Preso Blu
Se c'e' stato nell'ultimo decennio un album che bene ha descritto le tensioni e le inquietudini della Torino in cambiamento, bene, quello è stato Subsonica, pubblicato nel 1997 dalla Mezcal, e ovviamente suonato dai Subsonica.
Tra le innumerevoli pregevoli canzoni del primo album di questa band che si è un po' persa (sic!), una canzone che da sempre mi ha coinvolto più di altre è Preso Blu.
Avvolta nelle cupe atmosfere e dai tappeti di note semplici ma inquietanti, ha la sua forza nel connubio tra musica e testo.
La musica minimale, come lo è stata la spoliazione della storia di Torino, che ha lasciato un vuoto culturale e di prospettive. E proprio di prospettive parla il pezzo:
Il vuoto delle tue certezze tra le tue pareti che ora
inchiodano il silenzio tra noi due disordine interiore
ma ordine nel paese prigioni tribunali cellulari o
forse chiese, paura della morte, paura della vita
paura che la vita sfuggendo tra le dita,
paura che diversa sarebbe anche possibile,
paura del diverso paura del possibile.
Un vuoto magistralmente descritto in pochi versi, che riportano tutta l'assenza di quell'insieme di prospettive che nel bene e nel male erano parte di una storia.
Ed è proprio in quegli anni che comincia la rincorsa al DOPO. Per lasciarsi alle spalle i conflitti del passato, con l'inchiesta contro il "Lupi Grigi" nel 1998 e lo sgombero dell'Askatasuna nel 1999; per lasciarsi alle spalle l'eredità industriale, con la rincorsa olimpica e di Torino luogo di eventi; per lasciarsi alle spalle l'architettura stessa della città, mutandola in un qualcosa di post-.
Il timore faceva capolino nella testa di tutti. La paura del nuovo, la paura del diverso e l'ansia che questo diverso possibile potesse oscurare un passato certo e ricco di certezze.
Quel che è certo, comunque è il cambiamento profondo della città, sia dal punto di vista della lente "sicurezza", sia dal punto di vista della lente "immaginari".
Rimane come monito quel giorno di pioggia invocato dai Subsonica, che anch'esso sembra mancare da troppo tempo.



