ombra

Preso Blu

storiae — Inviato da ombra @ 16:29

Se c'e' stato nell'ultimo decennio un album che bene ha descritto le tensioni e le inquietudini della Torino in cambiamento, bene, quello è stato Subsonica, pubblicato nel 1997 dalla Mezcal, e ovviamente suonato dai Subsonica.

Tra le innumerevoli pregevoli canzoni del primo album di questa band che si è un po' persa (sic!), una canzone che da sempre mi ha coinvolto più di altre è Preso Blu

Avvolta nelle cupe atmosfere e dai tappeti di note semplici ma inquietanti, ha la sua forza nel connubio tra musica e testo.

La musica minimale, come lo è stata la spoliazione della storia di Torino, che ha lasciato un vuoto culturale e di prospettive. E proprio di prospettive parla il pezzo:

Il vuoto delle tue certezze tra le tue pareti che ora
inchiodano il silenzio tra noi due disordine interiore
ma ordine nel paese prigioni tribunali cellulari o
forse chiese, paura della morte, paura della vita
paura che la vita sfuggendo tra le dita,
paura che diversa sarebbe anche possibile,
paura del diverso paura del possibile.
 

Un vuoto magistralmente descritto in pochi versi, che riportano tutta l'assenza di quell'insieme di prospettive che nel bene e nel male erano parte di una storia.

Ed è proprio in quegli anni che comincia la rincorsa al DOPO. Per lasciarsi alle spalle i conflitti del passato, con l'inchiesta contro il "Lupi Grigi" nel 1998 e lo sgombero dell'Askatasuna nel 1999; per lasciarsi alle spalle l'eredità industriale, con la rincorsa olimpica e di Torino luogo di eventi; per lasciarsi alle spalle l'architettura stessa della città, mutandola in un qualcosa di post-.

Il timore faceva capolino nella testa di tutti. La paura del nuovo, la paura del diverso e l'ansia che questo diverso possibile potesse oscurare un passato certo e ricco di certezze. 

Quel che è certo, comunque è il cambiamento profondo della città, sia dal punto di vista della lente "sicurezza", sia dal punto di vista della lente "immaginari".

Rimane come monito quel giorno di pioggia invocato dai Subsonica, che anch'esso sembra mancare da troppo tempo.


E' il capitalismo, bellezza.

due parole — Inviato da ombra @ 18:25

A proposito di liberalizzazioni, due parole le concedo in merito alla prevista serrata delle corporazioni che si sentono scippate dal decreto Bersani.

Ma proprio due. Cioè il ragionamento è: hai deciso di far parte di un sistema liberista? Hai decdiso in questo sistema di fare il libero imprenditore? Hai deciso di partecipare al banchetto della libera impresa?

Beh, è il capitalismo, bellezza. Non puoi pretendere di fare l'imprenditore, dichiararti per un sistema liberista e poi lamentarti se un governo fa una riforma pienamente liberista come questa. Il capitalismo è un sistema che molto spesso si abbatte sugli sfruttati, di questo mondo e dei mondi che stanno a Sud. Ma alcune volte colpisce anche chi lo professa come religione. E con questo, punto.

Piuttosto mi pare che sia passato un po' in sordina il cambiamento del regime fiscale delle scuole, che diventano come le fondazioni e possono quindi accettare sponsorizzazioni da enti privati. Un bel regalo al mondo delle Marche, che altro non aspettava per far penetrare pubblicità e marchi negli istituti. Si completa la riforma del precedente governo sinistro. Un scuola pubblica a regime privato. Ovvero la scuola modello USA.

Buon Coca-cola Day a tutti i vostri figli.


Giochi dell'aria 2009

due parole — Inviato da ombra @ 09:47

Vabbè. Come volevasi dimostrare, assoluta incapacità di costruire qualcosa di duraturo. Assoluta capacità di capire quale ruolo possa avere Torino e la sua Provincia. Semplicemente un vivere e lucrare su una serie di mordi e fuggi.

Il ridicolo:  TORINO: NASCE COMITATO PROMOTORE GIOCHI MONDIALI DELL'ARIA 2009

Staremo a vedere fino a quanto dura. Sempre che non sia come diceva qualcuno ieri sera, ovvero che i torinesi non amano più le olimpiadi. Mi si perdoni il ghigno.... 

 


Lo spot della Regione

storiae, Nolimpix — Inviato da ombra @ 18:50

Continuiamo il viaggio nel nuovo Piemonte. Quest'oggi ci concentriamo su uno degli aspetti più fastidiosi: la promozione sul web del Piemonte.

Per supportare il cambiamento socioeconomico delle olimpiadi e degli eventi bisogna infatti promuoversi. Attraverso la grafica MTV che è +++ gggiovane (con tre G) e un'accurata selezione dei materiali, è possibile descrivere ciò che non esiste. Ma andiamo con ordine. Collateralmente ad olimpiadi e universiadi, la Regione Piemonte decide di investire nella promozione del territorio. Viene così creata una rete di siti internet pseudo-underground. Ne elenco alcuni:

PiemonteGroove - PiemonteFeel - Piemonte da Vivo - ExtraTorino

Senza entrare nel merito di ogni sito, sono interessanti alcuni aspetti che li accomunano: tutti sono patrocinati dalla Regione Piemonte e fanno parte di un'accurata ricerca di marketing che suddivide tipologie di utenti e di gusti possibili.

Il problema non è, ovviamente, la presenza di siti di questo genere. Le regioni spendono moltissimo in promozione televisiva, radiofonica e su internet.

Il problema per quanto mi riguarda è l'immagine che questi siti internet danno del Piemonte:  un'immagine dicotomica compresa tra luogo di divertimento turistico e luogo di movida underground.

Un'assoluta separazione tra un contesto immaginifico ed uno reale. Torino non è quello che viene presentato. O meglio quell'immagine rappresenta più che altro quel contesto da reality show nel quale si cerca di vivere per non confrontarsi con la realtà. E' un discorso complesso e può apparire anche molto teorico. 

Allora faccio un esempio pratico: i Murazzi. Un pezzo di storia vissuta di Torino ben descritto a mio parere da Pierluigi Sullo nel suo libro Guerre Minime, edito da Intra Moenia, di cui linko una recensione. I Murazzi oggi sono conosciuti per il loro ruolo di polodi attrazione turistica. La pulizia dalla "realtà" che ammorbava quel luogo potenzialmente utilizzabile non viene mai ricordata. Una guerra che ha fatto i suoi morti e i suoi profughi. L'unica eco di questa pulizia ci arriva dalla cronaca sterile fatta di sequenze di arrest, perquisizioni, operazioni di controllo. Il reality deve avere luogo. E ogni sera, lo stesso rito imparato, anche, sui siti internet della Regione, si compie. Le stesse immagini, gli stessi movimenti. Una non-vita che si compie nella convizione di vivere realmente la città, solo per il fatto che si percepisce più sicurezza nel girarvi.

La storia dei luoghi non viene minimamente presa in considerazione, si diceva. Interessa l'evento che brucia la realtà, che buca lo schermo e che ogni volta "stupisce" un po' di piu'.

Questa è la Torino-reality, quella che hai problemi, ci pensa domani, di nascosto. 


Torino che cambia: Un inizio

storiae, Nolimpix — Inviato da ombra @ 13:11

Torino sta cambiando. Lentamente si modifica seguendo le spinte e gli spintoni che gli "innovatori" le danno. Gli "innovatori" sono quelli che pretendono di cambiare la Torino-industriale in Torino-post-qualcosa. La Torino dei servizi. La Torino Turistica. Torino ed il comprensorio artistico-natural-turistico che la circonda.

Iniziamo oggi un viaggio attraverso i sintomi e le conseguenze di questo cambiamento. Un cambiamento che sicuramente non si risolve, come gli "innovatori" vorrebbero, in qualche kermesse o qualche evento sportivo-musical-giovanile. 

La situazione secondo me è davvero grave, soprattutto perchè il sistema politico non mi sembra oggi in grado di "traghettare" questo cambiamento da loro voluto e gestito.

Cominciamo da un blog. Uno di quei blog folkloristici ed entusiasti del "nuovo" che avanza e che lascia macerie. O meglio. Cerca di costruire sopra le macerie lasciate dalla decostruzione post-industriale. In ogni caso, un blog da leggere per riflettere sul nulla che accompagna questo NUOVO che avanza.

Mi raccomando, non sto tessendo le lodi nostalgiche della Torino nebbiosa e grigio-industriale. Semplicemente vorrei annotare qualche riflessione sui cambiamenti da uno status di società, che nel bene e nel male, rappresentava un'identità forte e comunitaria, ad un non-status, ovvero quel qualcosa che senza una bussola si sta costruendo e che dovrebbe rappresentare il nuovo traguardo per Torino: il Turismo.

Rileggerò anche Bauman. ;) 

Riprendendo il discorso sul blog, ve lo segnalo, ma vi segnalo soprattutto questa categoria. Le foto sono belle. Un po' meno i commenti ad esse, davvero nauseanti dal punto di vista dell'enfasi verso il nuovo. Eppure il blogger in questione fa parte di quella schiera della sinistra illuminata, stile Belleville.

Una conferma. Appunto. 


Forza Nuova a Torino

due parole — Inviato da ombra @ 16:52

Nonostante tutto si farà. Il festival revival sulle Waffen SS, patrocinato da Forza Nuova sembra approdare senza molte difficoltà alla sua realizzazione.

Non è un incontro qualsiasi, questo. Sia per il tema, sia per le modalità attraverso cui viene portato avanti. Non è il solito incontro revisionista. Qui c'e' molto di più. Leggendo il comunicato sul sito di Forza Nuova, due passaggi sono particolarmente importanti, secondo me, e segnano il passo che le istanze revisioniste sembrano aver preso da un po' di tempo.

Non linko il comunicato, per non incrementare le statistiche del sito fascista. Vi riporto alcuni passaggi.

"Un'esperienza politica e militare unica per il suo carattere e per la sua durata: dal 1941 al 1945, un milione di ragazzi di 28 paesi dell'Europa, riuniti in seno della Waffen SS offrirono la loro gioventù, e spesso, la loro vita (400.000 Waffen SS morirono nel corso della Seconda Guerra Mondiale...) per creare una Europa devota alla giustizia sociale, alla solidarietà, all'ordine e la grandezza. Evocare il ricordo di questo milione di cavalieri è giusto e salutare."

L'idea di fondo è semplice: i morti ci furono da entrambe le parti, e la propaganda dei filo-partigiani fino ad oggi non ha fatto altro che considerare alcuni morti più meritevoli di altri. Ovviamente, nessun riferimento al contesto sociopolitico dell'epoca e alla particolarità che il Corpo speciale delle SS rappresentò in Europa. Un po' come l'odierno dibattito sulla violenza e la non-violenza, secondo cui tutto viene analizzato sotto l'identica lente di questa dicotomia, senza avere però più presente il contesto attraverso il quale determinate cose nascono.

"In questa attesa, nel frattempo, Onore e gloria al maggiore esercito ideologico della storia degli uomini! Tra mille anni si continuerà a parlare di questi soldati di ferro."

Chiaramente non vengono meno le tradizionali analisi riguardanti il celodurismo di stampo fascista, secondo cui gli uomini che si forgiano in battaglia diventano eroi. E' la prima volta che in modo cosi' esplicito si fa riferimento ad una storia, quella delle SS, che non può essere appannaggio di rigurgiti revisionisti. Fa impressione la reazione che una cosa così grave suscita.

Un'ultima nota merita il relatore del convegno: Ernesto Zucconi, vecchia conoscenza


Autoproduzioni: la Rosa Canina

Orti e autoproduzioni — Inviato da ombra @ 13:44

Come già ho detto, è qualche anno che insieme ad un gruppo di amici, cerchiamo di autoprodurci il maggior numero di alimenti di cui facciamo uso. Ovviamente sono cose che vengono sia attraverso l'autoproduzione sia per reperimento con vie non monetarie.

Questo è il caso della Rosa canina. La Rosa canina è una pianta montana che nel tardo autunno/inizio inverno produce una serie di bacche di vario genere. Pelose, lisce, rugose, lunghe, corte, tonde, ovali. Sono molte le specie di Rosa canina, tutte commestibili. Ovviamente non si possono consumare crude, e vanno lavorate.

Dicono i vecchi delle nostre valli che il periodo migliore per la raccolta è due o tre giorni dopo la prima gelata, ovvero tra la fine di ottobre e metà novembre. Le bacche in questo modo diventano più tenere e rugose, ed inoltre si attivano le propietà benefiche, tra cui la più celebre è la considerevole presenza di Vitamina C.

Come si consuma la Rosa canina? La tradizione consiglia due principali usi:

Infuso e Marmellata

Per l'infuso, il metodo tradizionale, che è quello che sempre consiglio, è quello di prendere le bacche fresche, passarle nel forno (a legna è meglio) per pochi minuti in modo da bruciare i fastidiosi peletti superficiali, e poi mettere il tutto in luogo fresco e asciutto per fare seccare. Dopo un paio di settimane dovrebbero essere secche. A questo punto per preparare l'infuso (che fa davvero molto bene per raffreddori e influenze invernali) si mette un pugno di bacche secche in acqua fredda e poi si porta ad ebollizione. Quando bolle l'acqua, si spegne il fuoco e, se si vuole, si aggiunge qualche foglia di tiglio, che completa bene.

Per la Marmellata, il procedimento è più complesso, Si prendono le bacche creude e le si fa bollire per intenerirle. Una volta intenerite, le si passa in un passaverdura a mano per separare polpa e semi, troppo duri ed indigesti. La composta ottenuta, si mette sul fuoco con zucchero e, se si vuole, un bastoncino di vaniglia (io la preferisco senza). Quello che si ottiene è un composto vellutato e spesso, di colore rosso vivo e dal gusto dolce e aspro assieme. Dipende da quanto zucchero aggiungete. In ogni caso la si mette nei barattoli di vetro e la si fa raffreddare. Poi si sterilizza il tutto.

L'anno scorso abbiamo provato a fare la marmellata, ma la resa è davvero poca. Molte bacche per poca marmellata. Quest'anno ci siamo dati alla tisana, che è davvero potente. Riproveremo.

Purtroppo il caldo di questi giorni, unito all'innevamento artificiale (BASTARDI!) e alla poca acqua, compromettono la produzione dell'anno prossimo. Staremo a vedere, visto che la Rosa canina è una pianta delicata e che preferisce ambienti non inquinati e freschi.

Ah, una piccola nota di chiusura: la Rosa canina è liberamente raccoglibile per i boschi di alta quota. Io preferisco l'alta Val Chisone, al di sopra dei 1800 metri. Buona raccolta. Alla prossima. 


Macelli e macellai nel Nord Italia

due parole — Inviato da ombra @ 18:44

Beh la notizia non è proprio una novità. Però è grave, e visto che nessun media la riprenderà, ad eccezione forse di qualche giornale locale, ve la rimando.

Ho visto il lancio di agenzia qui e qui e mi son incuriosito. E' cosi' che visitando il sito della LAV, si può approfondire la gestione degli allevamenti a terra per mucche.

6 sono gli allevamenti particolarmente disumani (sempre che qualcuno di essi lo sia, umano):

Mercato Ingrosso Alimentare Miac di Ronchi a Cuneo

Macello Calzi a Bertonico di Lodi

Macello Melca a Ponticelli Pavese di Pavia

Macello Unipeg a Pegognaga di Mantova

Macello Caretto Attilio a Sartena di Torino 

Macello Old Bear di Ronchi a Cuneo.

Regolatevi di conseguenza. Per ora potete approfondire con questi .pdf:

Dossier fotografico LAV - Scheda di approfondimento LAV

Certo la questione che a me pare importante, al di là del pietismo che può suscitare la vicenda, riguarda la catena di consumo della carne bovina, ormai diventata parte di un sistema schizofrenico. Ricordo che i bovini sono tra i maggiori responsabili della desertificazione di molte aree africane e latinoamericane. Consumare meno carne di mucca e consumare carne di cui sappiamo la provenienza, non solo fa bene, ma dicono sia utile agli ecosistemi terrestri. 


Post-olimpici?

storiae, Nolimpix — Inviato da ombra @ 13:07

La notizia farebbe ridere se non fosse tragica in ogni suo aspetto. Le montagne ex-olimpiche pre-universiadi si candidano in pompa magna per le olimpiadi di Gap 2018. La politica dei grandi eventi per fibrillare un territorio senza prospettive come quello della Provincia di Torino, fa un nuovo passo. Un'economia che ruota ormai intorno alla copertura dei buchi economici e ambientali con la creazione di altri buchi, giunge a compimento.

Interessante tuttavia notare l'immobilismo di quei movimenti che tanto sembravano incazzati dall'avvento olimpico. Parlavano di militarizzazione del territorio, di ambiente deturpato... ed ora? Ora che le Universiadi non sono diverse dalle Olimpiadi in quanto a sicurezza sia per l'ambiente, chi si muove?

Forse le universiadi offrono un palcoscenico minore, forse il fatto che la neve autoprodotta con i cannoni ci fa apparire tutto sotto una vaga ottica di DIY.

Fattostà che appare quantomeno imbarazzante il silenzio sul delirio che sti personaggi stanno facendo e sulle sue conseguenze.


Auguri non voluti

due parole — Inviato da ombra @ 19:23

Ok, la cosa piu' triste del mio compleanno è stata questa:

"Buon Compleanno! Festeggia con Milleuna TIM: invia questo SMS al nr gratuito 44744 entro i prossimi 7 gg e riuceverai in regalo 10 lune!"

Ma la cosa davvero triste è che sono stati i primi a farmi gli auguri alle 00.01 del 13 gennaio.

Bastardi. 


Universiadi torinesi: il Prucker che mancava

storiae, Nolimpix — Inviato da ombra @ 11:47

Ecco, allora vorrei soffermarmi un attimo su questo problema del clima, segnalando come probabilmente sia corretto l'atteggiamento intrapreso dal pianeta terra per eliminare l'infezione umana che lo assilla. Il pianeta si sta facendo venire la febbre, surriscaldandosi, e la cosa che va sottolineata è come sia normale che se si interferisce sugli equilibri essi cambino a sfavore dell'agente che interferisce. Cioè noi.

Ma il genere umano non sembra preoccuparsene. Certo, si lamenta contro le bizze di un tempo incomprensibile, ma lo fa sprofondando nel luogo comune più gettonato  della storia: "Eh signora, sà... non ci son più le mezze stagioni" che di solito continua con "Ma dove andremo a finire".

Geniale. Certo non si sà dove andremo a finire. E, certamente, qualcuno si sta preoccupando della situazione. Ma lo fa ovviamente cercando di capire come questo interferirà con i suoi interessi. E quindi il caldo primaverile di questi giorni nelle mie zone ex-olimpiche e pre-universiadi fa notizia per ben altri motivi rispetto che, ad esempio, la desertificazione. Ammoniscono da agenzie di stampa e quotidiani on-line, che davvero, il tempo poteva metterci del suo e non fare come quei disfattisti dinoglobalanarcoisurrezionalistipseudoecologistitristi che criticano tutto e tutto boicottano. Proprio no. Uffa.

Tra un delirio e l'altro poi, spicca quello del GENIALE Ubaldo Prucker, manager dei grandi eventi torinesi. Costui, nel delirio della sua sbornia di potere, sentenzia a la Stampa

«Siamo riusciti a preparare la pista nonostante il caldo di questi giorni e gli atleti troveranno le migliori condizioni possibili. Semmai, le difficoltà saranno aumentate da un fondo durissimo: la poca neve non nasconderà le ondulazioni del terreno. Se c’è un rammarico è non avere «sparato» più neve quando la temperatura lo avrebbe permesso: ci si è limitati al minimo indispensabile e adesso qualche preoccupazione non manca. Non per questi tre giorni, ma per le Universiadi che sono alle porte. Incrociamo le dita e speriamo nel freddo» 

L'omino, che sarà pure un gran campione, ma col cervello di un [scegliete voi qui] pensa al suo orticello universitario marcio bestemmiando per non aver prosciugato qualche falda in più. Ma di questi giorni di caldo mediterranei sulle Alpi è contento: non gli farà sentire troppa nostalgia delle vacanze alle Bahamas della scorsa estate. Poverino.

Forse invece di pensare a sparare più neve, se il signor Prucker pensasse alle sparate che fa quando parla oppure a spararsi proprio, non sarebbe male. Sicuramente darebbe il suo contributo per guarire il pianeta. Il migliore.

 
PS: per la cronaca oggi, sulle montagne olimpiche sono previsti 20 (venti) gradi centigradi.
 


Oggi no.

due parole — Inviato da ombra @ 09:28

Ok questa mattina il mondo è difficile.

Ieri la riunione di Indy_TO è finita tardi. Troppo tardi. E io non sono di Torino. Quindi ho circa un'ora di viaggio fino a casa. Ma sarebbe stata un'ora se non ci fosse un tempo con le coliche renali che fa in modo che ci sia la nebbia a gennaio. Quindi il tempo di percorrenza si allunga di un buon 50% arrivando ad essere insostenibile. Dopo 3 ore di sonno tormentato eccomi di nuovo in piedi, barcollando. Alle 7.26 ho il pullman per andare al lavoro. Alle 7.00 la sveglia. Mi trascino fino alla stazione e mi accascio su un sedile. Il viaggio è come se non esistesse. Passa in un lampo, e mi trovo catapultato nella piazza del paese dove lavoro. Pur essendo in montagna non fa freddo, e ciò non mi mette a mio agio. Mi caracollo in un bar, sperando nelle proprietà psicoattive del caffè. E qui capisco COME sarà questa giornata. Mangio una brioche e aspetto il caffè. Arriva. Lo assaggio. Sà di bruciato. Porco dio.

Arrivo in radio, faccio la rassegna stampa. Ed ecco la seconda notizia del cazzo. In un orto della provincia di Cuneo sono maturate le fragole perchè la notte non gela. Meno male. Il mondo finirà presto. 


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