ombra

La RIAA è cattiva

due parole — Inviato da ombra @ 16:54

La notizia è di quelle che ci riporta al 1984 di Orwell e la supera di gran lunga.

La RIAA, incazzata per l'attitudine consolidata dei Campus Universitari Americani di utilizzare il quotidianamente il file sharing, ha deciso di stringere la corda e dare un ultimatum. A parte la notizia in sè, ed a perte le considerazioni di rito rispetto al fatto che la lotta per il possesso dei  saperi si fa sempre più serrata, è un aspetto specifico della notizia che è interessante sottolineare. Lo si legge nell'articolo di Punto-informatico, e ve lo riporto:

Nel caso della Michigan State University, come riporta Boing Boing, RIAA ha chiesto di obbligare gli studenti rei di aver fatto file sharing a guardare il famigerato video propagandistico prodotto dall'organizzazione, che istruisce sui vantaggi e i doveri di una vita retta e di un download legale e con tutti i crismi della legittimità.

Ora, non capisco se la RIAA, oltre che "proteggere" i film e i libri, intende prendere spunto sempre più da essi. Sono tanti i déjà vu che sta notizia scatena.

Da 1984 ad Arancia Meccanica. La RIAA è cattiva. La RIAA è IL cattivo ti tutti i film.


Post - il dopo olimpiade

progetti, Nolimpix — Inviato da ombra @ 18:33

E' andata. Dopo un po' di tempo per organizzarla e metterla a punto, comincia a prendere forma la trasmissione radiofonica sul post-olimpiadi che da un po' di tempo mi sto ripensando. Un'analisi in 12 puntate per cercare di ricostruire che impronta lasciano le olimpiadi sul territorio della provincia di Torino. Il titolo è, ovviamente, Post. Non poteva che essere questo, d'altronde.

Sto cercando di capire come e in che modo rendere disponibili i file in rete. I criteri sono, ovviamente, quelli delle licenze libere e della condivisione massima dei file. Sto approntando un'apposita colonna sonora per la trasmissione, tutta fatta di musice tratte da jamendo. Sarebbe poi interessante rendere disponibili i testi e le fonti. In ogni caso ci sto lavorando.

Si parte sabato 10 marzo alle 12:00, in replica la domenica alle 19:00. E speriamo che contribuisca a smuovere qualcosa.

A presto aggiornamenti. 


Spingitori di spingitori

due parole — Inviato da ombra @ 13:00

 

Oggi, stavo ascoltando di sfuggita il Gr Parlamento e mi è capitato di sentire il giornalista di turno che intervistava un tipo dell'Ulivo, chiedendogli: "E' singolare è che ci siano partiti al governo che dissentono su dei temi, ma dichiarano di votare a favore, perchè poi qualcuno finisce col prendere sul serio questo dissenso, giusto?". A parte il fatto che il giornalista-chioccia dimostra il suo essere vermiforme, ma in ogni caso, mi sembra uno scherma pensiero su cui fermarsi un attimo. Perchè non è la prima volta che lo si sente.

Quando dai banchi di maggioranza, opposizione, polizie varie, si fa riferimento alla violenza verbale che inciterebbe la violenza sociale, siamo di fronte ad un'analisi che nasconde completamente il contesto e si concentra sulla forma. Ora, il marketing odierno, che pure insegna molto alla politica oggi, ci insegna l'importanza della forma, della presentazione, in luogo di una perdita di senso del contenuto. Non sono importanti i temi e le questioni sostanziali, l'importante è la forma con la quale li si porta avanti. Qualsiasi essi siano. Vuoi fare un convegno revisionista? Bene, purchè non violento. Ti opponi alla costruzione di un ecomostro? Legittimo ma non devi essere violento. Il problema è la definizione di violenza che, ovviamente viene fatta da loro. Incitazione alla violenza diventa attacchinare in solidarietà a degli arrestati.[Su questa vicenda segnalo l'articolo del blog di beppe grillo, che mi pare uno dei più  seri  che ho letto]

Il problema, d'altro canto, è che nessuno di quelli che hanno animato i "movimenti" nello scorso decennio, oggi ha il coraggio i riappropriarsi della parola violenza, ponendo una propria definizione. Si ha paura di nominarla, la parola violenza. E così gli unici a parlarne sono i rifondaroli, che dicono che l'unico modo legittimo di sfilare in corteo è quello non-violento. Lo hanno deciso loro. Il tragico in questo è un'assenza di elaborazione della parola e del concetto. Perchè non si sa più COSA sia violento, se anche le parole, lo diventano.

E così ecco che il laboratorio della repressione, che sono gli stadi, comincia a dare i suoi frutti, con il Prefetto Antonio Manganelli [cognome onomatopeico], che dice "Ventimila tifosi vicini ai gruppi antagonisti anarco-insurrezionalisti". Eccolo là lo spingitore di repressione.

Spingitori di repressioni. E se non basta, spingitori di spingitori,di posto ce n'è. Tra poco, per la strada e in ogni luogo.

Forse la cosa migliore è cominciare a scavare i buchi, magari li si trova lì gli anarco-insurrezionalisti.


Uccidere un hacker

segnalazioni — Inviato da ombra @ 12:47

Sul p2p, si trovano spesso delle cose interessanti rilasciate sotto licenze libere. In questo caso si tratta di una Graphic Novel dal titolo Uccidere un hacker. Per capire di cosa si tratti, basta leggere l'incipit che lo stesso autore mette alla sua opera:

Giugno 1989: dal punto di vista informatico, un secolo fa. In un bosco tra Hannover e Wolfsburg viene rinvenuto il cadavere carbonizzato di Karl Koch, un hacker tedesco conosciuto nel cyberspazio con il nick-name "Hagbard-Celine".
La morte risale al 23 maggio precedente.
Karl Koch, insieme a Pengo e Markus Hess, è stato tra i protagonisti assoluti della scena hacker tedesca (e anche europea) degli anni '80.

Resi famosi da articoli su quotidiani e riviste, da trasmissioni televisive e dal libro The cuckoo’s egg di Clifford Stoll, oltre che dal classico passaparola tipico degli ambienti underground, questi ragazzi hanno rappresentato in maniera autentica il decennio nel quale la loro stella è brillata più in alto delle altre: ribellione, curiosità, pionierismo, disagio esistenziale e un pizzico di incosciente opportunismo.
Una miscela esplosiva che ha infiammato un'esistenza conclusasi nel più tragico dei modi.

promo

La Graphic Novel è distribuita sotto questa licenza Creative Commons e la si può scaricare dal sito dell'autore oppure cercando il titolo sul eMule. Ho cominciato a dargli un'occhiata e mi sembra molto ben disegnata e con un ritmo che scorre bene. Vediam come finisce Wink


3 volte in 6 mesi

progetti — Inviato da ombra @ 23:10

Per la terza volta in sei mesi, ancora un attacco anonimo allo Spazio Niño di Pinerolo, il luogo dove cerco di fare qualcosa nel mio buco di città. Di nuovo han tentato di scassinare una porta sul retro, che pero', a diferenza delle volte precedenti, con il lavoro da fabbri che ci abbiam fatto sta volta, ha tenuto. Ovviamente stasera siam dovuti andar lì in tre e, mentre il gruppo dei giocolanti, giocolava, sostituire la serratura rovinata con una ancor più Gruossa. La cosa davvero più fastidiosa è il non sapere chi sia a fare sti bei gesti. Nessun segno in giro, nessuna rivendicazione. La vita di periferia è dura anche in una piccola città. :)

Comunque le attività continuano e si possono anche seguire qui


Silence

segnalazioni — Inviato da ombra @ 18:42

logo dei SilenceGli artisti che presentiamo oggi sono un gruppo belga che fa musica elettronica di vario genere. Spaziano infatti dall'electro jazz a prestazioni musicali più vigorose e più attente all'equilibrio della spina dorsale ritmica.

Sono i Silence, gruppo fiammingo che sta collezionando anche un discreto successo proprio sul web, anche grazie al portale Jamendo.

I Silence hanno prodotto per ora due album: Encre e L'autre Endroit. Per ora, è il secondo ad aver convinto di più, forse anche per le sonorità più appetibili.

Ciò che stupisce del gruppo è la splendida flessibilità che li porta ad avere davvero una molteplicità di tracce una diversa dall'altra. Ci giocano, con la musica e con il ritmo.

Nel loro sito poi, la cosa interessante è il grande spazio che essi dedicano alle forme d'espressione libere da copyright. Inoltre vi si trovano davvero dei bei lavori grafici. Complimenti.


Habemus Orto

Orti e autoproduzioni — Inviato da ombra @ 14:12

La notizia mi è arrivata ieri con un messaggio. C'è l'orto. Criptico ma esauriente. Anche quest'anno potrò dilettarmi con l'autoproduzione di ciò che mangio. C'è di più, oltre allo spazio per l'orto, di fianco, c'e' un frutteto abbandonato che deve essere rimesso in funzione. E queste sono parole dolci per le mie orecchie.

Il terreno è di una tipa che non può più coltivarlo, per ragioni di salute. E' un terreno buono e vergine, non essendo mai stati usati prodotti chimici, essendo la proprietaria una convinta sostenitrice dell'Agricoltura biodinamicamica di Steiner. In ogni caso vedremo di fare qualche compromesso. Sto cominciando a farmi una lista delle cose da mettere nell'orto e mi piacerebbe condividerla con altri progetti simili per arrivare a degli scambi.

LA cosa molto bella è che saremo almeno in 4  a fare l'orto e questo aggiunge un valore in più al lavoro, che non diventa solo in funzione del prodotto, ma soprattutto un elemento di socializzazione e condivisione.

In ogni caso penso che sicuramente metterò:

Pomodori - Melanzane - Peperoni - Cavoli - Sedano - Insalate - Fagiolini - Fagioli - Piselli - Cipolle - Aglio 

Questo come base.  Per le erbe aromatiche voglio prima capire bene quanta estensione di terra avremo.

La prossima settimana andiamo a concordare con la tipa i dettagli e poi si comincia tagliando l'erba vecchia e secca e girando la terra. A presto qualche foto. :)


La Notte del Divertimento Controllato

Racconti — Inviato da ombra @ 12:28

[scritto mentre sotto casa impazzava la notte bianca del +1 dalle olimpiadi] 

 

Non ricordava nemmeno come si era arrivati a quello. Era stato un processo, uno di quei processi di lungo corso, che aveva coinvolto tutto. Se ne accorgeva ora. Tutto era cambiato e gli effetti si percepivano sulla pelle, proprio mentre l'incessante vibrazione scuoteva ogni anfratto della casa. No, non si trattava di uno di quei rari fenomeni naturali che qualcuno riconduce alla tettonica a zolle. Quasi che così la parola terremoto possa fare meno paura.

Era qualcosa di più profondo della terra stessa. Era un cambiamento, di quelli grandi.

Probabilmente era avvenuto già da qualche tempo, fattostà che l'incedere delle note e dei bassi ritmati gli provocava un senso strano di spaesamento. Allora era così che funzionava...

o forse da sempre aveva funzionato così, solo che LORO non avevano tutti quei mezzi.

Però ancora non riusciva a capacitarsi di come si fosse giunti a quella Serata del Divertimento Controllato. Avevano detto che sarebbe stato radicale, il cambiamento del DOPO. L'anno zero era scoccato da un anno ed adesso si potevano tirare le somme.

"Nell'ultimo anno abbiamo sanato il debito di almeno 6 milioni di euro, portandolo da 31 milioni a 25 milioni di euro. Le cose stanno quindi procedendo meglio del previsto" gracchiava il giornalista alla TV.

Bene, forse anche per questo, la fuori, stavano festeggiando. Era stata in fondo una trovata mica stupida quella di usare la vecchia tradizione del carnevale, quella ormai impolverata negli archivi della città, accostandola alla Serata del Divertimento Controllato. Era logico supporre che la Corporazione dei Commercianti ci avesse messo un po' per organizzare bene la cosa. In ogni caso gli era riuscita. L'Amministrazione Comunale, quella del +1, aveva accolto l'idea, amplificandola da tutti i megafoni cittadini appositamente installati per l'anno zero.

E così era nata quella serata che assumeva a tratti le sfumatura fucsia del rassicurante.

Staccò giusto un attimo gli occhi dalla finestra, proprio mentre la figlia apriva la porta di casa per scendere a ballare vicino al sound system sotto casa. Si, certo, era rassicurante il saperla nella piazzetta del quartiere a ballare sui decibel. Soprattutto era rassicurante sapere che anche quella sera le note sparate a mille nelle orecchie, avrebbero riempito il vuoto lasciato dall'assenza di parole e pensiero. Anche quella sera, la figliola avrebbe potuto divertirsi utilizzando la dose controllata di note, decibel e parole che la ballerina sul palco aveva preparato per quelli come lei. Come il metadone.

Bisognava evitare di assumere queste cose senza prescrizione. Qualche settimana prima ci avevano provato, di pomeriggio, i ragazzi del Centro Sociale Rivoluzionario. Avevano improvvisato un concerto non autorizzato dall'Organismo Garante preposto.

Avevano sparato la loro musica nel quartiere con due casse mediocri, stupendo tutti, perchè da nessuna parte c'era scritto di un concerto Post-Punk.

Subito qualche timorato aveva chiamato il Servizio di Vigilanza, che era giunto in poco tempo per capire quale meccanismo fosse saltato edove fossero le Autorizzazioni per l'Esibizione.

Può costare caro assumere divertimento senza autorizzazione. Meglio farlo in modo protetto. Sempre che dalla Chiesa non abbiano qualcosa in contrario anche su questo. Quando si parla di protezioni, non si sa mai.

Le nottate preparata dal Preposto Organismo erano perfette. In quelle serate potevi fare quel che volevi. LORO te lo consentivano. Potevi esprimerti, ovviamente, in modo Controllato. Certo era pur sempre un evento a beneficio privato organizzato con intenti pubblici. Nulla a che vedere con quei noiosi sprechi di soldi pubblici che prevedevano sfilate pomeridiane di carri, con i Gianduia, i bambini e i nonni. Quelli quale profitto portano?  Senza contare le bande di ragazzi molesti e i loro scherzi.

No no. In realtà quella cosa che alcuni chiamano tradizione, altri felice passato, altri semplicemente "la nostra storia", aveva un comprensibile difetto. Non aveva nessuna resa. E questo non è concepibile. Non si può ragionevolmente pensare che si organizzino Eventi di Divertimento Controllato, senza poterci ritornare economicamente.

Un Imperatore romano aveva coniato il termine "panem et circenses". Una Regina francese aveva poi dato di quella frase la sua personale visione, invitando il popolo senza pane a mangiare croissants.

Ora, croissants et circenses sono disponibili direttamente sotto casa. LORO te lo consentono.

E poco conta se per avere tutto questo, si deve rinunciare a qualcosa delle proprie libertà. In fondo si tratta di una notteogni tanto.  

Non tutte le NOTTI possono essere BIANCHE. Divertirsi è sicuramente più proficuo che avere una libertà di cui non si sà che farsene. Almeno fino alla prossima pastiglia...


Inutilità e Videogames

due parole — Inviato da ombra @ 10:07

Oggi la giornata trasuda inutilità. Il sonno si somma alla malattia di stagione che imperversa in casa, al lavoro e ovunque ti giri. Il minimo che possa capitare quando per mesi le temperature tendono ad oscillare in un range di 30 gradi, da -5 a +25. Ma tant'è. Ciò che mi sta rimbombando in mente è oggi quindi la parola inutilità. Mi consola quindi la segnalazione fattami da quel genio in Agonia, che riguarda il sito inutile per eccellenza: Biomassa. Non è una cazzata. In effetti la parola inutilità in rete dilaga. Se si scrive la parola blog e la parola inutile in quel "coso" che è Google, vengono fuori molte cose interessanti.

Ma nulla è insieme gonfio di significati e di inutilità, appunto, come il gioco The Sims 2, che da alcuni giorni sto studiando. Si, studiando, perchè analizzando gli schemi di pensiero che muovono i giochi per PC o Playstation che sia si capiscono alcune coase interessanti del reale. Se i videogames sono per la maggior parte espressione del complesso militar-industriale, qualcosa vogliono comunicare o testare. La cosa interessante di The SIms 2 non è tanto il tentativo di ricreare una situazione simulata, quanto gli schemi pensiero che muovono il gioco. Giocando sei appiattito nella dicotomia bene-male, secondo cui i "tuoi" personaggi possono vivere due situazioni di vita, rispettivamente giocate con l'accezione positiva o negativa. L'altro schema pensiero interessante riguarda il complesso molto limitato di scelte di interazione tra i personaggi. Lo so che a livello tecnico questo rappresenta già un ottimo risultato. Il problema è che ciò che ne viene fuori sono dei personaggi che hanno 5 tipologie di aspirazione:romantiche OPPURE successo OPPURE conoscenza OPPURE di popolarità OPPURE famiglia . Molto interessante. Giocare a The Sims 2 non è giocare a qualcosa di inutile. E' sperimentare un'esistenza di plastica a scomparti separati, che necessariamente entra in competizione con la tua, rica di problemi e difficoltà. E' relazionarsi col "migliore dei mondi possibili" preparato da "loro", che sarà sempre su di un piano diverso rispeto all'esistenza ansiogena reale. Ma non è forse ad un piano d'esistenza come quello che ci si riferisce quando si analizza il "modello inglese" di gestione degli stadi, oppure al "modello Giuliani" in fatto di gestiokne delle città? Un mondo nel quale la voce sicurezza perde i connotati si "sicurezza sociale" (che con tutti i limiti della socialdemocrazia, era un dato di fatto fino a qualche anno fa) e diventa "sicurezza militare"; Non più quindi una sicurezza basata sul senso di comunità ma una sicurezza intesa come protezione individuale contro ciò che sta fuori. Molto rassicurante, The Sims 2.


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