ombra

Offri un dito a Maroni

segnalazioni — Inviato da ombra @ 09:22
05/07/2008
 

Colpevoli di scaricamento

segnalazioni — Inviato da ombra @ 05:58

02/07/2008

 

 

In Portogallo un uploader è stato condannato a novanta giorni di carcere per caricamento di materiale coperto dal copyright, e sarebbe stata applicata una pena così severa per dare l’esempio. 90 giorni di carcere.

Negli Stati Uniti, Daniel Dove, uno degli amministratori di EliteTorrents (uno dei tracker BitTorrent più popolari tra il 2003 e il 2005,responsabile della pubblicazione della prerelease di Star Wars Episodio III “La vendetta dei Sith” ben 12 ore prima della sua uscita) è stato condannato da una giuria per violazione di copyright.  

In Italia, 4 persone richiano fino a 4 anni di galera, per aver condiviso illegalmente musica, video e giochi. Enzo Mazza, presidente della Fimi, la Federazione dell'industria musicale italiana, ha applaudito l'operazione, sottolineando che «colpisce un importante sistema di intermediazione di contenuti illeciti con numeri consistenti, una vera e propria centrale di spaccio di musica illecita». L'analogia tra lo scaricamento di musica e lo spaccio di sostanze stupefacenti è una perla.

La moderna caccia alle streghe continua ognidove.


Lessici ed estetiche intorno alla Tav

segnalazioni — Inviato da ombra @ 05:22

01/07/2008

Leggo un interessante articolo de La Stampa a proposito della Tav. In realtà dovrebbe essere una infografica di quelle sfigate che sono soliti proporre sulle orrende pagine web che contraddistinguono l'edizione on-line del giornalaccio. Ma, ovviamente, non funziona. La cosa interessante è tuttavia un'altra: la TAV (nome ormai percepito come minaccioso e controverso) cambia nome. Diventerà F.A.R.E.: Ferrovie Alpine Ragionevoli ed Efficienti. E lo sappiamo perchè è cambiato il nome. Volete mettere quanto rassicurante può essere per il nonnetto alpino media, quell'acronimo assolutamente senza significato, che contiene le parole Ragionevolezza ed Efficenza. Una sigla studiata per benino a tavolino che rappresenta il nuovo fronte dell'assalto dei Si Tav alla Val Susa: quello mediatico.

A questo si contrappone la sregolatezza della grafica No Tav, che dopo aver reinterpretato in modo geniale l'epopea di Asterix, Obelix ed il villaggetto gallico che resiste ai romani invasori e portatori della civiltà, misteriosamente scivola proprio sulla metafora creata ad hoc.


Sul flyer del Campeggio Notav (clicca sull'immagine per ingrandirla) di fine luglio troviamo infatti una curiosa immagine di sfondo dove accanto ai personaggi gallici ed ai vari popoli da loro incontrati, ci sono a braccetto alcuni consoli e centurioni romani, intenti a brindare con loro. 

Svista o lapsus? :)


4 luglio - IndYpendence Day

segnalazioni — Inviato da ombra @ 08:50

30/06/2008

 

 

E' ormai da più di un anno che i nodi italiani di Indymedia hanno ricominciato a lavorare sui territori riportando in contesti locali le pratiche e i principi che sostanziano/animano il lavoro del Network Internazionale di Indymedia. La necessità di creare contesti e spazi in cui chiunque potesse continuare a diventare il proprio media, attraverso meccanismi di pubblicazione aperta e di tutela della privacy, rappresentava infatti una realtà che doveva continuare a trovare spazi di
esistenza e che quindi non si concludeva con la chiusura di Indymedia Italia.

Le limitazioni e i meccanismi dell’informazione mainstream non sono cambiati nel corso di questi anni e lo squilibrio di potere dei processi bdi comunicazione si è mantenuto intatto, quando non rafforzato. Oggi il compito della comunicazione indipendente non è solo più quello di offrire uno spazio dove consentire la libera pubblicazione di contributi ed una narrazione "altra" della realtà. Proprio per la rapida evoluzione del web in questi ultimi anni e la sempre più diffusa accessibilità dello
strumento, oggi diventa fondamentale salvaguardare la peculiarità del metodo di Indymedia e rendere più fruibile e sinergica l'enorme quantità di informazioni che nella rete si distribuiscono, in modo da renderle facilmente reperibili ed efficacemente utilizzabili.

E' per questo che i nodi italiani di Indymedia nati in questi anni hanno deciso di aprirsi ad un progetto nazionale attraverso la costruzione di un aggregatore. Un luogo nel quale convogliare e moltiplicare le energie e i flussi di comunicazione provenienti da luoghi diversi, che si compone delle diverse visioni e pratiche di mediattivismo determinate dai bisogni contingenti e dalle necessità che ogni territorio esprime.

L’aggregatore può generare una comunità diffusa, risultato della collaborazione di molteplici reti di attivisti, centri sociali e realtà che si occupano di comunicazione, che individuano in italy.indymedia.org il catalizzatore della narrazione dal basso della realtà. A tutt’oggi, percepiamo ancora l'importanza di una piattaforma di riferimento su cui far convergere le specificità dei progetti di informazione indipendente locali in lingua italiana e di offrire un'occasione di produzione, elaborazione e diffusione dei contributi da
essi prodotti, legati ad un modo orizzontale di gestione della comunicazione, nel senso più estensivo di questo termine. Il lungo processo di ridefinizione dei mezzi e degli scopi di Indymedia Italia si è concluso in questa sua prima parte.
Se ne apre una nuova.

Il 4 luglio 2008 Indymedia Italia torna online.


L'IndYpendence Day non è solo una data. E' un simbolo.
Nel 1054 per i cinesi, era l'esplosione della Supernova del Granchio.
Nel 1865 per gli inglesi era la pubblicazione di Alice nel paese delle meraviglie.
Nel 1880 per i Pistoiesi era la nascita dell'anarchica scrittrice Leda Rafanelli.
Ogni anno, per tutti, è l'afelio, il giorno in cui la Terra è alla sua massima distanza dal Sole.

Per noi, nel 2008, significa il ritorno di un progetto collettivo e indipendente di informazione.

4 luglio - IndYpendence Day
Voi fate i piani - noi la storia


http://italy.indymedia.org

 


 


Lucidità

due parole — Inviato da ombra @ 12:21

29/06/2008

Degli anni di piombo «non si può ancora parlare, perchè lo Stato che invita a tacere è l'unico che non ha fornito fonti documentali su quello che è accaduto nel 1969, sulla strategia della tensione, su un periodo buio che ha scatenato un casino...».

Bisogna dire che Curcio rappresenta a tutt'oggi uno dei più lucidi protagonisti di quel periodo. Un periodo che aspetta ancora di avere una rielaborazione decente, libera dalle cazzate e dalla propaganda.

Razza: paura eh?

segnalazioni — Inviato da ombra @ 10:15

28/06/2008

E così ci siamo arrivati. Siamo arrivati alla schedatura etnica, dove il termine "etnia" sostituisce e combacia perfettamente con quello di "razza". Come per le "missioni umanitarie", che non sono altro che un modo gentile per definire gli interventi militari all'estero, anche la parola etnia (genericamente considerata come più dolce e non discriminante) fa il suo ingresso nel vocabolario italiota. Una scelta, questa, che priva la parola del suo significato originario, ben preciso e distinto da quello di "razza".

Al di là di questo scippo culturale, è ormai normale sentir parlare di etnia. Ok, diamolo per assodato e passiamo oltre.

Gli esponenti di questa maggioranza di governo hanno deciso di prendere le impronte digitali a tutta la popolazione Rom (dove per Rom, penso che intendano l'insieme delle popolazioni di origine tzigana, ma, ovviamente, è solo una semplificazione mediatica, mica ignoranza, ci mancherebbe), bambini compresi. Questo popolo/non-popolo conta in Italia 160.000 appartenenti. Nel 1994 erano 110.000. Stiamo parlando di questi numeri. Stiamo parlando di una popolazione che oggi conta all'incirca per lo 0,3% della popolazione italiana. Eppure, proprio perchè questa popolazione è aumentata del 50%, passando dallo 0,2% allo 0,3%, essa viene additata come "un problema". Intendiamoci, se una minoranza così piccola è in grado di mettere in crisi un intero sistema statale, direi che questo sistema è quantomeno fragile. Ma il punto non è questo. Il punto è che noi stiamo ragionando sul fatto che questa minoranza di persone, al suo interno contenga una minoranza di persone che sfrutta dei minori mandandoli a chiedere l'elemosina. Tutti, dal Pdl al Pd, si spremono le meningi per capire in che modo fermare questa barbarie dello sfruttamento minorile di questo popolo, EVIDENTEMENTE inferiore. Tra tutti spiccano la nipote del fu Duce e il più stronzo della compagnia, che sembrano essere diventate le due nuove celebrità dello starsystem mediatico-informativo e che aggiungono che oltre all'accattonaggio, gli adulti Rom userebbero i figli nell'ambito della prostituzione e del traffico di organi. Ora, a parte l'evidente razzismo che parte da un singolo caso per generalizzare all'intera etnia razza un comportamento, devo dire che si vede davvero molto che i due compagni di merende non hanno assolutamente idea di quel che stanno dicendo. Non conoscono la realtà dei campi nomadi e sono mossi da altri intenti.

Per inciso, per chi voglia capire di cosa si sta parlando, segnalo una ricerca [pdf 1.1 MB] che riguarda il Piemonte, ma che da un dato di composizione e diffusione dei popoli zingari, che puo' essere esteso anche ad altre zone. La ricerca , secondo me, fatta bene ed è condotta da gente che di questi temi ha una conoscenza approfondita. Forse leggerla permette di capire determinate cose che vengono spesso lasciate sospese.

A questo si contrappone l'idiozia di personaggi come Rizzo che, in evidente difficoltà su La7, si mette a proporre come strumento efficace per la schedatura, l'esame del DNA. Complimenti per la discontinuità.

Il nodo centrale, a mio avviso, l'ha colto Moni Ovadia, che ieri sera si chiedeva se in Italia ci fossero sfruttamenti minorili più leciti e sfruttamenti minorili meno leciti. Perchè è eviente che se si vuole combattere lo sfruttamento minorile, si debba partire da dove esso è presente in massa. E si sta parlando di quei quartieridi periferia delle grandi metropoli del sud Italia, dove i bambini non solo non hanno alcuna possibilità di una vita decente, ma sono immersi in un tessuto mafioso che li usa a piacimento. Si chiedeva, Ovadia, perchè il Governo non avesse pensato ad un intervento anche in quei casi. E la conclusione era: "Paura eh!" 

Già. Paura.


Copyleft festival

segnalazioni — Inviato da ombra @ 17:53

27/06/2008

 

 

E visto che fa caldo, parliamo un po' di musica, licenze libere e cinema. E' di qualche tempo fa la notizia che i Bollini SIAE sono fuffa del passato. Ottima notizia, direi.

Se siete giovani (o meno giovani) registi e/o filmaker indipendenti e scevri da ogni velleità legata al copyright, forse vi farà piacere sapere che ad Arezzo, nel prossimo settembre si terrà il Copyleft festival, ovvero il festival di corti indipendenti e posti sotto licenze libere.

Uno degli aspetti interessanti del Festival è che i corti dovranno utilizzare musica sotto CC, reperita su di uno dei molti siti che propongono brani liberi.

Davvero un'occasione da non perdere. 


Un anno senza api

due parole — Inviato da ombra @ 17:17

26/06/2008

 

 

Questo è un anno senza api. Avevo sentito di striscio la notizia in primavera, ma in quel frangente non avevo davvero capito bene di cosa si trattasse. Le api qui da me non ci sono più. Le poche che volano sono spaesate e intontite. Va un po' meglio in montagna dove qualche sciame è sopravissuto.

Dicono che forse è colpa di un agente chimico usato per concimare il mais. Dicono che centri anche l'alto e progressivamente sempre più invasivo inquinamento elettromagnetico. Fattostà che questo è un anno davvero strano e la mancanza degli insettini pungigliosi e produttori di miele, si fa sentire. Un po' come succedeva nei cartoni animati.

Solo che nella realtà la mancanza delle api nei campi è davvero un problema. Non solo per i fiori meno impollinati.


Solstizi indyani

due parole — Inviato da ombra @ 20:25

20/06/2008

Domani è il solstizio d'estate. Una data importante, anche solo a livello simbolico, per un fricchettone nel profondo come me.

Sarà un caso che domani inizia il XII Meeting nazionale di Indymedia Italia a Bologna?

Non credo alle coincidenze, ma parto sereno e con un po' di curiosità.

 


 


I will survive [forse]

segnalazioni — Inviato da ombra @ 06:39

20/06/2008

Sto parlando troppo spesso di cose serie. Invece ogni tanto bisogna arieggiare il cervello. E svagarsi.

E You Tube in questo puo' rappresentare un bell'aiuto. Come ad esempio un video davvero fatto bene in cui si vede un Gesù Cristo un po' speciale. Per quei giorni un cui non sai come esprimere la cagnugna che ti cade addosso.

 


 


Il gusto italico del prodotto tipico

due parole — Inviato da ombra @ 19:48

19/06/2008

Mi han sempre fatto molto ridere tutte quelle persone che negli ultimi anni si vedono spesso nelle sagre di paese e negli appuntamenti enogastronomici di qualsiasi territorio italico e che si improvvisano assaggiatori ed intenditori di sapori e gusti.

Sono buffi con i calici di cristallo, mentre ruotano dosi cavalline di vini e spumanti. Sono buffi mentre sperimentano improbabili accostamenti di cibi che probabilmente mai sono stati nello stesso piatto insieme.

Sembra essere diventata la nuova moda italica che, mentre riscopre il sapore del sangue dell'immigrato picchiato e intercettato sulle coste, mentre riscopre la necessità di capri espiatori per lavarsi la coscienza, si diletta nel risvegliare i sapori che la terra del sacro suolo nazionale gli dona.

Intendiamoci.

So apprezzare e propendo spesso per i prodotti autoctoni e della terra, possibilmente esterni alle filiere lunghe e da supermercato. Mi fanno semplicemente ridere quelli che si impellettano il viso e gonfiano le garretti ogni qual volta possono mostrare improbabili competenze nella selezione dei gusti. Magari correlando il tutto con un'occhio pendulo e qualche parola ostentante sicurezza d'azione.

Anche perchè speso sono gli stessi che tornando a casa si abbuffano di lipidi, grassi saturi e prodotti di plastica, giustificandosi dietro ai prezzi convenienti. Quanto biasimo per tutto questo ormone sprecato.


Questioni di sicurezze

due parole — Inviato da ombra @ 05:37

19/06/2008

Nel 2002, in Colombia succedeva questa cosa qui:

Il Governo colombiano ha decretato, il 10 settembre, la detenzione, di eventuali sospettati, senza l'autorizzazione giudiziaria, l'intercetazione delle comunicazioni e la creazione di zone speciali sotto l'autorità militare, tutto questo all'interno dello "stato di emergenza" dichiarato lo scorso 11 agosto.
In un comunicato, l'esecutivo del Presidente Alvaro Uribe, intende dare al Governo la possibilità di “snellire i procedimenti stabiliti per la cattura di persone”, sulle quali esistano “seri indizzi nell'aver commesso delitti o essere pronti a commetterli”.
L'entrata in vigore del "Decreto 2002" consente l'intercettazione e la registrazione, con qualsiasi mezzo tecnologico, delle comunicazioni. Altresì impone ad ogni cittadino straniero di comparire davanti alle autorità colombiane quando gli sia richiesto, pena l'espulsione dalla nazione.

C'è da dire che per una volta bisogna dare ragione a Chiamparino e Di Pietro, che paragonano l'Italia odierna a paesi come la Colombia. Ma c'è un ma. Chiamparino e company,nel loro denunciare la militarizzazione del territorio, partono da un punto di vista singolare, che sostanzialmente si puo' riassumere cosi':

"Non mandate i militari. Basta incrementare uomini e mezzi delle polizie per ottenere un risultato molto più efficace".

Il punto è che l'idea di partenza è la stessa: bisogna garantire la sicurezza dei cittadini. La differenza sta solo nel come farlo, non nell'idea stessa di sicurezza. 

La cosa interessante è che dopo tanto riempirsi la bocca di sicurezza, comincia a trapelare l'idea di quale sicurezza avessero in mente molti di quelli che stanno prendendo decisioni in questi mesi.

Mi ha molto colpito un'indagine di pochi anni fa: l'ottavo rapporto sulla sicurezza in Trentino. In realtà è un rapporto piuttosto corposo che riguarda l'Italia e l'Europa. Un dato interessante arriva da due dei faldoni del rapporto, presenti nel capitolo 1. Quello che riguarda l'Europa e quelo che riguarda l'Italia. [Entrambi PDF]

Molto interessanti per capire i dati reali rispetto a quali siano i crimini in ascesa e quali in diminuzione. Ad esempio i reati sessuali aumentano, mentre diminuiscono i reati violenti di strada.

Già.

E anche altri rapporti sono concordi nel dire che l'Italia è uno dei paesi più sicuri al mondo. Questo in teoria, razionalmente.

Ovviamente i meccanismi sociali di condizionamento non si sviluppano attraverso la logica e la razionalità. E questo per certi versi è un bene. Detto questo risuona nella mia mente una frase che ho riletto su di un libro qualche tempo fa:

"Una società che soffoca le minoranze è una società malata". Era Nuto Revelli ed il libro è Il mondo dei vinti.

La sicurezza è una questione di percezioni.
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