ombra

Il primo golpe dell'era Obama

due parole — Inviato da ombra @ 16:39

29/06/2009

Visto che in Italia, anche tra i blog affini, ne parlano in pochi, vorrei soffermarmi velocemente su di un dato politico molto interessante della geopolitica mondiale: il primo golpe dell'era Obama. 

E' interessante che la notizia di un colpo di stato in Honduras non sia notiziabile in Italia, luogo in cui come nel resto del mondo, si sta santificando la figura messianica di Obama come il "campione della politica del dialogo" a livello internazionale. Eppure i fatti parlano chiaro. Quello in Honduras è stato un colpo di stato militare condotto da elite formate nella School of America, il luogo di training della CIA per i militari impegnati in Sud America. Il luogo in cui sono stati formati i peggiori torturatori dei regimi latinoamericani.

Romeo Orlando Vasquez Velasquez, colui che ha dato il via al colpo di stato, era formato lì e balzano agli occhi le sue connessioni con Washington.

Non se ne parla, perchè bisogna santificare l'amministrazione Obama ed il nuovo corso della sua politica. Così come non si parla della tenace resistenza che gli honduregni stanno mettendo in atto contro i militari. Per leggere di queste cose, bisogna sapere l'inglese o lo spagnolo, ed andarsi a spulciare i media regionali. Pochi i contributi in italiano. Tra questi segnalo Latinoamerica, Peacereporter e Altrenotizie.

I militari sparano, torturano e uccidono. L'Europa tace, gli Stati Uniti aspettano. Il Nuovo Corso è in atto. Il primo golpe dell'era Obama.


[Torino G8 University Summit] La Stampa puzza di marcio

due parole — Inviato da ombra @ 11:40

15/05/2009


La stampa locale e nazionale è forse l'elemento della "cultura" del nostro paese più facilmente influenzabile. Bastano poche parole scritte sul web, nell'era del net-journalism, che esse vengono riprese, interpretate e risputate dalla stampa "ufficiale". E' la stampa dello scandalo che gode nel suo brodo.

Facciamo un esempio:

Questo brano è tratto da qui:

Le reti studentesche hanno intessuto una fitta rete di proteste nelle giornate del vertice e in quelle che lo precederanno. Un'occasione per parlare di "beni comuni", esperienze europee di contestazione studentesca (dalla Francia alla Grecia) e per riannodare i fili dell'Onda.

A sua volta è un articolo scritto seguendo anche il programma di uno dei due controvertici. In particolare questo:

Dibattito: lotte studentesche europee a confronto con delegazioni da Francia, Grecia e Spagna.

Oggi La Stampa, che evidentemente non ha letto nulla per documentarsi, ma ha solo consultato il "tam-tam", scrive:

Nei giorni scorsi le forze dell’ordine avevano espresso il timore che in occasione delle manifestazioni pubbliche in calendario possa crearsi una "saldatura" tra alcuni giovanissimi, esponenti dell’anarco-insurrezionalismo e altri estremisti. Senza contare che, stando al tam tam su internet, potrebbero arrivare a Torino anche anarchici greci, spagnoli e francesi.

E il gioco è fatto. La notizia inventata e costruita, distorta e usata per i comodi. Basta cambiare qualche parola. Solo puzza e morte, su La Stampa. Lo sapevamo.


Arrivederci a l'Aquila

due parole — Inviato da ombra @ 13:57

13/05/2009

Un bel video di presentazione degli appuntamenti estivi.

Our so-called 'Leaders' are meeting again to hold another G8 summit. Another demonstration of capitalist avarice and hipocrisy. We must be there to stop them. We must be there to save the planet. We must be there to build the better future. 

 


 


Alla ricerca del sinonimo, ovvero la paura del fantasma Pinelli

due parole — Inviato da ombra @ 17:28

11/05/2009

Dunque, questa notte accade questo. In sostanza, qualcuno a cui non è piaciuta per nulla la parata del volemose-bbene e la retorica del "lasciamoci il passato alle spalle" senza alcuna critica e/o analisi del recente passato della penisola, ha scritto quel che pensava sulle serrande di un quotidiano e su quelle di tre sedi del Pd.

La "notizia" è tutta qui, e infatti l'ANSA la riporta senza troppa convinzione alle 11 di questa mattina, copiando quel che vede scritto su Indymedia.

TERRORISMO: SCRITTE CONTRO CALABRESI SU SEDI LA STAMPA E PD
(ANSA) - TORINO, 11 MAG - "Calabresi assassino, Pinelli assassinato. Nessuna pace con lo Stato": è la scritta, firmata dalla Federazione anarchica Fai, comparsa durante la notte su muri e serrande di tre sedi torinesi del Pd e sul palazzo del quotidiano La Stampa di cui, da pochi giorni, Mario Calabresi, figlio del commissario ucciso,  direttore. Un comunicato diffuso dagli anarchici spiega: "Le scritte sono comparse sulle mura del partito di Napolitano che riscrive la storia mettendo sullo stesso piano carnefici e vittime". Le sedi del Pd sono quelle di via Mazzini, via Cervino, via Beaulard, imbrattate dopo l'incontro tra le vedove del commissario Calabresi e dell'anarchico Pinelli, promosso dal presidente della Repubblica. (ANSA).

A questo punto, come al solito si scatena la rincorsa di dichiarazioni, che come al solito si concentra più sulla ricerca del giusto sinonimo delle parole "solidarietà", "incivile", "condanna" e "grave". E' stupefacente come l'arte della retorica possa concepire così tante varianti dello stesso testo precompilato.

Ve li riporto, ma prima vi incollo la giusta colonna sonora, che dovreste attivare:

 

E via:

 (Continua)

Web-populismo e presunto web 2.0

due parole — Inviato da ombra @ 18:58

09/05/2009

Internet è per chi sà leggere. Uno degli assunti più veri della storia. Ma internet non è solo questo: ad esempio può essere unutile modo per parlare di cose che non si conoscono, riempiendosi di boria e puzzolente saccenza. E' il caso della parola "web 2.0" che sinceramente mi ha stancato, da quanto viene usata da chiunque per dire qualsiasi cosa credendo di aver scoperto un modno inesplorato. E facendo la figura dei deficenti. E' il caso di Caludia Porchietto, l'onomatopeica candidata Lega-Pdl alla Provincia di Torino ed è il caso di questo.

In sostanza si presenta l'avventura WEB2.0 della signora Porchietto. E si dice così:

Un grande successo è stato registrato in questi giorni dalle piattaforme 2.0 attivate da Claudia Porchietto, candidata del centrodestra alla presidenza della Provincia di Torino.
Mettendo in pratica uno dei capisaldi del suo impegno nel rinnovamento amministrativo del territorio, Claudia Porchietto ha aperto il suo sito, www.claudiaporchietto.it, dal quale si diramano diversi canali di discussione sulla politica e sulla gestione dell’ente Provincia. Si tratta di un blog, di tre social network (Facebook, Linkedin e Ning) e di diverse piattaforme sharing.

A parte il fatto che le diverse piattaforme sharing non ho capito cosa possano essere, nel senso che se non specifichi, per me potrebbe essere anche Emule. In ogni caso il dato interessante riguarda il fatto che dopo la vittoria di Obama, sembra che un politico non possa più fare a meno del WEB2.0 per poter vincere e convincere.

C'è un dato di fondo che tuttavia è errato. Guardando e pasticciando con i vari strumenti attivati da Porchietto si ha subito l'impressione di un dato stonato: sono strumenti per la maggior parte unidirezionali e sicuramente uno la copia dell'altro. Una sorta di vecchi sito statico copincollato paro paro su una decina di diversi siti dinamici, dove l'interazione passa attraverso quello che decide Porchietto. E cosi' il facebook di Porchietto è la lista delle cose che ha fatto o fa Porchietto + qualche commento di qualche fan (e non ci sono dubbi che essi esistano, ma ci son solo quelli); il flickr di Porchietto è una inutile e noiosa serie di foto di Porchietto; il blog di Porchietto è una copia di facebook di Porchietto; il canale Youtube di Porchietto è la serie di video degli incontri fatti da Porchietto; il linkedin di Porchietto (posto di sapere quanti in provincia usano linkedin) è il cv di Porchietto; il Ning di Porchietto nessuno sa cosa sia, se non una copia delle cose precedenti. 

Questo non è WEB2.0. Questo è voler usare uno strumento che non è il WEB2.0, è uno strumento o una serie di strumenti. Senza la relazione reciproca, senza lo scambio e la convergenza di culture, non si ha web 2.0. Si ha web-populismo. Che è diverso.

E' sempre piu' normale nel panorama mediatico odierno, confondere il mezzo (lo strumento) e il fine (la tipologia di comunicazione), pensando che basti uno Youtube del cazzo per essere 2.0. Il dato essenziale tuttavia è sembra fare tanto figo, essere 2.0. Ma la maschera cade subito e così il blog della Porchietto non ha commenti, il facebook della Porchietto ha qualche centinaio di iscritti, il linkedin della Porchietto nessuno sa cosa sia e sullo Youtube della Porchietto, ad oggi, campeggia un commento di uno dell'Italia dei Valori. Web-tristezza o web-miseria?

PS: ma poi mi consolo perchè Porky ha appena scritto sul suo facebook:

Claudia Porchietto: Se le indiscrezioni dovessero essere confermate, l’impatto che la chiusura di Mirafiori avrebbe sull’economia del nostro territorio sarebbe molto preoccupante Sono pronta a incontrare Montezemolo per difendere le realtà produttive del territorio”
Dormo sogni tranquilli. Che figo il WEB2.0. Quanto mi sento più vicino alla politica.

Ogn'un cerca di star sopra il compagno

due parole — Inviato da ombra @ 09:45

05/05/2009

Era il 1690 e il mondo veniva raffigurato in questo modo:

E' importante ogni tanto ricordarsi come tutto cambi conservandosi.

L'immagine è tratta da qui ed ha questa licenza.

PS: ogni riferimento al "presente" o ai vari significati della parola "compagno" è puramente casuale.


P2P seeding: orti e scambi

Orti e autoproduzioni — Inviato da ombra @ 19:39

04/05/2009

Parliamo di orti

 


 

Mentre sembrano essere passate le piogge torrenziali di qualche giorno fa, dò un'occhiata al mio orto e scopro con piacere che i solchi e le opere "irrigue" hanno tenuto molto bene. Ieri ho dovuto solo rincalzare un po' i solchi, ma nel complesso direi che l'orto sta più che mai in forma. Eccolo:

 

 (Continua)

Liberati da IKEA: come autocostruirsi un mobile

Orti e autoproduzioni — Inviato da ombra @ 14:47
01/05/2009

"Per fare un tavolo, ci vuole il legno". Così inizia una famosa canzoncina da bambini. Ed è la verità. Nella costante e spesso purtroppo incoerente ricerca dell'emancipazione dalle filiere del commercio, in questi mesi abbiamo deciso di provare a costruirci parte dei mobili di cui abbiamo bisogno. Uno di essi era un mobile che ci serviva per la cucina. Doveva essere basso in modo tale da poterci cucinare sopra appoggiandovisi, ma decisamente spazioso, visto che abbiamo deciso di aborrire i pensili. Ci dovevano stare le stoviglie e parte delle provviste. Una sorta di parte sotto di una credenza , un po' allungata.

Dopo 2 settimane di lavoro, nei ritagli di tempo, per un totale di 3 giorni lavorativi per 3 persone, ce l'abbiamo fatta ed ora abbiamo un mobile tutto nuovo e fatto da noi, autocostruito. Non è stato difficile, ma devo sottolineare che avevamo con noi una persona che qualcosa a propostio di legno la sapeva. Non siamo insomma partiti assolutamente da zero. Ma siamo partiti da 4 assi :). Per il resto, ovviamente, autocostruirsi un qualcosa che ti serve per la vita quotidiana, crea gioia infinita e ti emancipa decisamente dal mercato unificato dell'IKEA pensiero.

Dedico questo post, datato 1° maggio, ai lavoratori Ikea, che in questo periodo sono in agitazione. May day, May day.

 (Continua)

La dottrina dello shock e la febbre (o influenza) suina in Messico e nel mondo

due parole — Inviato da ombra @ 12:42

28/04/2009

Da questo interessante blog:

Mi hanno consigliato un video molto interessante sulla shock doctrine della CIA che mira a produrre shock nelle persone e nelle società per generare cambiamenti generali o reazioni alle crisi.

 


 

Le crisi ci sono, l’influenza c’è. Ma come reagiamo e come le percepiamo noi? Che diceva il neoliberista Milton Friedman sulle aspettative?   Sono più importanti della realtà.

Consiglio anche l’articolo di Matteo Dean:

http://matteodean.blogspot.com/2009/04/citta-del-messico-cittadinanza-in.html

 


Uccidevano in buonafede: dalla Liberazione al Popolo delle Libertà

due parole, Cose pese — Inviato da ombra @ 20:40

25/04/2009

C'è un dato interessante del discorso fatto oggi da Ignazio La Russa, il padrino politico dello sdoganamento dei ragazzi di Salò. Colui che ha fatto bandiera dell'assoluzione dei crimini della RSI. Ce lo ricordiamo l'anno scorso, prodigarsi per primo per l'equidistanza tra partigiani e repubblichini.

Oggi La Russa ha fatto il suo discorso, in quanto Ministro della Difesa. Eccolo:

 

 

Il dato interessante arriva al minuto 4:20, dove La Russa parla degli uomini morti per il proprio ideale. Tutti. E poi li cita:

Edagardo Sogno:Uomo dei servizi segreti inglesi e americani, poi protagonista del cosiddetto golpe liberale.

Randolfo Pacciardi: che La Russa dice (quasi strozzandosi) essere comandante partigiano, ma che in realtà dal 1940 viveva negli USA dopo aver combattutto in Spagna. E quindi NON era partigiano. Esponente dell'ala destra del PRI, fu sospettato di aver appoggiato il piano Solo e di avere simpatie fasciste.

Salvo D'acquisto: il Carabiniere salvatore della fiction revisionista.

Per La Russa questi sono i combattenti da ricordare (a parte quei "tanti partigiani" che alla fine riesce a biascicare).

Per il resto, per La Russa e per Berlusconi che ha parlato ad Onna, si è definitivamente abbattuto il muro delle divisioni e bisogna considerare la buonafede di chi ha combattutto dalla parte sbagliata. La consacrazione di chi ammazzava in buonafede: il nocciolo madre del revisionismo. Eppure Berlusconi è chiarissimo nel ribadirlo e nel ribattezzare il 25 aprile come la festa della libertà. E su questa appropriazione semantica e sdi significato si gioca la battaglia di senso sul ricordo della Liberazione.

 


Berlusconi con il suo discorso si è appropriato del 25 aprile, inserendolo all'interno della storia del Pdl sia dal punto di vista simbolico (il richiamo alla Libertà e l'unità di parti diverse per un unico obiettivo, cosa che accadde nella lotta di liberazione ed è accaduta con la nascita del Pdl) sia dal punto di vista del significato (la cessazione di ogni divisione e di ogni distinzione tra chi combattè dall'una e dall'altra parte). Questo è l'obiettivo dichiarato dei postfascisti di oggi, che rimescolando nella memoria, stanno riscrivendo la storia.

***

Piccolo update: Giorgio Bocca e il 25 aprile - "Il peggiore della mia vita"


L'orto che non ti aspetti

Orti e autoproduzioni — Inviato da ombra @ 13:10

25/04/2009

Ci sono periodi in cui tutto accade velocemente e non riesci a stare dietro agli eventi. Uno di questi periodi è quello che sto vivendo.E capita che in un lasso di tempo molto breve tu ti ritrovi in una casa finalmente a misura di vita e con la possibilità di tornare a fare l'orto. 

Io ho un grande pregio/difetto (dipende da dove lo prendi): se ho a disposizione della terra divento compulsivo e devo metterci le mani, pacioccare, rivoltare, curare. Così ho praticamente monopolizzato il giardino intorno a casa mia, cercando di creare le condizioni per un orto e un angolo spezie.

Autoprodurre è meglio di comprare.

Situazione orto:

Rivoltata la terra e concimata l'area - (inizio marzo)

Aggiunto terriccio e humus da altro luogo viste le precarie condizioni del sito (misto di ghiaia e terra argillosa) - (metà marzo)

Lasciato riposare il terreno, con frequenti rastrellate per ventilarlo, spezzare le zolle  e togliere le pietre - (fine marzo)

Messo a dimora i piantini di: zucchine, pomodorini, cavoli estivi, insalata "foglia di quercia" e prezzemolo - (inizio aprile)

Testato il tutto dopo le forti piogge: i solchi tengono e le piantine han preso - (metà aprile)

Ora ho un orto urbano come Obama. Anzi, direi, lui ce l'ha come me :P

Situazione spezie:

Smosso la terra nell'angolo selezionato e creato un muretto a secco rialzato rispetto al suolo, con due differenti livelli- (fine marzo)

Riempiti i livelli con terriccio, concime e terra (non troppo concime) - (fine marzo)

Trapiantate maggiorana, timo, timo al sapore di limone, salvia, rosmarino, origano e santoreggia - (inizio aprile)

Tra qualche giorno semino anche l'erba cipollina e la camomilla.

Presto le foto. Buon 25 aprile.


Pulizia semantica

due parole — Inviato da ombra @ 15:38

14/04/2009

Il terremoto porta sempre novità. Fino a due giorni fa, tutto l'arco politico intimava chiunque volesse vedere un po' oltre la tragedia, di evitare polemiche. Devono essersi ricreduti. Devono aver trovato uno sfogo degno del modo in cui hanno trattato la vicenda. Per altro vorrei capire da quale pulpito Maria Grazia Bruzzone possa dare dello sciacallo a Santoro. Il bue che dà del conuto all'asino.

E intanto la Stampa ci "gratifica" parlando di "edifici assassini". Sono gli edifici ad essere assassini, non chi li costruisce. 


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