Sostanze e business
23/03/2007
Una recente ricerca di alcuni scienziati, colloca alcol e tabacco tra le dieci sostanze più pericolose della salute. Più pericolosi di ecstasy e LSD, molto più pericolosi della marijuana. In questi campi ognuno puo' ovviamente dire quel che vuole. Pochi giorni fa era stato l'Indipendent a fare retromarcia sulla marijuana, dicendo che essa, a differenza di quel che avevano sostenuto, faceva male. Ieri il Tar del Lazio, ha annullato il decreto Tirco sulla marijuana.
Non mi pare una gran scoperta, quella di questi scienziati. Se si va a vedere statisticamente qual'è l'utenza dei Ser.T. in Italia, si scopre che mediamente metà degli utenti sono seguiti per problematiche legate all'alcol. Solo che ovviamente esistono sostanze legali e sostanze riprovevolo. Droghe culturali e droghe non consentite. Droghe che fanno fare un grande business allo stato e droghe che fanno fare grandi affari alle mafie. Le sostanze e le loro dipendenze sono dei grandi business.
Basti pensare a come le grandi aziende prodttrici di alcolici, ragionano rispetto all'apertura dei nuovi mercati. Prodotti studiati a tavolino per poter essere appetibili a mercati differenti. Il cosiddetto Bacardi Breezer, ad esempio, studiato apposta per il pubblico femminile giovanissimo a cui notoriamente non piace la birra (che ha la stessa gradazione alcolica). Prodotti nuovi, che di nuovo in relatà non hanno nulla, se non l'incremento dei guadagli e la ricerca di mercati sempre più giovani e sempre diversi.
Sostanze e business. Un legame sempre in voga.



