltà che avanza. Orwel sorride.


Fare un Orto - Parte I - Girare la Terra

Orti e autoproduzioni — Inviato da ombra @ 18:30

09/05/2007

Allora, visto che il mio progetto dell'orto sta andando pian pianino e con molte difficoltà, mi piacerebbe cominciare a condividere le tecniche di coltivazione su questo blog, per fare due cose:

imparare tecniche altrui e fare una sorta di mini-guida per l'utilizzo e la costruzione di un orto, utilizzabile anche da quelli che piantano le piantine sul balcone.

Riepiloghiamo i passi che sono stati compiuti fino ad adesso. Io non credo nelle dimensioni di sfruttamento della maggior parte delle possibilità produttive della terra. Ci son persone che incominciano da marzo ad arare, seminare e coltivare. A me questa logica non piace molto. Mi interessa molto piu' non stressare le piante e c'entrare il loro ciclo produttivo nel pieno dell'energia.

Per questo secondo me il periodo migliore per girare la prima volta la terra è metà aprile [ovviamente per il clima proprio di dove sto io, alle pendici delle Alpi Cozie]. Cominciamo con il girare la terra.

Come si gira la terra? Puo' sembrare una domanda banale e scontata. Partiamo dagli strumenti. I più comuni sono due: la vanga e la zappa. Il primo strumento è costituito da una lama di metallo attaccata verticalmente su di un bastone. La posizione della lama , consente agevolmente a chi lavora la terra di tagliare le zolle e lo strato di radici e humus che si crea normalmente in un prato. Anche la zappa consente di fare la stessa cosa , ma la lama questa volta è posta perpendicolarmente al bastone. Sostanzialmente i due strumenti si utilizzano a seconda del tipo di terreno che si ha di fronte: se il terreno è piano, la vanga consente di fare meno sforzo e di andare piu' in profondità. Se il terreno è inclinato, ovviamente, è la zappa ad essere lo strumento preferenziale. Idem per la composizione del terreno: più è pietroso e più si dovrà darci dento con la zappa [quando non con il piccone]. C'e' da dire che molti contadini oggi usano la motozzappa comunemente, scaricando il piu' delle volte, kili di nafta direttamente sulle zolle... Ecco... sarebbe preferibile non farlo...

Alcuni consigli utili per chi gira la terra: ci sono molte scuole di pensiero in merito al come e quanto girare la terra. 

Come. Molti sostengono che le zolle di erba non vadano scartate. Quando si gira la terra succede che capitino cose di questo genere. E' raccomandabile, con una zappa, spezzettare queste zolle e girarle in modo che l'erba stia sotto terra e contribuisca, andando in putrefazione a concimare la terra. Bisogna tuttavia fare attenzione a non lasciare troppo intatti i corpi radicali, che, specialmente delle gramigne, fanno ricrescere in poco tempo l'erbaccia.

Quanto. Ci sono due scuole di pensiero in proposito. C'e' chi sostiene che serva molto all'ecosistema orto, lavorare pesantemente la terra, in modo che non si riformino subito erbacce. In questo modo, spezzettando le zolle e andando in profondità con il taglio, ci si risparmia molto lavoro successivo. C'e' pero' chi ammonisce rispetto al fatto che smuovere troppo i delicati equilibri dello strato di humus superficiale, non porti a benefici per le piante che andranno a dimora. Questi ultimi sono soliti zappettare superficialmente i luoghi dell'ortoevitando di andare in profondità. Io sono piu' propenso verso questa seconda idea, anche se una zappata non molto profonda la do', normalmente ad aprile.

Ma perchè si dovrebbe zappare l'orto? A parte il fatto che non si è ancora in ritardo e lo si puo' fare ancora adesso, zappare l'orto ha due benefici: ammorbidisce il terreno dove verranno piantate le piante e contribuisce a ventilarlo. In secondo luogo, permette di costruire l'architettura dell'orto [canali, zolle ecc], che  ci prmettono di irrigare e fgar star bene le piante, tagliando lo strato superficiale dell'humus che è molto duro.  Ma sull'architettura dell'orto parliam un'altra volta. Buon lavoro.


Post - Il dopo olimpiade - Puntate #5 e #6

progetti, Nolimpix — Inviato da ombra @ 19:46

08/05/2007 

In sto periodo non si riesce a tanere tutto sotto controllo, e quindi capita di dimenticarsi di alcune cose, come ad esempio di aggiornare le trasmissioni di Post, la trasmissione che sto conducendo su Radio Beckwith, che analizza l'impatto post-olimpico sulla Provincia di Torino.

E' stato un viaggio duro ma interessante. In questo momento è appena andata in onda la nona puntata. Io invece metto online la quinta e sesta. Sempre sotto licenza Creative Commons, cosi' come la musica che vi è all'interno. Purtroppo non sono riuscito a fare i due PDF con testo e musiche, magari provvedo appena possibile.

Scarica la Puntata n. 5 di Post, su Pinerolo [MP3 - 33 Mb a 128 kbps stereo]

Scarica la puntata n. 6 di Post, su Pinerolo [MP3 - 32 Mb a 128 kbps stereo] 

Creative Commons License
Questa opera è pubblicata sotto una Licenza Creative Commons.

Puntate precedenti:

Puntata #1 Val Chisone

Puntata #2 Val Chisone

Puntata #3 Val Pellice

Puntata #4 Val Pellice 


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