ombra

Lo spot della Regione

storiae, Nolimpix — Inviato da ombra @ 18:50

Continuiamo il viaggio nel nuovo Piemonte. Quest'oggi ci concentriamo su uno degli aspetti più fastidiosi: la promozione sul web del Piemonte.

Per supportare il cambiamento socioeconomico delle olimpiadi e degli eventi bisogna infatti promuoversi. Attraverso la grafica MTV che è +++ gggiovane (con tre G) e un'accurata selezione dei materiali, è possibile descrivere ciò che non esiste. Ma andiamo con ordine. Collateralmente ad olimpiadi e universiadi, la Regione Piemonte decide di investire nella promozione del territorio. Viene così creata una rete di siti internet pseudo-underground. Ne elenco alcuni:

PiemonteGroove - PiemonteFeel - Piemonte da Vivo - ExtraTorino

Senza entrare nel merito di ogni sito, sono interessanti alcuni aspetti che li accomunano: tutti sono patrocinati dalla Regione Piemonte e fanno parte di un'accurata ricerca di marketing che suddivide tipologie di utenti e di gusti possibili.

Il problema non è, ovviamente, la presenza di siti di questo genere. Le regioni spendono moltissimo in promozione televisiva, radiofonica e su internet.

Il problema per quanto mi riguarda è l'immagine che questi siti internet danno del Piemonte:  un'immagine dicotomica compresa tra luogo di divertimento turistico e luogo di movida underground.

Un'assoluta separazione tra un contesto immaginifico ed uno reale. Torino non è quello che viene presentato. O meglio quell'immagine rappresenta più che altro quel contesto da reality show nel quale si cerca di vivere per non confrontarsi con la realtà. E' un discorso complesso e può apparire anche molto teorico. 

Allora faccio un esempio pratico: i Murazzi. Un pezzo di storia vissuta di Torino ben descritto a mio parere da Pierluigi Sullo nel suo libro Guerre Minime, edito da Intra Moenia, di cui linko una recensione. I Murazzi oggi sono conosciuti per il loro ruolo di polodi attrazione turistica. La pulizia dalla "realtà" che ammorbava quel luogo potenzialmente utilizzabile non viene mai ricordata. Una guerra che ha fatto i suoi morti e i suoi profughi. L'unica eco di questa pulizia ci arriva dalla cronaca sterile fatta di sequenze di arrest, perquisizioni, operazioni di controllo. Il reality deve avere luogo. E ogni sera, lo stesso rito imparato, anche, sui siti internet della Regione, si compie. Le stesse immagini, gli stessi movimenti. Una non-vita che si compie nella convizione di vivere realmente la città, solo per il fatto che si percepisce più sicurezza nel girarvi.

La storia dei luoghi non viene minimamente presa in considerazione, si diceva. Interessa l'evento che brucia la realtà, che buca lo schermo e che ogni volta "stupisce" un po' di piu'.

Questa è la Torino-reality, quella che hai problemi, ci pensa domani, di nascosto. 


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